Le attività di controllo del territorio, disposte dal Comando Provinciale dei Carabinieri nella città di Bari, sono state intensificate a seguito dell’omicidio di Raffaele Capriati avvenuto il giorno di Pasquetta.
Continue readingPolizia Locale Bari, corsi a nero da 1.500 euro. Caccia al traditore: l’ex ufficiale minaccia tutti
Vi sveliamo la reazione dell’ex ufficiale alla nostra inchiesta. È ufficialmente partita la caccia al traditore e alla talpa con minacce davvero pesanti.
Continue readingBari, soldi dai pazienti. Vito Lorusso patteggia 5 anni di reclusione: c’è l’interdizione perpetua dai pubblici uffici
Vito Lorusso, l’ex primario dell’Oncologico di Bari accusato di peculato e concussione perché avrebbe chiesto soldi a pazienti malati di cancro per visite, ricoveri e per velocizzare pratiche burocratiche, ha patteggiato 5 anni di reclusione. Disposta anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione.
L’oncologo, padre dell’ex consigliera comunale di Bari, Maria Carmen Lorusso, arrestata lo scorso 26 febbraio con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso alle elezioni del 2019, era stato arrestato la scorsa estate ed era tornato in libertà. Nell’ambito dell’indagine in cui è coinvolta la figlia, lo stesso Vito Lorusso è stato nuovamente arrestato ed è attualmente ai domiciliari perché – secondo l’accusa – per favorire l’elezione della figlia avrebbe stretto un accordo con Massimo Parisi, fratello del boss ‘Savinuccio’: in cambio dei voti alla figlia avrebbe curato un nipote del capoclan, poi deceduto.
La carta d’oro, banconote da 500 euro e Dom Pérignon: la vita social delle baby escort e delle Squad Girls baresi
Corpi tonici e super tatuati, suite di lusso e vasche idromassaggio. Tutto rigorosamente postato sui social. Tra i super regali anche una carta d’oro da cui non si poteva prelevare più di 20mila euro a settimana.
Continue readingPolizia Locale Bari, 1500 euro a nero per studiare con l’ex ufficiale: Antonio blocca la lezione
Un corso in videoconferenza per preparare gli aspiranti vigili al concorso della Polizia Locale di Bari. Tutto rigorosamente a nero e al prezzo di 1500 euro che devono essere portati in contanti a casa sua. Protagonista un ex ufficiale di Adelfia, già indagato in passato dalla Finanza. Antonio si è presentato anche a casa sua.
Continue readingGiuliano regala tablet e soldi, Antonio si fida di Giovanni: “Usali domenica per il taxi”
La nostra community è differente. Giuliano, un nostro lettore speciale, ha deciso di donare a Giovanni tablet e soldi. La storia lo ha colpito fortemente e ha voluto scendere in campo per fare la sua parte.
Continue readingRagazzino trova 50 euro nel panificio, titolare restituisce i soldi alla cliente: “Un grande gesto”
A Bari c’è ancora speranza. Mimmo, titolare del panificio situato in via Nicolai, ci ha raccontato un episodio avvenuto qualche giorno fa.
Continue readingLavorare per vivere o vivere per lavorare? I soldi fanno la felicità il Bari la distrugge
Lavorare per vivere o vivere per lavorare? I soldi fanno la felicità? Queste sono le classiche domande esistenziali che ognuno di noi si pone nella propria vita.
Continue readingSoldi e voti in cambio di appalti, Enzo Pisicchio non risponde al gip: nel pomeriggio tocca al fratello Alfonso
La difesa del presidente del movimento politico ‘Iniziativa democratica’, ai domiciliari lo scorso 10 aprile con le accuse di corruzione, turbativa d’asta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, chiederà la revoca dei domiciliari.
Continue readingSoldi e voti in cambio di appalti truccati quando era assessore della giunta Emiliano: arrestato Alfonso Pisicchio
Arrivano i primi dettagli sull’inchiesta della Procura di Bari, che riguarda presunti appalti truccati, in cui sono coinvolti l’ex assessore della Regione Puglia Alfonso Pisicchio, e suo fratello Enzo Pisicchio. Entrambi sono stati posti agli arresti domiciliari. I reati contestati all’ex assessore regionale, arrestato con altre 5 persone (1 in carcere, 4 agli arresti domiciliari, 2 sono destinatarie del divieto di esercitare le attività professionali per 12 mesi) sono, tra l’altro, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione, truffa, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità materiale, turbata libertà degli incanti.
L’inchiesta coordinata dalla Procura di Bari riguarda presunti appalti truccati. In carcere è finito Cosimo Napoletano di 58 anni, di Monopoli. Agli arresti domiciliari oltre i fratelli Pisicchio, si trovano Francesco Catanese, 59 anni di Bari e Giovanni Riefoli, originario di Barletta ma residente a Bari, di 58 anni. L’interdizione dalla attività professionale per un anno riguarda invece Vincenzo Iannuzzi e Grazia Palmitessa.
Nell’ordinanza firmata dalla gip del tribunale di Bari, Ilaria Casu, si spiega che per i fratelli Pisicchio “l’unica misura proporzionale alla gravità degli addebiti adeguata a evitare il pericolo di reiterazione del reato è quella degli arresti domiciliari”. Nello specifico, il provvedimento chiarisce che per Alfonsino Pisiscchio le accuse di corruzione e turbata libertà degli incanti riguardano il periodo in cui era assessore della giunta Emiliano, quando avrebbe utilizzato “la sua influenza politica e le sue relazioni, tramite suo fratello Enzo, per una gestione clientelare del suo ruolo, con favoritismi per ottenere ritorni in termini di consenso elettorale, mediante assunzioni nelle imprese favorite o avvantaggiate di persone che assicurano il voto e che avevano militato anche nel suo partito”.
Enzo Pisicchio, invece, avrebbe agito “quale esecutore delle direttive” del fratello “e quale schermo per impedire di risalire al ruolo e al contributo di Alfonsino”. Enzo Pisicchio avrebbe avuto un “ruolo chiave nella commistione dei reati che gli vengono ascritti” in quanto “intermediario e faccendiere nei rapporti, a vari livelli, tra funzionari della pubblica amministrazione – comunale e regionale – e imprenditori non solo a livello locale ma anche nazionale”.
La gip evidenzia “la gravità delle sue condotte, la spregiudicatezza mostrata nella commissione dei reati finalizzata a soddisfare un incontenibile appetito di utilità”, spiegando che per utilità si intendono “pc, telefonini, mobilio per la casa, la finta assunzione di sua figlia, pagamento per mano di Riefoli della festa di laurea di sua figlia, ingenti somme di denaro contante”. “Le vicende esaminate hanno mostrato l’ampia capacità dei due indagati di sfruttare le relazioni costruite nel tanto tempo in ambito regionale e comunale per pilotare l’azione amministrativa e trarne vantaggio personale”, prosegue la gip.










