Bari, auto contromano sull’A14: Polizia ferma 75enne e gli ritira la patente. Era in stato confusionale

Erano le prime ore di un pomeriggio festivo quando pervenivano alla sala operativa della Polizia Stradale di Bari le segnalazioni di diversi utenti circa una autovettura che percorreva contromano l’autostrada A14 dal casello di Bari Nord verso la tangenziale di Bari a velocità sostenuta.

La sala operativa ha immediatamente allertato un equipaggio del Distaccamento di Polizia Stradale di Gioia del Colle impegnato in servizio di vigilanza che, dopo aver adottato il dispositivo “Safety Car” e rallentato il traffico, ha intercettato il veicolo segnalato, attirando l’attenzione con i segnali sonori e luminosi e bloccandolo, in sicurezza, sul margine della careggiata.

Alla guida dell’auto vi era un 75enne, originario di Bari, in evidente stato confusionale, il quale ha imputato l’errore alle indicazioni del navigatore del proprio telefono cellulare. I poliziotti, dopo aver messo in sicurezza l’autostrada, hanno contestato al conducente la sanzione pecuniaria prevista dal Codice della Strada, oltre la revoca della Patente di Guida ed il fermo amministrativo del veicolo per 3 mesi.

L’episodio conferma l’importanza di prestare la massima attenzione alla guida evitando qualsiasi forma di distrazione legata all’uso di dispositivi elettronici e dando priorità alle indicazioni della cartellonistica stradale.

Bari, 9 condanne per il corteo funebre in “stile Gomorra” per Christian Di Gioia: “Becero ma non mafioso”

Un rituale stile Gomorra becero ma non mafioso. Questo è quanto si legge nelle motivazioni della sentenza relativa alle 9 condanne, con pene comprese tra un anno e 8 mesi a 2 anni e 8 mesi, inflitta dalla gup del Tribunale di Bari, Gabriella Pede, per blocco stradale in merito al corteo funebre di moto che si è tenuto a Bari, il 23 giugno 2023, dopo i funerali di Christian Di Gioia, il 27enne deceduto due giorni prima nel quartiere Japigia di Bari in un incidente stradale con lo scooter.

Quel giorno il corteo di moto scortò il feretro del 27enne fino al cimitero, passando contromano anche sotto il carcere di Bari. Non è stata riconosciuta l’aggravante mafiosa.

Per la giudice si è trattato di un comportamento “esecrabile, becero e in contrasto con le regole di civiltà, ma non connotato dalla forza intimidatrice tipica dell’agire mafioso”.

Processo Codice Interno, la Dda chiede 24 condanne da 6 mesi a 20 anni: tra loro Tommy Parisi e il boss Palermiti

La Dda di Bari ha chiesto 24 condanne e un’assoluzione al termine del processo stralcio con rito abbreviato dell’inchiesta ‘Codice Interno’, sui presunti accordi tra mafia, politica e imprenditoria.

Nell’ambito di questa indagine l’ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri, nel settembre scorso, è stato condannato in primo grado (in abbreviato) a 9 anni di reclusione per scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione: è accusato di aver raccolto a pagamento i voti da tre clan di Bari per favorire l’elezione al consiglio comunale della moglie, Maria Carmen Lorusso.

Oggi la pubblica accusa ha chiesto la condanna a pene comprese tra i sei mesi e i 20 anni di reclusione per reati contestati a vario titolo di associazione mafiosa, spaccio di droga, tentativo di omicidio, detenzione di armi, turbativa d’asta ed estorsioni.

La pena più alta è stata chiesta per Antonio Busco (20 anni); 18 anni per Riccardo Campanale e per uno dei boss del rione Japigia di Bari Giovanni Palermiti; 15 anni e sei mesi per Radames Parisi (del 1984); 13 anni e quattro mesi per Filippo Mineccia e Giuseppe Signorile. La pena di quattro anni è stata chiesta per il figlio del boss ‘Savinuccio’, il cantante neomelodico ‘Tommy’ Parisi. Tra le parti civili costituite figura il Comune di Bari. Prossima udienza davanti al gup di Bari il 6 febbraio.

Bari, Polizia Locale fuori dalle scuole. Le magagne non bastano: il metodo Palumbo scontenta tutti

Torniamo ad occuparci del servizio fornito dalla Polizia Locale di Bari all’esterno delle scuole. Con la riapertura degli istituti dopo le festività natalizie, la gestione è stata stravolta e si registrano già i primi disagi in termini di sicurezza. Siamo venuti a conoscenza dell’origine del problema, ma la certezza è una: il metodo Palumbo scontenta tutti.

Feci sui marciapiedi ridotti a latrine, a Bari situazione allarmante: e tu che fai Molly?

Anno nuovo, vecchie tradizioni. L’inciviltà continua ad essere protagonista nel 2026, soprattutto sui marciapiedi della città di Bari. Tra feci e rifiuti bisogna fare sempre attenzione a dove si cammina, uno scenario deplorevole che comporta una difficile situazione per i residenti e che regala ai turisti una cartolina vergognosa della nostra città. In via Nicolai ormai c’è un campo minato, sdrammatizziamo per non piangere.

8 gennaio “riapre” La Perla Pink, brindisi con l’amministratore truffato: “Attenzione Perrone”

Siamo solo all’8 gennaio e per poco non abbiamo già assistito all’evento dell’anno. Una data cerchiata in rosso sul calendario da diverso tempo, tutti aspettavano la riapertura annunciata in grande stile della Perla Pink anche nel cartello affisso ancora all’esterno del centro.

E indovinate un po’? Le saracinesche sono ancora abbassate, in redazione sono arrivate altre lamentele e così ci siamo recati sul posto, con l’amministratore unico Progida, per riaprirlo noi con tanto di brindisi e pasticcini.

Bari, chiuso il chiosco in piazza Risorgimento al quartiere Libertà: vendeva cibi e bevande senza concessione

Sono stati apposti ieri sera i sigilli all’attività commerciale svolta all’interno del chiosco di piazza Risorgimento, nel quartiere Libertà. L’intervento, a cura degli agenti del settore Annona della Polizia locale, si è reso necessario per la cessazione del titolo concessorio, a far data dal 31 dicembre scorso, cui nel tempo si sono aggiunte gravi e reiterate violazioni, quali la somministrazione di cibi e bevande non previste dall’accordo con l’amministrazione comunale.

Circostanza, quest’ultima, che aveva portato l’amministrazione comunale a emanare un provvedimento di chiusura già agli inizi del mese scorso, dopo una segnalazione circostanziata da parte del settore Annona.

Bari, prorogati gli abbonamenti annuali Amtab fino al 28 febbraio. Nuove agevolazioni per gli over 65 – LE INFO

Gli abbonamenti annuali Amtab, a tariffa agevolata riservati agli invalidi civili e del lavoro, invalidi di guerra e servizio, maestri del lavoro, pensionati con basso reddito e gli over 65 anni, sono stati prorogati fino al prossimo 28 febbraio come comunicato dalla stessa azienda del trasporto pubblico barese.

Per gli over 65, già in possesso di agevolazione attiva per il 2025, verrà automaticamente attivata una nuova agevolazione valida fino al 31 dicembre 2026. Si potranno acquistare online gli abbonamenti a costo zero utilizzando per la registrazione dei dati l’applicativo Muvt Card. La documentazione potrà essere scansionata e inviata anche per posta elettronica all’indirizzo [email protected], oppure per posta ordinaria a Amtab spa – Over 65 – Viale Jacobini, Z.I. – 70132 Bari.

I nuovi abbonamenti saranno rilasciati esclusivamente in formato digitale su card Muvt. La card inoltre può essere acquistata (una tantum) nell’ ufficio abbonamenti o in alternativa nelle rivendite al costo di due euro.

Nell’ufficio Amtab di via Trevisani 206, verranno rilasciati i titoli di viaggio annuali a tariffa agevolata riservati agli invalidi civili e del lavoro, invalidi di guerra e servizio, maestri del lavoro, pensionati con basso reddito, oltre ai titoli di viaggio mensili, secondo le agevolazioni previste. Per accedere agli uffici è necessario prenotarsi online, direttamente dal sito di Amtab, o telefonicamente al numero 347.442.1592.

Semestre filtro Medicina, la prima graduatoria: 350 ammessi a Bari. Le polemiche non si placano: pronti i ricorsi

Nella giornata di ieri, 8 gennaio, è stata pubblicata la graduatoria provvisoria nazionale per l’accesso al secondo semestre dell’Università di Medicina e Chirurgia. A Bari sono stati ammessi in 350 su 2500 candidati e le polemiche, dopo il semestre filtro, non si placano.

La graduatoria definitiva verrà pubblicata il 28 gennaio, chi è entrato lo ha fatto con sufficienze dirette, reintegrate o con crediti da recuperare. Si potrà immatricolare (entro il 14 gennaio) chi ha superato i tre esami previsti di Chimica, Biologia e Fisica (bestia nera come materia, superata da neppure il 15% dei candidati). Si potrà iscrivere chi è risultato idoneo, ovvero chi ha superato una prova su tre. Dovrà poi recuperare i crediti mancanti entro il 28 febbraio, con nuovi esami di fisica da affrontare. Ai non idonei non resta che ripiegare sui corsi affini.

“Ci avevano promesso ampliamento, ma la realtà è ben diversa: per qualcuno è stata una conferma, per la maggior parte degli studenti si tratta di un’esclusione che arriva dopo mesi di frequenze obbligatorie, spese, spostamenti e con delle regole ben poco chiare – le parole di Sahar Locaputo, Coordinatrice di UDU Bari -. Gli studenti hanno pagato mesi di studio, solo per essere poi esclusi da un sistema che non garantisce pari opportunità e le cui regole non sono state rese chiare dall’inizio. Come avevamo già denunciato, anche lo svolgimento degli esami ha presentato le sue criticità: mancanza di uniformità, difformità negli obblighi di frequenza, la tutela dell’anonimato non sempre è stata garantita. Insomma, un sistema sbagliato dall’inizio alla fine”.

“Un’altra grande criticità è rappresentata dalla situazione in cui si trovano tutti quegli studenti ammessi in graduatoria, ma in una città o regione diversa da quella in cui hanno frequentato fino ad oggi. Con le graduatorie definitive, previste per il 28 gennaio, sarà impossibile per questi studenti trovare una sistemazione, sia pubblica che privata, in tempo per l’inizio delle lezioni a febbraio, anche a causa dei diversi criteri adottati dalle agenzie per il diritto allo studio universitario. È responsabilità del Ministero dare disposizioni chiare per tutelare il diritto allo studio, ponendo al centro il benessere mentale e le opportunità degli studenti, e non la strenua difesa delle proprie mancanze”, conclude Sahar Locaputo.

“Come Unione degli Universitari, abbiamo lanciato un’iniziativa legale, un ricorso collettivo contro il semestre filtro – spiega Adriano Porfido, Esecutivo di UDU Bari -. È assolutamente illegittimo il modo in cui la Ministra Bernini e il Ministero hanno stravolto in itinere le modalità di composizione delle graduatorie. Invitiamo tutti gli studenti non soddisfatti dalle graduatorie a unirsi a noi e a contattarci, non siete soli”.

 

Omicidio Di Giacomo a Poggiofranco, Vassalli condannato all’ergastolo: “Ha agito con crudeltà e premeditazione”

La Corte di Assise di Bari ha condannato alla pena dell’ergastolo Salvatore Vassalli, l’operaio 60enne di Canosa di Puglia (Barletta-Andria-Trani) imputato per l’omicidio del fisioterapista 63enne barese Mauro Di Giacomo, ucciso la sera del 18 dicembre 2023.

Dopo oltre sette ore di camera di consiglio, i giudici (presidente Sergio Di Paola, a latere Michele Parisi) hanno ritenuto Vassalli responsabile di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà e dall’aver agito per motivi futili, come contestato dalla Procura, escludendo l’aggravante della minorata difesa.

Stando alle indagini della squadra mobile di Bari, coordinate dal procuratore aggiunto Ciro Angelillis e dal sostituto Matteo Soave, movente del delitto sarebbe una causa civile in corso tra la vittima e la figlia dell’imputato, per una manovra fisioterapica che avrebbe causato alla donna lesioni ad un braccio.

La sera dell’omicidio Vassalli, arrestato il 16 maggio 2024 e tuttora detenuto in carcere, attese Di Giacomo nel piazzale davanti la casa del professionista, nel quartiere Poggiofranco di Bari, e, dopo una breve discussione verbale, esplose sette colpi di pistola che colpirono la vittima al volto e alle spalle, per poi infierire sul corpo esanime di Di Giacomo – di qui l’aggravante della crudeltà – colpendo il volto con il calcio dell’arma. Le motivazioni della sentenza si conosceranno tra 90 giorni.

I giudici hanno, inoltre, condannato l’imputato a risarcire le parti civili costituite, la moglie e i due figli, assistiti dagli avvocati Michele Laforgia e Antonio Del Vecchio, con provvisionali immediatamente esecutive di 75mila euro per la moglie e 50mila per ciascuno dei due figli. “Sicuramente è stata fatta giustizia – il commento dell’avvocato Laforgia -. Nessuno può essere contento quando viene comminato un ergastolo, ma questo è stato un fatto drammatico per la famiglia e per la città”.