Personale ATA, la denuncia di UIL Scuola Puglia: “Numero insufficiente è impossibile garantire il servizio”

“In base alle continue e pressanti segnalazioni che ci pervengono dalle scuole pugliesi, stando alle nostre stime sarebbero necessari, soprattutto con l’orario definitivo e l’avvio della refezione scolastica, non meno di 1.166 collaboratori scolastici e 292 assistenti amministrativi”.

Sono questi i numeri contenuti nella nota che oggi la UIL Scuola Puglia ha inviato alla direzione scolastica regionale. “Nonostante l’apprezzabile sforzo fatto dalla direzione scolastica regionale e dagli uffici territoriali – si legge ancora nella nota – non è più rinviabile l’incremento di ulteriori posti in deroga a quelli previsti nell’organico di diritto di 13.000 unità e ai 1.100 posti già autorizzati in deriga. E’ giunto il momento che la politica prenda in seria considerazione la situazione emergenziale in cui versa la scuola statale”.

Nella denuncia della Uil Scuola Puglia si punta l’attenzione anche sulla “creazione di istituti sovradimensionati, che contribuiscono a ridurre l’organico ATA, ma l’assessorato regionale pugliese al ramo, anche alla luce dei tavoli tecnici tenutisi nei giorni scorsi con le province, persevera in scelte sbagliate. Auspichiamo che la nostra denuncia sia presa in carico urgentemente dalla direzione scolastica regionale in quanto i carichi di lavoro sono ormai insostenibili per gli spazi da coprire e per gli adempimenti amministrativi ulteriori previsti dal PNRR e, in ultimo, dall’obbligo ministeriale per l’utilizzo di nuova passweb”.

Autonomia differenziata, la Puglia insiste: depositati i quesiti referendari per l’abrogazione della legge

Sono state depositate oggi alle 11 in  Corte di cassazione a Roma le richieste di referendum abrogativo della legge sull’autonomia differenziata votate dai consigli regionali Campania, Emilia-Romagna, Sardegna, Toscana, e Puglia.  Per il consiglio regionale della Puglia hanno depositato i quesiti i consiglieri Grazia Di Bari e Sergio Clemente. Presente anche il consigliere Paolo Campo.

“Ribadiamo ancora una volta il no – dichiara la consigliera del M5S Grazia Di Bari –  ad una riforma scellerata che frammenta l’Italia, danneggiando tutti. Una legge che vede la netta contrarietà dei cittadini come dimostra il numero di firme raccolte per il referendum, 1.300.000. Dopo la riunione del comitato per la determinazione dei LEP siamo ancora più preoccupati, perché si conferma ancora una volta quello che sosteniamo da tempo, ovvero la volontà di dare maggiori risorse al nord penalizzando il sud. Non possiamo rimanere fermi e permettere che la legge trovi attuazione. L’autonomia differenziata come voluta da questo governo è una sciagura per il Paese”.

Garanzia Giovani, scoppia la bufera in Puglia. Tirocini non pagati dalla Regione: “Aspettiamo da mesi non è giusto”

“Sono una ragazza di 29 anni e vi contatto per parlarvi di una situazione piuttosto spiacevole che sto vivendo, e come me, anche altri giovani residenti in tutta la Puglia. A fine 2022 ho aderito ad un tirocinio finanziato dalla Regione Puglia, tramite il fondo europeo Garanzia Giovani. Ho quindi svolto un periodo di stage presso un’azienda pugliese da gennaio 2023 a giugno dello stesso anno. Durante questi mesi di formazione, ho sempre svolto i miei compiti con serietà e voglia di imparare. Per quanto riguarda il rimborso spese, la misura di Garanzia Giovani prevede il pagamento mensile di 150 euro da parte dell’azienda e di 300 (sempre mensili) da parte della Regione Puglia (per un totale di 450 euro mensili). Ho ricevuto regolarmente i soldi dell’azienda, purtroppo, però, non ho ancora ricevuto neanche parte del rimborso spese spettante da parte della Regione, nonostante sia passato più di un anno dall’attivazione del tirocinio”. Inizia così la denuncia arrivata in redazione da parte di una nostra lettrice.

“Perciò, ho contattato qualsiasi istituzione ed ente coinvolto in Garanzia Giovani, tra cui l’ente di formazione che mi ha attivato il tirocinio, ma nessuno mi ha saputo dare indicazioni in merito, solo vaghe risposte come ‘i soldi arriveranno’. Ritengo che non sia concepibile che a più di un anno dalla stipula del contratto con Garanzia Giovani, non possa ancora ricevere neanche un euro da parte della Regione Puglia e che nessuno sappia dirmi niente. Ad aderire a questo programma, ci sono anche e soprattutto giovani adulti come me e tanti altri, anche professionisti, che, ormai disperati dalla mancanza di vere occupazioni in Puglia, si piegano ad accettare perfino tirocini scarsamente retribuiti pur di mettersi alla prova, migliorare e cercare di mettere un po’ di soldi da parte, magari per aiutare la famiglia o costruirsi un futuro – aggiunge -. Sicuramente si è trattata di un’esperienza formativa stimolante, ma ho continuato a svolgerla da semplice tirocinante, ricevendo solamente i 150 euro mensili da parte dell’azienda. Ho preso seriamente i miei compiti, ho portato a termine i miei impegni, ritengo sia mio diritto ricevere il rimborso spese da parte della Regione Puglia. Ho spiegato tutto ciò ad ulteriore dimostrazione del fatto che la maggior parte di noi giovani ha tanta voglia di mettersi alla prova, ma la nostra volontà viene spesso fermata da continui vincoli burocratici e politici che non ci permettono di ricevere il giusto riconoscimento, sia immateriale che economico”.

“Come già specificato, ho provato a chiedere informazioni a chiunque fosse coinvolto in questo iter, ho contattato la Regione, l’INPS (che a quanto pare, dovrà alla fine erogare i soldi), inviato PEC, mail, chiamato uffici. Le rare volte in cui qualcuno mi ha risposto, ho ricevuto vaghe indicazioni come ‘ci vuole tempo’, come se questa fosse la normalità, oppure addetti che si sono limitati a dire di non essere loro ad occuparsene, scaricando la responsabilità su altri uffici o su altri amministratori, che a loro volta scaricavano il problema su altri. Oltre al problema del compenso in sé, quindi, c’è anche un gravissimo problema di assenza di punti di riferimento. Ad oggi, non si sa a chi poter fare riferimento e chiedere un consiglio in merito. Spinta dalla necessità e dalla voglia di interfacciarmi ed interagire con qualcuno su questo problema, ho scritto su alcuni gruppi Facebook dedicati a Garanzia Giovani, chiedendo un confronto con altre persone ed ho potuto constatare che, come me, anche tutti gli altri giovani che hanno preso parte a questa misura europea e regionale nell’ultimo anno non hanno ancora ricevuto il rimborso spese o, pochi ‘fortunati’ sono riusciti ad ottenerne una minima parte. Come me, neanche loro riescono ad interfacciarsi con nessuno, ricevendo le stesse risposte o lo stesso silenzio che ho sperimentato anche io e di cui vi parlavo poc’anzi. Al momento, sono riuscita a creare un gruppo di una ventina di persone nella mia stessa situazione (anche se i giovani coinvolti saranno molti di più, dato che la Regione non sta pagando praticamente nessuno) e cerchiamo di confrontarci quasi giornalmente sulla nostra situazione e di condividere le pochissime informazioni che riusciamo a racimolare. Stavamo anche pensando di recarci di persona presso gli uffici regionali preposti ma, ancora una volta, non abbiamo riferimenti, né indirizzi di sedi presso cui andare a parlare e far sentire la nostra voce. Io ed altri membri del gruppo abbiamo commentato (in forma pacifica ed educata) alcuni post dell’Assessore alla formazione Sebastiano Leo chiedendo di ricevere risposte poiché non ha mai dato seguito alle tante mail e pec inviategli. Inizialmente, lui o chi per lui del suo staff, ha prontamente cancellato i nostri commenti e poi, a seguito della nostra insistenza, ci ha risposto di non aver mai cancellato i nostri commenti (assolutamente non vero) e di stare cercando di ‘sbloccare la situazione’, come se la cosa non dipendesse direttamente dalla Regione. Potete leggere di questo avvenimento sulla pagina dell’Assessore, guardando le risposte al post del 25 luglio. La mamma di una ragazza è riuscita a mettersi in contatto con lui telefonicamente e lui le ha promesso diverse volte di stare facendo il possibile, comunicandole date che non sono poi state rispettate. L’assessore Leo ha tirato in gioco un altro ente: l’INPS, che a detta dell’Assessore, sta ritardando i pagamenti. L’INPS, dal canto suo ha riferito di aver provveduto a pagare tutti i nominativi comunicati dalla Regione e che al momento non risulti nulla in sospeso. L’assessore adesso chiede di attendere ottobre, ma sarà davvero così? Dopo le tante promesse non mantenute, io ne dubito. Noi però pretendiamo il compenso che ci spetta e che è stato giustamente pattuito inizialmente e non ci fermeremo. Hanno persino rinnovato il progetto Garanzia Giovani, estendendolo anche a giovani adulti fino ai 35 anni. Ma con quali soldi e risorse, se già non riescono a pagare i tirocini svolti tra il 2019 ed il 2024 ed hanno evidenti problemi di gestione e comunicazione? Spero che questa storia possa rappresentare un modo per far conoscere la situazione mia e di molti altri ragazzi e che qualcuno possa aiutarci ad avere un riscontro da parte delle istituzioni, oltre che il rimborso spese che ci spetta di diritto”.

Il premio Oscar Paul Haggis indagato per violenza sessuale in Puglia: il gip si riserva su richiesta di archiviazione

Il gip del Tribunale di Brindisi si è riservato di decidere sulla opposizione alla richiesta di archiviazione dell’inchiesta nella quale è indagato il regista, sceneggiatore e premio Oscar Paul Haggis, accusato di lesioni e violenza sessuale ai danni di una donna inglese di 30 anni. La Procura, dopo due anni di indagini, ha chiesto l’archiviazione del procedimento, ma la vittima ha presentato opposizione.

Oggi Haggis si è presentato in udienza insieme al suo avvocato, Michele Laforgia. La 30enne è difesa dall’avvocato Ilaria Boiano. Le accuse risalgono al giugno del 2022 quando il regista, in Puglia per partecipare ad una rassegna cinematografica, fu arrestato e messo ai domiciliari per due settimane dopo la denuncia presentata dalla donna per presunte violenze sessuali. Dopo la scarcerazione, il 29 luglio del 2022, disposta dal giudice, il tribunale del Riesame di Lecce aveva rigettato l’appello del pubblico ministero contro la revoca dell’arresto. A quasi due anni dai fatti, la Procura di Brindisi, valutati gli atti del procedimento, ha avanzato quindi richiesta di archiviazione.

“Abbiamo fatto l’udienza di opposizione alla richiesta di archiviazione ed il giudice si è riservato di decidere. Noi – ha detto Laforgia uscendo dal tribunale -abbiamo chiesto che questa vicenda si chiuda al più presto, perché sono passati più di due anni dal provvedimento del Riesame che aveva già detto che in questa vicenda non c’erano i gravi indizi”. “Sono stati fatti altri due anni d’indagine e le conclusioni di tre pubblici ministeri – ha aggiunto – sono nel senso che non c’è materia per fare un processo. Io penso che è nell’interesse di tutti che questa vicenda si deve chiudere al più presto. La Procura dice testualmente che ci ‘sono seri dubbi sulla credibilità e attendibilità della persona offesa e del suo racconto”.

Maltempo in Puglia, nel Foggiano allagato campeggio. Nel Salento scuole chiuse e crolli – FOTO

Una forte pioggia si è abbattuta ieri sera su alcune zone del Gargano e ha interessato in particolare la strada provinciale 89 garganica dove fango e detriti si sono riversati lungo il tratto che unisce Mattinata a Vieste. L’Anas ha provveduto alla chiusura temporanea del tratto di strada per consentire la rimozione dei detriti. In mattinata la situazione è tornata alla normalità.

La conferma è giunta dal sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti che ha sottolineato “come la situazione attualmente sia sotto controllo e che anche i tecnici della provincia siano al lavoro per liberare parte dei detriti ancora presenti lungo la strada provinciale 53”. Ieri – stando a quanto si è appreso – la forte pioggia ha colto di sorpresa anche alcuni automobilisti bloccati dal fango, tra cui una coppia di turisti tedeschi ed una coppia del posto. È stato necessario l’intervento dei carabinieri. Il primo cittadino di Vieste chiarisce che “c’è stata l’esondazione del canale Perazzeta (che dall’interno del bosco viestano sfocia sulla spiaggia) e l’acqua ha invaso villaggi e camping del lungomare Mattei della cittadina garganica. Uno in particolare ha avuto i danni maggiori”. “Sul canale andava fatta maggiore manutenzione – tuona Nobiletti. La responsabilità di tale manutenzione è del consorzio di bonifica del Gargano che dovrebbe intervenire prima che si verifichino episodi simili”. Tra le strutture più colpite dal maltempo il camping Adriatico di Vieste. “Siamo sotto venti centimetri di fango – spiegano i responsabili della struttura – Da questa notte lo stiamo spalando cercando di portare tutto alla normalità. Una montagna di acqua e fango ci ha interessato. Purtroppo è l’effetto dell’incuria che coinvolge i nostri territori”. La pioggia è iniziata a cadere attorno alle 20 di ieri ma fortunatamente non ha allagato le strutture abitative. Disagi ci sono comunque per gli ospiti del camping per il fango che rende difficoltosa la viabilità interna.

Questa mattina invece una pioggia torrenziale si è abbattuta in molti comuni del Sud Salento. Tra le zone più colpite c’è la marina di Andrano dove l’acqua ha provocato il cedimento di parte del lungomare delle Agavi. Sono corollati una vasta area del basolato, una porzione di oltre dieci metri del muretto a secco di cinta e parti del muretto a secco che costeggia la scogliera. Il lungomare è stato chiuso a causa del cedimento strutturale. Ad inizio estate erano stati ultimati i lavori di riqualificazione della passeggiata panoramica. E danni si sono registrati anche nel sottostante lido balneare. L’Ufficio tecnico e la polizia stanno provvedendo ad avviare le procedure di messa in sicurezza e ripristino dello stato dei luoghi. Emergenza pioggia anche a Taurisano, Ruffano, Specchia , Surano e Melissano dove a causa dell’alleata meteo il sindaco ha chiuso le scuole .

Giochi del Mediterraneo a Taranto: dalla Regione Puglia 800mila euro per il contributo annuale del 2024

Il 2026 sarà un anno importantissimo per lo sport in Puglia. Oltre a ricoprire il ruolo di Regione Europea dello Sport, la Puglia sarà vetrina della XX Edizione dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. Un evento sportivo di portata internazionale rilevantissima, che avrà notevoli ricadute economiche e di immagine sul territorio. Ecco perché la Regione ha assunto già dal 2021 l’impegno di sostenere finanziariamente le attività di organizzazione dei Giochi destinando al Comune di Taranto somme a valere sul proprio bilancio autonomo, per l’utilizzo delle stesse per le attività del Comitato Organizzatore dei Giochi del Mediterraneo. Per il 2024 il contributo annuale è stato portato a ben 800 mila euro, la cui seconda tranche pari a 300 mila euro è stata versata la scorsa settimana.

“La Regione sostiene con forza l’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 perché è uno dei tanti tasselli della strategia per il rilancio della città e del territorio jonico – ha detto il presidente Michele Emiliano -. I Giochi saranno un’importante occasione per promuovere e rafforzare i settori direttamente connessi allo sport, ma anche per presentare Taranto e la sua provincia al mondo come territorio accogliente, meta turistica di valore e area con grandi potenzialità di sviluppo economico di tipo sostenibile.”

“La Regione Puglia è l’unico ente che sta destinando risorse di spesa corrente per la promozione e l’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo, manifestazione che trova quindi nella Regione Puglia un concreto sostegno – ha dichiarato Mattia Giorno, consigliere delegato dal presidente Emiliano per l’area di Taranto -. La Regione ha già concesso questa estate in tempi rapidissimi il secondo masterplan per l’individuazione delle opere infrastrutturali, grazie alla cui approvazione sarà possibile bandire le gare e far partire i cantieri per un evento così importante per lo sviluppo della città di Taranto. Diventa sempre più urgente che anche il Governo stanzi le ulteriori risorse necessarie a finanziare la spesa corrente dei Giochi, nonché l’acquisto delle indispensabili attrezzature sportive e tecnologiche per lo svolgimento delle competizioni.”

La Puglia sarà Regione europea dello Sport 2026, Emiliano: “Siamo onorati per la designazione”

La Regione Puglia è stata designata “Regione europea dello Sport” per l’anno 2026: la comunicazione è stata inviata questa mattina da Gian Francesco Lupattelli, presidente e fondatore di Aces, l’associazione che, con la partnership dell’Unesco, riunisce capitali, città, comunità e regioni europee dello sport. La lettera, indirizzata da Bruxelles al presidente Michele Emiliano, sottolinea che la Puglia ha guadagnato il riconoscimento “dando un esempio lodevole di promozione dello sport per tutti, come mezzo per migliorare la salute, favorire l’integrazione sociale, facilitare l’istruzione e promuovere il rispetto, tutti in linea con gli obiettivi principali di Aces. La Puglia ha anche dimostrato una politica sportiva esemplare, vantando encomiabili strutture sportive, programmi ben strutturati e una vasta gamma di attività”.

“Siamo onorati per questa designazione e, come dicemmo presentando ufficialmente la nostra candidatura a luglio scorso, speriamo che, nel 2026, anno in cui si svolgeranno a Taranto i Giochi del Mediterraneo, dalla Puglia si diffonda un movimento che riconosca allo sport la sua funzione di mezzo di emancipazione e quindi di pratica che consente a ciascuno di esprimere la propria personalità, il proprio talento e le proprie capacità”, ha commentato il presidente Michele Emiliano.

“Abbiamo lavorato in questi 9 anni perché lo sport sia davvero ‘per tutti’, facendo crescere attenzione e investimenti su tutti i segmenti di un universo complesso che coinvolge migliaia di persone, a partire dal finanziamento della rete degli impianti sportivi”, ha detto l’assessore allo Sport per Tutti della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, annunciando che “sarà una lunga cavalcata: fino al 2026, lavoreremo per fare tante iniziative di preparazione coinvolgendo tutti, dal nord del Gargano al sud del Salento”.

Omicidio a Molfetta, la rabbia di Emiliano: “Basta drammi ora serve una reazione dura”

“Stanotte un dramma annunciato si è consumato a Molfetta dove è morta una ragazza di 19 anni durante l’ennesimo scontro tra bande criminali che si contendono il controllo dei locali e della spaccio collegati alla movida. Non si possono escludere nuovi eventi nell’immediato collegati a questo gravissimo omicidio. Il fenomeno ha già provocato il ferimento di una ragazza a Trani e addirittura la morte a Barletta di un bravo ragazzo la cui perdita ha sconvolto l’intera comunità. Ed altri innumerevoli episodi sentinella di quanto avvenuto stanotte. Serve uno scatto investigativo importante e coordinato e il supporto dell’intera cittadinanza. I gestori delle discoteche e dei locali, vittime anch’essi di questa dinamica probabilmente mafiosa, avevano dato l’allarme per tempo e sono pronti a collaborare per la tutela dei nostri ragazzi e delle loro attività. Andare ai funerali, fare i post su facebook e attuare temporanei momenti di controllo non basta più: occorre far sentire a questa gente la forza dello Stato e alle vittime dei continui atti di violenza la sicurezza cui hanno diritto. La Puglia non puó tornare indietro. La nostra reazione deve essere durissima”. Lo dichiara il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Fatture inesistenti per 52 milioni, sequestri a 20 imprenditori: blitz della Finanza anche in Puglia

Sequestro preventivo per un valore di oltre 15,5 milioni di euro (fra cui auto di lusso come Ferrari) e divieto di esercitare attività di direzione per 20 imprenditori – del settore della produzione e commercio, al dettaglio e all’ingrosso, di pane, pasticceria e generi alimentari – operanti nelle province di Potenza, Foggia e Barletta-Andria-Trani. Li ha eseguiti oggi la Guardia di Finanza, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza, cominciata dall’individuazione, in Basilicata, di tre società che hanno emesso fatture per operazioni inesistenti per circa 52 milioni di euro.

Le società, però, erano “totalmente prive di personale, mezzi e qualsivoglia capacità imprenditoriale” ma, dal 2019 al 2022, hanno fornito servizi e cessione di beni a 18 aziende pugliesi. Il sistema ha prodotto “una ingente frode all’Iva e alle imposte sui redditi”. Le società emittenti – secondo l’accusa – hanno “puntualmente e sistematicamente disatteso tutti gli obblighi derivanti dalla vigente normativa tributaria” ed erano prive anche di un conto corrente. Le imprese “che hanno ricevuto i documenti fittizi hanno giustificato i relativi pagamenti con imprecisate compensazioni, facendo anche ricorso allo strumento del ‘baratto'”. In tal modo, si è registrato “un complessivo e indebito risparmio d’imposta, tra Iva e Ires, di oltre 15,5 milioni di euro”. Il sequestro preventivo per equivalente riguarda beni immobili, autoveicoli (tra cui Ferrari, Range Rover, Mercedes e Alfa Romeo) e rapporto finanziari.