Colpisce all’addome l’ex cognato con un rasoio, 40enne arrestato a Manduria: è accusato di tentato omicidio

Ha aggredito l’ex cognato colpendolo più volte all’addome con un rasoio ed è fuggito, ma dopo alcune ore i poliziotti del Commissariato di Manduria (Taranto) lo hanno rintracciato e arrestato. Si tratta di un 40enne originario del posto ma residente in una città del Nord Italia, che ora deve rispondere delle accuse di tentato omicidio e porto di armi od oggetti atti ad offendere.

La vittima, di 42 anni, dopo la violenta aggressione avvenuta sabato notte in piazza Garibaldi, è stata trasportata in codice rosso dal 118 all’ospedale Giannuzzi. I medici si sono riservati la prognosi, ma non corre pericolo di vita. L’uomo si è limitato a riferire ai poliziotti di essere stato colpito da una persona a lui nota, senza fornire ulteriori indicazioni.

Il 42enne aveva sposato la sorella del suo presunto aggressore dalla quale si era separato. Vecchie ruggini sarebbero alla base della violenta lite. Il presunto autore del ferimento è stato rintracciato dai poliziotti proprio nell’abitazione della sorella. All’interno del borsello portato a tracolla dal sospettato è stato rinvenuto il rasoio a serramanico che il 40enne avrebbe utilizzato poco prima per colpire l’ex cognato. Il pubblico ministero Raffaele Graziano ha disposto la detenzione in carcere in attesa dell’interrogatorio di convalida.

Bari, arrestato straniero in piazza Moro: deve scontare un anno e quattro mesi per furto

Nella serata del 21 luglio, in Piazza Aldo Moro, la volante è intervenuta in ausilio ad una pattuglia di militari dell’Esercito Italiano, nell’ambito del noto servizio “Stazioni Sicure”.

A seguito di un controllo nei giardini della piazza, i militari avevano bloccato due persone prive di documenti d’identità, un italiano ed un extracomunitario, quest’ultimo risultato destinatario di un provvedimento di carcerazione per espiazione pena di un anno e quattro mesi di reclusione, per il reato di furto.

Lo straniero è stato accompagnato negli uffici di Polizia per un più approfondito controllo e, dopo aver accertato il suo status di irregolare sul territorio nazionale, al termine delle formalità di rito, è stato associato al carcere di Bari in forza della condanna penale.

Bari, tensione in via Capruzzi. Botte all’autista alla fermata dei bus: militari e poliziotti bloccano l’aggressore

Attimi di tensione due giorni fa in via Capruzzi dove la Polizia ferroviaria e i militari dell’Esercito sono stati costretti ad intervenire dopo il parapiglia scoppiato alla fermata a Bari.

Un uomo ha aggredito verbalmente l’autista di un bus di lunga tratta e poi ha cercato di passare dalle parole ai fatti. Non è ancora chiaro il motivo dell’aggressione, ma potrebbe trattarsi di alcuni disguidi legati alle operazioni di sbarco al termine del percorso. Il passeggero ha rivolto la sua ira anche contro i poliziotti e i militari intervenuti sul posto, ci sono voluti più uomini per bloccarlo e per evitare che la situazione degenerasse. Non è escluso che l’uomo fosse sotto effetto di sostanze stupefacenti.

Dopo essere stato bloccato, è stato accompagnato e trattenuto nella sede del Reparto operativo della Polizia ferroviaria in Piazza Moro. L’uomo aveva già piccoli precedenti di polizia e il suo bagaglio è stato perquisito.

Bari, deve scontare 4 anni e 2 mesi in carcere ma si trova in piazza Moro: 31enne fermato dalla Polizia

Nell’ambito degli intensificati servizi di controllo del territorio predisposti in occasione del periodo estivo in città, con particolare attenzione alle principali piazze cittadine, i poliziotti della Squadra Volante, nella giornata di ieri, hanno sottoposto a controllo 331 persone e 162 veicoli, elevando 5 sanzioni per contravvenzioni al Codice della Strada.

In mattinata, in piazza Aldo Moro, è stato fermato un cittadino extracomunitario che non è risultato in regola con le norme che disciplinano il soggiorno sul territorio nazionale; all’uomo, un 32enne con segnalazioni di polizia, è stato notificato il Decreto di Espulsione emesso dal Prefetto di Bari e l’Ordine del Questore di Bari a lasciare il territorio nazionale.

Sempre in piazza Moro, nel pomeriggio, è stato rintracciato un cittadino italiano di 31 anni destinatario di ordine di carcerazione. A seguito di esecuzione di condanne concorrenti, l’uomo dovrà scontare la pena della reclusione di 4 anni, 2 mesi e 11 giorni. Dopo le formalità di rito, è stato associato presso il Carcere di Bari.

Bari, coppia di turisti ubriachi distrugge b&b al Madonnella. Poi si picchiano per strada: lei finisce in ospedale

Attimi di tensione all’alba in via Delfino Pesce, a pochi passi da Pane e Pomodoro, dove è scoppiata una lite tra una coppia di turisti ubriachi. I due hanno prima distrutto un b&b del Madonnella dove alloggiavano, all’interno il titolare della struttura ha trovato alcune parti distrutte, come il letto. Poi si sono picchiati e la lite è degenerata per strada. Sul posto sono intervenuti il 118 e la Polizia, la donna è stata trasportata in ospedale.

Spaccio di droga nel Brindisino, blitz della Polizia da Mesagne a Cellino San Marco: 17 misure cautelari

Sono accusate di detenzione ai fini di spaccio di droga 17 persone a cui è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare dagli agenti del commissariato di Mesagne, in provincia di Brindisi, disposta dal gip del tribunale di Brindisi, su richiesta della procura.

Il traffico di sostanza stupefacente sarebbe avvenuto in diversi centri della provincia di Brindisi, tra cui Mesagne, Torre Santa Susanna e Cellino San Marco.

Officine senza autorizzazioni, blitz della Polizia a Casamassima e Gioia: sequestri e multe da 9300 euro

A Casamassima nei giorni scorsi, nell’ambito di un programma di controlli di Polizia alle imprese che si occupano di riparazioni dei veicoli a motore, è stato appurato che un’officina non aveva mai presentato istanza per l’attività di meccatronica all’albo delle imprese artigiane della CCIAA di Bari e per questo sono scattati i provvedimenti sanzionatori.

Dal 5 gennaio 2024 è andata a regime la riforma sulla meccatronica entrata in vigore il 5 gennaio 2013, che ha previsto una proroga di 11 anni per consentire l’adeguamento ai requisiti richiesti per l’esercizio dell’attività di meccatronica D.L. 122/92. Tale normativa, oltre alla presentazione di una SCIA alla CCIAA del capoluogo di residenza, richiede specifici requisiti tecnici professionali in capo al responsabile tecnico dell’officina, a tutela e garanzia sulle lavorazioni effettuate, in mancanza delle quali, le stesse sarebbero fonte di pericolo per la circolazione stradale e consequenzialmente per l’incolumità delle persone.

Gli agenti della Polizia Stradale di Gioia del Colle, sorpresi, nel verificare che un’officina nel pieno centro cittadino, fosse sprovvista delle autorizzazioni prescritte, hanno elevato la sanzione di cui all’art. 10 della L.122/92 pari ad euro 5.164,33 ed hanno operato il sequestro amministrativo finalizzato alla confisca di tutta l’attrezzatura e, per ultimo ma non meno importante, è stata elevata una sanzione per la mancanza del registro dei rifiuti.

Spaccio di droga e banconote false, 2 arresti a Trani: nei guai anche un minorenne. Tipografia a Napoli

Due uomini, uno di Trani l’altro di Napoli, entrambi 30enni e con precedenti, sono stati arrestati dalla polizia perché accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla vendita di banconote contraffatte e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Per gli stessi reati è indagato anche un minorenne di Trani e nei suoi confronti il gip non ha emesso alcuna misura. Secondo quanto emerso dalle indagini della squadra mobile della questura di Andria e dei colleghi del commissariato tranese, i tre si sarebbero occupati della fornitura e distribuzione di banconote false a Trani oltre che dello smercio di stupefacenti.

Gli accertamenti coordinati dalla Procura di Trani hanno rivelato la presenza di una tipografia nel capoluogo campano che avrebbe stampato le banconote false che poi venivano piazzate nella città pugliese. Il gruppo usava la messaggeria istantanea e canali telematici per tenersi in contatto chiamando i soldi falsi e le sostanze stupefacenti genericamente merce. I due 30enni sono in carcere. L’attività investigativa prosegue per risalire ai presunti componenti della filiera del falso e dello spaccio.