Voto di scambio a Modugno, ipotesi scioglimento. La Commissione d’indagine: “Possibili infiltrazioni mafiose”

Possibili infiltrazioni mafiose al Comune di Modugno. È questa la conclusione a cui è giunta la Commissione di indagine nominata a dicembre dal prefetto di Bari, Francesco Russo, che ha chiuso i lavori in meno di tre mesi.

La decisione di avviare gli accertamenti era arrivata dopo l’inchiesta sul presunto voto di scambio, coordinata dalla Dda di Bari e condotta dalla Guardia di Finanza. Nell’ambito dell’indagine è stato arrestato l’assessore allo Sviluppo economico Antonio Lopez, mentre il sindaco Nicola Bonasia risulta indagato.

Lopez era finito in carcere ma a fine novembre è andato ai domiciliari dopo essere stato ascoltato e fornito diverse informazioni sul sistema del voto di scambio. A lui è contestato il voto di scambio politico-mafioso per aver accettato la promessa da Cristian Stragapede, di 35 anni, ritenuto vicino al clan Parisi, di procurare voti in cambio di 25 euro a preferenza e di altre utilità.

L’accusa gli contesta di aver agito come intermediario per conto di Nicola Bonasia (indagato), poi eletto sindaco, anche in occasione del ballottaggio dove avrebbe accettato la promessa di Stragapede di ulteriori voti in cambio di un posto di lavoro. Il mandato di Bonasia scade in primavera. Il primo cittadino nelle scorse settimane ha annunciato che non si ricandiderà.

Omicidio Lopez, mamma Porzia dopo le condanne: “Giustizia fatta il nome di mia figlia un monito contro la mafia”

“Mia figlia non tornerà, ma il suo nome e la sua storia meritano giustizia e rispetto”. Sono queste le parole di Porzia Lopez, la mamma di Antonella, la 19enne uccisa per errore nella discoteca Bahia di Molfetta nel settembre 2024, dopo la sentenza che ha condannato l’assassino reo confesso, Michele Lavopa, a 18 anni di reclusione.

Palermiti Jr, accusato di detenzione e porto abusivo di pistola perché armato quella notte, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione. La richiesta era di 3 anni e 10 mesi. II 23enne Giuseppe Fresa, accusato di aver aiutato Lavopa a disfarsi della pistola, sconterà 2 anni. Ratificato anche il patteggiamento del quarto imputato, il 22enne Mario Ruta, accusato come Fresa di aver nascosto l’arma del delitto: sconterà 2 anni e 8 mesi.

La famiglia della vittima ha scelto di non costituirsi parte civile partecipando al processo solo come persona offesa. “La condanna rappresenta un passaggio rilevante sul piano della legalità per un delitto di inaudita gravità maturato in un contesto di violenza mafiosa che ha spezzato una vita innocente”, afferma il legale della famiglia.

“Nessuna sentenza, per quanto severa, potrà mai restituirle la figlia né colmare il vuoto. La giustizia può punire i colpevoli, ma non può sanare una ferita che accompagnerà per sempre chi è sopravvissuto”, ha poi aggiunto.

“La memoria di Antonella deve continuare a vivere come monito contro ogni forma di violenza mafiosa, affinché tragedie come questa non vengano mai considerate un prezzo accettabile da pagare”, conclude mamma Porzia.

Omicidio Lopez al Bahia di Molfetta: 18 anni al killer Michele Lavopa e 4 anni e 6 mesi per Palermiti jr

Michele Lavopa, il 22enne reo confesso dell’omicidio di Antonella Lopez, la 19enne uccisa per errore la notte del 22 settembre 2024 nella discoteca Bahia di Molfetta, con un colpo di pistola destinato ad Eugenio Palermiti, 21enne nipote omonimo del boss del quartiere Japigia, è stato condannato a 18 anni di reclusione.

L’accusa è di omicidio aggravato dalle modalità mafiose. I pm antimafia Fabio Buquicchio e Marco D’Agostino avevano chiesto una condanna a 20 anni di reclusione

Palermiti Jr, accusato di detenzione e porto abusivo di pistola perché armato quella notte, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione. La richiesta era di 3 anni e 10 mesi.

II 23enne Giuseppe Fresa, assistito dall’avvocata Ornella Calianno, accusato di aver aiutato Lavopa a disfarsi della pistola, sconterà 2 anni. Per lui erano stati chiesti 2 anni e 4 mesi, e 4.000 euro di ammenda.

Ratificato infine il patteggiamento del quarto imputato, il 22enne Mario Ruta, difeso dall’avvocato Andrea Casto, accusato come Fresa di aver nascosto l’arma del delitto: per lui sono stati chiesti 2 anni e 6 mesi, e 2mila euro di multa, ne sconterà 2 anni e 8 mesi.

Bari, omicidio Lopez a San Girolamo: chiesti l’ergastolo per Davide Lepore e 20 anni per Giovanni Didonna

La Dda di Bari ha chiesto la condanna all’ergastolo per Davide Lepore e a 20 anni per Giovanni Didonna, i due imputati in Corte d’Assise per l’omicidio di Ivan Lopez, ucciso la sera del 29 settembre 2021 sul lungomare IX maggio, nel quartiere San Girolamo di Bari, mentre tornava a casa a bordo di un monopattino.

La pm Bruna Manganelli ha chiesto 10 mesi di isolamento diurno per Lepore, considerato l’esecutore materiale dell’omicidio, mentre per Didonna – che avrebbe rubato due auto, una delle quali poi usata per raggiungere la vittima – è stata chiesta l’esclusione dell’aggravante mafiosa e l’assoluzione dall’accusa di porto e detenzione d’arma.

Lopez, secondo gli inquirenti, sarebbe stato ucciso per ritorsione perché, insieme con suo fratello Francesco (ora collaboratore di giustizia), avrebbe compiuto delle estorsioni nei confronti di Lepore, titolare di alcune autorimesse di Bari e vicino al clan Capriati della città vecchia (e, in precedenza, al clan Parisi-Palermiti).

I fratelli Lopez, invece, erano esponenti del clan mafioso Strisciuglio. L’omicidio, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, è maturato in un contesto di “fibrillazioni e delle contrapposte azioni di fuoco, incominciate nell’estate 2021, fra il clan Strisciuglio” e il clan Parisi-Palermiti di Japigia. Il processo riprenderà il 27 febbraio.

Ivan Lopez era lo zio di Antonella, la 19enne uccisa per errore da un proiettile di pistola nella discoteca ‘Bahia’ di Molfetta (Bari) la notte tra 21 e 22 settembre 2024 durante una lite tra giovani armati. Il presunto autore dell’omicidio di Antonella Lopez, Michele Lavopa, fu arrestato subito dopo i fatti. Bersaglio dei killer – secondo le indagini – era l’amico della ragazza, il 20enne rampollo del clan del rione Japigia del capoluogo pugliese Eugenio Palermiti, rimasto ferito assieme ad altre tre persone.

Modugno, soldi e lavori in cambio di voti: l’ex assessore Lopez lascia il carcere e va ai domiciliari

Antonio Lopez, il 40enne ex assessore alle attività produttive del Comune di Modugno (Bari) ed ex candidato di Fi alle elezioni regionali in Puglia, ha lasciato il carcere. Accolto il ricorso della difesa (avv. Antonio La Scala e avv. Cristian Di Giusto), i giudici hanno disposto i domiciliari.

A Lopez è contestato il voto di scambio politico-mafioso per aver accettato la promessa da Cristian Stragapede, di 35 anni, ritenuto vicino al clan Parisi, di procurare voti per le comunali di Modugno del 2020 in cambio di 25 euro a preferenza e di altre utilità.

L’accusa gli contesta di aver agito come intermediario per conto di Nicola Bonasia (indagato), poi eletto sindaco, anche in occasione del ballottaggio dove avrebbe accettato la promessa di Stragapede di ulteriori voti in cambio di un posto di lavoro.

Omicidio Lopez al Bahia di Molfetta, chiesti 20 anni per il killer Michele Lavopa e 3 anni e 10 mesi per Palermiti jr

I pm antimafia Fabio Buquicchio e Marco D’Agostino hanno chiesto una condanna a 20 anni di reclusione nei confronti di Michele Lavopa, 22enne reo confesso dell’omicidio di Antonella Lopez, la 19enne uccisa per errore la notte del 22 settembre 2024 nella discoteca Bahia di Molfetta, con un colpo di pistola destinato ad Eugenio Palermiti, 21enne nipote omonimo del boss del quartiere Japigia. L’accusa è di omicidio aggravato dalle modalità mafiose.

La richiesta è arrivata durante il processo celebrato con il rito abbreviato. La richiesta per Palermiti, accusato di detenzione e porto abusivo di pistola perché armato quella notte, è di 3 anni e 10 mesi, oltre 6mila euro di multa.

Per il 23enne Giuseppe Fresa, accusato di aver aiutato Lavopa a disfarsi della pistola, sono stati chiesti 2 anni e 4 mesi, e 4.000 euro di ammenda. Ratificato infine il patteggiamento del quarto imputato, il 22enne Mario Ruta, accusato come Fresa di aver nascosto l’arma del delitto: per lui sono stati chiesti 2 anni e 6 mesi, e 2mila euro di multa.

All’udienza di ieri hanno discusso le parti civili (avv. Rita Biancofiore per la Regione, l’avvocato del comune di Molfetta e l’avv. Maurizio Maselli per il proprietario del locale), ha discusso l’avv. Grazia Ornella Calianno difensore di Fresa chiedendo l’assoluzione e avv. Nicola Quaranta per Palermiti Eugenio chiedendo l’esclusione dell’aggravante mafiosa e le attenuanti generiche per l’apprezzabile comportamento processuale. L’udienza è stata rinviata al 22 gennaio 2026 per le discussioni dell’avv. Raffaele Quarta (altro difensore di Palermiti) e dell’avv. Santangelo difensore di Lavopa. Il giudice farà la sentenza all’udienza del 29.01.2026.

Comunali Modugno, soldi e lavori in cambio di voti: l’ex assessore Antonio Lopez fa scena muta davanti al gip

Si è avvalso della facoltà di non rispondere dicendo di essere disponibile a chiarire le contestazioni mossegli dalla Dda nel prossimo futuro, Antonio Lopez, di 40 anni, ormai ex assessore alle attività produttive del Comune di Modugno (Bari) ed ex candidato di Fi alle prossime elezioni regionali in Puglia.

Lopez è comparso oggi, per l’interrogatorio di garanzia, dinanzi al gip di Bari Giuseppe Montemurro che gli contesta il voto di scambio politico-mafioso per aver accettato la promessa da Cristian Stragapede, di 35 anni, ritenuto vicino al clan Parisi, di procurare voti per le comunali di Modugno del 2020 in cambio di 25 euro a preferenza e di altre utilità.

L’accusa gli contesta di aver agito come intermediario per conto di Nicola Bonasia (indagato), poi eletto sindaco, anche in occasione del ballottaggio dove avrebbe accettato la promessa di Stragapede di ulteriori voti in cambio di un posto di lavoro. Lopez è difeso dall’avv. Cristian Di Giusto. Anche Stragapede, difeso dall’avv.Nicola Quaranta, in carcere assieme a Lopez, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Nella stessa indagine sono stati arrestati, per altri reati che vanno dalla testata estorsione alla detenzione illegale di armi da fuoco, altri quattro indagati: Felice Giuliani, di 59 anni, Vincenzo Costantino, di 53, Raffaele Strafile, di 52, e Eugenio Damiano Giuliani, di 34. Felice Giuliani, interrogato per rogatoria, si è avvalso della facoltà di non rispondere alla presenza del suo legale, avv.Gianluca Ursitti.

Modugno, soldi e lavori in cambio di voti. Antonio Lopez si è dimesso dalle cariche: oggi l’interrogatorio

Oggi Antonio Lopez, l’assessore arrestato a Modugno nell’inchiesta sul voto di scambio politico-mafioso delle Comunali 2020, sarà interrogato in carcere. Assieme a lui le altre 5 persone finite in carcere o ai domiciliari.

Da capire se risponderanno alle domande del gip Giuseppe Montemurro. Lopez, candidato alle regionali 2025 con Forza Italia, si è dimesso ieri da tutte le cariche. La sua posizione resta delicata.

Secondo l’accusa avrebbe pagato 25 euro a voto per essere eletto e si sarebbe rivolto anche al clan Parisi. In passato si era recato in casa di Michele Parisi, fratello di Savinuccio deceduto pochi mesi fa, per installare un condizionatore (oltre ad una caldaia a casa di una sua parente) senza essere retribuito, salvo poi emettere fattura per scongiurare controlli e verifiche dopo gli sviluppi dell’inchiesta Codice Interno che lo aveva allarmato.

Lopez ha poi assunto un affiliato al clan, il pregiudicato Christian Stragapede, che era stato precedentemente in una società appaltatrice del Comune. Poi il dietrofront a causa di una condanna e la patata bollente passata allo stesso Lopez. Lo stesso Stragapede, nelle intercettazioni, afferma di aver portati 150 voti a Lopez ad un “prezzo di mercato stracciato”, 25 euro e non 50 come a Bari.

A promettergli un posto di lavoro sarebbe stato il sindaco Bonasia, che resta indagato a piede libero, ma secondo il gip il primo cittadino ignorava la vicinanza di Strapagede alla criminalità organizzata.

Dopo le elezioni, non avendo ancora ottenuto il posto di lavoro che gli era stato promesso, Stragapede si è lamentato sia con Bonasia che con Lopez, alla fine è stato il secondo d assumerlo in una delle aziende, mettendo fine ai momenti di tensione causati dal 35enne.

Il rapporto lavorativo è durato poco più di un anno. Stragapede, dopo essere stato assunto a tempo indeterminato, chiese di essere licenziato per ottenere la disoccupazione. Dalle carte è emerso che Lopez offrì anche un posto di lavoro alla moglie di Parisi.

Modugno, voti dal clan Parisi. Lobuono sul candidato arrestato Lopez: “Mortificato le mele marce sono ovunque”

“La situazione mi mortifica e addolora molto. Sono certo che la Magistratura farà il proprio corso con la correttezza che da sempre riconosco. Bisogna dire che da tutte le parti ci sono mele marce che possono riscontrare problemi. Siamo però garantisti, barattare un momento di libertà, come quello del voto, con qualcosa in cambio, è qualcosa d’indecente per tutti”.

Questo il commento di Luigi Lobuono, candidato del centrodestra alla Presidenza della Regione Puglia in vista delle elezioni in programma il 23 e 24 novembre prossimi, a margine di un evento politico.

Il riferimento è ad Antonio Lopez, assessore di Modugno e candidato regionali di FI, arrestato questa mattina con altre cinque persone nell’ambito di un’inchiesta su presunto voto di scambio mafioso al Comune di Modugno.

Modugno, arrestato l’assessore Lopez: il candidato regionale FI e i voti chiesti al clan Parisi per la figlia di Sandrino

Antonio Lopez, l’assessore di Modugno e candidato di Forza Italia alle prossime elezioni Regionali arrestato questa mattina nell’ambito dell’inchiesta sul voto di scambio politico-mafioso in occasioni delle Comunali 2020 a Modugno, avrebbe stretto accordi anche con Sandrino Cataldo.

Sono diversi gli incontri documentati tra i due, avvenuti alla Pegaso. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, Lopez aveva un rapporto stretto con Michele Parisi, alias Gelatina, fratello del boss di Japigia Savino deceduto pochi mesi fa.

Proprio a casa Parisi, Lopez avrebbe avanzato la possibilità di sostenere la candidatura di una delle figlie di Cataldo e Maurodinoia nel 2024 alle Comunali. Ipotesi saltata poi a causa dell’inchiesta per corruzione elettorale che ha travolto Sandrino. “Statti tranquillo poi me la vedo io”, le parole proferite da Parisi nell’occasione a Lopez.