Università di Bari, studentessa iraniana: “Non si può essere neutrali davanti alla guerra. Senza sapere non c’è libertà”

“Vi parlo come una studentessa, come una donna e come una figlia di una terra, l’Iran, simbolo di una terra che lotta per la sua dignità. Nell’università di Bari ho trovato un luogo di trasformazione, non solo di passaggio, una sede nella quale conseguire la formazione della mia vita personale. L’università non può essere neutrale mentre venti di guerra soffiano in ogni parte del mondo e si consumano genocidi di popoli”.

Lo ha detto Melika, studentessa dell’università Aldo Moro di Bari, nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico 2025-2026. “Mentre l’università pubblica soffre definanziamenti – ha aggiunto – bisogna ricordare che senza sapere non può esserci libertà, ma solo sudditanza. Vogliamo un ateneo che sia luogo di cura, dove il merito si misuri sulla storia delle persone. L’università deve essere autonoma, libera e indipendente, senza piegarsi a logiche di guerra, profitti e oppressioni”.

“Il mio percorso – ha spiegato dal palco – testimonia che l’accoglienza salva le vite, l’università ha il dovere storico e politico di farsi garante di corridoi universitari”.

“Un pensiero – ha detto – va al popolo palestinese straziato da un genocidio, alle studentesse afgane, ai dimenticati del Congo o dell’Ucraina. Mentre parlo nelle università iraniane gli studenti stanno protestando e non è un gesto simbolico, stanno mettendo a rischio la propria vita e il proprio futuro. Possono essere arrestati, espulsi o compromettere il proprio percorso”

Foggia, 13enne aggredita al cinema da un gruppo di coetanee: il video del pestaggio virale sui social

Viene aggredita da un gruppo di coetanee, il pestaggio viene ripreso e diffuso sui social. Vittima una 13enne, l’episodio è avvenuto domenica sera a Foggia.

Secondo quanto ricostruito, la ragazzina si è recata in compagnia di un gruppo di amiche coetanee in un cinema di Foggia. Qui è stata vittima di due distinte aggressioni per futili motivi, prima all’interno e poi nei pressi della sala cinematografica.

I familiari della 13enne hanno sporto denuncia e gli inquirenti hanno acquisito le immagini dei filmati. L’obiettivo è risalire alle responsabili.

Bari, minacciano professoressa a scuola. Genitori a processo: “Non permetterti più di mettere 5 a nostra figlia”

“Non capisci niente, fai un altro mestiere”. Queste le frasi proferite ad una professoressa, durante un colloquio a scuola, da una coppia barese di genitori di una studentessa di un istituto tecnico statale, finita a processo con l’accusa di minacce e oltraggio a pubblico ufficiale.

L’episodio risale a novembre 2018. I genitori, di 57 e 54 anni, avrebbero anche minacciato la docente che si è lamentata del rendimento scolastica dell’alunna. “Non si deve permettere più di mettere 5 a mia figlia… non finisce qui, avrete problemi in futuro”, le loro parole. Nei prossimi giorni la decisione sull’esito del processo.

Bari, studentessa vuole uscire dall’aula. La prof lo impedisce e viene aggredita: a scuola arrivano i Carabinieri

Un’insegnante supplente è stata aggredita da una studentessa di terza media nella scuola Giosuè Carducci di Bari. Secondo quanto ricostruito, la professoressa ha negato alla ragazzina più volte la possibilità di uscire dalla classe.

La stessa studentessa si è poi diretta verso la porta, l’insegnante così ha cercato di impedire l’azione volontaria, mettendosi davanti all’uscita, prima di essere aggredita fisicamente.

Prima è stata strattonata, poi presa di mira dal lancio di alcuni oggetti. La studentessa è riuscita poi ad uscire dall’aula, ma sul posto sono intervenuti i Carabinieri. Non sarebbe stata presentata denuncia e non è stato chiamato il 118. A riportarlo è il Corriere del Mezzogiorno.

Discute con la prof, la spinge e lei finisce in ospedale. Follia a Lecce: nei guai studentessa minorenne

Follia a Lecce dove una docente dell’Istituto tecnico Olivetti è finita in ospedale dopo essere caduta in seguito ad una spinta di una studentessa. La prognosi è di 18 giorni.

La minorenne ha discusso con la sua insegnante, dalle urla si è passati agli spintoni e la docente è finita per terra, riportando traumi e lesioni. Così prontamente è stata trasportata al Pronto Soccorso.

Al momento la vittima non ha sporto denuncia, ma la dirigente scolastica ha avviato l’iter per la sospensione della studentessa.

Bari, molestie a studentessa di Medicina durante tirocinio: l’Università avvia verifiche

‘Università di Bari ha “immediatamente dato avvio ai doverosi accertamenti e sta investendo della questione le autorità competenti” dopo la segnalazione delle presunte molestie subite da una studentessa della facoltà di Medicina durante il suo tirocinio pre-laurea presso lo studio di un medico di medicina generale.

A segnalare il caso, con un post sui social pubblicato ieri, è stata l’associazione studentesca Udu-Link Bari, annunciando di aver “inviato una segnalazione agli uffici competenti per denunciare quanto accaduto affinché si prendano tutte le misure necessarie affinché episodi del genere non si ripetano più”.

Università Bari, via libera a trasferimento per studentessa ucraina: è il terzo nullaosta dall’inizio della guerra

L’università Aldo Moro di Bari ha concesso oggi il nullaosta per la terza studentessa ucraina immatricolata nel capoluogo pugliese dall’inizio del conflitto, che potrà così seguire le lezioni del secondo semestre nel dipartimento di Scienze del suolo, della pianta e degli alimenti.

La giovane, fa sapere UniBa in una nota, arriva da una delle città più colpite dai bombardamenti nelle prime settimane di guerra, beneficia dello status di protezione temporanea e ha alle spalle ha già due lauree di primo livello in Finanza e credito e in Produzione e tecnologia alimentare.

La sua iscrizione nell’ateneo barese è stata sviluppata in tempi record: dal colloquio di valutazione preventiva dei requisiti di accesso al via libera alla sua immatricolazione sono passate, infatti, due settimane.

Un iter, evidenzia UniBa, reso possibile dalla cosiddetta Valutazione autonoma dei titoli accademici che UniBa porta avanti dal 2023 attraverso il Centro per l’apprendimento permanente. Grazie a questo percorso, spiega l’ateneo, “è possibile, in attuazione della Convenzione di Lisbona ratificata in Italia con la legge 148, procedere autonomamente in fase di immatricolazione alla valutazione delle competenze e dei titoli di studio pregressi”.

Le altre due studentesse immatricolate a Bari dall’inizio della guerra seguono i corsi di laurea magistrale del dipartimento di Ricerca e innovazione umanistica (Dirium). La nuova immatricolata è, invece, la prima del dipartimento di eccellenza Disspa.

Bari, denuncia dell’associazione Link-Medicina: “Una studentessa molestata da dottore durante tirocinio”

Una studentessa della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Bari avrebbe subito delle molestie durante il suo tirocinio pre-laurea presso lo studio di un medico di medicina generale.

A denunciarlo è l’associazione studentesca Udu-link che, con un post pubblicato sui social, ha annunciato di aver “inviato una segnalazione agli uffici competenti per denunciare quanto accaduto, affinché si prendano tutte le misure necessarie affinché episodi del genere non si ripetano più”.

“Vogliamo che si elimini il medico coinvolto dalla lista dei medici presso cui svolgere il tirocinio”, si legge ancora nel post, “e si renda pubblico l’elenco dei medici di Medicina generale presso i quali l’università permette di svolgere il tirocinio”.

Il post, dal titolo “Fuori le molestie dalla nostra università”, invita altre vittime di violenza a denunciare e si conclude con i contatti del centro antiviolenza del Policlinico di Bari.

“È ora di istituire uno statuto dei diritti e dei doveri dei tirocinanti – scrive ancora l’associazione – con una figura specifica a cui riferirsi in caso di irregolarità di questo genere. Vogliamo un’università realmente sicura e libera dalla cultura dello stupro imperante nella nostra società e che inquina anche i luoghi della formazione”.

Bari, paura al Politecnico. Sos di una studentessa: “La mia salute è a rischio. Se non ci fossi sarebbe meglio per tutti”

Una nuova richiesta di aiuto dal Politecnico di Bari. Dopo il messaggio apparso sull’albero di Natale, questa volta a preoccupare è un video messaggio pubblicato su Instagram da parte di una studentessa tramite il profilo Puglia MyLove. Ed è subito partita la ricerca per cercare di risalire all’autrice.

“Mi vergogno molto di fare questo video, ma non so come fare – si legge nel testo del messaggio con sfondo la fotografia dell’atrio del Poliba -. Sono una studentessa della magistrale e ultimamente la mia salute è a rischio. Mi sento diversa da tutti, meno adatta, troppo fragile per questa competizione. Ho il terrore di entrare in aula, di parlare con i miei compagni, mi sento inferiore, sento crescere la sensazione di essere un peso”.

“Nelle giornate peggiori come oggi, penso che se non ci fossi, sarebbe un problema in meno per tutti. Mi sento diversa, meno adatta, troppo fragile per questa competizione – si legge ancora -. Dopo una sessione insonne e di paranoie mi è partito qualcosa, e tornata a casa ho preso medicinali a stomaco vuoto perché era tutto troppo forte da sopportare”. Il Politecnico sta facendo di tutto per risalire all’autrice del biglietto.

Cresce la paura a Bari, studentessa inseguita da un uomo in centro: “Aiutata da 3 persone al Cinema. Fate attenzione”

“Ho appena ascoltato la disavventura di Giuseppe e volevo raccontare ciò che mi è successo. Sono una studentessa fuorisede e studio da 3 anni a Bari.
Lo scorso venerdì dovevo andare al cinema con una mia amica per vedere un film, avevamo scelto di andare alla Multisala Galleria nei pressi della stazione e così per le 20.40 sono partita da casa”. Inizia così il racconto inviato in redazione da una giovane ragazza. Ha deciso di contattarci e di raccontare la sua esperienza dopo aver seguito l’intervista di Giuseppe mandata in onda ieri sui nostri canali social.

“Abito in via Nicolai, all’altezza dell’incrocio con via Quintino sella. Per arrivare al cinema solitamente percorro tutta via de Rossi e giro a sinistra in corso Italia, da questo momento in poi un’utilitaria dal colore scuro (molto probabilmente blu, credo potesse essere una Passat vecchia o una classe E del 2002) inizia a camminare a passo d’uomo seguendomi – racconta -. L’utilitaria andava da una parte della carreggiata all’altra e, quando si avvicinava a me, l’uomo alla guida diceva qualcosa ma non sono riuscita a comprenderlo e molto probabilmente non parlava neanche in italiano. Purtroppo non sono riuscita a prendere la targa perché camminava parallelamente a me e pochi metri prima del cinema sono riuscita ad accelerare il passo, di conseguenza ho preferito non girarmi e continuare ad ignorarlo. Un signore per strada si è accorto di tutto e ha aspettato fuori al cinema finché l’uomo non si allontanasse, dopodiché mi ha fermata nel cinema per assicurarsi che fosse tutto apposto e che non mi avesse seguito dal mio appartamento. Con questo signore fortunatamente c’era un Questore e un Magistrato in pensione (entrambe donne, ndr) che si sono occupati di accompagnare me e la mia amica a casa”.

“Anche se non dovrebbe influire su questi accadimenti ci tengo precisare che il mio abbigliamento era abbastanza decoroso. Indossavo un lupetto nero, un jeans e un cappotto lungo e nero. Riconosco di essere stata fortunata, sarebbe potuto succedere a qualsiasi altra ragazza che ingenuamente avrebbe potuto rispondere all’uomo – conclude la giovane lettrice -. Per favore non ignorate la questione e sensibilizzate il più possibile. In ogni caso l’uomo aveva la carnagione chiara ed anche le sopracciglia erano abbastanza chiare. Per quanto riguarda i capelli a me è sembrato che indossasse una sorta di turbante”.