Il compagno muore, lei si presenta al notaio ma il testamento per l’eredità è falso: indagata 50enne di Canosa

Una 50enne residente a Canosa è indagata con l’accusa di aver presentato un testamento falso per ricevere l’eredità del compagno, scomparso negli scorsi mesi.

La donna, secondo quanto ricostruito, si è presentata davanti ad un notaio e ha estratto il testamento in cui viene nominata erede universale. Ma secondo la procura di Trani il documento è falso.

Così ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini preliminari, notificato dalla sezione di polizia giudiziaria e firmato dal pubblico ministero Marcello Catalano. Nell’eredità sono compresi beni mobili e immobili, conti correnti e anche due cani.

Bari, muore in un centro massaggi. Aperta inchiesta titolare indagata: è il secondo decesso in pochi mesi

Un commercialista barese 60enne è deceduto durante una seduta di massaggi in un centro benessere di Picone, a Bari. La vicenda è finita al centro di un’inchiesta della Procura.

Secondo i primi risultati dell’autopsia, l’uomo è deceduto a casa di un infarto ma la relazione conclusiva sarà depositata tra due mesi. Non si esclude l’ipotesi che il malore possa essere stato causato dall’assunzione di una sostanza.

Le indagini dovranno infatti accertare se all’interno dei locali venissero praticati solo massaggi o anche rapporti sessuali. Nel centro infatti sono stati trovati anche farmaci di diversa natura. nmnSul corpo della vittima sono stati eseguiti anche accertamenti tossicologici.

L’inchiesta è stata aperta in seguito alla denuncia presentata dalla compagna del commercialista con le ipotesi di sfruttamento della prostituzione e morte come conseguenza di altro reato. Al momento l’unica indagata è la proprietaria del centro, una 42enne italiana, ascoltata già dai Carabinieri assieme alle massaggiatrici.

In uno dei telefonini sequestrati della vittima sono stati trovati numerosi messaggi per prenotare gli appuntamenti e per intrattenersi online con alcune delle operatrici. Acquisita anche tutta la documentazione medica pregressa: il 55enne aveva sofferto in passato di problemi cardiaci.

Fiorella e i titoli “ritoccati” per il concorso di Aeroporti di Puglia: la Procura indaga anche su chi non ha controllato

Carmela Fiorella, moglie del consigliere regionale del Pd Filippo Caracciolo, è indagata per falso dalla Procura di Bari in relazione ai titoli da lei presentati per la selezione come manager delle risorse umane di Aeroporti di Puglia. Ma gli accertamenti potrebbero andare oltre.

Fiorella avrebbe presentato dei titoli con informazioni errate per partecipare al bando da lei poi vinto, attestando una laurea in Economia e marketing (richiesta per partecipare alla selezione) al posto di quella effettivamente conseguita in Scienze dell’amministrazione all’Università di Bari.

Sul caso avevano presentato degli esposti all’autorità giudiziaria sia Aeroporti di Puglia sia l’Università di Bari, denunce dalle quali era partita l’inchiesta della Procura. Fiorella si era dimessa dall’incarico e venerdì scorso, in una nota, aveva chiesto scusa assumendosi “pubblicamente tutte le responsabilità di quanto è accaduto”.

Ma potrebbero essere coinvolte altre persone, ovvero chi faceva parte della commissione nominata da Aeroporti di Puglia. La selezione era stata aperta per 15 giorni (10 lavorativi) e Fiorella risultava essere l’unica partecipante dopo l’esclusione degli altri due partecipanti per “irregolarità formali”. L’assunzione di Fiorella è arrivata dopo anche una prova orale, ma senza la verifica delle carte presentate, tra cui la laurea incriminata in cui mancano l’attestazione di conformità, la marca da bollo e il bollino anticontraffazione con codice Qr. E ora La Procura dovrà accertare se ci siano anche responsabilità nella mancata verifica dei titoli prima dell’assunzione.

Fiorella e i titoli “ritoccati” per il concorso di Aeroporti di Puglia: lady Caracciolo indagata per falso

È indagata per falso dalla Procura di Bari Carmela Fiorella, moglie del consigliere regionale del Pd Filippo Caracciolo, in relazione ai titoli da lei presentati per la selezione come manager delle risorse umane di Aeroporti di Puglia.

Fiorella avrebbe presentato dei titoli con informazioni errate per partecipare al bando da lei poi vinto, attestando una laurea in Economia e marketing (richiesta per partecipare alla selezione) al posto di quella effettivamente conseguita in Scienze dell’amministrazione all’Università di Bari.

Sul caso avevano presentato degli esposti all’autorità giudiziaria sia Aeroporti di Puglia sia l’Università di Bari, denunce dalle quali era partita l’inchiesta della Procura. Fiorella si era dimessa dall’incarico e venerdì scorso, in una nota, aveva chiesto scusa assumendosi “pubblicamente tutte le responsabilità di quanto è accaduto”.

“Sono pronta a rispondere del mio comportamento davanti alle autorità preposte, ma è giusto che paghi chi ha sbagliato e nessun altro”, aveva scritto nella nota, sostenendo anche come il marito fosse “totalmente ignaro” della vicenda.

Macabra scoperta a Bari, barboncino senza vita in mare: la proprietaria rischia multa e fino a 18 mesi di carcere

Un barboncino è stato trovato sabato sera senza vita nelle acque del lungomare di Bari, nel tratto antistante l’Albergo delle Nazionali. Sul posto è intervenuta la Polizia Locale che ha allertato subito il reparto veterinario dell’Asl, per l’animale però non c’è stato nulla da fare. È stato recuperato dalla battigia già morto.

L’autopsia ora stabilirà le cause del decesso e se il barboncino è morto in acqua o prima. Tramite il microchip è stata identificata la proprietaria. La donna rischia una multa, dai 5 ai 30 mila euro, e una reclusione da 3 a 18 mesi per l’articolo 544ter del Codice penale.

Le sanzioni sono previste per “chi, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche”.

Taranto, la 76enne Antonietta Arcuri morta tra i rifiuti in casa: indagata l’amministratrice di sostegno

L’amministratrice di sostegno di Antonietta Arcuri, la 76enne di Taranto che risultava scomparsa dallo scorso 13 luglio e ritrovata senza vita a distanza di giorni nella sua casa sotto un cumulo di rifiuti, è indagata per omicidio colposo.

Il magistrato che coordina l’inchiesta ha disposto l’autopsia sul corpo della donna che era solita racimolare rifiuti per le strade cittadine con il suo carrello. La sua condizione di accumulatrice seriale pare fosse nota ai vicini e non solo. Le indagini dovranno accertare i contorni di questa macabra vicenda e stabilire se la professionista nominata dal tribunale abbia fatto quanto chiesto dalla legge.

Tragedia a Salerno, due carabinieri pugliesi morti: indagata la 31enne Nancy Liliano per omicidio stradale

La Procura di Salerno contesta il reato di omicidio stradale alla donna di 31 anni, Nancy Liliano, ritenuta responsabile dell’incidente avvenuto nel Salernitano e costato la vita al maresciallo dei carabinieri Francesco Pastore, di 25 anni, e all’appuntato scelto dell’arma Francesco Ferraro, di 27 anni e nel quale è rimasto ferito il maresciallo Paolo Volpe, attualmente ricoverato in ospedale. La donna è rimasta coinvolta in passato in vicende di droga.

In particolare, era una delle 15 persone alle quali, nel giugno 2019, al culmine di un’indagine iniziata nel 2015, i carabinieri della Compagnia di Eboli (Salerno) notificarono altrettante misure cautelari, emesse dal gip su richiesta della Dda. Tra i reati contestati, a vario titolo, anche l’associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. In manette finirono esponenti di spicco della famiglia malavitosa Del Giorno, della Piana del Sele, ritenuta dagli inquirenti in contatto con la ‘ndrangheta dalla quale acquistava la droga da rivendere. Nancy Lilliano decise di patteggiare la pena e venne condannata a tre anni di reclusione.

Voto di scambio, Maurodinoia indagata. Perquisita la villa di Triggiano e cellulari sequestrati: a setaccio le chat

Sono stati acquisiti documenti e sequestrati telefoni e computer. Il consulente informatico nominato andrà a caccia di mail, messaggi e chat in relazione alle elezioni del 2019 (Comunali di Bari), del 2020 (Regionali) e del 2021 (Comunali di Triggiano). Ma non solo perché si analizzeranno anche i messaggi scambiati negli ultimi 37 giorni, dopo il maxi blitz del 26 febbraio dell’inchiesta Codice Interno, che ha portato all’arresto di oltre 130 persone, in cui la stessa Maurodinoia resta indagata per voto di scambio.

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