Sanitaservice Foggia, sospesa la sorella del boss ucciso dopo le polemiche: con lei anche altri 9 dipendenti

Grazia Romito, la sorella di Mario Luciano, boss della mafia garganica ucciso in un agguato nel 2017 a San Marco in Lamis, è stata sospesa dal servizio dall’Asl dopo essere stata assunta nella Sanitaservice Foggia tramite una società di lavoro interinale.

Con lei anche altri 9 dipendenti (due soccorritori, un autista e sei ausiliari) sono stati sospesi dopo le verifiche del casellario giudiziale e dei carichi pendenti.

Il caso dell’assunzione della donna, che prima gestiva un’attività di pompe funebri a Manfredonia raggiunta da un’interdittiva antimafia, come soccorritrice 118 a Mattinata per tre mesi, aveva fatto scalpore e aveva suscitato diverse polemiche che non si sono ancora placate sulle modalità di assunzione.

Parenti di boss assunti nella Sanitaservice di Foggia, il deputato FdI La Salandra: “Increduli”. L’Asl si difende

Nella Sanitaservice di Foggia, società in house della Asl, sarebbero stati assunti alcuni parenti di presunti esponenti della criminalità locale. Si tratta di personale ausiliario e di autisti-soccorritori impiegati nella rete di emergenza urgenza, con un contratto a tempo determinato di tre mesi. Sulla vicenda è intervenuto il deputato Giandonato La Salandra il quale annuncia che la questione sarà affrontata in commissione Antimafia.

“Esprimo totale incredulità – afferma il deputato di FdI – rispetto alle assunzioni in Sanitaservice della sorella del boss Romito, assassinato nel corso della strage di San Marco in Lamis in cui persero la vita i fratelli Luciani, vittime innocenti; ma anche di un’altra familiare legata alle famiglie mafiose foggiane Francavilla e Lanza”. “Questo – prosegue – fa il paio con una gestione oscura e vergognosa del 118 che ha portato con le sue negligenze al decesso di una cittadina di Vieste, a cui poteva essere salvata la vita, e rispetto alla quale ho già depositato una interrogazione in aula al ministero della Salute”.

La Salandra fa sapere di aver già formulato una richiesta di audizione in commissione Antimafia dei responsabili di Sanitaservice, della Asl e dell’assessore regionale pugliese alla Sanità.

Il direttore generale dell’Asl Foggia, Antonio Nigri, evidenzia che “queste persone non hanno nessun rapporto né con Sanitaservice né con la Asl Foggia” perché “Sanitaservice ha conferito la selezione del personale a Randstad Italia spa, primaria società internazionale di somministrazione di lavoro” che le ha “contrattualizzate”.

“Quando l’organizzazione sindacale ci ha avvisati – aggiunge – abbiamo provveduto ad avvisare gli organi competenti, sia a disporre l’obbligo dell’acquisizione del casellario giudiziale e dei carichi pendenti. La società ha detto che non era obbligata per legge a farlo e a questo punto abbiamo chiesto loro di acquisire almeno le autocertificazioni e agli uffici competenti la fornitura dei certificati di tutti gli assunti: i primi 30 sono già stati acquisiti e sono emerse le prime irregolarità. Per questo abbiamo chiesto immediatamente alla società di sospendere i rapporti di lavoro”.

La sorella del boss ucciso assunta in Sanitaservice come soccorritrice del 118: scoppia la polemica a Foggia

Polemica a Foggia per l’assunzione nella Sanitaservice di Grazia Romito, sorella di Mario Luciano, boss della mafia garganica ucciso in un agguato nel 2017 a San Marco in Lamis, arrivata tramite una società di lavoro interinale.

La donna prima gestiva un’attività di pompe funebri a Manfredonia, raggiunta da un’interdittiva antimafia, e ora ricoprirà il ruolo di soccorritrice 118 a Mattinata per tre mesi, come riportato dall’edizione pugliese del Corriere della Sera.

Il sindacato Usb ha chiesto chiarimenti, l’Asl e la Sanitaservice hanno informato Prefettura e Procura per le verifiche del caso.

Taranto, operatore Sanitaservice prende a schiaffi infermiere in ospedale: “Ho sbagliato ma urlava con mio papà”

“All’arrivo al pronto soccorso, mio padre in un momento di particolare dolore e agitazione, con pressione ormai altissima e difficoltà a respirare, ha riportato in maniera concitata e a voce alta quanto stava vivendo, e ha riferito un insopportabile bruciore al petto. L’infermiere ha risposto urlando e inveendo contro mio padre che solo un’ora dopo è stato operato a causa di un infarto e che dovrà subire un’altra operazione a cuore aperto. Non ho saputo contenere il disagio e la rabbia per la reazione di fronte ad una persona che stava soffrendo e, sbagliando, ho dato uno schiaffo all’infermiere”. Lo riferisce in una nota stampa l’uomo che ieri ha schiaffeggiato un infermiere del pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto ed è stato identificato dai carabinieri.

“Sono un operatore sanitario della Sanitaservice – spiega – e lavoro nelle strutture del territorio jonico. Certamente mi scuso per quello che è accaduto, e per non aver saputo tenere a freno il mio grande disappunto, ma ci tengo a dare la reale versione dei fatti, dopo i quali peraltro ho chiesto scusa all’infermiere e dallo stesso ho ricevuto altrettanto. Scambio di scuse che è avvenuto davanti ai carabinieri. Dunque nessuna insofferenza per la fila e nessuna prevaricazione da parte mia”.

L’infermiere non avrebbe presentato denuncia nei suoi confronti, a differenza di quanto si era appreso in un primo momento”. “Ritengo – conclude l’uomo – che si debba avere estrema delicatezza nel trattare la sofferenza di chi si rivolge ai sanitari per necessità. Ciò significa non frasi urlate, non superficialità, né risposte come quella che ho sentito ieri: ‘qui volete essere tutti serviti per primi’. Il punto è che non siamo al ristorante, ma in un luogo dove la cura dovrebbe partire dal modo in cui i pazienti vengono trattati, dunque da quella che dovrebbe essere l’accoglienza”.

Asl Bari, l’amministratore D’Addario sospeso da Sanitaservice: è stato condannato a 3 anni per peculato

La Asl di Bari ha sospeso l’amministratore unico di Sanitaservice, Fabrizio D’Addario. Il 30 ottobre è stato condannato dal Tribunale di Bari a 3 anni di reclusione per peculato. La vicenda risale al 2016 quando era direttore generale di Amgas spa, società riconducibile al Comune di Bari. Secondo l’accusa avrebbe svolto il ruolo di intermediario tra l’imprenditore barese Nicola Mininni e l’Amiu, altra società partecipata del Comune, per far rimuovere gratuitamente alcuni rifiuti ingombranti dal cantiere su viale Pasteur dove la ditta di Mininni, la Mi.Edil., doveva realizzare un complesso residenziale. D’Addario ha notificato al direttore facente funzioni Luigi Fruscio il dispositivo della sentenza. L’azienda è stata affidata per l’ordinaria amministrazione al sindaco unico Antonio Costa. L’Asl dovrà valutare anche la rescissione del contratto.

Per la stessa vicenda sono stati condannati alla stessa pena anche l’imprenditore Nicola Mininni e Nicola Ferrara (caposquadra Amiu). Assolto per non aver commesso il fatto l’allora capo area servizi esterni di Amiu Antonio Ventrella. Le operazioni sarebbero state effettuate con mezzi e personale Amiu senza documentare l’attività svolta e senza regolare fattura. Sono stati impegnati per quattro giornate lavorative due mezzi scarrabili, un mezzo ribaltabile, una pala meccanica, un mezzo ragno, cinque autisti e due manovali per la raccolta e il successivo trasporto in discarica dei rifiuti. L’ammontare della spesa è di 8mila euro, cifra non riconosciuta dall’impresa. Nei confronti dei tre imputati condannati, interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, è stata anche disposta la confisca di 9mila euro, equivalente al profitto del reato. I tre sono stati anche condannati a pagare la stessa somma ad Amiu a titolo di riparazione pecuniaria. L’ormai ex amministratore unico di Sanitaservice era anche tra i 9 idonei alla nomina a direttore generale della Asl che a questo punto diventa inconferibile secondo la legge Severino.

Barletta, 18enne violentata in Psichiatria: nei guai dipendente Sanitaservice di 60 anni. Aperta inchiesta

Un dipendente di 60 anni della Sanitaservice Asl Bat è indagato per violenza sessuale. L’accusa è quella di aver violentato una ragazza appena maggiorenne, ricoverata nel reparto di Psichiatria dell’ospedale Dimiccoli di Barletta il giorno di Ferragosto. Sul caso è stata aperta un’inchiesta, il racconto della presunta vittima sarà esaminato e valutato da una psichiatra.

La vicenda resta molto delicata, la ragazza è affetta da problemi psichici ed è stata lei stessa a recarsi al Pronto Soccorso, accompagnata dalla madre, per denunciare. Dopo essere stato identificato il 60enne è stato stato immediatamente allontanato dal Dimiccoli e destinato ad altri servizi nel territorio. Asl Bat e Sanitaservice si sono messe completamente a disposizione degli inquirenti. Per ora è stato disposto l’incidente probatorio.

Bari, mezzi Amiu per liberare il cantiere dell’amico imprenditore: D’Addario (Sanitaservice) condannato a tre anni

Fabrizio D’Addario, attuale amministratore unico di Sanitaservice Asl Bari, è stato condannato dal Tribunale di Bari a 3 anni di reclusione per peculato. La vicenda risale al 2016 quando era direttore generale di Amgas spa, società riconducibile al Comune di Bari. Secondo l’accusa avrebbe svolto il ruolo di intermediario tra l’imprenditore barese Nicola Mininni e l’Amiu, altra società partecipata del Comune, per far rimuovere gratuitamente alcuni rifiuti ingombranti dal cantiere su viale Pasteur dove la ditta di Mininni, la Mi.Edil., doveva realizzare un complesso residenziale.

Condannati alla stessa pena anche l’imprenditore Nicola Mininni e Nicola Ferrara (caposquadra Amiu). Assolto per non aver commesso il fatto l’allora capo area servizi esterni di Amiu Antonio Ventrella. Le operazioni sarebbero state effettuate con mezzi e personale Amiu senza documentare l’attività svolta e senza regolare fattura. Sono stati impegnati per quattro giornate lavorative due mezzi scarrabili, un mezzo ribaltabile, una pala meccanica, un mezzo ragno, cinque autisti e due manovali per la raccolta e il successivo trasporto in discarica dei rifiuti. L’ammontare della spesa è di 8mila euro, cifra non riconosciuta dall’impresa. Nei confronti dei tre imputati condannati, interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, è stata anche disposta la confisca di 9mila euro, equivalente al profitto del reato. I tre sono stati anche condannati a pagare la stessa somma ad Amiu a titolo di riparazione pecuniaria.

D’Addario è tenuto a comunicare la condanna e resta da capire se questa porterà alla decadenza del contratto. La legge lo prevede. L’amministratore unico di Sanitaservice era anche tra i 9 idonei alla nomina a direttore generale della Asl che a questo punto diventa inconferibile.