Lo schianto fatale è avvenuto nella notte nei pressi dello svincolo per il mercato ortofrutticolo.
Continue readingTaranto, neonato abbandonato vicino ai bidoni: 25enne condannata a 2 anni. Escluso il tentato infanticidio
La 25enne georgiana, che il 12 agosto 2023 abbandonò il figlio neonato accanto ad alcuni cassonetti in via Pisanelli a Taranto, è stata condannata a 2 anni per abbandono di minore. Secondo i giudici non c’era la volontà di uccidere il piccolo e per questo non è stato riconosciuto il tentato infanticidio, come richiesto dalla Procura che invoca una pena di 4 anni.
Assistita dai legali, la donna ha spiegato di aver avuto paura di perdere il lavoro di badante presso la signora anziana che accudiva, a causa della nascita del piccolo. Il piccolo fu trovato da alcuni passanti, allertati dal pianto. Era rinchiuso in una busta, in cui è stato trovato un foro. “Per farlo respirare”, aveva asserito la donna in udienza. Versione ritenuta legittima dal giudice, che ha escluso l’accusa più grave di tentato infanticidio. La donna al momento è ospite di una comunità cittadina, che le presta assistenza nelle cure al figlio.
Ciclista travolto e ucciso da un furgone a Taranto, individuato il pirata della strada: 52enne indagato per omicidio
E’ stato rintracciato dalla polizia e denunciato il pirata della strada che il 26 novembre scorso ha investito e ucciso un ciclista 50enne di nazionalità rumena sulla statale 7, in direzione Massafra, nei pressi della portineria A dello stabilimento ex Ilva.
Si tratta di un 52enne della provincia di Taranto, che ora deve rispondere dei reati di omicidio stradale e omissione di soccorso. L’uomo, interrogato dal pubblico ministero Francesco Sansobrino, a quanto si è appreso ha ammesso le sue responsabilità. Il 52enne era a bordo di una furgone Fiat Ducato di colore bianco che investì due ciclisti, uno dei quali perse la vita. Il suo amico, rimasto ferito in modo lieve, dette l’allarme. Sul luogo dell’incidente la Polizia locale trovò parte di uno specchietto del mezzo in fuga e alcuni bossoli inesplosi, probabilmente appartenenti alla vittima.
Omicidio Nardelli a Taranto, ritrovata dopo un anno e mezzo l’arma del delitto: a svelare la posizione il killer
Su indicazione fornita nei giorni scorsi dal presunto killer nel corso del processo in Corte d’Assise a Taranto, in collegamento dal carcere, ieri mattina è stata ritrovata dalla polizia l’arma che sarebbe stata utilizzata per l’omicidio di Cosimo Nardelli, di 62 anni, ucciso la sera del 26 maggio 2023 con due colpi di pistola in via Cugini.
La notizia è riportata dalla Gazzetta del Mezzogiorno. Gli agenti della Squadra mobile dopo alcuni giorni di ricerche sono riusciti a individuare il luogo all’interno di una villa, nella borgata di San Vito, dove si trovava l’arma, che era nascosta in un secchio. La pistola sarà fatta analizzare per comprendere se sia stata utilizzata per uccidere Nardelli. Nell’ultima udienza del processo, era stato Aldo Christian Vuto, di 20 anni, reo confesso del delitto, a indicare il luogo in cui era stata occultata.
Per i pubblici ministeri Milto De Nozza e Francesco Sansobrino, il 44enne Paolo Vuto è ritenuto l’organizzatore dell’agguato mortale, a Tiziano Nardelli (fratello della vittima) è contestata l’accusa di essere il mandante mentre Aldo Cristian Vuto, figlio di Paolo, sarebbe l’esecutore materiale del delitto e il 23enne Francesco Vuto, cugino di Paolo, sarebbe stato alla guida dello scooter su cui viaggiava il killer. Il movente dell’omicidio potrebbe essere collegato alla decisione di Cosimo Nardelli di liquidare la cooperativa di famiglia e suddividere la proprietà con gli altri fratelli.
Nave Geo Barents arrivata a Taranto, sbarcati 45 migranti: tra loro 4 minori non accompagnati
Sono sbarcati questa mattina nel porto di Taranto dalla nave Geo Barents di Medici senza Frontiere i 45 migranti di Bangladesh, Pakistan e Tunisia, tra cui 4 minori non accompagnati, salvati nel Mediterraneo mentre viaggiavano su un natante che rischiava di ribaltarsi.
Quando sono stati soccorsi, alcuni erano in stato di ipotermia. Ad accogliere i migranti per la prima assistenza gli operatori di 118, Croce Rossa, Comune di Taranto e Protezione civile, coordinati dalla Prefettura, e il Servizio Migrazioni con le attività di Restoring Family Links. Non si segnalano criticità sanitarie.
Chiama il 118 ma la madre muore, va in escandescenza e aggredisce soccorritrice: 51enne arrestato in differita
L’episodio risale a due giorni fa e ha avuto luogo nel Tarantino. Il gip del tribunale di Taranto ha dato applicazione al decreto legge che prevede l’arresto in flagranza anche in differita per chi si rende responsabile di aggressione a un operatore sanitario.
Continue readingPerde controllo della moto e finisce contro un palo: muore 15enne nel Brindisino. A Taranto travolto e ucciso ciclista
Doppia tragedia in Puglia. Un 15enne è morto in un incidente stradale che si è verificato questo pomeriggio a Latiano, in provincia di Brindisi. Il ragazzo era in sella ad uno scooter che, per cause in corso di accertamento da parte della polizia locale, è finito contro un palo dell’illuminazione pubblica. Il minorenne è stato soccorso e trasferito all’ospedale Perrino di Brindisi, ma è morto pochi minuti dopo l’arrivo.
Due ciclisti sono stati investiti da un’auto pirata alla periferia di Taranto: uno è morto, l’altro è rimasto ferito. L’incidente è avvenuto lungo la statale 7 in direzione Massafra. Sul posto stanno operando gli agenti della Polizia locale per ricostruire l’esatta dinamica dell’investimento. La corsia di marcia in direzione nord della statale è temporaneamente chiusa.
Taranto, operatore Sanitaservice prende a schiaffi infermiere in ospedale: “Ho sbagliato ma urlava con mio papà”
“All’arrivo al pronto soccorso, mio padre in un momento di particolare dolore e agitazione, con pressione ormai altissima e difficoltà a respirare, ha riportato in maniera concitata e a voce alta quanto stava vivendo, e ha riferito un insopportabile bruciore al petto. L’infermiere ha risposto urlando e inveendo contro mio padre che solo un’ora dopo è stato operato a causa di un infarto e che dovrà subire un’altra operazione a cuore aperto. Non ho saputo contenere il disagio e la rabbia per la reazione di fronte ad una persona che stava soffrendo e, sbagliando, ho dato uno schiaffo all’infermiere”. Lo riferisce in una nota stampa l’uomo che ieri ha schiaffeggiato un infermiere del pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto ed è stato identificato dai carabinieri.
“Sono un operatore sanitario della Sanitaservice – spiega – e lavoro nelle strutture del territorio jonico. Certamente mi scuso per quello che è accaduto, e per non aver saputo tenere a freno il mio grande disappunto, ma ci tengo a dare la reale versione dei fatti, dopo i quali peraltro ho chiesto scusa all’infermiere e dallo stesso ho ricevuto altrettanto. Scambio di scuse che è avvenuto davanti ai carabinieri. Dunque nessuna insofferenza per la fila e nessuna prevaricazione da parte mia”.
L’infermiere non avrebbe presentato denuncia nei suoi confronti, a differenza di quanto si era appreso in un primo momento”. “Ritengo – conclude l’uomo – che si debba avere estrema delicatezza nel trattare la sofferenza di chi si rivolge ai sanitari per necessità. Ciò significa non frasi urlate, non superficialità, né risposte come quella che ho sentito ieri: ‘qui volete essere tutti serviti per primi’. Il punto è che non siamo al ristorante, ma in un luogo dove la cura dovrebbe partire dal modo in cui i pazienti vengono trattati, dunque da quella che dovrebbe essere l’accoglienza”.
Taranto, vuole saltare la fila al Pronto Soccorso e prende a schiaffi l’infermiere: denunciato paziente
Un infermiere di 47 anni in servizio al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto nella tarda serata di ieri è stato aggredito dal parente di un paziente che pretendeva di saltare la fila. L’operatore sanitario, colpito con un violento schiaffo al volto, è stato costretto a lasciare il servizio per farsi visitare dal medico di turno.
Per lui cinque giorni di prognosi. L’aggressore, a quanto si è appreso, è stato identificato dai carabinieri e denunciato per lesioni a pubblico ufficiale sanitario in servizio.
Blatte, parassiti e alimenti scaduti nella cucina. Record di irregolarità: fermata nave di Panama nel porto di Taranto
Una nave battente bandiera di Panama, di stazza lorda pari a 10mila tonnellate, è stata fermata nel porto di Taranto dopo una ispezione durata 10 ore e condotta dal personale del nucleo Port state della guardia costiera del capoluogo ionico.
Sono 19 complessivamente le irregolarità riscontrate “molte delle quali riguardanti il benessere e le condizioni di lavoro a bordo”, si legge nella nota diffusa dalla Capitaneria evidenziando che sono state trovate “blatte nella cucina dell’equipaggio” oltre a “parassiti di varia natura e alcuni alimenti da tempo scaduti”. Inoltre, uno dei componenti dell’equipaggio è risultato imbarcato da un anno e mezzo “senza mai aver usufruito di un periodo di riposo a terra”.
L’imbarcazione, lunga 125 metri, trasportava clinker ovvero materiale utile alla produzione di cemento, e ha ricevuto il cosiddetto ordine di detenzione perché risultata anche “carente sotto il profilo della sicurezza della navigazione e pertanto non idonea a navigare”. Sono infatti state accertate “una serie di anomalie riguardanti i sistemi antincendio di bordo il cui perfetto funzionamento, in caso di incendio grave, garantisce la sicurezza delle persone imbarcate e della nave”. “Tutte le irregolarità riscontrate dovranno obbligatoriamente essere risolte prima della partenza e – chiariscono dalla Capitaneria – la nave potrà lasciare il porto di Taranto solo dopo che lo stato di bandiera dell’unità e il nucleo Port State control della Guardia costiera ne avranno dato il via libera definitivo”.








