Maglie, benefattrice muore e dona 3 milioni di euro all’Asl di Lecce: “Nessuna traccia dell’ospedale”

La nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani: “Su questa vicenda ho presentato una interrogazione urgente e una richiesta di audizione in Commissione sanità, perché facciano chiarezza e spieghino come e perché si è scelto di trasferire questi fondi, violando la clausola del testamento Carrapa”.

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Allarme legionella al Fazzi di Lecce, bonifica nei reparti di Psichiatria e Malattie Infettive. La nota dell’Asl

Allarme legionella nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce nei reparti di Malattie Infettive e Psichiatria. A lanciare l’allarme è stato il sindacato Fsi-Usae che ha comunicato nei giorni scorsi, attraverso una nota, il divieto di utilizzare l’acqua calda sanitaria in alcune unità a causa della contaminazione batterica.

“La presenza del batterio in un ospedale, e in particolare in unità come quelle di malattie infettive e psichiatria, dove sono ricoverati pazienti particolarmente vulnerabili rappresenta un rischio sanitario estremamente grave – si legge -. È fondamentale che l’azienda sanitaria metta in atto un piano di controllo rigoroso e trasparente per garantire la sicurezza di tutti”.

L’Asl di Lecce, dopo i risultati arrivati dal laboratorio degli esami effettuati lo scorso 1° agosto, ha fatto il punto della situazione. “Occorre prima di tutto fare chiarezza sulle date e sull’iter di bonifica che, nel caso in questione, avviene nel rispetto delle linee guida e a tutela dei pazienti – si legge nella nota -. I campionamenti per legionella vengono effettuati periodicamente, nel caso di reparti con pazienti fragili, ogni 90 giorni, come da Linee guida”. Nessuno dei pazienti al momento presenta sintomi da legionella e non emerge al momento alcun cluster, in attesa dei nuovi esami.

La Direzione Medica del Fazzi ha chiesto comunque agli Uffici dell’Area Tecnica e alla Ditta incaricata “di procedere con estrema urgenza alla bonifica dell’impianto idrico dell’intera palazzina ed alla sostituzione di tutti i terminali con contaminazione. Contestualmente è stato comunicato al Reparto Malattie Infettive il divieto di utilizzare l’acqua calda sanitaria, raccomandando l’uso dell’acqua in bottiglietta per il lavaggio dei denti e le salviettine umidificate per l’igiene personale. Nella mattinata di sabato 24 agosto sono stati avviati i lavori di bonifica dell’impianto idrico e per le prossime ore è previsto l’intervento di disinfezione con iperclonazione per cui è stato disposto il blocco dei ricoveri”.

Niente bonus per gli straordinari estivi, i medici del’Asl Bari in stato di agitazione: servizio 118 a rischio paralisi

I medici 118 dell’Asl Bari sono in stato di agitazione e minacciano di lasciare molti turni scoperti nel mese di agosto. Ieri la Regione Puglia ha respinto la richiesta presentata di un piccolo incentivo per il surmenage lavorativo legato alla carenza di medici in estate.

Per ovviare alle carenze del personale, e conciliare con le ferie estive, la Asl solitamente negli anni scorsi ha proposto un incremento importante di turni (anche 24 o 36 ore alla settimana) ma dietro compenso aggiuntivo, per tutti coloro che superano le 200 ore mensili. Per molti il monte ore è di circa 164 ore al mese.

Quest’anno la Asl ha conunicato al personale 118 che non è sufficientemente impiegato da giustificare questa spesa aggiuntiva. I medici stanno così rimodulando i turni di agosto con la premessa di non essere impiegati un minuto oltre il dovuto. Questo comporterà necessariamente il rischio, non solo dell’assenza del medico sulle ambulanze, ma forse addirittura anche nel Punto di primo intervento.

Certificato falso, visite familiari e favori dal medico di Triggiano: così “Sandrino” sfruttava il potere nell’Asl Bari

Il potere di Sandrino Cataldo, il marito della consigliera Anita Maurodinoia finito ieri agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione elettorale, era riuscito ad addentrarsi anche nell’Asl Bari. C’è infatti un altro filone parallelo che emerge dall’inchiesta che ha provocato l’ennesimo scossone politico-giudiziario nel Barese. Protagonista in questo caso è Giuseppe Siciliani, medico 70enne di Triggiano tra i 72 indagati per corruzione.

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