Scontri a Torino, la condanna del sindaco Leccese e del procuratore Rossi: “Forze dell’ordine sono una famiglia”

Il procuratore capo di Bari, Roberto Rossi, ha telefonato al questore di Torino per esprimere solidarietà alle forze dell’ordine e alla città dopo il ferimento di alcuni agenti negli scontri con i manifestanti.

“Le forze dell’ordine per me e per un pm o giudice – spiega Rossi – sono famiglia. La violenza va perseguita da qualunque parte venga. Soprattutto quando impedisce e limita il libero pacifico esercizio della libertà di manifestare”.

Anche il sindaco di Bari e delegato Anci alla Sicurezza, Vito Leccese, ha inviato una lettera di solidarietà al questore di Torino e al sindaco della città, Stefano Lo Russo, dopo i gravi scontri di sabato sera.

“Sentiamo il dovere di evitare ogni forma di strumentalizzazione – ha detto Leccese – la sicurezza non è terreno di scontro politico, non appartiene né alla destra né alla sinistra ma è un bene comune che riguarda tutti e che richiede l’impegno condiviso di istituzioni e cittadini”.

“Quell’aggressione non è soltanto un fatto criminale. È un segnale che interroga profondamente la nostra società e il rapporto tra legalità, disagio e conflitto – ha aggiunto -. Quando la violenza colpisce chi rappresenta lo Stato, viene messo in discussione il patto di fiducia che tiene insieme le comunità democratiche. Dietro ogni divisa c’è una persona, c’è una storia. Difendere chi garantisce l’ordine democratico significa difendere, prima di tutto, la dignità umana e il senso di giustizia”.

Corteo pro Palestina a Bari, scontri tra polizia e manifestanti: tensione davanti al consolato israeliano

Scontri tra polizia e manifestanti pro Palestina durante la manifestazione che si è tenuta ieri sera a Bari. Centinaia di attivisti si sono dati appuntamento al molo San Nicola, sul lungomare, poco dopo le 19.

Alcuni poi si sono spostati in corteo e, dopo aver attraversato corso Cavour, hanno raggiunto la sede del consolato israeliano al grido di “Free Palestine”.

Sui social sono stati diffusi alcuni video degli scontri. Non si registrano feriti, anche se i manifestanti hanno parlato di “manganellate”.

Scontri prima di Lecce-Roma, lancia pietra contro poliziotti: arrestato tifoso salentino. Due denunciati

Un tifoso leccese di 32 anni è stato arrestato e posto ai domiciliari in seguito agli scontri avvenuti sabato 29 marzo prima della partita Lecce-Roma, valida per il campionato di calcio di serie A.

Le riprese realizzate dalla polizia scientifica nell’immediatezza lo hanno immortalato mentre lanciava una pietra contro alcuni agenti. Sabato sera la Digos aveva bloccato e denunciato altri due tifosi, uno del Lecce e uno della Roma, accusati rispettivamente di resistenza a pubblico ufficiale e possesso di artifici pirotecnici.

Sono inoltre in corso indagini da parte della divisione anticrimine della questura di Lecce finalizzate all’applicazione della misura del Daspo nei confronti di tifosi locali e ospiti.

Sabato scorso, durante le fasi di afflusso allo stadio, alcuni tifosi leccesi avevano tentato di raggiungere il settore ospiti per scontrarsi con i tifosi della Roma che, al loro arrivo, avevano dato inizio a cori e sfottò.

Grazie al dispositivo di ordine pubblico predisposto, le forze dell’ordine erano riuscite bloccarli, sbarrando la strada al gruppo. Per questo gli agenti sono diventati bersaglio di petardi, fumogeni, bottiglie di vetro e pietre.

Scontri tra tifosi a Fasano durante e nel post partita, arrestati due sostenitori del Brindisi. Denunciati altri tre

Due tifosi arrestati e tre denunciati. Sono questi i primi provvedimenti dopo gli scontri che si sono verificati domenica scorsa a Fasano, durante e dopo la partita di calcio tra la formazione di casa e quella del Brindisi, valevole per il campionato di calcio di serie D (girone H).

Ai domiciliari due tifosi del Brindisi di 37 e 21 anni accusati di rissa in concorso. Ad essere denunciati, invece, un supporter del Fasano e due del Brindisi.

Le indagini sono state condotte dagli agenti della digos di Brindisi e coordinate dalla Procura. L’attività investigativa ora prosegue per l’individuazione degli altri responsabili dei tafferugli e per la possibile adozione di diversi daspo, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive a carico di tifosi delle due squadre.

Guerriglia tra ultrà baresi e leccesi sull’A16, al via il processo: 11 indagati. Ascoltati i primi autisti – I NOMI

Lo scontro tra 11 ultras di Bari e Lecce avvenuto il 23 febbraio 2020 sull’A16, all’altezza dello svincolo per Foggia, approda in Tribunale. Sono coinvolti 6 tifosi biancorossi (il capo ultras Domenico Tarulli, Bartolomeo Colucci, Giuseppe Alberga, Daniele Di Fonte, Nicola Giardino e Vito Santamaria) e 5 giallorossi (Gabriele De Carlo, Mirko Quarta, Andrea Carlà, Paolo Ciccarese e Salvatore De Matteis). Tutti sono accusati a vario titolo di blocco stradale, rissa, danneggiamento a seguito di incendio e furto. Un ultras salentino ha scelto il rito abbreviato.

Il processo è iniziato con le testimonianze degli autisti che guidavano i tre pullman con a bordo i sostenitori biancorossi. Le due tifoserie erano venute a contatto ieri mentre percorrevano lo stesso tragitto autostradale. I tifosi baresi erano diretti a Castellamare di Stabia per l’incontro di calcio Cavese-Bari, quelli leccesi a Roma per l’incontro Roma-Lecce. Scoppiò una guerriglia tra sassaiola, lancio di petardi e fumogeni, minivan incendiati e aggressioni a colpi di spranghe.

“All’altezza di Cerignola ovest mi accorgo che in prossimità dello svincolo, sulla corsia di emergenza, vi erano due minivan con a bordo tifosi leccesi, pochi attimi dopo ho visto il pullman davanti al mio saltare ed alcuni pezzi di lamiera e copertone venire verso il mio mezzo, tant’è che ho dovuto scansarli per evitare danni. Tutti gli occupanti del mio pullman e di quello in avaria sono scesi dai mezzi, mi sono girato verso la strada e ho visto l’autostrada bloccata dai mezzi dei tifosi leccesi – il racconto di uno dei tre autisti -. A quel punto gli ultras si sono armati di mazze e bastoni, fumogeni e petardi e si sono lanciati contro i leccesi che in segno di sfida li aspettavano al centro della carreggiata. Subito dopo giungeva la massa degli altri tifosi baresi e lo scontro è diventato estremamente violento. Ho visto persone che rientravano ferite dal luogo dello scontro, ho visto fumo e ho realizzato che era stato incendiato qualche furgone. Quando lo scontro si è diradato gli occupanti del mio pullman sono saliti sul mezzo brandendo bandiere giallo-rosse, sciarpe e altri oggetti appartenuti ai leccesi che mostravano agli altri come bottino di guerra”.

Agenti feriti e scontri nel pre partita di Venezia-Bari, altri 11 Daspo per gli ultras coinvolti: tra loro 9 baresi

Il questore di Venezia ha emesso altri 9 provvedimenti di Daspo nei confronti di altrettanti ultras del Bari dopo gli scontri registrati con la tifoseria di casa in occasione del match disputato lo scorso 10 marzo valido per il campionato di Serie B. Due invece i tifosi del Venezia raggiunti dal provvedimento. Nell’occasione rimasero feriti cinque operatori del Reparto mobile di Padova, due carabinieri del Battaglione di Mestre e un vigile del fuoco.

Erano già stati adottati i primi 18 provvedimenti di durata tra 3 e 5 anni nei confronti di 9 ultras del Venezia e di 9 ultras del Bari, tutti denunciati per istigazione a delinquere e violazione delle disposizioni a tutela dell’Ordine pubblico. Altri 11 Daspo sono stati adottati dopo ulteriori accertamenti che hanno portato all’identificazione e alla denuncia di 2 ultras veneziani e 9 baresi, verso questi ultimi è stato disposto anche l’obbligo di firma. In totale dunque sono 18 i tifosi biancorossi raggiunti dal Daspo.

Scontri nel pre partita di Venezia-Bari, 18 Daspo per un totale di 82 anni: tra loro 9 ultra baresi

Il questore di Venezia, Gaetano Bonaccorso, ha emesso 18 Daspo nei confronti di tifosi coinvolti negli incidenti prima della partita tra la squadra di calcio lagunare e il Bari per complessivi 82 anni. Si tratta, rileva la polizia, di una prima misura adottata per quanto è accaduto domenica scorsa allo stadio Penzo di Venezia. Le misure hanno interessato 9 ultra baresi (tre provvedimenti per 8 anni con obbligo di firma, due per 5 anni e quattro per quattro anni); 8 sostenitori veneziani (uno per 6 anni con obbligo di firma, due per 5 anni con obbligo di firma, due per 4 anni e tre per 3 anni), ed uno, infine, a un olandese (3 anni) che si era unito ai lagunari nelle fasi provocatorie e di lancio di oggetti, petardi e vari oggetti contro un vaporetto che trasportava gli gli ospiti allo stadio. L’attività investigativa della Digos si è basata su riscontri fotografici, riprese video e successivamente con la comparazione delle identità dei tifosi poi entrati nello stadio. Sono tuttora in fase di approfondimento le posizioni di altre persone coinvolte negli incidenti per le quali la polizia sta accertando la loro identità.

Altamura-Matera, follia fuori dallo stadio: auto distrutte e risse coi coltelli. “Tifosi” irrompono nelle case

Auto devastate, case assalite e diversi feriti, è questo il primo bilancio degli scontri tra le tifoserie di Altamura e Matera, in occasione della partita che si sta disputando nella città pugliese e valida per il girone H di Serie D. I tifosi si stanno scontrando con mazze e coltelli, si teme che il bilancio dei feriti e dei danni aumenti a fine partita. Le Forze dell’Ordine sono impiegate in diverse zona della città, non solo in quella dello stadio.

La rivalità storica tra le due tifoserie è nata nel 1988/89 quando i materani decisero di raggiungere Altamura in treno, scendendo dal convoglio dopo un agguato dei rivali. Il gemellaggio dei tifosi dell’Altamura con quelli del Potenza ha poi ulteriormente aumentato la rivalità.