La nostra presenza ha causato imbarazzo, essendo arrivati a casa di Anna, senza reggiseno, mentre un cliente era in attesa. I gatti rimasti stanno bene.
Continue readingDonne portate nel Foggiano e costrette a prostituirsi: 4 arresti a Cerignola. A capo dell’organizzazione due coniugi
I Carabinieri della Compagnia di Cerignola hanno eseguito una misura cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale del capoluogo di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di quattro persone straniere (tre uomini e una donna), accusate di associazione dedita e finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, estorsione aggravata e reati contro la persona ai danni delle giovani donne.
Cinque giovani donne straniere sarebbero state convinte a raggiungere l’Italia per farle prostituire, secondo quanto accertato dalle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia e condotte dai carabinieri della Compagnia di Cerignola.
Gli episodi risalgono tra gennaio e maggio 2025. Al vertice dell’organizzazione due coniugi, ritenuti capi e promotori, che si occupavano del reclutamento e della gestione delle ragazze e della riscossione dei guadagni. Gli altri due indagati avrebbero avuto il compito di accompagnatori delle donne, del trasporto di legna e della sorveglianza sul territorio.
Le donne erano accompagnate nei luoghi di esercizio della prostituzione e supportate logisticamente, anche con la fornitura di legna per il riscaldamento durante le ore notturne, necessario per riscaldarsi. In caso di rifiuto a prostituirsi, le vittime venivano minacciate di gravi ritorsioni fisiche. Oppure alle donne venivano sottratti i documenti personali. Le giovani versavano in condizioni di grave vulnerabilità personale, sociale ed economica, risultando di fatto vittime di una condizione di assoggettamento psicologico e materiale, che le limitavano nelle capacità di autodeterminarsi.
“Carne amara”, storie di prostituzione. Gianluca : “Estraneo a quel giro. Ero lì per sbaglio”
Dobbiamo fare una precisazione sul servizio registrato in via Glomerelli qualche giorno fa in compagnia di Raffaele Diomede. Partendo dal libro “Carne amara” scritto dall’educatore, abbiamo affrontato il tema della prostituzione nella città di Bari. C’è stato un malinteso con Gianluca che abbiamo incontrato e intervistato.
“Carne amara”, storie di prostituzione. “Finto tonto” interrompe l’intervista: ai capi dà fastidio
Abbiamo incontrato Raffaele Diomede, educatore e per pochi giorni ex assessore ai Controlli, alla Legalità, alla Trasparenza e all’Antimafia sociale del Comune di Bari, per parlare del tema della prostituzione dopo quanto accaduto nelle scorse settimane in via Glomerelli.
Lo abbiamo fatto partendo dal libro “Carne amara”, scritto dallo stesso Diomede, con interviste sul campo realizzate per 6 anni a ragazzi e ragazze, transgender e donne all’ombra dello stadio San Nicola, scenario di abusi e agghiaccianti sfruttamenti, che di notte si trasforma in un vero e proprio distretto del sesso.
Storie di ragazze e ragazzi, anche giovanissimi, costretti ad una vita di mercificazione e marginalità. Una lunga e profonda riflessione sul fenomeno della prostituzione nella nostra città. E durante l’intervista, che a quanto pare ha dato fastidio a qualcuno, siamo stati interrotti da un “finto tonto”.
Prostituzione a Gioia del Colle, il sistema del 70enne Donato Leccese: 20 euro per la stanza e 50 per fare sesso
È il 70enne Donato Leccese il titolare della struttura di Gioia del Colle sequestrata dopo il blitz della Guardia di Finanza. A riportarlo è La Repubblica. L’uomo, ritenuto responsabile dei reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di soggiorno nel luogo di residenza.
È emerso dalle indagini che due stanze di una struttura ricettiva di pertinenza del ristorante, priva di qualsiasi autorizzazione, fossero utilizzate per appuntamenti sessuali concordati tramite annunci sul web (Facebook e Tuttiannunci.org).
I clienti, per la maggior parte camionisti, erano 5 o 6 al giorno e dovevano uscire dalle proprie tasche 70 euro. Di questi, secondo quanto stabilito dalle indagini, 20 finivano a nero nelle tasche di Leccese, mentre gli altri 50 alle prostitute.
Una di loro ha provato ad avere un rapporto sessuale in macchina con un cliente per non pagare la stanza, questo ha scatenato l’ira del gestore, anche perché spesso capitava che il cliente si fermasse a mangiare presso la struttura.
Il pm aveva chiesto alla Procura di Bari gli arresti domiciliari per Leccese. La ricostruzione del sistema messo in piedi dal 70enne è stata possibile grazie all’acquisizione di tabulati telefonici e alle testimonianze di alcuni clienti.
Portate in Italia con inganno, costrette a riti vodoo e a prostituirsi con violenza: arrestata nigeriana nel Foggiano
Faceva arrivare sue connazionali in Italia con l’inganno, promettendo loro un lavoro ed una nuova vita. Ed invece le costringeva a prostituirsi, con la violenza, sottoponendole al rito vodoo.
È per questo che una donna nigeriana è stata arrestata oggi dalla Polizia di Stato: è accusata di essersi resa responsabile, dal 2017 al 2021, dei delitti di riduzione in schiavitù e tratta di esseri umani.
Per riottenere la propria libertà ed i propri documenti, che una volta arrivate in Italia venivano trattenuti, le vittime avrebbero dovuto versare 25.000 euro più interessi, a titolo di “rimborso delle spese per il viaggio”, guadagni derivanti da prestazioni sessuali che le donne dovevano subire con clienti selezionati dalla nigeriana.
L’arrestata, a seguito di complesse indagini della Squadra Mobile della Questura di Napoli, è stata rintracciata nel Foggiano.
Fa prostituire Carolina per un pacco di sigarette. Antonio a Max: “Uomo di mer** picchia me”
Torniamo ad occuparci della storia di Massimo Ranieri, vecchia conoscenza di Quinto Potere e cantante neomelodico barese di scarso successo, e dei maltrattamenti subiti da Carolina.
I nostri servizi di denuncia hanno creato parecchio scalpore. La donna ha ammesso tutto in strada e la sua reazione era stata per noi scioccante. Siamo poi tornati da loro, questa volta presentandoci a casa, per cercare di portare via Carolina da quell’inferno. Il tentativo però non è andato a buon fine.
Luciano, il figlio di Carolina, ha deciso così di recarsi a Bari, nonostante i suoi problemi di salute, per salvare sua madre. L’ha riabbracciata e ha provato a convincerla, cercando di portarla via dall’inferno, prima di avere un faccia a faccia proprio con Massimo. Ma anche questo tentativo non è andato a buon fine.
Abbiamo poi intervistato Maddalena, l’ex compagna di Massimo. Ci siamo messi in contatti con lei dopo la pubblicazione dei video che hanno creato parecchio scalpore, venendo a conoscenza di altri dettagli preoccupanti.
Purtroppo Massimo non si è fermato e ha continuato a maltrattare Carolina, costringendola a prostituirsi per un pacco di sigarette. Abbiamo così ingaggiato un inseguimento per le strade di Bari.
Giro di prostituzione nel centro storico di Trani, scoperta casa per incontri a luci rosse: arrestata coppia di Corato
La Polizia ha arrestato una donna di 30 anni e il suo compagno 50enne con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Entrambi, di Corato, si trovano ai domiciliari. Sequestrati inoltre immobili e denaro in contanti.
I due rispondono anche di ricettazione e detenzione abusiva di un’arma da fuoco trovata al momento dell’arresto in flagranza. Secondo quanto accertato dalle indagini, avviate dopo le segnalazioni di alcuni cittadini, i due avrebbero pubblicizzato l’attività di prostituzione attraverso diversi annunci diffusi sui siti di incontri online.
Gli appostamenti dei poliziotti hanno poi accertato il continuo alternarsi di uomini nei locali utilizzati per gli incontri nel pieno centro storico di Trani. Il contratto di locazione era intestato all’uomo tramite la copertura di una pseudo associazione culturale, risultata poi fittizia.
La Polizia ha trovato diversi supporti informatici e un’agenda dove venivano riportati tutti gli appuntamenti con la clientela.
Matera capitale della prostituzione cinese, blitz nel secondo bordello: Antonio paparazzato
La prostituzione cinese dilaga a Matera. Antonio e Tino non si sono certamente fermati nella loro inchiesta e hanno “fissato” un altro appuntamento per scoprire qualcosa in più.
Continue readingTerlizzi, picchia con il bastone la compagna e la costringe a prostituirsi: arrestato 37enne rumeno
La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un pregiudicato rumeno di 37 anni, emessa dal Tribunale di Trani – ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari- su richiesta della Procura della Repubblica di Trani. L’uomo è ritenuto responsabile dei reati di lesioni, atti persecutori e sfruttamento della prostituzione, nei confronti della propria compagna.
Il 12 ottobre 2024 una giovane prostituta rumena di 30 anni subì un violentissimo pestaggio, con un bastone, mentre esercitava l’attività di meretricio nella zona rurale di Terlizzi; nella circostanza, la violenza dei colpi inferti causarono alla giovane varie fratture e lesioni, costringendola, in seguito, ad un lungo ricovero in ospedale.
Nell’immediatezza dei fatti, la vittima raccontò al personale della Polizia di Stato intervenuto, di aver subito un tentativo di rapina, ad opera di alcuni soggetti sconosciuti, con il volto travisato. Tuttavia, l’attività investigativa posta in essere dagli investigatori della Squadra Mobile di Bari, diretta dalla Procura della Repubblica di Trani, ha consentito di riscostruire una vicenda ben diversa, raccogliendo, piuttosto, elementi probatori nei confronti del compagno della vittima.
Le evidenze investigative acquisite, infatti, hanno portato alla luce una situazione di completa soggiogazione della vittima nei confronti del suo compagno/sfruttatore, il quale la costringeva a prostituirsi, per poi sfruttarne i ricavi, ricorrendo anche alla violenza fisica e psicologica per sottometterla e controllarla continuamente.
In mancanza di collaborazione da parte della vittima, evidentemente spaventata ed impaurita per le eventuali ritorsioni che il proprio compagno avrebbe potuto attuare nei suoi confronti, al fine di accertare la verità dei fatti, sono stati decisivi gli elementi acquisiti a seguito dell’esame del cellulare della vittima.
È importante, tuttavia, sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.










