Le parolacce non si dicono, s’illuminano. Vito e Vincenzo due trimoni a led: con la T tabacchino

Registrare un marchio nominato “Trimone a led” non è roba di tutti i giorni. Abbiam raggiunto Vito Amendolara e Vincenzo Ansani, entrambi di Palo del Colle, per parlare del nuovo fenomeno che sta spopolando sui social.

Insegne a neon personalizzate con le frasi più celebri del dialetto barese e non solo, vi sarà già capitato di vedere le loro geniali invenzioni su Instagram e TikTok.

Abbiamo indagato sulle origini del fenomeno social e siamo riusciti anche a ricevere in dono una delle invenzioni di Vito e Vincenzo.

Foggia, 13enne aggredita al cinema da un gruppo di coetanee: il video del pestaggio virale sui social

Viene aggredita da un gruppo di coetanee, il pestaggio viene ripreso e diffuso sui social. Vittima una 13enne, l’episodio è avvenuto domenica sera a Foggia.

Secondo quanto ricostruito, la ragazzina si è recata in compagnia di un gruppo di amiche coetanee in un cinema di Foggia. Qui è stata vittima di due distinte aggressioni per futili motivi, prima all’interno e poi nei pressi della sala cinematografica.

I familiari della 13enne hanno sporto denuncia e gli inquirenti hanno acquisito le immagini dei filmati. L’obiettivo è risalire alle responsabili.

Capodanno a Taranto, festeggia sparando con una pistola a salve: identificato 14enne. Video rimosso dai social

Il ragazzino che ha sparato con una pistola a salve nella notte di Capodanno a Taranto, dal balcone di casa, è stato identificato. Ha solo 14 anni. L’episodio è stato immortalato in un video diventato virale sui social e rimosso poi dallo stesso protagonista.

I Falchi della Squadra Mobile, dopo aver visionato il video, hanno raggiunto a casa il minorenne che ha ammesso di aver esploso alcuni colpi con una pistola a salve e di essersi fatto riprendere dal cugino.

La mamma ha consegnato ai poliziotti l’arma a salve priva di tappo rosso e 68 cartucce a salve. Non sono state rinvenute altre armi.

Road to 1 Milion, il 2025 social da record di Quinto Potere: boom su TikTok. Su Facebook superati i 100k followers

Il 2025 ha ancora una volta segnato la conferma a livello locale e nazionale della testata Quinto Potere. Non ci siamo mai fermati, neppure un singolo giorno, cercando di fare del nostro meglio. Oltre al sito www.quintopotere.it, c’è la macchina dei social che ogni giorno abbiamo portato avanti con dedizione e passione, cercando di portare il giornalismo, in ogni sua forma, a tutti. Dai più piccoli ai più grandi, attraverso proprio la funzionalità dei diversi social.

148.300 iscritti al canale YouTube. 102.600 followers su Facebook. 28.800 followers su Instagram. 294.100 followers su TikTok. 2000 iscritti al canale Whatsapp. 10.500 iscritti al canale Telegram. 6mila su Threads. Per un totale di 592.300, inseguendo il milione. Quinto Potere chiude con questi numeri da urlo il suo 2025 sui social. Numeri sempre in crescita che confermano il grande seguito della nostra community su ogni piattaforma social.

Il 2025 su Youtube è stato stratosferico con 34,2 milioni di visualizzazioni, 2,9 milioni di visualizzazioni in ore e 303,6 milioni di impressioni. Il social che continua a lasciarci senza parole è TikTok dove Quinto Potere risulta essere uno dei canali più attivi e seguiti nel mondo del giornalismo. Sono oltre 294mila i followers e 5,8 i milioni di piace ottenuti sul social più in voga tra i giovani. Solo nel 2025 abbiamo ottenuto 97 milioni di visualizzazioni, 2,2 milioni di mi piace, 122mila commenti e 158mila condivisioni.

Uno dei traguardi più importanti riguarda Facebook dove Quinto Potere ha superato il traguardo dei 100mila followers. Su Telegram abbiamo superato i 10mila, importante anche la crescita su Instagram. Inizieremo il 2026 con la stessa passione, fame e voglia. Perché i record sono belli da ottenere e sono fatti anche per essere battuti. E noi non vogliamo assolutamente fermarci qui. Le visualizzazioni sono tantissime rispetto agli iscritti e per questo vi rinnoviamo il nostro invito a iscrivervi ai nostri social se ancora non lo avete fatto. La nostra community, lo abbiamo sempre detto, è differente. Ovviamente gli haters non possono mancare, ma anche loro fanno parte del gioco. Siamo felici dei risultati ottenuti e non potevamo chiedere di meglio. Arrivederci al 2026 e grazie a tutti.

Sempre più casa, sempre meno fuori: la socialità “indoor” diventa un trend

Negli ultimi anni è diventato evidente un cambiamento silenzioso ma potente: molte persone, giovani e adulti, preferiscono restare a casa invece di uscire. Non si tratta soltanto di giornate fredde o di periodi particolari, ma di una trasformazione più stabile delle abitudini. La casa non è più solo il luogo del riposo, ma il centro della vita sociale, dell’intrattenimento e perfino dell’identità. È un modo di vivere che può significare stare da soli con i propri ritmi, oppure condividere serate con amici e parenti senza muoversi dal salotto.

Questo spostamento verso una socialità “indoor” si lega anche a un fenomeno economico più ampio: se la gente esce meno, soffrono quei settori che vivevano di serate fuori, dalla ristorazione notturna ai locali di musica, fino alle discoteche. I dati sulla riduzione delle discoteche in Italia negli ultimi anni raccontano un settore in difficoltà, e non è solo una questione di burocrazia o costi: è cambiato il desiderio collettivo di “andare fuori” per divertirsi.

Il “restare dentro” come trend social

Non è più soltanto una preferenza privata: restare a casa è diventato un racconto pubblico, un’estetica condivisa. Sui social si vedono video e foto che celebrano il sabato sera domestico: luci soffuse, plaid, snack, una serie in streaming, una partita alla console, un gioco da tavolo con gli amici, o semplicemente un momento di “decompressione” dopo una settimana piena. L’idea stessa della serata perfetta, per molti, oggi coincide con il comfort.

Questo trend si alimenta anche di linguaggio e rituali: “serata chill”, “pigiama party adulto”, “home night”, “reset weekend”. La casa viene messa in scena come spazio curato e personale, una piccola bolla in cui tutto è sotto controllo. Ed è proprio questo controllo a essere uno dei motivi della sua attrattiva: niente traffico, niente parcheggio, niente prezzi alti all’ingresso, niente attese, niente rumore eccessivo se non lo vuoi. In un mondo percepito come frenetico, la casa diventa la risposta più semplice e immediata.

Interessi “da casa” che rendono tutto più facile

A rendere questa tendenza ancora più forte è l’enorme quantità di intrattenimento disponibile tra le mura domestiche. Oggi la casa è un hub di attività che una volta richiedevano di uscire. Lo streaming ha sostituito spesso il cinema, le consegne a domicilio hanno reso superfluo “andare a prendere qualcosa”, e la tecnologia ha trasformato la sala da pranzo in un punto di ritrovo.

Basta pensare ai giochi di società, tornati di moda anche tra adulti: non sono più soltanto Monopoly e Risiko, ma titoli moderni, rapidi, cooperativi o narrativi, perfetti per serate tra amici. Le console e il gaming online hanno creato una forma di socialità parallela: si sta a casa, ma si è in compagnia, si parla in chat vocale, si condividono obiettivi e competizione.

E poi ci sono le attività “da divano” che richiedono pochissimo sforzo e offrono gratificazione immediata: dai quiz in app alle piattaforme di intrattenimento digitale, fino ai giochi di slot online, che per alcune persone diventano un passatempo accessibile in qualsiasi momento, senza spostamenti e senza pianificazione. La verità è che restare a casa non è più sinonimo di “non fare niente”: spesso significa fare molte cose, solo in un ambiente più comodo, economico e gestibile.

Non è un male, ma cambia l’ecosistema della notte

È importante dirlo chiaramente: questa trasformazione non è automaticamente negativa. Per molte persone la casa è un luogo di sicurezza, recupero e benessere. In un’epoca di stress e iperstimolazione, scegliere una socialità più tranquilla può essere una forma di cura personale. Inoltre, non tutte le uscite sono accessibili: tra costi, trasporti, lavoro e stanchezza, la serata “fuori” può diventare un lusso o una fatica.

Tuttavia, ogni cambiamento di abitudini ha un effetto a catena. Se sempre più persone preferiscono il salotto alla pista da ballo, è inevitabile che locali notturni, discoteche e spazi di aggregazione serale ne risentano. La crisi del settore non riguarda solo i proprietari dei locali: colpisce anche un’economia fatta di lavoratori, tecnici, dj, baristi, addetti alla sicurezza, artisti e professionisti che ruotano intorno alla vita notturna. E c’è un aspetto culturale meno visibile ma decisivo: quando chiudono gli spazi fisici di incontro, si restringe anche il terreno in cui nascono relazioni nuove, scambi casuali, esperienze collettive.

La casa è comoda, sì. Ma la città senza luoghi vivi la sera diventa più spenta, meno attraversabile, meno “sociale” nel senso pieno del termine.

La comodità non deve diventare pigrizia: il tema della noia

Il punto non è demonizzare il “restare a casa”, ma evitare che la comodità si trasformi in rinuncia sistematica. Qui entra in gioco un concetto che vale per tutti: la noia. Il sociologo e filosofo tedesco Georg Simmel, tra i grandi osservatori della modernità, ha scritto e riflettuto su come la vita contemporanea oscilli tra sovrastimolazione e anestesia emotiva. Quando tutto è troppo facile e immediato, il rischio è quello di cercare solo esperienze a basso attrito, evitando qualsiasi sforzo. E nel lungo periodo questo può portare a una forma di noia “vuota”, non quella creativa che ti spinge a inventare qualcosa, ma quella che ti lascia fermo, passivo, con la sensazione di giornate tutte uguali.

Uscire non serve solo a “divertirsi”: serve anche a cambiare prospettiva, a muovere il corpo, a incontrare la vita fuori dal proprio controllo. Se l’unico criterio diventa la comodità, si perde un pezzo di crescita personale. La soluzione non è tornare per forza alle discoteche ogni weekend, ma recuperare equilibrio: qualche serata domestica e qualche esperienza fuori, qualche routine e qualche imprevisto, qualche comfort e qualche piccolo rischio.

Il trend della socialità indoor è reale e, per molti, anche sano. Ma vale la pena ricordare che la casa è un ottimo rifugio, non necessariamente l’unico orizzonte. Perché la città, la notte e gli incontri dal vivo, quando funzionano, non sono solo consumo: sono energia collettiva. E quella, se si spegne, non si sostituisce con uno schermo.

Il reel con il tramonto e il messaggio vocale, la foto in bianco e nero di lei bambina: Tatiana torna sui social

Tatiana Tramacere torna sui social. La giovane 27enne di Nardò, scomparsa il 24 novembre scorso e ritrovata viva 10 giorni dopo nella mansarda di Dragos, ha pubblicato nei giorni scorsi un reel di un tramonto nella pagina Cacciatrice di emozioni che conta 3600 followers. La pagina “Parole in evoluzione”, la più seguita con circa 60mila followers, al momento resta ancora chiuso.

Come sottofondo una voce maschile: “Ci sto provando ad essere più diretto con te. Oltre a dirti cose guardandoti negli occhi, ce ne saranno altre che voglio sussurrarti all’orecchio. Non avere il timore che a volte magari per piccolezze ti sembra che mi allontano, che non ti sto dando corda quando non è così. Non voglio che pensi che sia così”, parte del testo recitato.

Ieri invece ha pubblicato una foto in bianco e nero di lei da bambina. “Sei il ponte che collega direttamente il mio spirito all’eterno. Il mio essere ti riconosce, si connette a te automaticamente per ascendere ancora. Ero alla ricerca di te da decenni, non potrei essere più felice di averlo oggi riconosciuto”, il messaggio che accompagna lo scatto. Come sottofondo la canzone Balorda Nostalgia di Olly, vincitrice dell’ultimo Festival di Sanremo.
E non manca il like di Dragos.

“Che il cancro vi divori tutti, che i vostri figli muoiano”: minacce social alla moglie di Castrovilli. Lei: “Denunceremo”

Minacce ricevute via social sono state denunciate dalla moglie del giocatore del Bari Gaetano Castrovilli. La donna, Rachele Risaliti, ha pubblicato sul suo profilo Instagram una storia con il messaggio di minacce.

“Che il cancro vi divori tutti. Che i vostri figli e che tutto ciò che avete muoiano” è il messaggio inviato, da un profilo senza foto, a poche ore dalla partita che ha visto il Bari pareggiare con l’Avellino in casa.

“Sappi che denunceremo!”, replica la donna sul social. “Sempre più spesso si leggono commenti e/o messaggi di questo spessore – aggiunge – uno schifo, una vergogna. Troppi ultimamente”. “Il calcio – continua – dovrebbe essere un momento ludico e di divertimento, nonostante tutto”. “Sono veramente amareggiata – conclude Risaliti – triste e schifata da tutto questo”.

Auto ricoperta di lucine, multa da 300 euro e una valanga di insulti. Giorgio: “Social senza freni”

Certamente avrete letto in giro della multa inflitta a Giorgio, proprietario della Mercedes ricoperta di lucine di Natale paparazzata in giro per Bari. L’auto del compagno della Belviso, la cantante protagonista degli ultimi featuring con Silvio Sisto, ha fatto parecchio discutere negli ultimi giorni. Abbiamo così incontrato e intervistato Giorgio per la ricostruzione dei fatti.

Attenzione, Perrone “replica” alle accuse sui social. Tatone: “Tutto falso ci ha truffato”

Non vuole rispondere alle nostre domande, chiama i Carabinieri per essere scortato all’uscita a causa della nostra presenza per poi “parlare” sui social. Torniamo ad occuparci di Ludovico Perrone e della nostra inchiesta. Per diritto di cronaca, vi riportiamo il messaggio pubblicato da Perrone in cui espone la sua controversa “versione dei fatti”.

Tatiana malnutrita, i familiari pronti a denunciare Dragos. Il cugino sui social: “Avreste preferito trovarla morta”

“Lasciatemi essere brutalmente sincero: molti di voi avrebbero preferito un finale peggiore. Una morte, un colpo di scena, qualcosa da raccontare. Perché l’odio ha bisogno di tragedie nuove da divorare. Ma Tatiana è viva. E questo dovrebbe bastare a fermare tutto il resto”.

È un passaggio di un lungo post pubblicato su Facebook dal cugino di Tatiana Tramacere, Lorenzo, che attacca chi in questi giorni sta criticando la 27enne che per 11 giorni è scomparsa nel nulla e poi è stata ritrovata giovedì scorso poco distante dalla sua abitazione, a casa dell’amico Dragos Ioan Gheormescu. Tatiana avrebbe detto che si è trattato di un allontanamento volontario e questo ha attirato molti commenti negativi.

“Se davvero tutto ciò è stato frutto della sua volontà – aggiunge il cugino – allora dobbiamo capire perché. Quale dolore l’ha spinta a isolarsi in quel modo, quale tempesta interna può averla travolta fino a farla sparire per dieci giorni. La sofferenza non nasce dal nulla. A volte i sentimenti si intrecciano alla paura, alla dipendenza emotiva, alla confusione”.

“Non vogliamo accusare nessuno – sottolinea -. Stiamo solo cercando di capire. Perché ciò che conta davvero è la sicurezza di Tatiana, la sua salute, la sua verità, qualunque essa sia. E finché non la conosceremo, nessuno ha il diritto di puntare il dito, di inventare, di giudicare”.

“E c’è un’altra cosa che voglio lasciarvi, forse la più importante di tutte – scrive -. Tatiana è una ragazza. Una ragazza fragile, giovane, confusa, che ha vissuto qualcosa che ancora nessuno ha davvero compreso. E anche qualora avesse fatto tutto di sua sola volontà, merita comunque rispetto. Perché la stessa gente che l’ha difesa nei giorni della scomparsa, è la stessa che l’ha acclamata al suo ritrovamento, e poi, improvvisamente, l’ha derisa, insultata, giudicata senza pietà una volta tornata a casa”.

“Le parole – sottolinea – pesano davvero. E c’è un limite oltre il quale non feriscono soltanto: possono spezzare. Una ragazza sommersa dall’odio può cadere in un buco nero da cui è difficilissimo uscire. Può scivolare in una depressione profonda, e quando una persona smette di reggere il peso del mondo, il rischio sappiamo qual è”.

Ma la famiglia di Tatiana Tramacere è disposta anche ad andare avanti. Non è da escludere che il padre di Tatiana, Gregorio, possa presentare una denuncia contro il 30enne Dragos che intanto ha cambiato il suo legale. Si vuole fare chiarezza sulle condizioni in cui Tatiana è stata ritrovata, non “compatibili” con un regime di isolamento volontario. Se da un lato la Procura è pronta ad archiviare il caso, dall’altro i familiari vogliono ancora vederci chiaro.