Il provvedimento nei confronti dei genitori di un’alunna, un uomo di 32 anni e una donna di 31 anni, che lo scorso 31 gennaio si sono resi responsabili dell’aggressione nei confronti del Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo Europa-Alighieri
Continue readingCarcere di Foggia, detenuto aggredisce infermiere e poliziotto in servizio. Osapp: “La politica è assente”
Nel carcere di Foggia, sempre ieri, gli agenti della penitenziaria hanno trovato due microcellulari con schede sim.
Continue readingScooter taglia la strada, inseguimento folle da Bitonto a Giovinazzo: 40enne pestato a sangue
Dopo qualche parolina di troppa il centauro, scortato da una Fiat 500 su cui erano a bordo tre amici, si è messo all’inseguimento della vettura fino a Giovinazzo.
Continue readingLucera, preside picchiato dalla mamma di un alunno: è il secondo caso in Puglia a distanza di giorni
Da Taranto a Foggia, un altro preside è stato aggredito in Puglia. L’episodio a Lucera dove Pasquale Trivisonne, dirigente scolastico dell’istituto Bozzini-Fasani, è stato aggredito dalla mamma di un alunno con calci e pugni. A scatenare l’ira della donna la punizione ritenuta poco severa nei confronti di due ragazzi dell’istituto, sospesi per cinque giorni dal Consiglio d’Istituto, dopo aver picchiato suo figlio e aver diffuso il video dell’aggressione ripresa con il cellulare. Il preside è così finito al Pronto Soccorso, rimediando ferite guaribili in cinque giorni.
“Se siamo arrivati alle aggressioni fisiche a un dirigente scolastico per aver fatto il proprio dovere, allora dobbiamo rivedere tante cose della nostra società – le parole del consigliere regionale Antonio Tutolo -. Non dobbiamo assolutamente ammettere e far passare sotto silenzio situazioni del genere – aggiunge Tutolo – perché i capisaldi educativi vanno preservati a qualunque costo se vogliamo che i nostri figli diventino poi buoni cittadini che sappiano trovare solo nel dialogo, anche serrato, la soluzione ai problemi. Pure il ragazzo vittima di bullismo va protetto adeguatamente e con gli opportuni accorgimenti, ma aggiungere altra violenza non serve assolutamente a niente”.
Follia a Taranto, aggredito a scuola dai genitori di un alunno: preside finisce in ospedale
La vittima, Marco Cesario, subito dopo l’aggressione si sarebbe fatta medicare e avrebbe sporto denuncia. A rivelare l’episodio è stata Cisl Puglia.
Continue readingGioia, calci e pugni all’infermiera nel Csm. Andreula (Opi) alle Asl: “Questa gentaglia va fermata”
È accaduto lo scorso 24 gennaio. L’infermiera è stata aggredita pesantemente nel Centro di Salute mentale di Gioia del Colle da mamma e figlia.
Continue readingBari, vigilessa aggredita al Madonnella: arrestato straniero
Una agente della Polizia Locale è stata aggredita, spintonata e picchiata da un cittadino straniero. Il motivo è perché l’agente avrebbe cercato di bloccarlo mentre trascinava un cassonetto della raccolta differenziata, vandalizzandolo
Continue readingTragedia a Bari, 37enne muore in corso Italia: picchiato da quattro stranieri
A chiamare aiuto un clochard che ha fermato un’auto in transito. I Carabinieri hanno ascoltato i testimoni e hanno acquisto le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.
Continue readingTragedia a Bari, 37enne muore in corso Italia. Indagini in corso: ipotesi aggressione
L’uomo è stato trovato in fin di vita con una ferita alla testa, i tentativi di soccorsi sono stati inutili. Il 37enne è deceduto in pochi minuti.
Continue readingNuova aggressione nel carcere di Bari, detenuto colpisce poliziotto a pugni. Sappe: “Una tortura”
Un poliziotto in servizio nel carcere di Bari è stato colpito al volto e al corpo da un detenuto. L’aggressione si è verificata ieri ed è stata denunciata in una nota dal SAPPE. L’agente è stato costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso con una prognosi di dieci giorni.
“Anche in questo caso il detenuto in questione, un uomo della provincia di Bari di circa 40 anni in carcere per reati contro il patrimonio, ha girato parecchi penitenziari della Puglia e della Basilicata creando disordini, aggredendo detenuti e poliziotti. Avremmo voluto anche in questo caso mostrare i danni che il detenuto ha causato al poliziotto, per far capire in che razza di manicomio e con quale tensione e stress sono costretti a lavorare gli agenti di Bari, ma la riservatezza e la dignità del lavoratore non lo ha permesso – si legge nella denuncia del SAPPE -. A questo punto ci chiediamo e chiediamo a Antigone, radicali, politici che hanno voluto una legge assurda che serve solo a colpire e delegittimare le forze dell’ordine che a questo punto devono solo subire sennò rischiano una condanna superiore all’omicidio nonostante una la legge sugli abusi ci sia, chi sono i “torturatori”? Un detenuto che senza alcun motivo colpisce un poliziotto mandandolo all’ospedale con vari giorni di prognosi, oppure dei poliziotti che rischiano di morire avvelenati dal fumo per salvare la vita ad un detenuto, e nel contempo violano i regolamenti carcerari ed aprono da soli 130 detenuti per evitare una sanguinosa rivolta e strage? Il SAPPE, sindacato autonomo polizia penitenziaria ritiene che un servitore dello Stato che compie atti vergognosi in maniera cosciente e violenta debba pagare molto di più di un normale cittadino, ma se nella concitazione di momenti molto difficili, stressanti come quelli accaduti quella notte da cui dipendeva la vita e la sicurezza di tante persone avvengono atti deplorevoli, questi non possono essere misurati sempre con lo stesso metro. La parola ‘tortura’ vuol dire coercizione fisica o psicologica, per cui vorremmo chiedere a questi signori come può essere un torturatore chi salva, anche con atti riprovevoli, la vita al torturato? In queste settimane abbiamo denunciato pubblicamente le condizioni di vita in cui sono costretti decine e decine di detenuti giunti al carcere di Bari da tutta la nazione con patologie gravi(allettati, sedia a rotelle , grandi obesi) per essere curati al locale centro clinico ma buttati nelle normali sezioni detentive fatiscenti e con barriera architettoniche, anziché in ambienti igienico sanitari decenti, poiché la struttura è strapiena. Abbiamo chiesto al Presidente della Regione, all’Assessore regionale alla salute, ai responsabili dell’ASL di Bari, al Sindaco di Bari, alle autorità preposte di verificare tale situazione, ma nulla! Il SAPPE ritiene che anche quella sia ‘tortura’ nei confronti dei poveri malati, ma forse chi e responsabile di tale situazione può contare su appoggi così potenti che può starsene tranquillo e beato pensando alla propria carriera, a differenza di 11 poliziotti a 1500 euro al mese, che pensavano di aver conosciuto l’inferno lavorando per decenni nelle carceri, ma che hanno scoperto che l’inferno è fuori dal carcere, poiché vieni messo alla berlina, perdi la dignità e il sostentamento economico”.









