Bari, rubati adesivo e spilla dalla tomba di Mimmo Bucci. Lo sfogo della mamma: “Miserabile erano lì da 18 anni”

“Quando siamo arrivati davanti alla lapide di Mimmo ci accorgiamo che avevano rubato due piccoli oggetti (un bell’adesivo dell’apparizione della Madonna di Lourdes e una spilletta di Don Bosco ) che erano lì da 18 anni.  Per me che li avevo posizionati lì avevano un significato importante”.

Inizia così la denuncia social di Francesca Lozito Bucci, mamma di Mimmo Bucci, cantautore barese morto tragicamente nel 2007, all’età di 31 anni, dopo essere stato travolto sul lungomare Nazario Sauro di Bari da una moto.

“Ora voglio dire a te MISERABILE che te ne fai di questi oggetti???? Giusto il gusto di aver fatto una bravata per giunta in un luogo che per noi è SACRO… per te forse è un luogo dove passare il tuo tempo inutile. Strun…”, si legge nella parte finale del post.

Policlinico Bari, terapia innovativa per il trattamento delle ustioni gravi: bimba di 18 mesi guarita in 35 giorni

Al Policlinico di Bari è attivo un modello terapeutico innovativo per il trattamento delle ustioni gravi, basato sull’integrazione tra escarolisi enzimatica precoce e chirurgia biorigenerativa. Una combinazione avanzata di tecniche mini-invasive che consente di evitare interventi di chirurgia tradizionale, ridurre il rischio di complicanze, abbreviare i tempi di guarigione e migliorare la qualità degli esiti cicatriziali, anche nei pazienti pediatrici.

“L’escarolisi enzimatica precoce permette di rimuovere il tessuto necrotico causato dall’ustione in modo selettivo, sfruttando l’azione di enzimi specifici che agiscono solo sulla parte danneggiata. Questo consente di preservare il derma vitale residuo e di intervenire entro le prime 24 ore, riducendo drasticamente il rischio di infezioni sistemiche e il peggioramento del quadro clinico”, spiega il direttore del Centro Ustioni, Giulio Maggio.

Una volta rimossi questi tessuti, entra in gioco la chirurgia biorigenerativa. “Attraverso matrici biostimolanti – aggiunge il dottor Maggio – membrane biologiche o biosintetiche, che vengono applicate direttamente sulla lesione e restano a contatto per circa 15-20 giorni, è possibile stimolare il processo di rigenerazione spontanea delle aree ustionate, con minori traumi per il corpo del paziente, una riduzione delle infezioni e cicatrici meno invalidanti. Nel trattamento delle ustioni, questo significa evitare grandi rimozioni chirurgiche nonché il prelievo di cute da altre parti del corpo per effettuare innesti, come avviene nella chirurgia ricostruttiva tradizionale”.

L’ultimo caso trattato con successo al Policlinico è quello di una bambina di appena 18 mesi, ricoverata con ustioni intermedio-profonde estese al 40% della superficie corporea, provocate da un incidente domestico. È stata trattata con questo protocollo terapeutico integrato, che ha permesso la guarigione completa in appena 35 giorni, senza complicanze e senza ricorrere a trapianti cutanei.

Bari, un divieto di ritorno e tre daspi urbani. Provvedimenti della Polizia anche a Turi e Monopoli

Intensificata attività di contrasto alla criminalità della Polizia di Stato attraverso l’adozione di mirate misure di prevenzione, finalizzate a garantire la sicurezza pubblica e la tutela del territorio.

Negli ultimi giorni sono stati notificati otto avvisi orali a carico di persone gravate da precedenti di polizia, a seguito di reati commessi di recente, ritenute socialmente pericolose.

Sul fronte del controllo del territorio, sono stati adottati tre provvedimenti di divieto di ritorno, due nel comune di Turi e uno nel comune di Bari, nei confronti di persone sorprese in flagranza di reato per delitti contro il patrimonio e per spaccio di sostanze stupefacenti.

A ciò si aggiunge una proposta di Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, che si inserisce nel solco delle cinque già avanzate nel mese di luglio, rivolta a persone sistematicamente dedite a condotte delittuose dalle quali traggono sostentamento economico.

Nell’ambito della prevenzione urbana, sono stati infine adottati quattro provvedimenti di DASPO urbano. Tra questi, uno ha riguardato l’inibizione di accesso ad un pub del comune di Monopoli, mentre altri tre hanno colpito persone destinatarie di divieto di accesso a esercizi pubblici nel territorio del comune di Bari.

Le misure, emesse dal Questore di Bari, rientrano in una strategia più ampia volta a rafforzare la sicurezza sul territorio e a prevenire ogni forma di illegalità, con particolare attenzione ai contesti urbani e alle manifestazioni pubbliche.

Bari, il sindaco Leccese consegna le chiavi della città a Francesca Albanese: “Bari città di pace è al tuo fianco”

Si è svolta questo pomeriggio, nel teatro comunale Piccinni, la cerimonia di consegna delle chiavi della città a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati. A consegnarle il riconoscimento è stato il sindaco di Bari Vito Leccese. Di seguito il testo dell’intervento pronunciato dal sindaco:

“Sono 147 su 193 i Paesi membri delle Nazioni Unite che riconoscono lo Stato di Palestina. Il prossimo settembre, con il riconoscimento da parte di Francia, Regno Unito e Malta, diventeranno 150, cioè il 75% dell’organismo multilaterale più rappresentativo al mondo. Il nostro Paese, purtroppo, non è tra questi. “Non è ancora il tempo dello Stato Palestinese”, dice il Governo italiano e lo conferma il ministro Tajani in un’intervista pubblicata ieri dal Corriere della sera.

Il ministro, pur ammettendo l’importanza formale e sostanziale del riconoscimento, sostiene che non ci siano ancora i presupposti concreti. Ma allora mi chiedo, se non ora quando? Una domanda che, nella sua semplicità, racchiude tutta la potenza di un’azione agognata, urgente, necessaria. In tanti sappiamo che questa frase è il titolo di un libro di Primo Levi, ma forse non tutti conosciamo che la frase completa, attribuita al rabbino Hillel, recita pressappoco così:

“Se io non sono per me, chi sarà per me? E se io sono solo per me stesso, cosa sono? E se non ora, quando?”. Interrogativi che ci richiamano alla forza della responsabilità individuale e al valore di riconoscersi persone nella relazione con l’altro, in quell’interdipendenza che ci rende esseri sociali dotati non solo di voce ma di parola, come ci ha insegnato Aristotele. La voce, infatti, è in grado di esprimere il dolore e il piacere, e appartiene a tutti gli esseri viventi; ma solo la parola è in grado di mostrare l’utile e il dannoso, come anche il giusto e l’ingiusto. E questo è prerogativa esclusiva degli esseri umani.

È questo che ci distingue da tutti gli altri animali: la percezione del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto. Ecco, allora oggi voglio utilizzare una parola molto semplice per trasferire a tutti voi il senso della nostra presenza qui: Grazie. E la rivolgo, insieme a voi, alla nostra ospite, Francesca Albanese. Grazie Francesca, perché le tue parole, in questi mesi, ci hanno restituito fiducia negli esseri umani. Grazie e benvenuta a Bari. La nostra città operatrice di pace, nel tempo e nei solchi della storia non si è mai sottratta alla lotta per la libertà e per la democrazia. Qui, in questo teatro, 81 anni fa, si sono scritte le prime pagina dell’Italia liberata.

Qui a Bari sono custodite le ossa di San Nicola, il vescovo di Myra che tiene insieme l’oriente e l’occidente, e sui valori di solidarietà e fratellanza tra i popoli e le religioni la città ha costruito la propria identità. Siamo consapevoli di non avere né competenze in materia di relazioni internazionali né gli strumenti e la forza per cambiare il mondo e per incidere, come vorremmo, su quanto sta accadendo in Palestina, ma voltarsi dall’altra parte, per noi, non è mai stata una possibilità.

Abbiamo la voce e vogliamo utilizzarla. E lo stiamo facendo da tempo. Il Consiglio comunale di Bari ha preso una posizione forte e chiara con un ordine del giorno che condanna i crimini di guerra nella Striscia di Gaza, e dichiara non gradita la partecipazione di Israele alla Fiera del Levante fino a quando non cesseranno l’intervento militare e la sistematica violazione dei diritti umani. Decisione che segue una mozione di gennaio che impegnava a richiedere al Governo italiano il riconoscimento dello Stato di Palestina, in linea con le risoluzioni delle Nazioni Unite e il diritto internazionale. Nello stesso giorno, abbiamo conferito le chiavi della città a Wael Al-Dahdouh, giornalista palestinese, per il suo impegno costante nel documentare le atrocità commesse dall’esercito israeliano, nonostante le dolorose perdite personali e il martirio della sua famiglia.

Ma la nostra collaborazione con il popolo palestinese non è cronaca di oggi. Da qualche anno Bari è gemellata con la città di Beit Jala, città cristiana alle porte di Betlemme, in Cisgiordania, nella comune devozione a San Nicola. Dal 2020, inoltre, il Comune di Bari guida il progetto COOP4WaterRights, che aveva come obiettivo la realizzazione delle condotte per fornire servizi idrici alla città di Khan Younis, nella Striscia di Gaza. A regime le infrastrutture avrebbero garantito l’accesso all’acqua potabile a oltre 15.000 persone.

Insomma, dal sud dell’Italia, dalla città di Bari, dalla città di Tony La Piccirella, il nostro portatore di speranza, dalla città del presidio settimanale delle donne in nero, cerchiamo di dare il nostro contributo, consapevoli che le nostre azioni possano sembrare gocce nell’oceano ma per noi sono espressione di quel dovere morale che ci spinge a denunciare quello che sta accadendo e a richiamare l’attenzione di chi può e deve fare qualcosa… ma invece continua a tacere.

Per questo, oggi, sono orgoglioso di conferire le chiavi delle città a Francesca Albanese, a testimonianza della ribellione civile di una comunità pacifica e accogliente come quella di Bari, che non ha scelto da che parte stare, semplicemente perché non ci può essere una parte da scegliere quando davanti agli occhi del mondo si sta consumando un genocidio. Non si può tacere ancora.

“Per anni ho rifiutato di utilizzare questa parola: “genocidio” – ha detto David Grossman qualche giorno fa -. Ma adesso non posso trattenermi dall’usarla….. io voglio parlare come un essere umano che è nato dentro questo conflitto e ha avuto l’intera esistenza devastata dall’Occupazione e dalla guerra…E ora, con immenso dolore e con il cuore spezzato, devo constatare che sta accadendo di fronte ai miei occhi. Genocidio”.

Per questo è nostro dovere riconoscere e accogliere nella nostra città Francesca Albanese, nel Suo ruolo di Relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, che da tempo, forte di un lavoro rigoroso e puntuale, denuncia con coraggio ciò che è sotto gli occhi di chiunque creda ancora nella verità e nella giustizia: quello in corso da quasi due anni nella Striscia di Gaza è un genocidio pianificato, tecnologicamente avanzato, voluto dal Governo israeliano con l’obiettivo di annientare il popolo palestinese.

Francesca Albanese porta avanti il suo impegno, fondato su un mandato ricevuto dal Consiglio dei Diritti umani delle Nazioni Unite, per riaffermare la centralità del diritto internazionale nelle relazioni geopolitiche e per rompere, si spera una volta per tutte, il muro di indifferenza che rischia di anestetizzare definitivamente le nostre coscienze. E di questo le siamo grati, profondamente grati.

Con straordinaria tenacia, Francesca Albanese sta tentando di ricondurre tutte le democrazie del mondo alle proprie responsabilità. Responsabilità sancite da trattati e convenzioni internazionali. Lo fa contrapponendosi alla brutalità e alla barbarie che si consumano incessanti in particolare nella Striscia di Gaza, dove la negazione sistematica dei diritti fondamentali degli esseri umani sembra essere diventata la normalità.

Di fronte a decine di migliaia di vittime innocenti, alla distruzione di ospedali e presidi sanitari, al blocco degli aiuti umanitari, agli spari sulla folla in fila per un pugno di farina, ai bambini che muoiono, letteralmente, di fame tra le braccia dei loro genitori, nel 2025 tocchiamo con mano l’abisso dell’umanità.

Siamo fuori tempo massimo. Non c’è più spazio per silenzi, tentennamenti, omissioni e mistificazioni: tutti siamo chiamati a condividere la responsabilità morale di fermare il massacro dei civili inermi, riportare la pace in Palestina e garantire finalmente al suo popolo il diritto alla vita e al futuro. La Città di Bari, che fonda la propria identità sui valori nicolaiani di accoglienza e pace e che ha già espresso la propria solidarietà al popolo palestinese, abbraccia idealmente Francesca Albanese e, con lei, tutte le donne e gli uomini che operano per la pace e la convivenza pacifica tra i popoli. La consegna delle Chiavi della città, dunque, è un gesto simbolico per affermare che Bari è al fianco di Francesca Albanese, la prima esponente delle Nazioni Unite destinataria di sanzioni da parte di uno Stato. In 80 anni di storia dell’ONU non era mai accaduto. Mai! A stabilire questo assurdo e pericoloso primato c’ha pensato il Segretario di Stato americano con queste motivazioni “ La campagna di guerra politica ed economica di Albanese non sarà più tollerata”. Parole durissime che puntano a creare il vuoto intorno a una persona, condannandola pericolosamente all’isolamento. Un fatto senza precedenti che testimonia quanto il suo lavoro di ricerca e documentazione abbia toccato il cuore di un sistema aberrante di interessi economici e politici, svelando l’ipocrisia di una narrazione consolidata e fallace.

Con questo gesto simbolico, dunque, desideriamo che Francesca Albanese, d’ora in avanti, possa sentirsi a casa ogni qualvolta vorrà tornare a Bari”. In calce il testo che accompagna le chiavi della città di Bari conferite a Francesca Albanese: A Francesca Albanese per il suo impegno incessante a tutela dei diritti del popolo palestinese. Bari, città di pace, è al suo fianco nel riaffermare la centralità del diritto internazionale e denunciare la brutalità e la barbarie che da quasi due anni si consumano sui civili inermi nella Striscia di Gaza. Il sindaco di Bari con riconoscenza”.

“Sono onorata di ricevere queste chiavi, sappiate che intendo usarle”. Lo ha detto Francesca Albanese relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, sanzionata dagli Stati uniti perché accusata di promuovere una campagna politica ed economica contro gli Usa e Israele, ricevendo dal sindaco di Bari, Vito Leccese, le chiavi della città. “Questo è un gesto simbolico – ha detto Lecce – per affermare che Bari è al fianco di Francesca Albanese relatrice speciale delle Nazioni Unite oggetto di sanzioni”. “Queste chiavi sono simboliche – ha detto Albanese – ma le sanzioni americane non sono un atto simbolico, non hanno precedenti, creeranno il congelamento di tante mie relazioni, sono tecniche di intimidazioni mafiose, ma io so come reagire. Schiena dritta, testa alta e assieme. È il solo modo per resistere alle intimidazioni – ha detto – Da figlia del Sud conosco bene le piaghe della criminalità organizzata. Cosa ci insegna la Puglia, Bari, o la Sicilia? Che alla mafia si resiste tutto assieme, a testa alta e schiena dritta”. “La Palestina ci sta mettendo davanti al futuro della mancanza di legalità. Il governo è corresponsabile di quello che sta succedendo. A dispetto di quello che hanno asserito giuristi, avvocati, portatori di un atto di diffida nei confronti del governo chiedendo la sospensione del memorandum di intesa, il governo persiste nel suo sostegno”. “È necessario un risveglio delle coscienze – ha concluso -Bisogna sostenere le azioni di ripristino della legalità anche passando dall’azione giudiziaria. Il genocidio è un crimine riconosciuto anche dall’Italia”.

Bari, costretta a pagare il caffè a piacere dimentica il grattino: “La Polizia Locale multa me e non scaccia gli abusivi”

“Volevo raccontarvi ciò che mi è accaduto. Sono andata in centro e ho parcheggiato al Chiringuito e ovviamente c’erano i soliti stranieri che volevano soldi per il parcheggio. Vedendo questa scena non mi sono preoccupata che il parcheggio fosse a pagamento (stupidamente) e, anche non volendo,  ho dovuto dare soldi a loro perché temevo che potessero farmi del male o arrecare danni alla macchina”.

Inizia così la segnalazione arrivata in redazione da parte di una giovane lettrice. “Al mio ritorno ho trovato una multa da 40 euro e gli uomini di prima sostavano ancora là chiedendo soldi a chiunque – si legge -. Il ruolo della polizia locale a parte fare multe qual è? Solo fare multe evidentemente perché queste persone andrebbero cacciate dal suolo pubblico”.

“Magari non tutti possono permettersi o in quel momento hanno soldi per pagare questi soggetti e di conseguenza rischiano violenza diretta o indiretta – conclude -. Io vorrei che il sindaco fantasma facesse qualcosa in merito, ma già vederlo è una rarità”.

Torre a Mare, la bomboniera di Decaro sporca e invivibile. L’ira dei pensionati: “Niente più voti”

Dopo diverso tempo siamo tornati a Torre a Mare. Nel quartiere di residenza di Antonio Decaro, ex sindaco di Bari e oggi eurodeputato e presidente della commissione Ambiente dell’Eurocamera, dilaga la sporcizia.

La zona è diventato invivibile, ma non è l’unico problema emerso. Torre a Mare sembra essere dimenticata dall’Amministrazione e questo stona fortemente visto il legame di Decaro. A sostenerlo sono diversi pensionati che abbiamo incontrato e intervistato.

Brindisi, difende il suo cane dal pitbull dei vicini e viene aggredito: 17enne perde un dito. Inutile la corsa a Bari

Un ragazzo di 17 anni è stato trasportato al pronto soccorso del Perrino di Brindisi con un dito amputato dopo aver difeso il suo cane dal pitbull dei vicini. Il giovane stava camminando e d’istinto si è frapposto tra i due animali.

Il pitbull lo ha azzannato e il 17enne ha perso il mignolo della mano sinistro. Da Brindisi è stato trasportato al reparto di Ortopedia e Traumatologia del Policlinico di Bari, il danno riportato è risultato essere troppo grave e non c’è stata la possibilità di intervenire chirurgicamente per restituire il dito.

Imposta di soggiorno in Puglia, 23 milioni di euro incassati nel 2024: Bari al primo posto. Poi Vieste e Lecce

Nel 2024 sono 23 i milioni di euro incassati, in totale, dai 50 Comuni pugliesi che adottano l’imposta di soggiorno: + 30% rispetto al 2023. A contribuire a questa crescita l’introduzione dell’imposta a Bari avvenuta il primo ottobre del 2023. Nel 2024 il capoluogo pugliese fa registrare il dato della somma più alta ricevuta con oltre 3,6 milioni di euro.

Al secondo posto Vieste, con 3,3milioni di euro. Segue Lecce con 1,8 milioni di euro e poi Fasano, con 1,4 milioni di euro, e che nel 2024 ha ospitato il G7. Il report è stato elaborato dal Centro studi enti locali su dati Mef, Banca d’Italia e Istat.

C’è una particolarità per Vieste e Fasano: entrambe, rispetto al 2023 fanno registrare un gettito in calo, seppur con percentuali basse. Per la località turistica del Gargano si evidenzia un calo dell’1 %, per Fasano il calo è del 4 %.

Nel 2024 sfiorano come incassi un milione di euro Monopoli (996 mila euro) e Polignano a Mare (943 mila euro). Tra i capoluoghi di provincia più indietro Brindisi e Taranto, che hanno incassato rispettivamente 443 mila euro e 306mila euro.

Dal 2020 al 2024 nella stessa regione si registra un aumento dei Comuni che hanno deciso d’introdurre questa imposta: dai 35 di cinque anni fa ai 50 secondo i dati registrati al 31 dicembre 2024.

Preso a calci e pugni per il cellulare, vittima fa arrestare l’aggressore: “Nessuno mi ha aiutato”

Abbiamo incontrato Giovanni, protagonista di un recente episodio di cronaca avvenuto a Bari. Ha voluto metterci la faccia e raccontare davanti alla nostra telecamera quanto accaduto.

Giovanni è stato aggredito e rapinato da uno straniero per strada, dopo aver consegnato il cellulare ha provato a chiedere aiuto, senza successo, prima di rivolgersi alle Forze dell’Ordine. L’aggressore è stato arrestato poco dopo.

Emergenza abitativa a Bari, a breve la pubblicazione dell’avviso: i requisiti per ottenere un alloggio per 18 mesi

È stata firmata oggi la determina con la quale la dirigente della ripartizione Patrimonio ed Erp approva l’avviso pubblico definitivo per l’assegnazione di alloggi in emergenza abitativa, destinato ai nuclei familiari residenti in condizioni di estremo disagio socio-economico e privi di soluzioni abitative dignitose.

Si tratta di uno strumento fondamentale per offrire una risposta concreta a chi vive in condizioni oggettive di fragilità e vulnerabilità.

Il provvedimento prevede l’inserimento dei richiedenti, purché in possesso dei requisiti previsti, in una lista pubblica aggiornata trimestralmente e redatta sulla base di requisiti specifici, con punteggi assegnati in funzione delle condizioni abitative, sanitarie e familiari.

Tra i requisiti essenziali figurano:

· residenza nel Comune di Bari;

· valore ISEE ordinario non superiore a 3.700 euro;

· assenza di proprietà immobiliari o assegnazioni precedenti di alloggi ERP;

· condizioni di grave disagio abitativo o sfratto.

L’avviso, che non avrà termini di scadenza, prevede che le soluzioni abitative assegnate in emergenza siano a uso provvisorio, fino a un massimo di 18 mesi.

“L’accesso alla casa è un diritto fondamentale e, insieme, un forte strumento di prevenzione della marginalità – commenta l’assessore al ramo Nicola Grasso -. L’adozione di questa determina non solo conferma l’impegno dell’attuale amministrazione a mettere in campo politiche abitative il più possibile inclusive, ma rappresenta anche un passo avanti significativo in tema di trasparenza, introducendo una procedimentalizzazione e individuando criteri oggettivi che consentano di supportare le persone e i nuclei familiari che versano effettivamente in condizioni di emergenza, determinate ad esempio da sfratti per finita locazione o morosità incolpevole, ordinanze sindacali di rilascio alloggi o dalla presenza di persone con gravi disabilità e conseguente necessità di assistenza. Contiamo di pubblicare l’avviso nei primissimi giorni della prossima settimana, con l’obiettivo di garantire una sistemazione dignitosa, seppur temporanea, a quanti vivono una situazione di emergenza abitativa e non dispongono di risorse economiche né di garanzie utili per l’accesso alla locazione. Ringrazio gli uffici comunali per l’impegno, il presidente Fabio Sisto e tutti i consiglieri della V commissione consiliare, che hanno lavorato sul testo dell’avviso fino a condividerne la versione definitiva”.