Bari, incendio nella notte al San Paolo vicino alla chiesa di San Gabriele: in fiamme tre ambulanze – FOTO

Attimi di paura questa notte nel quartiere San Paolo dove si è verificato un incendio nei pressi della chiesa di San Gabriele dell’Addolorata.

Le fiamme hanno avvolto tre ambulanze, andate distrutte, e sul posto sono intervenute due squadre di Vigili del Fuoco, supportate dall’autobotte e dal carro ARA per la ricarica delle bombole.

Le operazioni sono durate circa due ore. Con le ambulanze a fuoco anche alcune recinzioni e strutture attigue. La stessa chiesa era in pericolo ma i Vigili intervenuti sono riusciti a controllare prontamente le fiamme prima che le stesse potessero intaccare la parrocchia.

Omicidio Magellano a Bari, Maurizio Pastore in carcere. Il gip: “Aggressivo e litigioso potrebbe fuggire”

Il 42enne Maurizio Pastore, ritenuto l’autore dell’omicidio del 39enne Amleto Magellano, ucciso il 17 gennaio scorso a Bari, potrebbe commettere altri atti violenti, tenuto conto dell’indole “fortemente aggressiva e imprevedibile” e del fatto di essere conosciuto come “soggetto litigioso e incline all’ira”.

Per questo motivo il gip del Tribunale di Bari Giuseppe De Salvatore ha convalidato il fermo, eseguito dai carabinieri il 22 gennaio, e ha disposto la detenzione in carcere per Pastore, come chiesto dalla Procura.

Nel provvedimento cautelare, inoltre, si ritiene sussistente, oltre al pericolo di reiterazione del reato, anche quello di fuga, sia per la consapevolezza dell’indagato di essere stato riconosciuto da una testimone oculare, sia per evitare possibili ritorsioni nei suoi confronti.

Il delitto è stato commesso in strada nel pomeriggio del 17 gennaio. Pastore, hanno ricostruito fino a questo momento le indagini, sulla base del racconto di testimoni, familiari e vicini di casa e delle immagini registrate dalle telecamere di video-sorveglianza della zona, avrebbe raggiunto la vittima a piedi, colpendola ripetutamente all’addome e al torace con almeno dieci coltellate. Già un anno fa, ha raccontato la moglie della vittima, avrebbe aggredito il marito con un martello.

Movente del gesto – sempre stando al racconto della donna – una richiesta di denaro non soddisfatta. Nel disporre la detenzione in carcere, il gip ha anche confermato le aggravanti contestate dalla Procura: la premeditazione, in quanto il 42enne sarebbe uscito da casa armato di coltello, aspettando che la vittima transitasse vicino la sua abitazione – dove era agli arresti domiciliari – in modo da poter rientrare rapidamente; della crudeltà, per il numero di fendenti inflitti, almeno dieci, tutti in parti vitali del corpo. Ieri, dinanzi al giudice, l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Omicidio Magellano a Bari, Pastore resta in silenzio davanti al gip: fermo convalidato

Convalidato il fermo di Maurizio Pastore, il 42enne barese accusato di aver ucciso a coltellate il 39enne Amleto Magellano sabato scorso in via Montegrappa, nel quartiere Carrassi.

L’uomo è stato interrogato ieri dal gip e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giudice ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Pastore è accusato di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà. Fondamentale la testimonianza di una persona che ha riferito di aver visto il killer in volto con il coltello, arma del delitto, sporco di sangue.

Pastore avrebbe preteso soldi per i lavori di ristrutturazione della sua abitazione che la vittima gli avrebbe negato. All’origine del tragico delitto quindi ci sarebbe un risentimento datato

Pastore, secondo quanto ricostruito, avrebbe raggiunto la vittima alle spalle e dopo poche parole l’avrebbe colpita ripetutamente all’addome e al torace per poi fuggire a piedi. Magellano, 39 anni, è morto al Policlinico di Bari per le ferite riportate,

Fondamentali anche le dichiarazioni della moglie della vittima. La donna ha raccontato del litigio tra i due risalente ad un anno fa legato ai lavori di ristrutturazione a casa del 42enne che l’aggressore avrebbe preteso venissero pagati dalla vittima.

Stando a quanto riferito dalla moglie di Magellano, al rifiuto Pastore lo avrebbe rincorso impugnando un martello, senza riuscire e colpirlo e, nei mesi successivi, sui social avrebbe continuato a inviare messaggi – poi puntualmente cancellati – contenenti minacce e richieste di denaro.

U Bbàre, le storie dei tifosi. Oltre 700 a Cesena: “La squadra non si lascia sola ma i rinforzi?”

Prosegue il viaggio dentro e fuori gli stadi d’Italia. La rubrica U Bbàre, le storie dei tifosi arriva allo Stadio Dino Manuzzi di Cesena in occasione della trasferta dei biancorossi. Oltre settecento tifosi biancorossi presenti. Ogni cronaca narrata è un frammento di vita vissuta tra migliaia di chilometri percorsi in auto o in pullman, le ore in stazione o in aeroporto, i discorsi sui menù condivisi prima della partita – dalle lasagne agli immancabili taralli pugliesi – che si intrecciano con l’impazienza per il fischio d’inizio. In queste storie il tifoso non è un semplice spettatore ma il protagonista diretto che racconta il suo punto di vista o la sua esperienza al seguito della squadra della propria città.

Anche a Cesena i sostenitori del Bari sono stati parte attiva del match tra gli emiliani ed i pugliesi mostrando come l’attaccamento nei confronti della maglia vada oltre i dubbi, lo sconforto e la preoccupazione per un piazzamento di classifica allarmante. Pareri di fiducia nei confronti del ritorno del tecnico Moreno Longo, la cui esperienza pregressa a Bari aveva lasciato un bel ricordo.

Spaccio, furto e in giro con un tirapugni: denunce e arresti a Bari. Il report della Polizia

Nel corso degli specifici servizi di controllo del territorio ad “Alto Impatto” disposti nei giorni scorsi dal Questore di Bari, Annino Gargano, la Polizia di Stato ha intensificato le attività di prevenzione e vigilanza a tutela della sicurezza pubblica.

Nelle zone di piazza Umberto, piazza Cesare Battisti e piazza Moro sono state controllate 329 persone, di cui 97 con precedenti o segnalazioni di polizia e 64 stranieri. 3 sono state segnalate all’Autorità Amministrativa per uso personale di sostanze stupefacenti. Effettuate 3 perquisizioni personali ed 1 domiciliare. Per alcuni cittadini extracomunitari sono in corso, da parte dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Bari, approfondimenti circa la loro posizione sul territorio nazionale.

Un cittadino italiano è stato denunciato in stato di libertà per possesso di arnesi atti allo scasso e di un tirapugni. Una persona è stata tratta in arresto per spaccio di sostanza stupefacente di tipo cocaina, segnalato all’Autorità Amministrativa l’acquirente. Inoltre, 2 persone sono state sottoposte a fermo di indiziato di delitto per furto aggravato.

Effettuati 18 posti di controllo nell’ambito dei quali sono stati sottoposti a verifica 122 veicoli. Elevate 6 sanzioni per infrazioni al Codice della Strada, ritirata 1 patente di guida. Sottoposto a fermo amministrativo 1 veicolo.

Eseguite verifiche presso 2 esercizi commerciali del quartiere Umbertino, senza riscontrare irregolarità. L’attività di controllo proseguirà nei prossimi giorni, al fine di garantire condizioni di sicurezza e legalità.

Traffico di droga tra Svizzera, Spagna, Nord Europa e Italia: 9 misure cautelari. Arresti anche a Bari

Sgominata un’organizzazione internazionale che trafficava droga tra Svizzera, Spagna, Nord Europa e Italia. La Direzione distrettuale antimafia di Ancona e il Ministero pubblico della Confederazione Svizzera, con il coordinamento di Eurojust e della Procura nazionale antimafia, hanno eseguito nove misure cautelari nei confronti dei vertici e dei membri del gruppo, che operava nelle province di Macerata e Fermo con base nel Canton Ticino. Le operazioni si sono svolte a Civitanova Marche (Macerata), Fermo, Porto San Giorgio (Fermo), Milano, Treviso, Bari e in Svizzera e Danimarca.

Ad agire sono stati il Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Ancona, il Servizio centrale investigazione sulla criminalità organizzata e la polizia federale svizzera, che hanno perquisito le abitazioni degli indagati e sequestrato attività commerciali utilizzate come copertura.

Secondo gli investigatori, l’organizzazione trafficava cocaina, marijuana e hashish. La droga veniva acquistata in Spagna (hashish) e nel Nord Europa (cocaina), trasportata in Italia da corrieri e destinata principalmente alle Marche, dove complici locali la rivendevano soprattutto all’ingrosso. Le indagini hanno fatto emergere traffici anche verso altre regioni italiane.

L’inchiesta è stata condotta con attività coordinate su territorio italiano e svizzero, contatti diretti tra le polizie giudiziarie e scambi continui di informazioni, che hanno permesso di ricostruire la struttura del gruppo nonostante operasse in diversi Stati.

Bari, in coma irreversibile da due anni dopo il parto: indagati medici, ostetriche e anestesista della Mater Dei

Da quasi due anni una 38enne del Barese è in coma vegetativo irreversibile a seguito di un parto e tre successivi interventi chirurgici eseguiti nell’ospedale Mater Dei di Bari.

Per accertare se questa condizione sia stata causata dai medici che la ebbero in cura dal parto al coma, la Procura di Bari ha aperto un fascicolo per lesioni personali colpose gravi.

Sono otto gli indagati: cinque ginecologi, due ostetriche e un’anestesista. Il pm Giovanni Calamita ha disposto una consulenza medico legale per “chiarire dinamica e circostanze che hanno portato all’evento”. Il 18 febbraio ci sarà il conferimento dell’incarico.

Referendum sulla riforma costituzionale della giustizia: Leccese alla presentazione del comitato per il no

Questa mattina, nella sala consiliare di Palazzo della Città, il sindaco Vito Leccese è intervenuto alla presentazione del comitato provinciale “Società civile per il No”, che nelle prossime settimane sarà impegnato nella campagna elettorale per il referendum sui temi della giustizia.

“La partecipazione attiva dei cittadini è fondamentale per la salute delle istituzioni democratiche – ha dichiarato Leccese – e favorire spazi di confronto e approfondimento in occasione di passaggi epocali, come nel caso del referendum sulla giustizia, è un atto di responsabilità a garanzia dell’esercizio della cittadinanza attiva.

Per questo metteremo a disposizione della campagna referendaria, per ascoltare le ragioni del si è quelle del no, sia la ex Tesoreria di Palazzo della Città sia l’Urban center comunale. Perché sono convinto che tra i compiti dell’istituzione di maggiore prossimità ci sia quello di favorire processi di partecipazione e percorsi di attivazione civica su temi di interesse collettivo. In questo modo i cittadini interessati potranno partecipare con consapevolezza a un momento importante per la vita democratica del nostro Paese”.