A Bari da giorni non si parla di altro. Il ritorno di Cassano in città dopo 16 anni, in occasione della tappa di Viva El Futbol al Teatro Team, ha spaccato in due il pensiero dei baresi. Ci ha pensato Silvio Sisto, nella consueta puntata del venerdì, a raccogliere il parere in giro.
Cassano star a Barivecchia, lancio di orecchiette come benvenuto. E lui provoca: “Chidde o’ motte” – VIDEO
Antonio Cassano accolto come un re nella sua Barivecchia. L’ex calciatore, come promesso in una recente intervista, si è recato nei vicoli della città vecchia con la moglie Carolina.
Cassano, insieme a Ventola e Adani, sarà protagonista della tappa di Viva el Futbol in programma questa sera al Teatro Team. Fantantonio mancava da tempo a Bari, esattamente da 16 anni. Ieri è stato accolto come una vera star già in aeroporto.
Questa mattina il blitz a Barivecchia. Come immortalato in un video pubblicato sui social da Contropiede, a Cassano è stato dato un benvenuto speciale, con il lancio di alcune orecchiette. Come sempre l’ex calciatore, senza peli sulla lingua, ha lanciato una provocazione, contestando l’originalità delle stràscenàte.
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Cassano: “Bari è nel mio cuore e porterò la mia famiglia nella città vecchia. Potevo tornare con Paparesta”
“Rapporto complicato con Bari? Non è così, semplicemente dal 2007 vivo a Genova con la mia famiglia, c’è anche mia madre lì. A Bari non ho più nessun altro a livello affettivo, la mia vita da 18 anni è in Liguria. Sarà molto emozionante tornare, sono legato alla città in cui sono nato, in particolare al mio quartiere, Bari vecchia. È stata la mia salvezza, mi ha fatto crescere velocemente tra quei vicoli dove da bambino prendevo a calci un pallone. Se andrò a Barivecchia? Certo. Andrò con la mia famiglia, voglio che vedano dove sono cresciuto e poi diventato uomo”.
Esordisce così Antonio Cassano nell’intervista rilasciata a La Gazzetta del Mezzogiorno a pochi giorni dal suo ritorno a Bari. Fantantonio sarà tra i protagonisti, al fianco di Adani e Ventola, della tappa di Viva El Futbol in programma al Teatro Team il 2 febbraio.
“Seguo sempre il Bari, ci mancherebbe. La mia carriera è partita da lì, è il club che mi ha lanciato nel grande calcio – aggiunge -. Questi sono anni molto infelici, non c’è alcun dubbio. I De Laurentiis si possono criticare, però la proprietà è solida e non ci sono debiti. Ciò detto, è chiaro che devono arrivare i risultati. Bari è una di quelle città del Sud che meritano il grande palcoscenico – spiega Cassano -. Quando accadrà? Non lo so, ma penso che se hai una proprietà importante prima o poi tutto viene di conseguenza. Per quanto riguarda De Laurentiis, è fondamentale avere una società solida che paga puntualmente, aspetto importante per la tranquillità dei ragazzi. Poi però servono giocatori di un certo tipo. Io non so se i De Laurentiis vogliono andare avanti, che idea hanno. La certezza è che il Bari deve tornare in serie A dove merita di stare per il suo pubblico e per la sua città. Punto e basta”.
“Se c’è stata la possibilità di tornare? Sì, con la presidenza di Gianluca Paparesta che le ha davvero provate tutte. Dopo Parma ho pensato di tornare a Bari, peraltro con un contratto importante per la B all’epoca – rivela -. Mi sarebbe piaciuto, ma ero in fase calante, ho pensato alle grandi aspettative dei tifosi e del club. Temevo di fare brutte figure e di deludere. Non me lo sarei perdonato nella mia città e a quel punto ho preferito tornare a Genova con la Sampdoria chiudendo la carriera dove già viveva. Quando parlo di calcio, il ricordo di Bari-Inter è sempre vivo nella mia mente. È il gol che mi ha cambiato la vita sotto tutti i punti di vista. Mi ha fatto diventare ricco, famoso, importante. Quel giorno rappresenta un prima e un dopo nella mia esistenza. Soprattutto, la cosa che mi piace pensare è che a distanza di 26 anni, la gente se ne ricorda ancora. Vuol dire che è stato qualcosa di unico e memorabile”.
“Potevo fare di più? Non lo so, anche se ricordo a me stesso che ho giocato in squadre come Real Madrid, Inter, Milan, Roma e che con la Nazionale ho fatto un Mondiale e tre Europei. Non rimpiango nulla, rifarei tutto, tranne la lite con il presidente della Sampdoria Riccardo Garrone quando gli ho mancato di rispetto, per fortuna chiedendogli poi scusa e chiarendo tutto – conclude Cassano -. Non ho la sensazione di avere sprecato il mio talento unico. C’è altro nella vita. Quando sono andato via dal Real, ho scelto la Sampdoria e a Genova ho conosciuto mia moglie. Se fossi rimasto a Madrid o fossi andato in un’altra squadra top, con ogni probabilità non l’avrei conosciuta e oggi non ci sarebbero i nostri figli. La mia famiglia conta di più al mondo, non le coppe che non ho sollevato. Ho sempre avuto l’idea di giocare non per vincere dei trofei, ma per divertirmi e divertire la gente. Per questo, sono felice di quello che ho fatto e del ricordo che il pubblico ha di me”.
Carcere di Trani, detenuto cerca di strangolare poliziotto e lo ferisce: è il fratellastro di Antonio Cassano
Cassano ha chiesto di andare in infermeria e il poliziotto, mentre lo stava accompagnando, improvvisamente ha sentito le mani dello stesso che gli stringeva il collo così forte da farlo svenire. Nella caduta ha urtato la testa al cancello in ferro.
Continue reading“Casa vinta al Lotto”, ma i giudici non credono a U Curte: sequestrato il tesoro del fratellastro di Antonio Cassano
Il Tribunale di Prevenzione, su richiesta del pm Lanfranco Marazia, ha confiscato il tesoretto di Giovanni Cassano, il fratellastro del calciatore Antonio che con lui non ha mai voluto avere rapporti. La difesa del 53enne, soprannominato “U curt” e con alle spalle una longeva carriera da ladro e rapinatore, ha provato ad opporsi senza successo. Pur non avendo nulla di intestato si è proceduto al sequestro di un appartamento a Bari e di un altro a Modugno, di un box auto a Bari, di una Jeep, di una Fiat 500, di una Toyota C-hr e di 7 rapporti bancari a lui riconducibili.
“Ha vissuto abitualmente con i proventi delle attività delittuose”, la tesi della Procura rafforzata da tabelle dimostrative dell’incoerenza reddituale della famiglia. Come ad esempio le 46 borse di marca Luis Vuitton, Gucci e Givenchy, le cinte, i portafogli firmati e le sei pellicce trovate a casa della figlia senza che nessuno sia riuscito a fornire delle risposte. Anche sui social gli indizi lasciati per strada sono stati tanti. Curiosa sicuramente la vicenda legata al sequestro della casa di Bari: cercato di far passare come acquistata grazie a 100mila euro vinti al Lotto.
Furti d’auto e rapine nel Barese, chieste 5 condanne: a capo della banda il fratellastro di Antonio Cassano – NOMI
La Procura di Bari ha chiesto la condanna a 8 anni di reclusione per Giovanni Cassano, 52enne fratellastro di Antonio, ex calciatore di Roma e Real Madrid Antonio con cui non ha mai avuto rapporti. Sarebbe lui a capo della banda che ha messo a segno decine di furti d’auto e rapine in appartamenti commessi tra la città di Bari, la provincia (soprattutto Monopoli, Conversano e Castellana Grotte) e la Bat. In un caso la banda riuscì a rubare 300mila euro da una cassaforte, mentre in un’occasione Cassano si sarebbe travestito con una parrucca da donna per non farsi riconoscere.
La Procura ha anche chiesto la condanna a 4 anni e 8 mesi per suo figlio Gennaro (31 anni), Michele Sciacqua (48), Dario Novelli (39) e Giuseppe Armenise (48), considerati partecipi dell’associazione. In passato Cassano, soprannominato “U curt”, era già stato condannato in via definitiva per ricettazione, furto, rapina, violenza e minaccia a pubblico ufficiale, evasione.
Case svaligiate con parrucche da donna e auto rubate: a capo della banda il fratellastro di Antonio Cassano
C’è anche Giovanni Cassano, fratellastro del calciatore Antonio con il quale non ha alcun rapporto e soprannominato “u curt”, tra gli 8 arrestati dell’operazione condotta questa mattina dai Carabinieri.
Continue readingBari, compra case e auto di lusso grazie a estorsioni e rapine: maxi sequestro al fratellastro di Antonio Cassano
Giovanni Cassano dichiarava un reddito inesistente, ma aveva case e macchine intestate ai familiari. L’indagine economico-patrimoniale ha avuto ad oggetto un periodo temporale molto ampio (2008-2022).
Continue readingBari, papà travolto e ucciso a Santo Spirito: 23enne incastrato dai testimoni
La condanna a 6 anni di reclusione è arrivata in seguito alle varie testimonianze che hanno smontato la sua tesi.
Continue readingBari, papà travolto e ucciso a Santo Spirito: il 20enne Antonio Cassano condannato a 6 anni di reclusione
Antonio Cassano, il 20enne agli arresti domiciliari dal 5 agosto per aver travolto e ucciso con il suo scooter il 47enne Gaetano De Felice, è stato condannato a 6 anni di reclusione. La vittima fece da scudo a suo figlio di 6 anni.
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