Eduscopio 2025, le migliori scuole baresi: Socrate e Salvemini al top tra i licei. Ma la provincia batte la città – REPORT

È disponibile il report di Eduscopio 2025, la piattaforma digitale della Fondazione Agnelli che ogni anno classifica le scuole superiori italiane attraverso dati aggiornati e sulla base dei risultati universitari e lavorativi degli studenti diplomati.

Dando un’occhiata generale al report, la provincia batte la città. Il miglior liceo classico barese è infatti il Majorana-Laterza di Putignano che conferma il primato già raggiunto nel 2024. Seguono Amerigo Vespucci (Giovinazzo) e Sylos-Fiore (Terlizzi) che completano il podio, le scuole baresi si trovano al sesto (Socrate) e al nono posto (Flacco). Escludendo le province e guardando solo alla città di Bari, il podio è confermato: Socrate primo, Flacco secondo e Cirillo terzo.

Il miglior liceo scientifico della provincia è il Da Vinci-Majorana di Mola di Bari, seguito dal Majorana-Laterza di Putignano e dal Pietro Sette di Santeramo. I licei baresi Salvemini, Fermi e Scacchi (primo, secondo e terzo nella città di Bari) si collocano rispettivamente al settimo, ottavo e decimo posto considerando la classifica provinciale.

Per il Liceo Scientifico Scienze Applicate, il Marconi – Hack è il primo istituto barese davanti al Giordano Bianchi Dottula. Restando a Bari il Bianchi Dottula è al primo posto nella graduatoria dei licei Scienze Umane. Il Marco Polo è primo tra gli istituti tecnici economici davanti a Cesare-Romanazzi, Gorjux-Tridente-Vivante e Lenoci. Il Cirillo è al primo posto tra i licei linguistici davanti a Marco Polo, Bianchi Dottula e Cesare-Romanazzi.

Eduscopio analizza anche gli istituti che preparano al mondo del lavoro per gli studenti che non scelgono di immatricolarsi all’università. Secondo questi dati, per la città di Bari, al primo posto c’è il Marco Polo (per gli istituti tecnici economici), il Marconi-Hack (istituti tecnici tecnologici), il Majorana (istituti professionali servizi).

Liste d’attesa, in Puglia fuori controllo. Tre anni per un esame: “Centinaia di segnalazioni”

Nella serata di ieri, su Rai 3, è andato in onda un servizio di Report incentrato sulle liste d’attesa, con un focus particolare sulla Puglia. La nostra regione risulta la peggiore d’Italia. Sono diverse le storie che vi abbiamo raccontato in questi anni, qualche giorno fa ci siamo recati dall’associazione CAS Art.32 per accendere i riflettori su uno dei problemi principali della Sanità pugliese, tema discusso anche durante l’ultima campagna elettorale. C’è chi aspetta anche tre anni per un esame importante che può salvare la vita. Il quadro emerso è sconcertante e preoccupante.

Garante privacy, si dimette il segretario generale: è il barese Angelo Fanizza. Report: “Voleva spiare i dipendenti”

Nuovo scossone all’interno del Garante della Privacy. Dopo il rifiuto di lasciare l’incarico da parte dei componenti del collegio a seguito delle richieste di dimissioni arrivate da più parti all’indomani dell’inchiesta di Report, a fare un passo indietro è la figura al vertice della macchina amministrativa dell’Autorità, il segretario generale Angelo Fanizza.

E la motivazione – secondo le indiscrezioni rilanciate dalla trasmissione di Rai3 – risiederebbe proprio in un tentativo di violazione della privacy, evidentemente finalizzata alla ricerca della talpa che permesso la diffusione delle informazioni e della corrispondenza interna.

In giornata all’interno dell’Autorità – spiega Report – “è stato diffuso un documento riservato in cui Fanizza chiedeva al dirigente del dipartimento informatico di provvedere urgentemente all’estrazione della posta elettronica, degli accessi vpn, degli accessi alle cartelle condivise, degli spazi di rete condivisi, dei sistemi documentali, dei sistemi di sicurezza. La richiesta di Fanizza di spiare i lavoratori dell’Autorità risale al 4 novembre, due giorni dopo la prima puntata dell’inchiesta di Report”.

La scelta di lasciare l’incarico è arrivata in serata, al termine di una giornata convulsa, segnata da un’assemblea dei lavoratori che ha chiesto all’unanimità le dimissioni dell’intero collegio. Una presa di posizione arrivata dopo che il dirigente del dipartimento per la sicurezza informatica ha informato i dipendenti e denunciato l’illegittimità della richiesta di Fanizza. Il collegio del Garante si è affrettato a dichiarare “la propria totale estraneità rispetto alla comunicazione a firma dell’ex segretario generale riguardante una richiesta di dati dei dipendenti relativi all’uso dei sistemi informatici”, ricordando che “l’accesso da parte del datore di lavoro a taluni dati personali dei dipendenti relativi all’utilizzo dei sistemi informatici può costituire violazione della privacy”.

La nomina di Fanizza, nato a Bari e magistrato amministrativo e dottore di ricerca in diritto pubblico dell’economia presso il Tar del Lazio e dottore di ricerca in diritto pubblico dell’economia, titolare per molti anni di incarichi di docenza nell’Università di Bari, era stata comunicata dal Garante di recente, lo scorso 10 ottobre. Sarebbe dovuto rimanere in carica fino al termine del mandato del collegio, il 29 luglio 2027. Fanizza non ha motivato pubblicamente le sue dimissioni, ma è evidente che il clima acceso delle ultime settimane, si è fatto rovente dopo la netta presa di posizione dei dipendenti.

La polemica sul Garante era nata dalle accuse di Report agli attuali componenti di contiguità con la politica e di conflitti d’interesse. Per primo, nel mirino era finito Agostino Ghiglia, per i suoi rapporti con FdI, che Report ha collegato alla multa inflitta dal Garante alla trasmissione dopo aver mandato in onda un audio fra l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie. Poi anche Scorza, indicato da M5S, per il ruolo di ex socio nello studio legale E-Lex, da lui fondato nel 2011. Una dozzina di aziende pubbliche e private, assistite dallo studio, sarebbero interessate da provvedimenti incardinati davanti all’Autorità. Nell’inchiesta della trasmissione di Rai3 pure il presidente Pasquale Stanzione, in particolare per i rapporti con la famiglia Sica dei legali di Sangiuliano, ma anche con la Link Campus University. Più in generale tutta la gestione è finita sotto accusa per le spese ritenute ingiustificate.

“Quando perfino il personale interno denuncia opacità, conflitti di interesse e una gestione incapace di tutelare la stessa credibilità dell’istituzione, l’unica risposta sensata sarebbe un passo indietro”, afferma il capogruppo M5S in commissione di vigilanza Rai Dario Carotenuto. “Cosa deve ancora succedere per convincere il Collegio a fare un passo indietro e salvare quello che rimane del prestigio di questa importante istituzione?”, chiede Alleanza Verdi Sinistra con Elisabetta Piccolotti.

Sanità Puglia, l’allarme di Gimbe: “Nel 2024 in 400mila hanno rinunciato alle cure” – IL REPORT

Nel 2024 il 10,9% dei pugliesi (424 mila persone) ha dichiarato di aver rinunciato ad una o più prestazioni sanitarie (media Italia 9,9%) con un incremento di 2,5 punti percentuali rispetto al 2023. Sono questi alcuni dei dati presenti nell’ottavo rapporto Gimbe, che analizza e monitora la sostenibilità e l’efficienza del Ssn (Servizio sanitario nazionale).

Per quel che riguarda il capitale umano impegnato in ambito sanitario, secondo il report, in Puglia nel 2023 si registrano 10,8 unità di personale sanitario ogni 1.000 abitanti (media Italia 11,9); 1,74 medici dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 1,85); 4,41 infermieri dipendenti ogni 1.000 abitanti (media Italia 4,7).

Nello stesso anno il punteggio totale degli adempimenti della Regione ai livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero le prestazioni che il Ssn eroga gratuitamente o tramite il pagamento di un ticket, è di 228 (punteggio max 300).

Secondo l’analisi Gimbe, la Puglia si posiziona al decimo posto tra le regioni e province autonome ed è risultata adempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg). Rispetto al 2022, nel 2023 il punteggio totale della regione è migliorato (+2).

In dettaglio, dalla valutazione dei 26 indicatori, suddivisi in tre aree (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera), la Puglia si colloca: in 11esima posizone per l’area della prevenzione; 14esima per l’area distrettuale e nona per l’area ospedaliera.

Sul fronte della mobilità sanitaria regionale, secondo il report, nel 2022 si registra un saldo negativo rilevante, pari a – 230,2 milioni di euro – in aumento di 98,7 milioni di euro rispetto al 2021.

Rifiuti, parcheggiatori abusivi, atti molesti, NCC abusivi e musica oltre mezzanotte: pioggia di multe a Bari

L’assessora alla Vivibilità urbana e alla Protezione civile Carla Palone rende noto il report delle attività di controllo condotte sul territorio cittadino dagli agenti della Polizia locale dal 1° al 30 settembre.

Con riferimento al monitoraggio relativo all’igiene urbana, sono state elevate complessivamente 177 sanzioni. Nel dettaglio, 84 le violazioni legate al conferimento rifiuti fuori orario, 27 le sanzioni comminate per mancata raccolta differenziata (tra privati, pubblici esercizi e attività commerciali), 4 per materiale / ingombrante / rifiuti irregolari depositati su sede stradale, 6 per deposito incontrollato di cartoni, 11 per conferimento di rifiuti nei sacchi neri (vietati da apposita ordinanza sindacale), 19 i verbali elevati nei confronti di cittadini non residenti a Bari colti a conferire rifiuti nei cassonetti della città, 19 per abbandono di rifiuti sulla pubblica via (nelle zone di start up), 6 sanzioni per abbandono di piccoli rifiuti su strada o per il mancato posizionamento di posacenere davanti alla propria attività commerciale, 1 per trasporto di rifiuti speciali non pericolosi senza il prescritto formulario e 3 sanzioni per omessa raccolta di deiezioni canine. Sono state 7, invece, le sanzioni elevate ai proprietari di terreni, incolti e/o abbandonati, che non hanno provveduto alle necessarie verifiche e all’eliminazione di fattori di pericolo.

Circa i controlli sull’attività dei pubblici esercizi, a fronte delle 49 ispezioni effettuate dagli agenti dell’Annona, 5 sono state le multe comminate per occupazione abusiva suolo pubblico, 3 per esposizione di pubblicità non autorizzata, 2 per somministrazione di bevande in contenitori in vetro oltre le ore 22, 5 le sanzioni per diffusione della musica oltre le ore 24 e, infine, 3 per diffusione della musica senza la necessaria Valutazione dell’Impianto Acustico di diffusione sonora.

Inoltre, 22 persone sono state sanzionate e allontanate in quanto sorprese a compiere atti molesti o poco decorosi in pubblico, 2 le multe per guida di NCC senza la licenza necessaria e 1 sanzione per attività di parcheggiatore abusivo.

“Purtroppo registriamo ancora un alto numero di violazioni per quanto riguarda il corretto conferimento dei rifiuti – commenta Carla Palone -. La Polizia locale è costantemente impegnata su questo, come su altri fronti, ma è bene ribadire che, senza il contributo determinante dei cittadini, ogni sforzo compiuto in tal senso rischia di essere inutile. Certamente gli agenti proseguiranno nelle azioni di controllo sul territorio, non solo attraverso sanzioni e interventi repressivi ma anche con un’adeguata sensibilizzazione in tutti i quartieri. Resta fondamentale, però, la piena collaborazione della cittadinanza, cui spetta il vero cambio di passo”.

Bari a ferro e fuoco, operazione ad Alto Impatto nelle piazze e in centro: il report. Un georgiano espulso

Nella giornata di ieri sono stati effettuati servizi straordinari di controllo del territorio, nelle fasce orarie pomeridiane e serali, concentrati principalmente in piazza Aldo Moro, piazza Umberto e piazza C. Battisti, aree di maggiore aggregazione del centro cittadino.

Durante le operazioni, sono state identificate complessivamente 222 persone, di cui 120 straniere e 78 con precedenti di polizia. Sono stati istituiti 7 posti di controllo, con la verifica di 30 veicoli; elevate due sanzioni per inosservanza a norme del Codice della Strada ed effettuato un sequestro amministrativo. Sottoposti a controllo tre esercizi pubblici, uno dei quali sanzionato amministrativamente.

Relativamente al fenomeno di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti, sono state effettuate due perquisizioni che, tuttavia, hanno dato esito negativo. Segnalazione amministrativa per uso personale nei confronti di un uomo trovato in possesso di 3,9 grammi di marijuana.

Particolare attenzione è stata rivolta alla verifica delle posizioni di cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale. Quattro cittadini extracomunitari sono stati accompagnati in Questura per approfondimenti, due senegalesi sono stati invitati a presentarsi presso l’Ufficio Immigrazione ai sensi dell’art. 15 T.U.L.P.S. Un cittadino georgiano, risultato irregolare, è stato accompagnato presso il C.P.R. di Bari, in attesa di espulsione, mentre un cittadino gambiano, inottemperante a provvedimento di espulsione, è stato denunciato in stato di libertà e colpito da ordine di allontanamento. La Polizia Ferroviaria ha tratto in arresto 5 minori stranieri che avrebbero rapinato il telefono ad un connazionale, minacciandolo con un coltello.

L’attività straordinaria di controllo nelle piazze centrali di Bari si inserisce in una specifica progettualità, predisposta a seguito di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutosi in Prefettura e successivo “tavolo tecnico” tenutosi in Questura, finalizzato alla prevenzione dei reati e al contrasto di situazioni di degrado urbano, con particolare attenzione alle aree maggiormente frequentate da cittadini, studenti e turisti.

Malamovida e stagione estiva, controlli notturni della Polizia tra Monopoli e Polignano: il report di luglio

Nel corso del mese di luglio, la Polizia di Stato ha intensificato i controlli, nelle ore serali e notturne, nelle zone comprese tra i comuni di Monopoli e Polignano a Mare.

L’iniziativa, frutto della programmazione condivisa con la Direzione Centrale Anticrimine, nasce dalla necessità di fronteggiare l’aumento dei flussi turistici e della frequentazione di locali pubblici da parte di giovani e avventori provenienti da ogni parte del territorio nazionale ed estero, in particolare lungo le località costiere del sud-est barese, a forte vocazione turistica.

Durante i mesi estivi, in particolare nei fine settimana, si registra infatti un’intensa concentrazione di persone nelle zone balneari e nei luoghi della movida notturna, tra cui discoteche e locali all’aperto che ospitano eventi musicali e dj set di richiamo. Le strutture attirano migliaia di giovani, rendendo necessario un presidio costante delle Forze dell’Ordine a tutela della sicurezza pubblica.

Nel mese di luglio, sono stati predisposti servizi straordinari di vigilanza e controllo del territorio della Polizia di Stato, con l’impiego di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Centrale”, del Commissariato di P.S. di Monopoli e della Polizia Stradale.

Nello specifico, i controlli hanno avuto l’obiettivo di rafforzare la presenza sul territorio, monitorare e verificare le condizioni di sicurezza nei locali pubblici, prevenire e reprimere episodi legati allo spaccio e al consumo di sostanze stupefacenti, contrastare la somministrazione di alcol ai minori, sanzionare la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe ed elevare il livello di prevenzione nei confronti delle condotte illecite connesse alla movida.

Attraverso l’impiego di un centinaio di poliziotti, sono stati effettuati 38 posti di controllo e sottoposti a verifica 480 veicoli. Elevati 21 verbali per violazioni al Codice della Strada e ritirate 6 patenti di guida.

Le persone identificate sono state 901, di cui 205 risultate gravate da segnalazioni di polizia. Controllati 7 esercizi commerciali, tra cui locali adibiti a somministrazione di alimenti e bevande, bar, sale giochi-V.L.T. e locali notturni.

Sono in corso approfondimenti sulla situazione amministrativa di alcuni locali, nonché sulla posizione di alcune persone nei cui confronti potrebbero essere adottate misure di prevenzione personale.

La Polizia di Stato proseguirà anche nel mese di agosto le attività di controllo ponendo la massima attenzione per garantire a residenti e turisti un’estate all’insegna della sicurezza e della legalità.

Furti d’auto e in appartamenti, reati in calo dell’11% nel Barese. Aumentano le truffe ad anziani: il report

Nel corso del 2024, a Bari e in provincia, si è registrato un calo generale dei reati dell’11%. “In particolare – ha spiegato alla stampa il generale Gianluca Trombetti, comandante provinciale dei carabinieri – si è registrata una diminuzione dei furti d’auto e in appartamenti del 18%”.

In questo senso, però, i carabinieri hanno rilevato una “compensazione tra le tipologie di reati”: il numero delle rapine è aumentato dell’11%, così come le truffe ai danni degli anziani hanno segnato un incremento “di oltre il 40%”, un “fenomeno su cui è necessario intervenire con la repressione e la prevenzione”:

“La considerazione è che sta sostituendo altri tipi di reato perché è molto redditizio, ed è un reato particolarmente allarmante”, ha aggiunto Trombetti. Sono questi alcuni dati forniti oggi nel bilancio annuale delle attività condotte dall’arma dei carabinieri nella provincia di Bari.

“Nel 2024 l’arma ha svolto oltre 53mila servizi preventivi e ha ricevuto nelle diverse centrali operative oltre 25.500 chiamate, corrispondenti a oltre 12.100 interventi sul territorio”. Particolarmente alti i numeri sui sequestri di droga: nell’ultimo anno sono state sequestrate oltre 5 tonnellate di stupefacenti, “circa 138 chili al giorno sottratti al reato”, e 107 armi sono state poste sotto sequestro.

Capriati, Strisciuglio, Parisi-Palermiti e Diomede-Mercante: la mappa e gli affari dei clan baresi – IL REPORT

Sotto il profilo della criminalità organizzata il quadro d’insieme della regione Puglia nel 2024 rimane sostanzialmente immutato. Questo è quanto emerge dalla relazione annuale della DIA.

La città metropolitana di Bari, così come la sua provincia, sono infiltrati dalla camorra barese, Foggia e la sua provincia dalle mafie foggiane, mentre il Salento, con le province di Lecce e Brindisi e solo parzialmente quella di Taranto, restano appannaggio della sacra corona unita. Discorso a parte va fatto per la provincia BAT, la quale costituisce una sorta di crocevia in cui convergono gli interessi delle mafie locali e di quelle baresi e foggiane. La provincia di Taranto, da ultimo, ad esclusione della zona di Manduria, risulta controllata da gruppi mafiosi locali.

Le evidenze investigative dimostrano come, anche nel corso del 2024, i gruppi mafiosi pugliesi continuano a perseguire la loro strategia di controllo del territorio e di autosostentamento, con particolare riguardo al settore del traffico di stupefacenti, avvalendosi anche della collaborazione di sodalizi stranieri, specialmente albanesi, ormai da decenni radicati in zona anche per effetto della collocazione geografica della regione, che funge da naturale testa di ponte tra l’Italia e le grandi rotte balcaniche.

Il crimine organizzato in Puglia si caratterizza per la sua perdurante instabilità, frutto di continue fibrillazioni sia interne che esterne ai vari sodalizi, come dimostrato dai 9 omicidi e circa 19 tentati omicidi commessi nel corso del 2024. Sono confermati i rapporti con la ‘ndrangheta e la camorra, anch’esse molto attive nell’azione di inquinamento dell’economia locale (per i dettagli sugli interessi della ‘ndrangheta in Puglia si rimanda al box di approfondimento sui provvedimenti interdittivi prefettizi).

LA RELAZIONE SU BARI

Il panorama del capoluogo pugliese è caratterizzato dalla presenza della camorra barese articolata su 4 clan egemoni: i CAPRIATI, gli STRISCUGLIO, i PARISI-PALERMITI ed i DIOMEDE-MERCANTE. Questi sono espressioni di altrettante famiglie, dominanti sulle restanti consorterie cittadine con la loro forte presenza sul territorio ed il loro riconosciuto spessore criminale.

Sotto l’egida dei predetti clan o comunque in posizione subordinata operano nella città di Bari vari gruppi, mentre il controllo delle consorterie sui comuni dell’hinterland barese si estende attraverso una fitta rete di uomini di fiducia.

La principale fonte di sostentamento è costituita dal traffico e dallo spaccio di sostanze stupefacenti, cui vanno ad aggiungersi i reati contro il patrimonio, in particolare le estorsioni, ed altre forme di aggressione più articolate dell’economia locale, come testimoniato dai molteplici sequestri operati, derivanti dall’accumulo e dal reimpiego di provento di attività delittuose, e dai provvedimenti interdittivi emessi, che hanno riguardato, come detto, anche società colluse con esponenti della ‘ndrangheta, a riprova dei frequenti rapporti della camorra barese con le cosche calabresi in ragione delle opportunità offerte dall’economia del territorio e il conseguente inquinamento dell’economia locale.

Il clan CAPRIATI è radicato nel Borgo Antico della città e per tramite dei suoi referenti/reggenti è fortemente ramificato anche nei quartieri di Fesca e San Cataldo, nonché in molti comuni della città metropolitana e alcuni della provincia BAT, a seguito di una “poli- tica espansionistica” seguita negli ultimi anni dai suoi capi. È dedito prioritariamente al traffico di stupefacenti, alle estorsioni e al gioco d’azzardo. Il 1° aprile 2024, in località Torre a Mare (BA) è stato ucciso uno degli elementi di spicco del clan che, scarcerato da pochi mesi dopo una lunga detenzione, avrebbe ripreso la conduzione degli affari della consorteria criminale. Il 27 aprile 2024 i Carabinieri hanno tratto in arresto un pregiudicato ritenuto contiguo al clan CAPRIATI poiché trovato in possesso di 4 pistole e relativo munizionamento. Il 7 maggio 2024 la Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare851 nei confronti di 4 soggetti intranei al clan CAPRIATI, ritenuti responsabili di detenzione ai fini di spaccio di stupefacente e detenzione abusiva di arma da fuoco.

Il 31 ottobre e il 5 novembre 2024 è stata data esecuzione alla sentenza di condanna definitiva, nell’ambito del processo “Porto”, nei confronti di 5 appartenenti al clan CAPRIATI, tra cui un importante esponente di vertice, per il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso, finalizzata al traffico di stupefacenti, ed estorsione.

Il 5 dicembre 2024, a Bari, nel quartiere del Borgo Antico, i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza custodiale nei confronti di cinque persone, vicine al clan CAPRIATI, per spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività ha dimostrato ancora una volta come il predetto sodalizio sia tuttora ben radicato nel centro storico, nonostante sia un territorio fortemente conteso con l’avverso clan STRISCIUGLIO, anche attraverso piazze di spaccio gestite in modo capillare e con l’ausilio di “vedette” che segnalano costantemente la presenza delle forze dell’ordine.

Il clan PARISI-PALERMITI, sempre ben saldo nella sua roccaforte originaria del quartiere Japigia, si caratterizza per la sua struttura piramidale, con i suoi capi storici che, nonostante la detenzione, riescono a mantenere le redini del sodalizio e che, per tramite di suoi gruppi subordinati, opera anche nei quartieri Madonnella e Carrassi ed in altri comuni della città metropolitana. Le attività delittuose del clan PARISI-PALERMITI spaziano dalle estorsioni all’usura, dal traffico di stupefacenti al contrabbando di gasolio, dal riciclaggio alla gestione del gioco d’azzardo per arrivare anche allo scambio elettorale politico mafioso. Durante il periodo in esame diverse operazioni di polizia hanno contribuito a delinearne la struttura, il territorio di influenza, le attività criminali e gli ambiti istituzionali e dell’economia legale dove tende ad infiltrarsi, in particolare nel settore dell’autotrasporto di merci per conto terzi.

Il 12 febbraio 2024, la Polizia di Stato di Bari ha eseguito una misura cautelare nei confronti di un esponente apicale della fazione PALERMITI, ritenuto responsabile di lesioni personali, violenza privata ed atti persecutori, reati aggravati dalle circostanze di cui all’art. 416 bis, per il ferimento a colpi d’arma da fuoco di un esponente del clan.

Il 26 febbraio 2024, la Polizia di Stato, nell’ambito dell’operazione “Codice interno”, ha eseguito 137 misure cautelari, emesse nell’ambito di due distinti procedimenti penali, i cui indagati sono stati ritenuti responsabili di associazione mafiosa, scambio elettorale politico-mafioso, turbata libertà degli incanti e frode in competizioni sportive. Le indagini hanno consentito di documentare l’operatività, almeno dall’anno 2016, del clan PARISI-PALERMITI ed hanno permesso di disvelare molteplici aspetti dell’operato criminale del sodalizio in questione, oltre a documentarne l’operatività nei territori controllati e a tracciare nel dettaglio il suo organigramma.

Le indagini hanno fatto luce su molteplici dinamiche, sia di tipo più spiccatamente delinquenziale, ma soprattutto sul modus operandi adottato per intaccare e permeare il tessuto economico e le istituzioni locali. Più nel dettaglio sono stati messi in evidenza: l’ascesa delle nuove generazioni, sempre più avvezzi a sistemi delinquenziali articolati quali le intestazioni fittizie ed il riciclaggio mediante la gestione di centri scommesse; la grande solidità interna del clan; l’infiltrazione nell’economia legale attraverso il condizionamento di numerose aziende cittadine, tra cui spicca una municipalizzata del Comune di Bari, della quale sarebbero state condizionate le scelte societarie anche imponendo assunzioni di sodali del clan o di loro parenti.

In merito a quest’ultimo aspetto il clan PARISI-PALERMITI avrebbe dimostrato di riuscire, grazie alla compiacenza di pubblici amministratori, ad infiltrarsi nei gangli dell’amministrazione comunale con la compartecipazione di esponenti del rivale clan STRISCIUGLIO.

Il 18 marzo 2024, i Carabinieri, nell’ambito dell’operazione “Dedalo” hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di 69 esponenti del clan PARISI-PALERMITI ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere armata finalizzata al traffico di droga ed aggravata dal metodo mafioso, nonché detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini hanno consentito di documentare ulteriormente l’attività nel quartiere Japigia della consorteria costituita dai PARISI-PALERMITI, dedita al traffico di sostanze stupefacenti avvalendosi di basi logistiche e automezzi modificati. In particolare è emersa la presenza di una “cassa comune”, finanziata dagli stessi sodali e utilizzata per gli acquisti delle sostanze stupefacenti, con una duplice contabilità la cui gestione era affidata a due figure apicali affiliate rispettivamente ai PARISI ed ai PALERMITI.

Il 22 giugno 2024, a Bari, la Polizia di Stato ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo per un valore complessivo stimato in 1,5 milioni di euro nei confronti di un soggetto considerato intraneo al clan PARISI. Il provvedimento è scaturito da indagini che hanno consentito di ricostruire il patrimonio del soggetto, costituito prevalentemente da beni intestati fittiziamente a terze persone.

Il 25 giugno 2024, a Bari, i Carabinieri hanno eseguito decreto di confisca869 emesso nei confronti di un soggetto intraneo al gruppo criminale DI COSIMO-RAFASCHIERI, operante sotto l’egida del clan PARISI-PALERMITI, riguardante un fabbricato acquisito mediante il reimpiego di proventi delle attività illecite.

Il 12 settembre 2024, in Bari, la Polizia di Stato ha eseguito un decreto di sequestro preventivo che ha interessato il patrimonio, già in parte oggetto di precedente sequestro, di uno degli elementi di vertice del clan PARISI-PALERMITI.

Il 28 ottobre 2024, i Carabinieri hanno eseguito 7 provvedimenti di esecuzione pena nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dal metodo mafioso e ricettazione, avendo agevolato il clan PARISI-PALERMITI.

Il 15 novembre 2024, a Bari, nell’ambito dell’operazione “Run up”, i Carabinieri hanno eseguito 4 ordinanze custodiali emesse nei confronti dei soggetti fiancheggiatori della latitanza di un boss della ‘ndrina di Lauropoli (CS), arrestato nel novembre 2023 dopo aver trovato riparo nel capoluogo pugliese grazie ad esponenti del gruppo dei LOVREGLIO, facente capo al clan PARISI.

Il clan STRISCIUGLIO (o clan della luna) è al momento tra i più attivi e conta su un numero elevato di affiliati nell’ambito della criminalità organizzata barese, con i suoi capi storici saldamente al comando nonostante da anni reclusi in carcere. Per il tramite di suoi fedelissimi, il clan è di fatto egemone in molti quartieri e zone della città e del suo hinterland, segnatamente nel Borgo Antico, San Girolamo (in questi quartieri in contrasto con il clan CAPRIATI), Carbonara, Carbonara 2, Ceglie del Campo, Libertà, Stanic, San Paolo, Palese, Santo Spirito-Catino-San Pio ed inoltre, per tramite del gruppo CAMPANALE, con influenza sui quartieri Fesca e San Cataldo.

Il grado di autonomia tra i vari gruppi è frutto anche di frequenti tensioni interne. Gli interessi criminali del clan sono molteplici e partono dal traffico e spaccio di droga, per estendersi alle estorsioni, all’usura, al riciclaggio, al settore della raccolta, trasporto, stoccaggio e smaltimento di metalli e altro genere di rifiuti ed al controllo della distribuzione delle apparecchiature da gioco.

Inoltre, è emerso che il clan STRISCIUGLIO, parallelamente al rivale clan PARISI-PALERMITI, avrebbe partecipato ad accordi politico-mafiosi in cambio di utilità varie, coinvolgendo a tale scopo elementi apicali del gruppo MONTANI, operanti nei quartieri San Paolo e San Pio anche con il coinvolgimento, in passate tornate elettorali, di frange del tifo organizzato locale.

Il 18 febbraio 2024, a Bari, la Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare nei confronti di 3 soggetti legati al clan STRISCIUGLIO, poiché ritenuti responsabili di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso a seguito di un’aggressione a colpi d’arma da fuoco nei confronti di un altro esponente di spicco del medesimo sodalizio criminale.

Il 12 aprile 2024, i Carabinieri hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di 10 soggetti riconducibili al clan STRISCIUGLIO operanti nel quartiere San Pio in ordine ai reati, tutti commessi con l’aggravante mafiosa, di porto abusivo di armi e lesioni aggravate nei confronti di un pregiudicato che aveva avviato un’attività di spaccio nel quadrante Santo Spirito del medesimo quartiere, senza il placet del clan. Tale circostanza dimostra ulteriormente come gli esponenti del sodalizio operino secondo logiche tipiche del contesto mafioso e di come abbiano esteso anche il loro raggio d’azione nell’ambito del quartiere Santo Spirito-Catino-San Pio.

Il 16 aprile 2024, nel quartiere Japigia i Carabinieri hanno tratto in arresto in flagranza di reato 5 persone per avere preso parte ad un agguato a colpi d’arma da fuoco nei confronti di un membro del clan PARISI. I 5 soggetti risulterebbero “vicini” al rivale clan STRISCIUGLIO e uno di questi sarebbe anche legato da vincoli di parentela alla vittima dell’agguato.

Il 19 aprile 2024, i Carabinieri hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di 5 soggetti responsabili di varie estorsioni, con l’aggravante dell’aver agito con modalità mafiose, perpetrate in una zona portuale del capoluogo ai danni di pescatori professionisti e proprietari di imbarcazioni da diporto. Questi ultimi erano costretti ad accettare la “protezione” degli indagati che si erano imposti come guardiani della zona, obbligando le vittime ad usufruire dei loro servizi per scongiurare danni ai natanti. Pur in assenza di diretti riscontri in tal senso, non si può escludere un possibile coinvolgimento del clan STRISCIUGLIO anche nella considerazione che l’area portuale ricade nei quartieri Santo Spirito-Catino-San Pio e, quindi, sotto il controllo del predetto clan.

Il 18 giugno 2024, la Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare nei confronti di 11 soggetti legati al clan STRISCIUGLIO poiché responsabili di tentato omicidio, detenzione e porto d’arma da fuoco, con l’aggravante del metodo mafioso. L’indagine ha riguardato l’agguato di cui furono vittime due pregiudicati intranei al clan PARISI-PALERMITI e si inserisce nel conflitto che venne a crearsi nel quartiere Madonnella tra i due clan per contese legate al controllo della zona.

Il 3 luglio 2024, i Carabinieri hanno dato esecuzione ad una misura cautelare nei confronti di 2 pregiudicati riconducibili al clan STRISCIUGLIO, ritenuti responsabili dei reati di lesioni personali e porto illegale di armi con l’aggravante del metodo mafioso. Il provvedimento è scaturito dalle indagini esperite a seguito del ferimento di un soggetto gravato da precedenti di polizia.

Il 6 novembre 2024, i Carabinieri hanno eseguito una misura cautelare nei confronti di 4 soggetti, di cui 2 appartenenti al clan STRISCIUGLIO, ritenuti responsabili, in concorso e con l’aggravante del metodo mafioso, di sequestro di persona a scopo di rapina e lesioni personali aggravate nei confronti di un soggetto per motivi legati a pregressi debiti di droga.

Il 13 novembre 2024, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 4 soggetti, in concorso con altri 14 indagati in stati di libertà, ritenuti responsabili di spaccio di stupefacenti, estorsioni, porto illegale ed esplosione di colpi d’arma da fuoco, con l’aggravante del metodo mafioso. L’indagine riguarda affiliati del clan STRISCIUGLIO operanti nel quartiere Libertà, dediti ad estorsioni in danno di venditori ambulanti di fuochi pirotecnici.

Il quarto clan operante in diverse aree del capoluogo pugliese è quello dei DIOMEDE-MERCANTE. Federato con il clan CAPRIATI, è particolarmente attivo nel traffico di stupefacenti e nelle estorsioni evidenziando recentemente un interesse all’infiltrazione di aziende operanti nel settore delle forniture di beni e servizi. La componente DIOMEDE, dedita principalmente allo spaccio di droga, risulta atti- va nei quartieri Poggiofranco, Picone, Carrassi e San Pasquale. I MERCANTE hanno come principali basi di riferimento i quartieri Libertà e San Paolo, contesi con il rivale clan STRISCIUGLIO, che ne avrebbe ridimensionato lo spessore criminale anche in ragione dell’azione di contrasto subita dalle Forze di Polizia.

Strutture ricettive a Bari, 551 sanzioni nel 2024: 8 denunce penali e 10 attività chiuse. Incassati 4 milioni di euro

Nell’ambito delle attività svolte dal settore della polizia Annona relativamente alle operazioni effettuate dalla task force voluta dall’amministrazione comunale per sostenere le politiche di contrasto all’abusivismo nel settore dell’ospitalità e della ricettività, si rendono noti i dati del 2024.

A fronte delle 1.900 strutture iscritte al 31.12.2023 alla piattaforma Paytourist (imposta di soggiorno), al 31.12.2024 sono risultate iscritte 3.255 strutture, con un aumento delle registrazioni pari a oltre il 70%, rispetto al 10% delle previsioni interne. Questi dati risultano ancora più rilevanti se messi in relazione con il numero dei controlli e delle verifiche condotte ed effettuate in loco.

Va precisato, inoltre, che, a seguito delle 439 verifiche eseguite, sono scaturite 551 sanzioni, di cui 8 denunce penali per violazione dell’art 109 del TULPS (mancata segnalazioni degli ospiti all’autorità di PS) e 10 ordinanze di chiusura di attività completamente abusive, tra cui un albergo.

Altro dato significativo è rappresentato dall’incasso realizzato dall’ente comunale in merito alle verifiche sull’imposta di soggiorno per l’anno 2024: a fronte di una previsione di bilancio pari a 2 milioni di euro, grazie anche all’attività della task force che ha lavorato al progetto, sono stati incassati circa 4 milioni di euro.

“Gli uffici comunali stanno lavorando a pieno regime sul contrasto all’abusivismo nel settore della ricettività e i risultati sono oggi ancora più evidenti – commenta l’assessore allo Sviluppo locale Pietro Petruzzelli -. Non siamo certamente affezionati al numero delle sanzioni ma riteniamo importante dare risalto al lavoro effettuato sull’emersione che i controlli messi in campo sono stati capaci di produrre. Siamo consapevoli che questo è solo l’inizio ma siamo determinati a proseguire su questo percorso, anche lavorando con gli altri soggetti in campo, come la Guardia di Finanza, con la quale abbiamo già condiviso una serie di azioni che ci permetterà di essere ancora più incisivi nei controlli sulle strutture abusive, che rappresentano un disvalore per la città sotto tutti i punti di vista. Come abbiamo sempre detto, il turismo è una grande opportunità per la città, ma proprio la straordinaria performance ottenuta dalla città di Bari, confermata anche dagli ultimi dati di Puglia Promozione alla Bit di Milano, ci impone di continuare a tenere alta la guardia così da arginare eventuali distorsioni nel settore dell’offerta ricettiva”.

“Questi dati testimoniano la presenza e l’efficacia del lavoro degli agenti di Polizia locale e del settore della Polizia annonaria che sostengono le politiche di contrasto ad ogni forma di abusivismo condotte dall’amministrazione comunale – spiega l’assessora alla Polizia locale Carla Palone -. È importante sostenere il lavoro dei nostri agenti che, è bene sottolinearlo, non ha mai uno scopo vessatorio ma persegue sempre l’obiettivo del rispetto delle regole. Perché le attività che agiscono e guadagnano abusivamente lo fanno sulle spalle e sui sacrifici di chi invece rispetta le regole”.