U Bbàre, le storie dei tifosi. A Modena duemila baresi: “Il campionato? È livellato”

Accantonata la pausa del campionato di Serie B per la sosta Nazionali, i biancorossi riprendono il cammino da Modena. Prosegue la rubrica “U Bbàre, le storie dei tifosi”. Nel terzo giro di boa un altro stadio, il Braglia, nuove storie da raccontare e tanti volti da conoscere.

Sono ben duemila i sostenitori biancorossi accorsi in Emilia Romagna per supportare la squadra. Questa, la prima trasferta nel campionato per i gruppi organizzati dopo il veto posto qualche settimana fa per i residenti di Bari e provincia in occasione di Venezia-Bari. Presenti anche innumerevoli tifosi biancorossi residenti nella regione o nel Nord Italia.

Famiglie, padri con i figli, fidanzatini. Questi, ma non solo, gli intervistati del weekend sportivo modenese. Tra i temi affrontati un clichè:  il rifiuto verso la famiglia De Laurentiis. Alcuni tifosi affermano di partecipare solo alle trasferte e non alle partite casalinghe per evitare di alimentare i guadagni del club. C’è chi ritiene il campionato livellato. Chi si concentra solo sulla rosa di mister Caserta con un occhio di riguardo verso Colino Bellomo, barese doc. Punti di vista discordanti circa la campagna trasferimenti. Da un lato chi si ritiene soddisfatto e dall’altro chi ha definito l’operato dei direttori sportivi Magalini e Di Cesare non all’altezza delle reali potenzialità della piazza di Bari.

Sentimentali le dichiarazioni dei tanti papà che provano a far avvicinare i figli ai colori della città: “Meno squadroni e più Bari – dichiarano – Vorrei che i bambini vedessero la serie A”. Un desiderio ripetuto su più fronti e che si spera possa trovare quanto prima un riscontro effettivo.

Bari, la tribuna stampa dello stadio San Nicola intitolata al giornalista Gianni Antonucci: via libera del Comune

Su proposta del sindaco Vito Leccese, nel pomeriggio la giunta ha approvato l’intitolazione del settore della tribuna stampa dello stadio San Nicola al giornalista Gianni Antonucci, massimo esperto della storia della squadra del Bari calcio, scomparso lo scorso 13 giugno.

“Abbiamo ritenuto opportuno dare il giusto riconoscimento al “Professore”, come tutta la città ha sempre amato chiamarlo a causa della sua inesauribile conoscenza della storia del Bari calcio, sin dalle origini – commenta il sindaco Vito Leccese -. Grazie al lavoro instancabile, alla grande passione e alla sconfinata memoria del maestro Gianni Antonucci, il popolo dei tifosi e amanti della squadra cittadina può contare su un ricchissimo patrimonio di dati, notizie e curiosità sui biancorossi, dettagliatamente descritti attraverso una vasta produzione di testi e articoli giornalistici. Il suo amore per Bari, la città e la sua squadra del Bari lo ha accompagnato fino alla fine della sua lunghissima e meravigliosa carriera senza mai attenuarsi, nemmeno nei momenti più bui della storia del calcio locale. Per questo abbiamo pensato di legare in modo indissolubile il suo nome all’ambiente che più amava e da cui parte il racconto delle vicende calcistiche della sua amata Bari”.

CENNI BIOGRAFICI

Gianni Antonucci nasce a Bitetto il 19 novembre 1928. Commercialista di formazione, docente e giornalista, ha lavorato come ispettore fiscale presso il Ministero delle Finanze, professione che gli ha consentito di curare la rubrica “Il Fisco” su La Gazzetta del Mezzogiorno dal 1962 al 2002. È stato presidente dei collegi sindacali di diverse società, in particolar modo della Cassa di Risparmio di Puglia e della Banca Popolare di Bari, e ha ricoperto l’incarico di presidente dei revisori dei conti dell’USSI – Unione Stampa Sportiva Italiana.

La passione per l’informazione, e in particolar modo per il Bari calcio, lo porta ad abbandonare, ad inizio anni ‘70, il ruolo ricoperto per oltre un ventennio presso il Ministero delle Finanze. E così, prende il via un legame professionale con i colori biancorossi, un amore cominciato, in realtà, quando aveva solo otto anni, in occasione della visione della sua prima partita del Bari – 3 gennaio 1937 – che si impose per 2-1 con l’Alessandria grazie alle reti del “reuccio” Costantino e di Capocasale.

Gianni Antonucci ha scritto diciotto libri sulla storia del Bari calcio e della città, realizzando il sogno di una vita. Cominciò nel 1977 con “Bari Sì, Bari No”, per proseguire con “Il Bari dei Matarrese”, “Bari in serie A”, “Angelo De Palo, una vita per il Bari”, “Bari ottanta anni 1908-1988”, “Bari una squadra, una città”, “La Puglia, il Mondiale, il Bari”, “Il Bari e Platt”, “Bari, l’anno del gambero”, “Bari 90, 1908-1998”, “Bari e il Bari 1908-2008”, “Bari stella del Sud”, “Bari 30 in A”, “Il pallone quadrato – il Bari dal centenario al nuovo club dopo il crac”, “Leggenda biancorossa”, “Bari 110 e…”, “110 Bari, dalle ceneri alla rinascita” e terminare con il suo ultimo lavoro “ Il Bari e l’era De Laurentiis”.

Penna sagace e stilettate come poche, ha diretto per dodici anni la redazione pugliese del Corriere dello Sport e per sedici è stato direttore editoriale del mensile “Il Bari”, pubblicazione ufficiale dell’A.S. Bari, per il quale ha messo a disposizione il suo vasto archivio.

Le sue numerose pubblicazioni hanno raccontato con minuzia e passione le gesta, i protagonisti e i momenti indimenticabili del Bari calcio: per lui scrivere era un dovere civico. Gianni Antonucci, infatti, amava annotare tutto con dedizione (aneddoti, formazioni, date, debutti).

Da ogni parte d’Italia si sono rivolti a lui per rintracciare foto d’epoca e ricevere dettagli su tanti episodi, alcuni dei quali, i più salienti, appresi direttamente da uno dei fondatori della F.C. Bari 1908, Floriano Ludwig. Negli ultimi anni, nonostante l’età, continuava a citare risultati e formazioni della sua amata Bari solo con l’ausilio della sua incredibile memoria: la storia del Bari era come la storia di famiglia.

Nel 2024 ha compiuto 70 anni di iscrizione all’Albo professionale dei giornalisti.

Tra i tanti, sono significativi due riconoscimenti ottenuti: nel 2012 ricevette le Chiavi della Città dal sindaco di Bari e nel 2019 il Nicolino d’oro dal Circolo Acli – Dalfino proprio per essere riuscito a raccontare minuziosamente la storia del club e farne un patrimonio collettivo inestimabile.

Famiglia presa a pugni in Curva Nord: “Silvio Sisto un animale li denunciamo. Mai più allo stadio”

Sono due le aggressioni verificatesi durante Bari-Pisa, partita del campionato di Serie B. Oltre a quella violenta avvenuta all’esterno dello stadio, immortalata in un video diventato virale online, se ne è verificata un’altra anche all’interno in Curva Nord.

Ed è avvenuta pochi minuti dopo la decisione dei gruppi del tifo organizzato barese di lasciare vuota la parte centrale del settore in segno di protesta contro la proprietà della famiglia De Laurentiis.

Porzia, Filippo e Giovanni sono alcune delle vittime di questa folle aggressione. Li abbiamo incontrati e intervistati per farci raccontare quanto accaduto. Uno degli aggressori è Silvio Sisto. Sono diversi i video, da diverse angolazioni, e parlano chiaro. La famiglia denuncerà i responsabili e promette di non recarsi mai più allo stadio dopo quanto accaduto.

Stadio stracolmo a Foggia, l’ultimo saluto ai tre giovani tifosi morti: migliaia di ultras da tutta Italia

In uno stadio stracolmo, circa 10mila persone hanno accolto a Foggia le salme di Michele Biccari 17 anni, Gaetano Gentile 21 anni e Samuel Del Grande 13 anni, i giovanissimi tifosi del calcio Foggia 1920 morti domenica sera a Potenza in un incidente stradale avvenuto mentre in auto rientravano a casa dopo avere assistito alla partita della loro squadra.

A celebrare le esequie l’arcivescovo monsignor Giorgio Ferretti. Moltissime le autorità ed istituzioni presenti, tra cui anche il ministro dello sport Andrea Abodi che ha sottolineato come “ritrovarsi dolorosamente in occasioni come queste è il segno di una umanità che c’è. È la testimonianza di sentimenti che ci sono e che troppo spesso vengono sacrificati. Dobbiamo cercare di renderli più presenti nelle nostre giornate”.

“Con poco si può fare molto – ha aggiunto – Non bisogna aspettare una giornata dolorosa, come questa, per dimostrarlo. Gli ultras sono una risorsa così come tutte le tifoserie. Il calcio senza tifosi non esiste”.

Le salme sono state accolte dall’abbraccio di migliaia di ultras di tutta Italia. In città è stato proclamato il lutto cittadino e in concomitanza con le esequie le strade nei pressi dello stadio Zaccheria sono state interdette al traffico. Sulle tre bare bianche, allineate una accanto all’altra, posizionate anche sciarpe e bandiere rossonere, colori della squadra del cuore. In tarda mattinata ha chiuso la camera ardente, allestita presso l’adiacente palazzetto Preziuso, visitata da migliaia di persone fin dalla serata di ieri quando sono giunte da Potenza le salme.

Bari, vietate bottiglie in vetro e col tappo allo stadio San Nicola per un anno: ordinanza in vigore dal 31 luglio

È stata pubblicata sull’albo l’ordinanza per il divieto di somministrazione, vendita e detenzione di bevande in contenitori di vetro, in lattine e in bottiglie in plastica munite di tappo, sia all’interno che all’esterno dello stadio San Nicola e nel raggio di 500 metri dall’impianto sportivo al fine di garantire il corretto svolgimento degli incontri calcistici previsti nel calendario 2024/2025 (tra cui le gare di Coppa Italia e gli altri incontri calcistici anche al di fuori del calendario indicato) e comunque fino al 31 luglio 2025 nonché degli eventi/manifestazioni in genere che si terranno all’interno dello Stadio San Nicola.

L’Amministrazione comunale ha emanato un provvedimento sindacale che ha l’obiettivo di definire le norme comportamentali per l’accesso agli stadi di calcio, secondo le prescrizioni dell’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive, istituito presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, che prevedono il divieto “di introdurre o porre in vendita bevande alcoliche di gradazione superiore a cinque gradi, salvo autorizzazione in deroga per particolari aree, rilasciate dall’autorità competente previo parere favorevole del Questore”, oltre all’ulteriore divieto “di introdurre o porre in vendita le bevande contenute in lattine, bottiglie di vetro o plastica; le stesse devono essere versate in bicchieri di carta o plastica”, all’interno dell’impianto sportivo e dell’area riservata esterna.

Nello specifico, il provvedimento emanato prevede che a decorrere da domenica 31 luglio 2024 fino al 31 luglio 2025, in occasione degli incontri calcistici previsti nel calendario 2024/2025 e in caso di modifiche dello stesso, nei giorni in cui effettivamente si disputeranno gli incontri (incluse le gare di Coppa Italia e gli altri incontri calcistici anche al di fuori del calendario indicato) nonché degli eventi/manifestazioni in genere, che si terranno all’interno dello Stadio “San Nicola” con riferimento al medesimo arco temporale, di vietare – negli esercizi pubblici e nelle attività commerciali – ubicati sia all’interno che all’esterno dello Stadio “San Nicola”, nel raggio di 500 metri dall’anello perimetrale recintato dell’impianto sportivo, ove sono collocati i tornelli di accesso alla struttura, a partire da 5(cinque) ore antecedenti l’inizio delle manifestazioni meglio indicate in precedenza nonché durante lo svolgimento delle stesse e fino a 2(due) ore dopo il termine,

– la somministrazione e/o la vendita per asporto, su area pubblica e/o aperta al pubblico, compresa l’area che ospita l’evento sportivo, di bevande in bottiglie e/o in contenitori in vetro e/o in lattine di alluminio, nonché in bottiglie di plastica con il tappo;

– la detenzione, per qualsiasi soggetto, su area pubblica e/o aperta al pubblico nelle zone interessate dalla manifestazione, compresa la struttura che ospita l’evento sportivo, bevande in bottiglie e/o contenitori in vetro e/o in lattine di alluminio e bottiglie di plastica con il tappo;

– la detenzione, altresì, di spray al peperoncino o comunque contenenti sostanze urticanti;

– compiere qualsiasi attività in contrasto con la sicurezza urbana e la conservazione e il decoro dei suddetti luoghi.

I trasgressori, fatta salva l’applicazione di ulteriori sanzioni in caso di concorso di violazioni, saranno puniti con la sanzione prevista dall’art. 650 del Codice Penale.

Impiccata a sciarpa da stadio, liti col fidanzato e chiamate al 112: dubbi sulla morte di Roberta Bertacchi

Un clima di tensione con il fidanzato, tra continui litigi e violente discussioni, e tre chiamate al 112 due giorni prima di essere ritrovata impiccata sul balcone della sua abitazione in Salento. È quanto emerge da una seconda perizia sul telefono cellulare di Roberta Bertacchi, la 26enne ritrovata impiccata sul balcone della sua abitazione a Casarano con una sciarpa della squadra di calcio locale che le aveva regalato il suo fidanzato Davide Falcone, 36enne, indagato per istigazione al suicidio e maltrattamenti in famiglia, e dallo scorso 7 marzo in carcere nell’ambito di un blitz antidroga dei carabinieri. I nuovi elementi confluiti nel fascicolo d’inchiesta arrivano dall’analisi sul telefono della vittima su cui è in corso una seconda perizia disposta dal magistrato inquirente.

Il secondo accertamento è stato disposto dopo che i legali della famiglia di Roberta hanno depositato i risultati di una prima analisi sul cellulare della giovane da cui sono emerse alcune chat riconducibili a un altro numero intestato a Falcone, registrato da Roberta col nomignolo di ‘Pupetto’, dal cui tenore si evincerebbero litigi e discussioni tra i due. Il telefono di Roberta smise improvvisamente di funzionare il 4 gennaio e fu portato in un centro di assistenza perché danneggiato. Secondo l’ipotesi investigativa dei carabinieri, si sarebbe rotto durante un litigio con il fidanzato. La madre di Roberta Bertacchi non ha mai creduto al suicidio della figlia, avvalorato invece dall’autopsia.

Impiccata a sciarpa da stadio, svolta nell’inchiesta sulla morte di Roberta Bertacchi: indagato il fidanzato-ultrà

Davide Falcone, 34enne di Casarano, è rimasto coinvolto anche nell’inchiesta di qualche giorno fa nel blitz dei Carabinieri che ha portato all’arresto di 13 persone per associazione a delinquere finalizzata al traffico e alla detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nonché detenzione e porto illegale di armi da fuoco. 

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