Provano una moto in una strada chiusa, Bari piange i giovanissimi Andrea Liddi e Davide Capuozzo: la ricostruzione

Sono Andrea Liddi (18 anni) e Davide Capuozzo (17 anni) i due giovanissimi deceduti nel tragico incidente avvenuto domenica sulla complanare della ss100 tra Triggiano e Mungivacca in una strada chiusa, alle spalle del nuovo mercato ortofrutticolo mai aperto, dove i motociclisti baresi si incontrano per provare le moto e fare acrobazie.

Secondo le prime ricostruzioni una delle due vittime stava provando una moto per acquistarla. A bordo un terzo ragazzo. Il mezzo ha colpito la seconda vittima, che si trovava sul ciglio della strada forse per recuperare un pezzo della sua moto, senza lasciarle scampo e trascinandola sull’asfalto. Un cespuglio ha ridotto la visibilità per entrambi. Anche il conducente della moto è caduto rovinosamente a terra dopo una lunga frenata, perdendo la vita.

Il passeggero, un giovane di 23 anni, è stato anche lui sbalzato dalla moto, ma ha rimediato solo escoriazioni medicate al Policlinico. Un altro ragazzo, il quarto presente sulla scena della tragedia, ha visto tutto ed è stato ascoltato come testimone. Con ogni probabilità verrà effettuata l’autopsia sul corpo del conducente della moto. Sequestrati i telefonini di tutti i ragazzi presenti sul posto.

Tragedia di Natale, auto finisce fuori strada: muore il 18enne Giuseppe Di Stasi. Feriti due coetanei

È di un morto e due feriti il bilancio dell’incidente stradale avvenuto intorno alle cinque del mattino di ieri a San Ferdinando di Puglia, nel nord Barese. La vittima, un 18enne, si chiamava Giuseppe Di Stasi.

I feriti sono suoi coetanei e sono ricoverati nel policlinico di Foggia: si tratta di una ragazza e un ragazzo che hanno rispettivamente riportato un trauma facciale e politraumi toraco-addominali. I tre, originari di San Ferdinando di Puglia, stavano rientrando da Orta Nova (Foggia) dove avrebbero trascorso la vigilia di Natale.

Per cause da stabilire, la loro auto sarebbe uscita fuori strada senza lasciare scampo alla vittima: le manovre di rianimazione praticate dal personale del 118 sono risultate vane. Indagini sono in corso da parte delle forze dell’ordine.

“Siamo addolorati per quanto accaduto: la nostra comunità vive un Natale di sofferenza”, commenta il sindaco di San Ferdinando di Puglia, Michele Lamacchia che esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia della giovane vittima. “In occasione del prossimo consiglio comunale – annuncia il primo cittadino- rispetteremo un minuto di silenzio per commemorare il nostro concittadino che ci ha lasciato in modo così improvviso”.

Scende dall’auto per un guasto, viene travolto e ucciso da un furgone: muore 50enne nel Tarantino

Incidente mortale questa mattina sulla strada statale 7 Ter Salentina, nel territorio comunale di Sava, sulla via per Manduria, in provincia di Taranto. Un uomo di circa 50 anni è deceduto dopo essere stato investita da un furgone.

In base a una prima ricostruzione dei fatti, la vittima si era fermata con la propria auto a causa di un problema tecnico, molto probabilmente per una foratura. Una volta sceso dal mezzo per controllare, sarebbe stato travolto dal furgone.

Il personale sanitario del 118, giunto sul posto, non ha potuto far altro che constatare il decesso del 50enne. Sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di Manduria che hanno avviato i rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e accertare eventuali responsabilità.

Auto si ribalta e finisce in un fosso, moto si schianta contro suv: doppia tragedia in poche ore a Taranto

Una donna di 59 anni è morta e un giovane di 23 anni è rimasto ferito gravemente in un incidente stradale avvenuto questa mattina sulla strada statale 7 Appia che da Taranto conduce a Massafra, nei pressi di una rotatoria.

I due viaggiavano a bordo di un’auto Fiat Doblò che, per cause in corso di accertamento, si è ribaltata finendo la sua corsa in un fosso. La donna è morta sul colpo, il ragazzo – che guidava la vettura – è stato soccorso dagli operatori del 118 e trasportato in codice rosso in ospedale.

A quanto si è appreso, avrebbe riportato un trauma cranico commotivo. Sul posto anche i vigili del fuoco e la polizia che hanno effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica. L’Anas rende noto che la circolazione lungo il tratto è temporaneamente regolata con il senso unico alternato e sono in corso le operazioni per ripristinare la regolare viabilità.

Si tratta del secondo incidente stradale mortale in poche ore a Taranto. Nel tardo pomeriggio di ieri ha perso la vita un uomo di 40 anni, Davide Adamo, che era in sella ad una moto che si è scontrata con un Suv sulla strada per San Vito.

Tragedia a Taranto, schianto auto-moto sulla provinciale 13: muore giovane allievo della Marina Militare

Tragedia ieri sera a Taranto dove Stefano Principale, 23enne allievo maresciallo della Marina Militare residente a Roccaforzata, ha perso la vita in un incidente stradale.

La vittima era alla guida di una moto che si è schiantata contro un’auto sulla provinciale 13 tra San Giorgio e Roccaforzata. La dinamica resta ancora da chiarire.

Il passeggero che viaggiava con il 23enne, un altro allievo della Marina, è stato rianimato sul posto e trasportato in ospedale. Ferite non gravi per il conducente dell’auto.

Terrore a Rutigliano, appartamento in fiamme: palazzo evacuato e anziani salvati. Un cane muore intossicato

Attimi di tensione e paura nella serata di ieri, mercoledì 16 dicembre, a Rutigliano dove un condominio è stato evacuato a causa di un incendio divampato nella cucina di un appartamento al piano rialzato.

Il fumo sprigionato dalle fiamme ha riempito l’intero stabile. Sul posto è intervenuta subito una squadra dei vigili del fuoco del comando provinciale di Bari a cui si sono aggiunte altre due squadre con autoscala e autobotte.

Il palazzo è stato evacuato, presenti nell’edificio diversi anziani, affidati alle cure del personale sanitario del 118. Un Rottweiler era proprio all’interno dell’appartamento da cui è partito l’incendio: quando è stato portato fuori dai vigili del fuoco, l’animale era già in arresto cardiaco, forse perché intossicato dai fumi. I pompieri hanno provato a rianimarlo per circa mezz’ora ma per il cane non c’è stato nulla da fare.

Perde la vita a 35 anni sul campo da calcio: partita di beneficenza a Triggiano nel ricordo di Domenico Leonetti

Il gruppo “70019” nasce nel 2024. È un gruppo di amici con un legame comune: i colori biancoazzurri. Attualmente è composto da 30 ragazzi da una varia fascia di età provenienti da svariati contesti professionali; dagli studenti liceali e universitari, imprenditori e pubblici ufficiali. Il gruppo nasce con lo scopo di fare aggregazione e tifo basandosi soprattutto su sani valori e principi quali lealtà e sportività. Infatti, è fermamente contrario ad ogni forma di violenza o vandalismo che, purtroppo, in contesti di stadio hanno macchiato il nome e il movimento “ultras” che, con tali avvenimenti, non ha nulla a che vedere.

A quasi un anno dalla perdita del caro Domenico Leonetti, amico e fratello di molti di noi in quanto cresciuto nei campetti di periferia e con la quale ha passato gran parte dell’adolescenza, il gruppo (lunedì 15 dicembre), nel campo sportivo “Principe di Piemonte”, ha voluto onorarlo e ricordarlo con un evento dove, a parteciparvi, ci sono state tantissime persone e tanti amici con i quali Domenico aveva coltivato bei rapporti umani.

Si è disputata una partita indossando due maglie di colori diversi: quella gialla arancio (colori sociali della società arcobaleno Triggiano) e quelli bianco azzurro (colori sociali del Triggiano calcio). Domenico ha vestito entrambe le maglie nel suo percorso sportivo. Hanno partecipato all’evento la famiglia di Domenico e diverse Associazioni di volontariato del territorio. Insieme a queste ultime, il gruppo “70019” ha raccolto, durante la serata, indumenti e viveri per i più bisognosi così da poter regalare un sorriso in vista del periodo natalizio.

Il gruppo tiene a specificare che vuole anche e soprattutto essere un punto di riferimento per i ragazzi più giovani che facilmente possono ritrovarsi ad essere coinvolti in situazioni sbagliate che la strada molte volte porta a percorrere. Frequentare lo stadio dev’essere anche un modo per socializzare, coltivare rapporti umani e vivere momenti di divertimento e spensieratezza cantando e festeggiando con spirito di festa.

Chi era Domenico Leonetti? Era un ragazzo di 35 anni, nato il 18 luglio del 1989 a Bari. Persona dal cuore grande, generoso, simpatico e molto socievole infatti, per questo, è stato da sempre definito come “un gigante buono”. Domenico amava tanto il calcio ed era tifoso dell’A.S. Roma e ovviamente anche legato ai colori della sua Bari. Il 16 dicembre 2024, durante una partita tra amici al campo sportivo “Principe di Piemonte”, Domenico accusava un malore accasciandosi al suolo per poi perdere la vita. La sua perdita ha causato un dolore immenso all’intera comunità triggianese.

Bari, il dramma di Antonia: “Mio figlio di 14 anni come Lea. Morto dopo un’ora e mezza in sala rossa”

“Dopo aver ascoltato la storia di Lea, la donna morta al Policlinico, non posso restare in silenzio. Mio figlio Domenico di anni 14, sanissimo e atleta di basket a livello agonistico, super controllato, il 2 gennaio si è svegliato con un forte dolore alla schiena. L’ho portato in ospedale all’ora di pranzo. Era un leone in gabbia nonostante i farmaci che il medico curante mi diceva di dargli. Non poteva sedersi, sdraiarsi e andava avanti e indietro”.

Inizia così il racconto inviato in redazione da una mamma. “Arrivo in ospedale al San Paolo urlando anche se lui era cosciente e parlava, io avevo capito che quei dolori lancinanti fossero qualcosa di brutto – spiega -. Lo fanno entrare, gli fanno il prelievo, l’ecocardiogramma e lui nel frattempo sviene. Chiamano la cardiologa che inizia a visitarlo e guardando lo schermo dice che non è nulla, solo una piccola pericardite e un piccolo versamento pleurico”.

“Domenico continua a lamentarsi, il dolore alla schiena era sparito ma era il petto a fargli male – continua -. La cardiologa lo tranquillizza: ‘Non è nulla Domenico ora ti passa’. Questo per un’ora e mezza, dopodiché Domenico non risponde più, non parla più. Decidono di fargli questa benedetta tac, ma è tardi. Domenico va in arresto cardiaco, esce una dottoressa e mi parla di una sospetta dissezione aortica e che va trasferito. Mio figlio stava morendo e, quando gli hanno fatto la tac, era ormai tardi”.

“Domenico è morto alle 16.30 al Policlinico, quando siamo arrivati non c’era nessuno ad attenderci, non si sapeva dove fosse la sala operatoria, ho dovuto urlare con il vigilante, ci hanno dato indicazioni sbagliate, i medici mentre rianimavano Domenico andavano da una parte all’altra per capire a che piano andare – conclude -. Arriviamo in sala operatoria, dopo un po’ arriva un medico e ci dice che avrebbe dovuto operarlo, ma quando è entrato in sala ha accertato solo la morte del mio bambino. Domenico non ha aspettato sei ore in pronto soccorso, ma è stato un ora e mezza in sala rossa in attesa di una tac che è arrivata troppo tardi. La nostra sanità è da incubo”.

Mal di testa e dolori da giorni, la 19enne Giulia Todaro muore in ospedale. Lizzano sotto choc: oggi i funerali

Si svolgeranno questo pomeriggio, nella parrocchia san Pasquale Baylon, alle 15.45 i funerali di Giulia Todaro, la 19enne di Lizzano morta dopo aver accusato un malore all’ospedale Giannuzzi di Manduria.

La tragedia ha sconvolto l’intera comunità. La giovane, secondo quanto ricostruito, accusava da giorni un forte mal di testa, stanchezza e dolori mestruali forti.

Al suo arrivo al pronto soccorso di Manduria le condizioni sono apparse subito gravi. Dalle analisi è emersa una forte anemia. Inutile la trasfusione urgente e tutte le manovre possibili per rianimarla.

I medici hanno disposto l’autopsia ma la mamma Loredana e il papà Mimmo hanno rinunciato.