Santeramo, rapina anziano fuori dall’Ufficio Postale: arrestato 40enne

I Carabinieri della Stazione di Santeramo in Colle hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di una misura cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica del capoluogo, nella quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza nel procedimento a carico di C.F., 40enne, indagato per il reato di rapina.

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatta salva la valutazione nelle fasi successive con il contributo della difesa), il 4 aprile scorso, il 40enne avrebbe pedinato la vittima, un anziano del posto che poco prima si era recato presso l’ATM dell’ufficio postale ed aveva prelevato circa 350 euro. Dopo averlo avvicinato sulla via del rientro a casa, l’avrebbe aggredito facendolo rovinare a terra, impossessandosi infine del contante che aveva riposto nelle tasche. Presentata subito la denuncia presso la locale Stazione i Carabinieri, i militari hanno acquisito le immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza ubicati nella zona, che effettivamente riprendevano le fasi concitate dell’aggressione e i caratteri somatici dell’autore.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Manager russo arrestato al porto di Bari, respinta l’estradizione: “Mosca è in guerra”

La Corte di Appello di Bari ha respinto la domanda di estradizione proposta nei confronti del 71enne Gennadii Lisovichenko, dirigente russo arrestato nel porto di Bari su mandato di arresto internazionale emesso dall’autorità giudiziaria della Federazione russa. L’uomo, in carcere dal 20 gennaio al 25 febbraio e poi agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico in provincia di Bari, è tornato libero dal 18 marzo. I giudici hanno depositato per il momento solo il dispositivo della sentenza, le cui motivazioni si conosceranno nelle prossime settimane.

L’ex dirigente del settore petrolchimico è accusato di «abuso di potere della persona che svolge funzioni di direzione in organizzazioni commerciali» e tentata frode, per vicende relative a presunti raggiri societari risalenti al 2018. La stessa Procura generale di Bari aveva chiesto il rigetto della domanda di estradizione, «considerata la fuoriuscita, in data 10 marzo 2022, della Federazione russa dal Consiglio d’Europa che annovera tra le proprie finalità la “Tutela dei diritti dell’uomo, della democrazia parlamentare e garanzia del primato del diritto” – ha sostenuto il sostituto pg Giannicola Sinisi – nonché l’attuale impegno dello stesso Paese sul fronte di guerra con la confinante Ucraina».

La difesa di Lisovichenko, con gli avvocati Fabio Schino e Andrea Saccucci, ha invece depositato una corposa memoria basata su diversi motivi, tra i quali le precarie condizioni di salute dell’indagato, anch