“Mi sto lasciando andare”, Milena torna a casa ubriaca: “Chiamo sempre il 118 per la terapia” (5)

La storia di Milena, donna di 50 anni conosciuta in tutto il quartiere Japigia, dai servizi sociali e dal Centro di salute mentale, ha colpito da subito la nostra community. La 50enne, oltre a soffrire di disturbi psichiatrici, ha problemi con l’alcol e con la droga, come da lei stesso raccontato.

Ci siamo avvicinati a lei la prima volta dopo che l’ambulanza l’ha trasportata al Centro di salute mentale. Le abbiamo preso un panino e l’abbiamo accompagnata in auto a casa, per aiutarla e per approfondire la sua storia.

Ciò che perplime è l’atteggiamento delle Istituzioni davanti ad una situazione così problematica e quotidiana. In queste condizioni è destinata a morire e vuole essere aiutata, così come ha affermato ai nostri microfoni.

Milena è stata poi trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale Di Venere dopo il solito show in un supermercato. È arrivato il momento di mostrarvi la prima parte dell’intervista registrata a casa sua dove Milena si è aperta ancora una volta con noi, parlando del suo passato, delle sue dipendenze, del rapporto con Antonio e della voglia di cambiare vita.

Crisi epilettica a scuola, Rosa torna a sorridere: “Ho tanta speranza nella terapia in Messico”

La storia di Rosa, la 14enne affetta da diverse patologie gravi e nata con la paralisi celebrale infantile, ha colpito tutta la nostra community e non solo. Per la sua famiglia e per Rosa si é aperta una speranza.

Un viaggio in Messico nella clinica Neurocytonix esattamente a Monterrey, una delle poche realtà che usa la tecnologia del cytotron, può rappresentare la svolta della sua vita.

Per questo ha avviato una raccolta fondi con la speranza di raccogliere il necessario per sostenere le spese per voli, alloggi e cure. Mamma Maria, dopo aver descritto le patologie di Rosa, ci ha illustrato quale sarà il percorso da seguire. 

Come spesso accade, le nostre storie attirano purtroppo i soliti chiacchieroni e haters. Niente però riesce a scalfire la forza di Rosa. Anche perché è circondata dall’amore della sua famiglia.

Noi abbiamo voluto recitare la nostra parte e abbiamo deciso, tramite la nostra associazione, di donare 6mila euro per la sposare la causa di Rosa per acquistare i biglietti necessari. Dopo aver comprato i biglietti, siamo tornati da Rosa e dalla sua famiglia dopo un momento delicato. Ha avuto una crisi epilettica mentre si trovava a scuola. A raccontare quanto è accaduto è lei stessa.

Abusi sessuali su ragazza durante il percorso di terapia e la seduta di ipnosi: mental coach rischia il processo

Un 50enne rischia il processo per violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità e dalla minorata difesa. Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio per l’uomo, accusato di aver abusato di una 24enne durante sedute di ipnosi.

I fatti risalgono a 5 anni fa e hanno avuto luogo a Taranto. La giovane si è rivolta verso un centro per un percorso di rinascita psicologica, ma nei mesi di “terapia” il suo mental coach ha abusato di lei.

La vittima ha trovato il coraggio di parlarne con alcune sue amiche, in cura precedentemente sempre nella stessa struttura. Anche loro hanno affermato di aver notato comportamenti strani e ambigui da parte dell’uomo. Così la giovane ha trovato il coraggio di denunciare.

Secondo quanto raccontato, l’uomo sin dalle prime sedute le aveva chiesto di raccontare le sue fantasie e preferenze sessuali fino ad arrivare a chiederle di uscire di casa senza intimo, nel suo studio durante gli incontri o di sdraiarsi seminuda sul lettino e dopo aver posizionato delle pietre in vari punti del corpo.

Durante l’ultimo appuntamento le avrebbe detto di svestirsi completamente per insegnarle la pratica tantrica sessuale: atti irripetibili che nei primi istanti avevano impedito alla donna di reagire perché paralizzata dalla paura. Fortunatamente la ragazza, dopo diversi minuti, ha trovato la forza di interrompere gli abusi e scappare dallo studio.

Aggressioni e torture in carcere, Anna: “Mio fratello è pericoloso. Va curato in comunità”

Anna è la sorella di Gregorio, il detenuto con problemi psichiatrici brutalmente picchiato dopo aver dato fuoco a un materasso nella sua cella del carcere di Bari la notte del 27 aprile 2022. L’abbiamo incontrata perché, consapevole della pericolosità di suo fratello, ha una richiesta precisa da avanzare

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