Tragedia a Torre a Mare, auto precipita da una scogliera in acqua: muore 20enne

Tragedia questa mattina a Torre a Mare dove un’auto è precipitata da una scogliera nei pressi di Grotta della Regina. Nella vettura era presente una ragazza di 20 anni, inutili i soccorsi dei Vigili del Fuoco e dell’ambulanza.

Sul posto sono intervenuti anche la Polizia locale e la squadra “Mare sicuro” della Guardia Costiera. Il corpo è stato recuperato dai sommozzatori che si sono aperti un varco dal cofano per il recupero del corpo. La ragazza aveva con sé ancora la sua borsetta. Non si esclude che si sia trattato di un gesto volontario.

Allarme sicurezza a Bari, spaccio e risse: divieto di accesso per 5 stranieri

Nella giornata odierna il Questore della Provincia di Bari ha emesso cinque provvedimenti di divieto di accesso a determinate aree urbane, in applicazione del D.L. 14/2017 convertito nella Legge 48/2017. I provvedimenti, di durata variabile tra uno e due anni, riguardano cittadini stranieri coinvolti in episodi di spaccio di droga, risse e minacce.

Due provvedimenti di anni 2 e di un anno sono stati disposti rispettivamente nei confronti di un cittadino egiziano e di un cittadino libanese, sorpresi con dosi di cocaina e hashish nei pressi della Facoltà di Giurisprudenza in Piazza Cesare Battisti.

Altri due divieti di accesso per la durata di due anni sono stati emessi nei confronti di due cittadini egiziani, coinvolti nella rissa nei pressi del chiosco “El Chiringuito” al Molo San Nicola. I due, sorpresi con un bastone e una bottiglia.

Un ulteriore provvedimento, della durata di due anni, di divieto di accesso in un locale sito in via Nicolai e nelle zone di pertinenza, quindi limitrofe, compresa piazza Cesare Battisti ha colpito un cittadino tunisino, accusato di minacce in un episodio avvenuto nelle vicinanze della Facoltà di Giurisprudenza.

La Questura di Bari sottolinea come tali misure mirino a garantire la sicurezza nelle zone maggiormente frequentate da studenti e cittadini, contrastando fenomeni di degrado e illegalità.

Bari, dentisti evadono tasse grazie al software per la contabilità in nero: in 29 rischiano il processo – I NOMI

Si terrà il 10 novembre, davanti al gup Antonella Carfagna, l’udienza preliminare a carico di 28 dentisti di Bari e provincia, di tre società esercenti l’attività di studio odontoiatrico, dell’ingegnere informatico di Palo del Colle (Bari) Tommaso Carbone e di una sua società, indagati per dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici.

Per l’accusa, negli anni tra il 2015 e il 2020, gli indagati avrebbero evaso imposte per oltre 6 milioni di euro. Le indagini, partite da una verifica fiscale avviata dal nucleo di polizia economico-finanziaria della finanza di Bari, hanno consentito di individuare in Carbone l’ideatore e il fornitore di un software gestionale che permetteva ai professionisti che lo utilizzavano di tenere una contabilità dei compensi ricevuti ma non dichiarati.

Il sistema gestionale avrebbe consentito di creare delle “schede cliente” nelle quali, dopo aver premuto il tasto F12 della tastiera e digitato una password, era possibile rendicontare i compensi percepiti in nero. Il gestionale permetteva anche di memorizzare la contabilità parallela su supporti esterni, rimovibili in caso di controlli e non accessibili senza prima aver premuto F12 e digitato la password.

Il sistema permetteva quindi di tenere distinti due archivi informatici: uno interno definito “gestionale” con i dati delle fatture, uno esterno chiamato “storico” per raccogliere “i dati nella loro totalità”, come spiega la finanza in un comunicato, e dunque anche quelli non annotati nella contabilità ufficiale. Carbone avrebbe anche creato delle chat per parlare con i suoi clienti, “rimandando ulteriori spiegazioni ad incontri di persona e facendo riferimento alla contabilità ‘black'”. A supporto delle indagini anche le dichiarazioni di diversi pazienti, che hanno dichiarato di aver versato importi in contanti dopo le visite senza ricevere fattura.

Ecco i dentisti indagati (uno nel frattempo è deceduto): Alberto Armenio, nato a Bari, 55 anni; Giuseppe Azzone, nato ad Acquaviva delle Fonti, 58 anni; Francesco Burdo, nato a Gravina in Puglia, 67 anni; Michele Cappiello, nato ad Altamura, 44 anni; Tommaso Carbone, nato in Venezuela, 59 anni; Giuseppe Cipollino, nato a Bari, 54 anni; Pietro Convertino, nato a Bari, 57 anni; Fabrizio Dell’Atti, nato a Bari, 43 anni; Giuseppe Di Bari, nato a Bari, 56 anni; Angela Carmela Dicillo, nata a Bari, 62 anni; Angelo Gennari, nato a Bari, 35 anni; Ercole Gennari, nato a Bari, 71 anni; Gianfranco Girardi, nato a Gioia del Colle, 46 anni; Ennio Luigi Gisotti, nato a Bari, 82 anni; Annarita Iaffaldano, nata a Conversano, 49 anni; Vanni Laselva, nato a Putignano, 47 anni; Maria Lorusso, nata a Polla, 37 anni; Roberto Maffei, nato a Bari, 60 anni; Mario Massaro, nato ad Altamura, 64 anni; Massimo Orefice, nato a Napoli, 59 anni; Valerio Partipilo, nato a Bari, 71 anni; Luigi Vinicio Quattromini, nato a Taranto, 64 anni; Michele Rinaldi, nato a Bitonto, 44 anni; Sabino Scarpelli, nato a Lanciano, 62 anni; Antonella Scorca, nata a Bari, 39 anni; Matteo Signorile, nato a Bari, 65 anni; Paolo Michele Tomasicchio, nato a Bari, 46 anni; Giuseppe Tucci, nato a Gravina, 69 anni; Annunziato Andrea Vallone, nato a Vibo Valentia, 53 anni.

La TomProject di Carbone, gli Studi dentistici Maffei, lo Studio Partipilo di Bari e lo Studio Convertino di Alberobello devono rispondere per la responsabilità amministrativa degli enti.

Bari, mistero all’ospedale Di Venere: 82enne muore ma spariscono le due fedi in oro. La denuncia della nipote

Mistero all’ospedale di Venere dove sono sparite le fedi in oro di una signora di 82 anni, deceduta nei giorni scorsi dopo essere stata sottoposta ad un delicato intervento alla milza.

A denunciare l’accaduto è stata la nipote della donna, l’attrice Luigia Caringella, nota per la partecipazione a Mudù. Durante il ricovero in ospedale sono spariti due fedi in oro giallo e oro bianco.

Sma, da Matera al Pediatrico di Bari: neonato sarà curato con un farmaco da un milione di euro

Una corsa contro il tempo, un farmaco da un milione di euro e la forza della ricerca medica: così oggi c’è una speranza per il piccolo ricoverato al Giovanni XXIII di Bari, un neonato di appena 40 giorni della provincia di Matera, colpito da atrofia muscolare spinale di tipo 1 (Sma1), la forma più grave della malattia genetica che fino a pochi anni fa condannava i bambini a non superare i due anni di vita.

Il piccolo sarà sottoposto a Zolgensma, la terapia genica più costosa al mondo – che in Italia è a carico del Servizio sanitario nazionale per tutti i bambini sotto i 13,5 kg di peso – capace, con una sola infusione, di bloccare la progressione della malattia e regalare una prospettiva di vita normale. Un successo reso possibile dalla rete tra Policlinico di Bari e Asl di Matera. Ma la vera arma vincente resta la diagnosi precoce attraverso lo screening neonatale.

La Puglia è stata la prima in Italia a introdurli in forma obbligatoria – salvo rinuncia – e per tutti i neonati, a partire dal dicembre 2021 su proposta dell’allora consigliere regionale e oggi assessore al Bilancio Fabiano Amati, consentendo fino ad oggi di diagnosticare 12 bambini e trattarne 14 tra cui un piccolo palestinese e il bimbo materano.

«Lo screening neonatale per la Sma – spiega Amati – riguarda certamente il piccolo paziente colpito e trattato in fase asintomatica grazie alla diagnosi quasi immediata, ma coinvolge l’intera famiglia. Una diagnosi precoce, infatti, non si traduce soltanto in una cura tempestiva, ma attiva un counseling sull’intera famiglia, che porta genitori e fratelli a confrontarsi con nuove consapevolezze genetiche. «È la prova che la medicina non parla mai al singolo in isolamento, ma si fa cultura della cura condivisa, capace di intrecciare scienza, etica e responsabilità familiare». «Un esempio concreto – aggiunge l’assessore pugliese – è il caso della diagnosi di Sma ad un bambino di 6 anni, fratello maggiore di un bimbo intercettato con lo stesso difetto genetico, ma in una forma più lieve tant’è che non aveva ancora sviluppato la malattia e viveva normalmente senza sapere che prima o poi la malattia avrebbe fatto sentire la sua presenza, con sintomi invalidanti. Il test neonatale per l’atrofia muscolare spinale non è soltanto uno screening clinico precoce, è un vero e proprio atto di presa in carico collettiva».

Bari a ferro e fuoco, l’ira del marocchino furioso contro “l’amico” nigeriano: “Italia vaffan****”

Siamo stati fermati dal simpaticissimo Patrick in piazza Moro. Segue i nostri video, ha voluto scattare un selfie con Antonio e abbiamo parlato con lui del tema della sicurezza in città, dopo gli ultimi episodi di cronaca e le ultime segnalazioni arrivate in redazione.

Durante l’intervista siamo stati però interrotti da un marocchino furioso che ha voluto scaricare tutta la sua rabbia con noi.

Bari, i lavori stravolgono l’anno scolastico: al Marconi lezioni anche nel pomeriggio. Scoppia la polemica

Orario scolastico stravolto con doppio turno mattutino e pomeridiano e lezioni di 45-55 minuti. Scoppia la polemica all’Istituto tecnico tecnologico e liceo scientifico Marconi-Hack di Bari.

Con una circolare il collegio dei docenti e il consiglio d’istituto hanno comunicato la pianificazione per il nuovo anno scolastico a causa dei lavori di ristrutturazione finanziati con fondi PNRR.

I turni (con lezioni da 45 minuti nella sede di piazza Poerio e da 55 minuti in quelle di via Viterbo e via Rosselli) saranno divisi in 14 ore: sette la mattina dalle 8 alle 13,15 e altre sette nel pomeriggio a partire dalle 14,15 sino alle 19,30.

“In data 11 agosto 2025  il Servizio Edilizia della Città Metropolitana di Bari comunicava che avrebbe proceduto alla cantierizzazione di tre quinti dell’edificio scolastico in piazza Poerio, al fine di accelerare il termine dei lavori in essere, finanziati con fondi PNRR – si legge nella nota -. Abbiamo chiesto subito l’immediata revoca della decisione, coinvolgendo l’Ufficio scolastico regionale, l’Avvocatura dello Stato e la Prefettura al fine di evitare ogni prevedibile disagio innanzitutto agli studenti, alle studentesse e alle loro famiglie. Tuttavia la Città Metropolitana, in qualità di ente proprietario dell’edificio, ha proceduto in totale autonomia a prendere in consegna le porzioni di edificio comprese a partire dalla via Rosselli e fino all’area corrispondente al vano ascensore (piazza Poerio)”.

“A causa della riduzione dei locali l Collegio dei Docenti e il Consiglio di Istituto, preso atto della attuale situazione logistica, non si sono potuti esimere dal dover pianificare turnazioni di frequenza (mattutine e pomeridiane) che consentano a tutti gli studenti di poter fruire del diritto allo studio – precisa l’Istituto -. Ci siamo attivati per l’istituzione di un tavolo di mediazione presso la Prefettura, affinché la Città Metropolitana adempia ai propri obblighi, ovvero garantisca l’assegnazione di locali idonei a ripristinare l’attività didattica mattutina per tutte le classi dell’Istituto”.

“Non è concepibile far fare i turni allo studente in quanto si creano grossi disagi per il trasporto pubblico (non vi è presente il mezzo diretto e pertanto chi non è ben collegato con la scuola dovrà prendere due mezzi per arrivare alle 14 )- denuncia una mamma in una lettera inviata in redazione -. I ragazzi non potranno più svolgere attività sportive agonistiche e non (sport che serve ai ragazzi per scaricare la tensione e per uno svago mentale). Poi c’è una questione anche di concentrazione (lo studio fatto di mattina porta più attenzione e concentrazione durante un compito e/o interrogazione). Potrei elencare ancora tanto ma non avrebbe senso. Potrebbero tornare ad esempio alle alla dad durante il turno di pomeriggio”.

Allarme sicurezza a Bari, no di Leccese all’Esercito nelle piazze: “C’è urgenza ma ci sono soluzioni alternative”

“Le piazze devono essere al centro della nostra attenzione e del lavoro dei prossimi mesi. Le soluzioni ci sono e noi dobbiamo impegnarci a realizzarle. Se rinunciassimo a trovare soluzioni dovremmo arrenderci ma questa parola non è presente nel nostro vocabolario”.

Queste sono le parole del sindaco di Bari, Vito Leccese, in un’intervista rilasciata a La Repubblica sul tema sicurezza dopo i recenti episodi di cronaca, con protagonisti alcuni gruppi stranieri, che hanno diffuso un clima generale di tensione e paura.

“Sin dai primi giorni del mio mandato mi sono occupato di piazza Umberto e di piazza Cesare Battisti assumendomi le responsabilità. Ho firmato un’ordinanza che ha attirato anche le critiche politiche anche della mia stessa maggioranza – le sue parole -. Ma questo non mi ha fatto desistere. È ovvio che l’amministrazione comunale può utilizzare gli strumenti a sua disposizione ma in questi mesi abbiamo sperimentato una collaborazione importante con la Prefettura e la Questura che ci vede lavorare insieme e in perfetta sinergia”.

Il Comune vorrebbe posizionare dei tavolini nelle piazze. “La nostra proposta ha destato grande curiosità e interesse e non appena si manifesteranno proposte concrete valuteremo il da farsi – continua Leccese -. È ovvio che l’occupazione dei tavoli non risolverà il problema ma sarà il primo passo per riportare le energie e la vita in quelle piazze. Serve senz’altro la repressione dei fenomeni criminali e illegali, ma non possiamo abdicare la vita di quelle aree ai presidi militari. In quelle piazze devono tornare le giostre per i bambini, i libri degli studenti universitari, il passeggio dei turisti e perché no, anche l’economia sana della nostra città”.

“Purtroppo la carenza legislativa in tal senso è un dato strutturale ormai denunciato da tutti i sindaci, indipendentemente dal colore politico. Ci tengo a dire che la sicurezza nelle piazze non può essere strumentalizzata come un tema politico né elettorale. Bisogna, appunto, trovare soluzioni, anche normative. Su questo io sono disponibile a dialogare con tutti. Avere un quadro normativo più chiaro credo sarebbe un deterrente importante per chi delinque così come dare la possibilità reale a tante persone che vivono da invisibili nella nostra città di accedere a servizi e quindi intraprendere un percorso di integrazione che sottragga le persone dalle attività criminali o dia loro un’alternativa di vita alla droga e alla miseria – ha aggiunto -. Non ho mai nascosto la polvere sotto il tappeto, né ho mai negato l’urgenza di intervenire in quelle piazze. Le critiche sono fisiologiche e importanti quando sono costruttive perché ci permettono di trovare soluzioni insieme. Altra cosa è la ridicolizzazione e la spettacolarizzazione per fini elettorali che sta portando avanti qualcuno”.

Lite per il parcheggio, corriere barese di Amazon accoltellato: fermato 68enne ad Andria

Un corriere Amazon è stato ferito con un taglierino a un braccio nel pomeriggio di ieri ad Andria, da un 68enne che lo avrebbe aggredito per motivi legati al parcheggio del mezzo di lavoro.

La vittima, un uomo di 35 anni originario di Bari, è stato soccorso dal personale del 118. Ha riportato una ferita che guarirà in massimo 15 giorni. Il presunto aggressore è stato fermato e la sua posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Secondo quanto ricostruito finora dai carabinieri intervenuti sul posto, il corriere aveva parcheggiato il furgone non lontano dal portone di un palazzo che si trova in via Sant’Andrea, per consegnare un pacco.

Il mezzo avrebbe infastidito il 68enne: tra i due è nata una accesa discussione sfociata poi nel ferimento del 35enne.

Bari, lavori in piazza Moro. KFC chiude in stazione: prevista una futura ricollocazione

Il ristorante KFC situato a Bari nei pressi della stazione centrale chiude i battenti. Aperta a luglio 2020, l’attività della più famosa catena di ristorazione statunitense specializzata in pollo fritto troverà un’altra sistemazione.

La decisione è arrivata a causa dei lavori di riqualificazione del Nodo Verde. L’annuncio è riportato in un messaggio affisso all’esterno del locale. “Il ristorante KFC Bari stazione centrale ha spento le sue friggitrici e resterà chiuso definitivamente – si legge -. Grazie ai fan per il vostro affetto. Potrete continuare a gustare il nostro pollo nei ristoranti KFC vicini”.