Record a Brindisi, il volo Ryanair per Roma ha 13 ore di ritardo: passeggeri accampati in aeroporto

Giornata da incubo per centinaia di passeggeri del volo Brindisi Roma FR3075  della compagnia aerea Ryanair. I passeggeri sono accampati da questa mattina all’interno dell’aeroporto di Brindisi, dopo ave visto rinviato il proprio volo in partenza inizialmente dalle 6:40 alle 20. Un ritardo di 13 ore che si candida ad essere un vero e proprio record. “Un disservizio che ha portato non pochi disagi per i passeggeri desiderosi di raggiungere la Capitale, che, però, grazie all’assistenza gratuita di ItaliaRimborso, possono ottenere 250 euro come compensazione pecuniaria. Sembra che il ritardo, infatti, sia dovuto a problematiche della compagnia aerea ed il team sostiene che ci possano essere gli estremi per l’applicazione del Regolamento Comunitario 261/2004”, si legge sul sito di ItaliaRimborso. I passeggeri hanno segnalato che alcuni voli di questa mattina sono regolarmente partiti, altri invece no. Nella fase di atterraggio sono presenti alcuni dirottamenti. Sembrerebbe essere presente una fitta nebbia all’aeroporto di Brindisi. Qualora venga accertato tale condizione meteo, ai passeggeri spetta il rimborso delle spese extra che sosterranno durante l’attesa, come previsto del Regolamento Comunitario 261 del 2004. La situazione sembra molto anomala, visto che Ita procede regolarmente con i programmi di volo.

Brindisi, uccisa a martellate per una dose di cocaina: condanne fino a 23 anni per i 3 imputati

Condannati a 23 anni e 8 mesi e 14 anni di reclusione le tre persone accusate dell’omicidio di Sonia Nacci, la 43enne di Ceglie Messapica avvenuto il 22 dicembre del 2020. La donna, secondo le indagini, fu uccisa perché continuava a chiedere droga nonostante non avesse saldato precedenti forniture. La Corte di Assise di Brindisi ha ritenuto colpevoli i tre condannando Giovanni Vacca e Daniela Santoro a 23 anni e 8 mesi, il terzo imputato, Cristian Vacca, figlio di Giovanni, è stato condannato a 14 anni di reclusione. Sonia Nacci morì in ospedale. La donna era stata picchiata con un martello perché aveva chiesto una ulteriore dose di cocaina. Prima di morire, Sonia era riuscita a chiamare i soccorsi denunciando di essere stata aggredita da alcune persone. Dopo la sentenza i legali dei tre hanno rinunciato a ricorrere in appello.