Lascia la mancia e torna a rubare il salvadanaio, beccato il ladro: già pronto per un altro colpo

Vi ricordate del ladro sorpreso a rubare il salvadanaio e “sputtanato” sui social dalla titolare di Cannito Bakery, panificio di Altamura? Bene, da New York ci siamo precipitati sul posto per parlare con Nicole, ancora sconsolata e delusa da quanto accaduto. L’uomo è stato denunciato non solo sui social, il video è diventato virale ma indovinate un po’: l’uomo è stato individuato, beccato ed è tornato libero.

Altamura, prima lascia la mancia poi ruba il salvadanaio. Lo sfogo: “Fallimento sociale perdiamo tutti” – VIDEO

“Lunedì mattina, alle ore 8, un uomo è entrato nella nostra attività. Una spesa minima, un gesto inaspettato: ha lasciato una mancia nel salvadanaio. Un piccolo segno che ci aveva fatto pensare a una persona rispettosa, capace di riconoscere il valore del lavoro degli altri. Questa mattina, sempre alle ore 8, lo stesso uomo è tornato. Con la stessa puntualità, con la stessa busta in mano. Ha chiesto a mia sorella di riempirgli un cornetto, e mentre lei si spostava in laboratorio, ha approfittato di quei pochi istanti per prendere il salvadanaio delle mance e infilarlo nella sua busta, uscendo senza voltarsi indietro. Due scene identiche nell’orario, ma opposte nel significato. Lunedì aveva dato, oggi ha tolto”.

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Inizia così la denuncia social pubblicata dalla titolare di Cannito Bakery, panificio di Altamura. “Lunedì aveva lasciato fiducia, oggi ha portato via dignità – si legge -. Non sono le monete a ferire è il tradimento di un gesto, è la bassezza morale che umilia chi lo compie prima ancora di chi lo subisce. Signore, se così posso ancora chiamarla, lei non ha rubato soldi, ha rubato un simbolo. Ha rubato il rispetto, ha rubato la gratitudine che i nostri clienti affidavano a quel piccolo contenitore. Ma soprattutto ha rubato a se stesso la possibilità di essere un uomo”.

“E qui sta la vera amarezza. Non è un fallimento economico, è un fallimento sociale. Quando alle 8 del mattino, all’inizio di una giornata che dovrebbe nascere con speranza e dignità, qualcuno sceglie la meschinità, allora non perde solo lui, perdiamo tutti – aggiunge -.  Chi legge queste parole non pensi che questo sia un semplice furto. È molto di più. È lo specchio di un mondo che si sta abituando a confondere la furbizia con l’intelligenza, l’inganno con l’astuzia, il profitto con il valore. Ed è così che, passo dopo passo, ci stiamo smarrendo come comunità”.

“Io continuerò a credere nel lavoro, nella correttezza, nella fiducia reciproca. Ma oggi, alle ore 8, ho avuto la conferma che la vera battaglia non è nei conti, né nei numeri è nella coscienza – conclude -. E se perdiamo quella, se perdiamo la capacità di distinguerci come uomini degni, allora sì che avremo perso tutto”.

Blitz dei Nas a Taranto, carenze igienico-sanitarie: chiusi panificio, pasticceria e un Home Restaurant

Blitz dei Carabinieri del Nas nella provincia di Taranto nel settore alimentare e turistico-ricettivo.  Sono le tre attività (un panificio, una pasticceria e un ristorante abusivo) che sono state chiuse e a seguito di gravi irregolarità igienico-sanitarie e strutturali. Il valore complessivo ammonta a circa 6 milioni di euro

Nel panificio sono state riscontrate carenze igieniche e strutturali, dalla zona vendita ai laboratori fino ai servizi igienici, con la presenza di infestanti. Situazione simile anche nella pasticceria con rivendita di prodotti da forno, situata lungo la litoranea salentina.

Scoperto anche un home restaurant in un bed & breakfast attivato senza alcuna autorizzazione sanitaria, dove veniva utilizzata acqua priva di certificazione di potabilità. 

Barivecchia saluta il panificio Santa Teresa e il suo forno rotativo: chiuderà il 31 dicembre dopo 74 anni

Barivecchia dice addio al panificio Santa Teresa, situato a pochi passi dalla chiesa. L’attività resterà operativa fino al 31 dicembre, giorno in cui le saracinesche si chiuderanno una volta per tutte. A confermarlo è stato lo stesso Nicola Violante, 75enne proprietario del panificio nato nel 1950. Le sue tre figlie non sono interessate a portare avanti l’attività di famiglia e, a malincuore, ha dovuto prendere questa decisione. Quello del panificio di Santa Teresa resta l’ultimo forno rotativo della città, in grado di garantire pane croccante.