A Bari non si placano le polemiche sul tema della sicurezza in città dopo gli ultimi episodi di cronaca. Abbiamo incontrato e intervistato Giorgio Scannicchio, coordinatore cittadino di Italia Sovrana, il focus è incentrato sulle piazze centrali e sull’idea dell’Amministrazione di agevolare le concessioni per l’occupazione di suolo pubblico con sedie e tavolini con l’obiettivo di migliorare le condizioni di sicurezza e di decoro delle zone interessate. Il tutto durante una normale e quotidiana attività di spaccio.
Bari, il Tribunale chiude la vicenda di Villa Camilla: la struttura diventa di proprietà del Comune. Cosa accade ora
La quarta sezione civile del Tribunale di Bari ha accolto il ricorso presentato dal Comune per ottenere la restituzione di Villa Camilla, al centro di un procedimento di fallimento. L’impianto fu realizzato nel 1988 grazie ad un progetto autorizzato proprio dal consiglio comunale e ora la struttura diventa di proprietà del Comune.
Villa Camilla al momento è gestito da una società e la decisione del Tribunale non stravolge le attività attuali, ma ora sarà il Comune a gestire i rapporti di locazione con essa.
Nel 1990 è stata firmata una concessione di 90 anni per la costruzione di impianti sportivi, convenzione aggiudicata dalla società Villa Camilla. Nel 2015 la banca ha chiesto e ottenuto il pignoramento dei beni della società, nel luglio 2022 è poi arrivata la decisione della Corte di Appello di Bari che ha confermato il fallimento di Villa Camilla in primo grado invocato dalla Procura. Alla base la “natura commerciale” dell’azienda. Il Comune ha quindi avanzato la richiesta per riottenere i suoli, essendo la convenzione scaduta.
“Il suolo comunale in questione rientra nel patrimonio indisponibile del Comune perché destinato ad accogliere un’opera volta alla fruizione da parte della collettività locale anche secondo precisi accordi con gli assessorati competenti”, si legge nella sentenza dei giudici. Al Comune dovrà essere anche versata la somma di 120mila euro per il contratto di locazione dal settembre del 2022 ad agosto del 2023.
Bari, vuole trascorrere i domiciliari a casa della fidanzata. No del Tribunale: Palermiti jr resta in carcere
Eugenio Palermiti junior, nipote 21enne del boss omonimo del quartiere Japigia di Bari, resta in carcere. Nei giorni scorsi il Tribunale di Bari ha respinto la richiesta presentata dalla sua difesa per trascorrere i domiciliari a casa della fidanzata a Termoli.
Palermiti jr è stato arrestato lo scorso 17 gennaio per porto e detenzione abusiva di arma da fuoco, aggravato dal metodo e dall’agevolazione mafiosa, nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Antonella Lopez, la ragazza uccisa per errore il 22 settembre 2024 al Bahia Beach di Molfetta dal 21enne reo confesso Michele Lavopa.
La giovane è stata uccisa per sbaglio in un regolamento di conti tra Lavopa, ritenuto vicino al clan Strisciuglio, e Palermiti, rimasto ferito lievemente. Tra loro c’erano stati screzi in passato. In discoteca è nato un diverbio tra le due comitive, Lavopa ha estratto la pistola e ha fatto fuoco, uccidendo la 19enne.
Corteo pro Palestina a Bari, scontri tra polizia e manifestanti: tensione davanti al consolato israeliano
Scontri tra polizia e manifestanti pro Palestina durante la manifestazione che si è tenuta ieri sera a Bari. Centinaia di attivisti si sono dati appuntamento al molo San Nicola, sul lungomare, poco dopo le 19.
Alcuni poi si sono spostati in corteo e, dopo aver attraversato corso Cavour, hanno raggiunto la sede del consolato israeliano al grido di “Free Palestine”.
Sui social sono stati diffusi alcuni video degli scontri. Non si registrano feriti, anche se i manifestanti hanno parlato di “manganellate”.
Tragedia a Bari, bimbo di 3 anni muore per meningite. L’Asl: “Non era vaccinato”
“Dalle prime valutazioni cliniche si ipotizza, come causa del decesso, una sepsi fulminante da meningococco e sono attualmente in corso le analisi di laboratorio e gli approfondimenti diagnostici per confermare la causa dell’infezione. Il Dipartimento di Prevenzione della ASL di Taranto ha comunque già attivato tutte le procedure previste per la sorveglianza epidemiologica e la profilassi dei contatti stretti, nel pieno rispetto delle normative vigenti. Secondo le informazioni attualmente disponibili, il bambino non risultava vaccinato contro questo agente patogeno”.
Questa la nota diffusa dall’Asl di Taranto dopo la morte del bimbo di tre anni deceduto ieri mattina all’ospedale pediatrico ‘Giovanni XXIII’ di Bari probabilmente a causa di una meningite.
Come spiega la Asl di Taranto in una nota, il piccolo era arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto nel pomeriggio di mercoledì ed era stato ricoverato nel reparto di Pediatria. Le sue condizioni sono peggiorate e, intorno alle 22, è stato disposto il trasferimento a Bari. Nelle prime ore di ieri il bambino è morto.
I genitori hanno presentato denuncia alla polizia, la Procura di Bari ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità nella morte del piccolo. La salma, su disposizione della Procura, si trova nell’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari e nei prossimi giorni dovrebbe essere eseguita l’autopsia.
Bari, ragazzo strattonato e derubato all’Università davanti alla compagna: arrestato 19enne tunisino
Nel pomeriggio del 2 settembre 2025, la Polizia di Stato è intervenuta nei pressi del parco “Rossani” fermando un giovane extracomunitario, ritenuto responsabile di una rapina ai danni di un ragazzo, avvenuta lo scorso 30 agosto nei pressi dell’Università.
Si evidenzia che questi sono accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.
Il ragazzo, mentre si trovava in compagnia della propria compagna, è stato improvvisamente avvicinato da due individui che, dopo averlo strattonato, hanno strappato dal collo una collanina d’oro, dandosi immediatamente alla fuga.
Grazie alla prontezza della vittima e dei testimoni, è stato possibile fornire una descrizione accurata dei responsabili. Attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza e le attività investigative, gli agenti della Squadra Volante sono riusciti a rintracciare e bloccare il sospettato, accompagnato successivamente presso gli uffici di polizia per le procedure di identificazione.
Gli accertamenti hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico del giovane, già noto alle forze dell’ordine per precedenti episodi simili.
Proseguono le indagini per verificare eventuali responsabilità in altri episodi analoghi, avvenuti nella zona.
È importante sottolineare che i procedimenti si trovano nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.
Tragedia a Bari, bimbo di 3 anni muore per meningite: la Procura apre un’inchiesta
Tragedia questa mattina all’alba a Bari. Un bimbo di tre anni è morto per meningite. I genitori si sono presentati al Pronto soccorso di Taranto, i medici si sono accorti subito della gravità della situazione e hanno disposto l’urgente trasferimento al Pediatrico di Bari.
Per il piccolo purtroppo non c’è stato nulla da fare. La Procura di Bari ha aperto un’inchiesta dopo la denuncia dei familiari, un medico legale effettuerà un’ispezione cadaverica.
Bari, arriva lo smartwatch contro la violenza di genere: localizza e chiamare i soccorsi in caso di emergenza
Arriva anche a Bari il progetto ‘Mobile Angel’, uno smartwatch con geolocalizzatore per aiutare le donne vittime di violenza di genere. Il dispositivo, già adottato in altre città italiane, è collegato 24 ore al giorno con la centrale operativa dei carabinieri e permette a una pattuglia di intervenire velocemente in caso di alert, attivato dalla potenziale vittima.
Il dispositivo si attiva anche in caso di un brusco movimento, come uno strattonamento. L’iniziativa del ‘Mobile Angel’ è stata finanziata dalla Regione Puglia con 100mila euro, al momento sono disponibili 25 dispositivi.
“Si tratta di un oggetto concreto di prevenzione, non tanto del reato, ma serve per ridurre i danni e permettere un intervento immediato e per aiutare la persona offesa a capire che c’è uno Stato presente”, ha detto in conferenza il Procuratore di Bari, Roberto Rossi. “Si tratta di un semplice strumento, come uno smartwatch, che consente alla donna che decide di denunciare di avere un ulteriore alleato, che fa sentire la presenza dello Stato”, ha dichiarato il comandante provinciale di Bari dei Carabinieri, Gianluca Trombetti.
“È importante – ha aggiunto Trombetti – che questo sistema veda la collaborazione dei centri antiviolenza, che sono il termometro del territorio rispetto a questo fenomeno deprecabile” della violenza di genere.
“Questo strumento – ha affermato Ruggiero Mennea, consigliere regionale con delega al Welfare – cerchiamo di eliminare lo spazio di rischio che le donne possono subire. Si tratta di una scommessa collettiva che dovrà sensibilizzare i cittadini, che devono diventare cittadini attivi”.
Nel 2024 in Puglia, come ha spiegato la direttrice del dipartimento Welfare della Regione, Valentina Romano, ci sono stati oltre 2700 nuovi accessi di donne ai centri antiviolenza: “Un dato importante però – ha spiegato – è la diminuzione del ritiro delle denunce, significa che esiste una maggiore fiducia nelle istituzioni e nel sistema” di collaborazione “di pubblico e privato, nei centri antiviolenza, che le può aiutare”.
Il progetto ‘Mobile Angel’ a Bari prevede la collaborazione di Soroptimist International, un’organizzazione di donne impegnate in attività professionali e manageriali che promuove l’avanzamento della condizione femminile attraverso la presa di coscienza, il sostegno e l’azione contro gli abusi e le violenze di genere.
Comune di Bari, il centrodestra all’attacco: “Bocciature per 5 assessori”. Chiesta sostituzione al sindaco Leccese
“Primo anno di giunta Leccese: sonore bocciature per molti assessori”. È questa la sintesi delle valutazioni operate dai gruppi consiliari di centrodestra, sugli assessori scelti dal sindaco Leccese.
“Dopo un anno dall’incarico ricevuto, molti assessori non ricevono l’apprezzamento dei consiglieri comunali di minoranza e altri, addirittura, non possono neppure essere valutati in ragione della poca consistenza delle iniziative realizzate – si legge nel comunicato -. Oggi in conferenza stampa, è stata quindi avanzata la richiesta al sindaco di sostituzione di alcuni assessori (Romano, Perlino), di cambio deleghe per altri (Grasso) e di riconsiderazione di taluni assessori (Petruzzelli, Iacovone, Palone)”.
“La Città di Bari non può permettersi di avere 10 assessori e una giunta insufficiente, in presenza dei tanti problemi ereditati dal precedente Sindaco Decaro – aggiungono -. Chiediamo quindi al Sindaco Leccese di fare una profonda riflessione rispetto alle scelte effettuate un anno fa, perché Bari non può aspettare e perdere altro tempo. Serve un cambio di passo nell’azione amministrativa comunale”.
Bari, nuovo sistema con intelligenza artificiale contro l’abbandono dei rifiuti: individuati 800 conferimenti illeciti
La ripartizione Tutela ambiente e la Polizia Locale rendono noto il report del primo mese di attività del nuovo sistema di videosorveglianza mobile di ultima tecnologia, con piattaforma gestionale integrata supportata da intelligenza artificiale, dedicato al contrasto agli errati conferimenti e all’abbandono dei rifiuti in ambito comunale.
Il nuovo sistema del tipo “Multivideo Trappola”, costituito da 11 postazioni dotate in totale di una quarantina di fototrappole, è attivo dallo scorso agosto. Nel dettaglio, dal 3 agosto al 2 settembre, in 30 giorni di funzionamento, le telecamere hanno rilevato quasi 800 conferimenti illeciti di rifiuti: 501 abbandoni a mano e 295 episodi in cui sono state individuate le targhe dei mezzi usati per lo smaltimento non corretto.
“Oggi disponiamo del primo bilancio del nuovo sistema, attivato in via sperimentale per un anno, che consente un controllo più preciso ed efficace del territorio, nell’ottica della prevenzione e del contrasto dei fenomeni di abbandono illecito di rifiuti – sottolinea l’assessora al Clima, all’Ambiente e alla Transizione ecologica Elda Perlino -. I primi dati ci dicono che le 11 postazioni entrate in funzione a inizi agosto, hanno catturato con le telecamere ben 800 abbandoni in 30 giorni, producendo più video per ogni episodio, da diversi punti di vista, e consegnando alla Polizia Locale i migliori fotogrammi, anche delle targhe, per procedere con l’individuazione dei trasgressori e, dunque, con le contestazioni. Le telecamere, purtroppo, hanno ripreso tantissimi comportamenti illeciti, dall’abbandono del sacchetto fuori dai cassonetti agli ingombranti scaricati nelle campagne: mobili, lavandini, materiale edile. Questa è l’ennesima iniziativa di contrasto all’abbandono illecito dei rifiuti messa in campo dall’amministrazione comunale in funzione non solo repressiva ma anche preventiva, soprattutto nelle zone più critiche della città o dove registriamo una minore collaborazione dei cittadini. Le postazioni, voglio ricordarlo, sono mobili e si sposteranno nei prossimi mesi in tutta la città, dal centro alle zone più periferiche e a ridosso delle campagne. Faccio, quindi, ancora un appello ai baresi e a chi raggiunge ogni giorno la nostra città, affinché abbiano davvero a cuore la tutela dell’ambiente, oltre che il decoro urbano”.
“Le nuove telecamere rappresentano uno strumento in più, potente e capillare, a disposizione degli agenti della Polizia Locale, che continuano quotidianamente a presidiare il territorio, con azioni di controllo e di sensibilizzazione – dichiara l’assessora alla Vivibilità urbana e Protezione civile Carla Palone -. L’uso delle nuove e più moderne tecnologie ci fornisce, ora, un grande supporto, che si affianca all’attività quotidiana del nostro nucleo antidegrado, che da mesi attraversa strade, piazze e campagne. Solo ieri gli agenti hanno scoperto e sanzionato un’impresa che abbandonava rifiuti a Japigia e che, oltre a pagare una sanzione di 6750 euro, sarà costretta a risarcire Amiu del costo sostenuto per lo smaltimento dei rifiuti lasciati per strada illecitamente. Spesa che, senza l’intervento della Polizia Locale, sarebbe invece gravata sulle finanze di noi baresi. Auspichiamo che l’azione congiunta degli agenti su strada e delle fototrappole, ora potenziate, faccia capire davvero a tutti che le regole vanno rispettate”. Nella giornata di ieri, infatti, il nucleo Ecologia della Polizia Locale ha scoperto il responsabile di un consistente abbandono di rifiuti, provenienti da un’attività edile.
Il materiale di scarto, abbandonato nei pressi e all’interno di cassonetti stradali nel quartiere Japigia, raccolto anche in bustoni neri, era composto da guaine, imballaggi di cartone e altro materiale riconducibile all’impresa, con sede in un Comune dell’area metropolitana di Bari. Al trasgressore, dipendente dell’impresa, è stato contestato il reato di abbandono di rifiuti, sanzionato dall’articolo 255 del Codice dell’ambiente, che prevede l’arresto da sei mesi a due anni o l’ammenda da tremila a ventisettemila euro. I rifiuti sono stati recuperati dall’Amiu, che provvederà allo smaltimento e all’addebito della spesa all’impresa.









