Truffa eco casette, Anna accusa Caputi: “Tre settimane in nero. Ci ha provato in modo spudorato”

Contratti firmati, anticipi versati, lavori non finiti, fatture non rilasciate e poi la fuga. Torniamo a parlare dell’inchiesta su Maurizio Antonio Caputi e sulla truffa delle casette di legno. Siamo entrati qualche mese fa in un gruppo delle sue vittime e abbiamo ascoltato le loro storie, visionando anche documenti e carte. Ci sono denunce in corso e abbiamo iniziato a farvi ascoltare le testimonianze delle prime persone cadute nella sua trappola.

Dopo i racconti di Marina, Marta, Maria, Giovanni, Stefano, Gaetano, Graziana dopo avervi parlato della prodezza di mago Caputi, capace di incassare 68mila euro e sparire nel nulla lasciando una famiglia con una baracca abusiva e inagibile, dopo il blitz nella “sede” senza successo nel tentativo di incontrarlo e consegnarli la statuina dell’Oscar di Quinto Potere, dopo l’intervista all’ex segretaria, dopo il breve faccia a faccia tanto atteso con Caputi, dopo aver aperto con Silvana anche il filone delle ristrutturazioni edili, dopo aver colto di sorpreso l’apprendista in nero e averla intervistata, dopo aver parlato del “ricatto” di Caputi dopo la storia di Giuseppe, l’operaio caduto e finito in Rianimazione in uno dei cantieri, di Carlo, il dipendente salito su una tettoia al quinto piano di uno stabile senza alcuna protezione, senza assicurazione e senza essere in grado di fare nulla, e di Aldo, questa volta è il turno della compagna di Aldo, Anna. Ha lavorato per tre settimane in nero come segretaria.

Truffa eco casette, Caputi il cialtrone: “L’amico di Savinuccio Parisi che ha servito al Quirinale”

Contratti firmati, anticipi versati, lavori non finiti, fatture non rilasciate e poi la fuga. Torniamo a parlare dell’inchiesta su Maurizio Antonio Caputi e sulla truffa delle casette di legno. Siamo entrati qualche mese fa in un gruppo delle sue vittime e abbiamo ascoltato le loro storie, visionando anche documenti e carte. Ci sono denunce in corso e abbiamo iniziato a farvi ascoltare le testimonianze delle prime persone cadute nella sua trappola.

Dopo i racconti di Marina, Marta, Maria, Giovanni, Stefano, Gaetano, Graziana dopo avervi parlato della prodezza di mago Caputi, capace di incassare 68mila euro e sparire nel nulla lasciando una famiglia con una baracca abusiva e inagibile, dopo il blitz nella “sede” senza successo nel tentativo di incontrarlo e consegnarli la statuina dell’Oscar di Quinto Potere, dopo l’intervista all’ex segretaria, dopo il breve faccia a faccia tanto atteso con Caputi, dopo aver aperto con Silvana anche il filone delle ristrutturazioni edili, dopo aver colto di sorpreso l’apprendista in nero e averla intervistata, dopo aver parlato del “ricatto” di Caputi dopo la storia di Giuseppe, l’operaio caduto e finito in Rianimazione in uno dei cantieri, e quella di Carlo, il dipendente salito su una tettoia al quinto piano di uno stabile senza alcuna protezione, senza assicurazione e senza essere in grado di fare nulla, questa volta vi facciamo conoscere un altro ex dipendente, Aldo. Ci racconta la sua esperienza con Caputi, la trasferta in Abruzzo e un incredibile retroscena.

Bari, riceve chiamata dalla finta Banca e bonifica 47mila euro a finto Carabiniere: 7 arresti per truffa e riciclaggio

A seguito dell’attività della Polizia di Stato, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, accogliendo la richiesta della Procura di Trani, ha emesso un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di 7 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di truffa aggravata e riciclaggio. La richiesta si fonda sull’esito delle indagini della stessa Procura di Trani, svolte dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica (C.O.S.C.) – Polizia Postale di Bari.

L’operazione trae origine dalla denuncia presentata da un cittadino barese vittima di sofisticato attacco di phishing. Attraverso un SMS apparentemente inviato dalla banca, la vittima veniva avvisata di un presunto movimento sospetto sul suo conto corrente e veniva invitata a compilare un modulo online. A seguire, riceveva una telefonata da un’utenza che sembrava riconducibile al proprio istituto di credito, nella quale veniva preannunciata una successiva chiamata da parte dei Carabinieri.

Nel corso di quest’ultima telefonata, l’interlocutore si qualificava falsamente come Maresciallo dell’Arma e, sostenendo che fossero in corso attività investigative su un’operazione fraudolenta in atto, riusciva a convincere la vittima ad effettuare un bonifico istantaneo di 47.500 euro.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani avvalendosi della collaborazione del Centro di Monitoraggio di Poste Italiane di Torino, hanno consentito di identificare un gruppo composto da 7 soggetti, attivi nelle due distinte fasi dell’azione criminosa: alcuni impegnati nella truffa e sostituzione di persona, altri nel successivo riciclaggio delle somme fraudolentemente ottenute.

Nella prima fase, i malviventi, mediante la tecnica del cli-spoofing, facevano comparire sul telefono della vittima numerazioni appositamente selezionate per risultare credibili, tra cui quelle riconducibili alla banca e a una locale caserma dell’Arma dei Carabinieri. Nella seconda fase, provvedevano a monetizzare l’importo oggetto di truffa, frammentando le somme e prelevando denaro contante presso uffici postali nei comuni di Trani, Bisceglie e Molfetta.

Nel corso dell’operazione sono stati complessivamente sequestrati 14.000 euro tra denaro contante e disponibilità su conti correnti, oltre a 3 autovetture, gioielli e numerose carte di credito. La Polizia di Stato invita i cittadini a diffidare da comunicazioni, ricevute via e-mail o SMS, che, con vari pretesti (aggiornamento dei propri dati, segnalazioni di accessi anomali, richieste di sicurezza), inducono a cliccare su link o a fornire informazioni riservate, e a prestare attenzione anche alle telefonate che sembrano provenire da numeri di istituti bancari. Si ricorda che le forze dell’ordine non richiedono mai, per alcun motivo, di effettuare pagamenti o condividere dati sensibili telefonicamente.

 

Falsa storia dopo schianto mortale, interdetto l’avvocato De Virgilis: è stato candidato Lega alle Regionali

Francesco Ferretti De Virgilis, 51enne di Manduria candidato alle regionali con la Lega (1.059 i voti per lui), è stato interdetto dalla professione di avvocato per un anno dopo essere rimasto coinvolto in un’inchiesta per calunnia e truffa assicurativa.

Secondo l’accusa, che aveva invocato i domiciliari, avrebbe addossato la colpa di un incidente mortale, avvenuto il 23 dicembre 2023 e costato la vita al 26enne Gianluca De Stefano, a un ignaro automobilista al fine di truffare l’assicurazione.

Ferretti, legale della famiglia della vittima, ha architettato un piano per addossare la colpa dell’incidente ad un uomo alla guida di un’Audi, in realtà estraneo ai fatti. Coinvolte anche altre due persone, sempre di Manduria, per aver appoggiato la tesi della strada tagliata da parte dell’Audi come origine del sinistro mortale.

Le indagini della polizia locale hanno però smontato la tesi dell’avvocato e la presenza sul posto di eventuali testimoni, grazie anche alla visione di alcuni filmati delle telecamere di sorveglianza della zona. La giovane vittima in realtà avrebbe perso in autonomia il controllo del mezzo per poi schiantarsi contro il muro di cinta di un’abitazione e ribaltarsi più volte, morendo sul colpo.

Attenzione a Perrone, mega truffa per aprire il centro estetico: Ludo dimentica la scrittura privata

Torniamo ad occuparci di Ludovico Perrone, il titolare del centro benessere di Casamassima su cui da alcune settimane abbiamo acceso i nostri riflettori dopo la segnalazioni di alcuni clienti circa trattamenti e pacchetti fantasma. L’inchiesta però si è allargata con il passare dei giorni.

Dopo avervi parlato della truffa escogitata ai danni del disabile Matteo e della sua mamma malata, della storia di Pierpaolo Progida e avervi mostrato le immagini del nostro secondo epico incontro con Perrone, con tanto di sceneggiata, facciamo un passo indietro e vi mostriamo una telefonata avvenuta prima del face to face.

Abbiamo chiesto spiegazioni circa il centro estetico Perla Pink, facilmente riconducibile allo stesso Perrone, ma il nostro amato truffatore ha messo in scena un’interpretazione da Oscar.

Attenzione a Perrone, amministra “al buio” un centro estetico: “Truffa con minacce da 60mila euro”

Torniamo ad occuparci di Ludovico Perrone, il titolare del centro benessere di Casamassima che abbiamo sorpreso qualche giorno fa. L’inchiesta si allarga sempre di più.

Dopo avervi parlato anche della truffa escogitata ai danni del disabile Matteo e della sua mamma malata, questa volta abbiamo incontrato Pierpaolo Progida e il suo legale.

Progida era un cliente del centro la Perla Nera di Capurso e ha versato alla fine del 2022 dei soldi a Perrone, sul suo conto corrente e su quello del padre, con l’illusione di entrare in possesso del 50% delle quote del 50% di Perrone. Bonifici tracciati e documentati.

Progida ha scoperto di essere però diventato amministratore unico di un’altra società, la Perla Pink, azienda operativa tutt’oggi a Poggiofranco. E le richieste di denaro sono diventate sempre più insistenti e frequenti a causa dell’assenza di introiti e utili. Progida ha denunciato la truffa alla Guardia di Finanza, il processo si è chiuso però con un’archiviazione mentre Progida non riesce ad accedere ai conti e alle carte della società. Una vicenda surreale.

Pensa di aver trovato l’amore online, ma è una truffa: in tre anni regala 10mila euro. Condannata 29enne

Una 29enne honduregna originaria di San Pedro Sula, residente a Castelnuovo di Porto, in provincia di Roma, è stata condannata a un anno e 6 mesi di reclusione, oltre ad una multa di 500 euro, con l’accusa di truffa aggravata nei confronti di un 49enne di Cavallino (Lecce).

L’uomo, reduce dalla fine del suo matrimonio, ha intrapreso una conoscenza online con la donna, arrivando a sborsare circa 10mila euro in suo favore dopo essere stato lusingato e corteggiato.

La storia è andata avanti per tre anni, il 49enne ha versato cifre importanti convinto di poter aiutare l’amore della sua vita a superare difficoltà economiche e familiari. Tra le spese affrontate anche l’acquisto di un cane per il figlio della donna, biglietti di viaggio e tanto altro.

La truffa è emersa nell’agosto 2022, dopo l’ennesimo versamento di 500 euro. Le indagini della polizia postale di Lecce hanno permesso di incastrare la donna fino al processo e alla condanna. Alla vittima è stato riconosciuto un risarcimento di 12mila euro.

Truffa eco casette, operaio finisce in rianimazione: “Senza casco e contratto. Caputi m’ha rovinato”

Contratti firmati, anticipi versati, lavori non finiti, fatture non rilasciate e poi la fuga. Torniamo a parlare dell’inchiesta su Maurizio Antonio Caputi e sulla truffa delle casette di legno. Siamo entrati qualche mese fa in un gruppo delle sue vittime e abbiamo ascoltato le loro storie, visionando anche documenti e carte. Ci sono denunce in corso e abbiamo iniziato a farvi ascoltare le testimonianze delle prime persone cadute nella sua trappola.

Dopo i racconti di Marina, Marta, Maria, Giovanni, Stefano, Gaetano, Graziana dopo avervi parlato della prodezza di mago Caputi, capace di incassare 68mila euro e sparire nel nulla lasciando una famiglia con una baracca abusiva e inagibile, dopo il blitz nella “sede” senza successo nel tentativo di incontrarlo e consegnarli la statuina dell’Oscar di Quinto Potere, dopo l’intervista all’ex segretaria, dopo il breve faccia a faccia tanto atteso con Caputi, dopo aver aperto con Silvana anche il filone delle ristrutturazioni edili, dopo aver colto di sorpreso l’apprendista in nero e averla intervistata e dopo aver parlato del “ricatto” di Caputi, questa volta vi parliamo della storia di Giuseppe.

Giuseppe è l’operaio che stava lavorando nel “cantiere” della casetta di legno mal costruita e abbandonata a Palombaio. È lui ad essere caduto dal “trabattello” costruito a membro di segugio e a finire in Rianimazione dopo un volo di due metri. Indossava solo le sue scarpe antinfortunistiche, non il casco trovato poi sul posto. Nel video allegato Giuseppe ci racconta la sua tragica esperienza con Caputi.

Domenico al lavoro, il senso di colpa: “Sto restituendo a una donna i soldi che le avevo truffato”

Domenico è stata un’autentica sorpresa. La sua forza di volontà e i suoi modi gentili hanno colpito la famiglia di Quinto Potere, ma soprattutto Domenico non ha mai nascosto il suo passato e soprattutto si è mostrato sempre pentito per quello che ha fatto. Siamo andati a trovarlo sul posto di lavoro e anche qui siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla sua dedizione. Domenico ci ha confessato che sta restituendo dei soldi ad una donna che ha truffato.

Fate attenzione a Perrone, truffati madre malata e figlio disabile: “Con inganno rubati 17mila euro”

Torniamo ad occuparci di Ludovico Perrone, il titolare del centro benessere di Casamassima che abbiamo sorpreso qualche giorno fa. Non solo massaggi, trattamenti e pacchetti fantasma. L’inchiesta si allarga e questa volta ci siamo recati a casa di Matteo.

Ci racconta la truffa escogitata da Perrone nei suoi confronti e nei confronti della mamma malata. Promettendo di istituire una società per la produzione e distribuzione del vino, garantendo anche un ritorno economica a Matteo, è riuscito a intascare due assegni da 7mila euro, sfruttando le difficoltà e il momento di debolezza della famiglia di Matteo. Perrone è andato oltre, ha rubato anche quasi 10mila euro alla mamma.