Capienza massima di 200 persone, all’interno ce ne sono 517: chiuso locale a Bari. Piano di evacuazione irregolare

Nell’ambito delle attività di controllo della Polizia di Stato presso i locali di pubblico spettacolo, disposte a seguito di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e in attuazione delle direttive del Ministero dell’Interno, la Questura di Bari ha effettuato nei giorni scorsi una verifica amministrativa presso una discoteca situata nel Comune di Bari.

L’attività, svolta nella notte tra il 21 e il 22 febbraio, è stata condotta da personale della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura di Bari, agenti del Nucleo Annonario della Polizia Locale di Bari e personale dell’Ispettorato del Lavoro.

Il controllo ha riguardato sia gli aspetti connessi alla sicurezza dei luoghi, sia il rispetto della normativa amministrativa vigente. Nel corso degli accertamenti è emerso che, nonostante il locale fosse regolarmente autorizzato ad esercitare l’attività con capienza massima di 200 persone, al momento dell’accesso degli operatori risultavano presenti oltre 517 avventori, ben oltre il limite consentito.

Ulteriori irregolarità hanno interessato il piano di evacuazione. In particolare, è stata rilevata l’apertura, in prossimità della console del DJ, di un varco che conduce a un cortile pertinenziale, realizzato in assenza di autorizzazione. È stata inoltre riscontrata la presenza di una tensostruttura collocata tra l’ingresso del locale e il varco di accesso, anch’essa non prevista nell’autorizzazione rilasciata dal Comune.

Alla luce delle violazioni accertate e considerato il concreto pericolo per la pubblica incolumità, il Settore Attività Produttive del Comune di Bari ha emesso un’ordinanza dirigenziale con la quale è stata disposta la revoca del titolo autorizzatorio della discoteca. Le attività di controllo proseguiranno nei prossimi giorni e riguarderanno locali presenti nel Comune di Bari ed in provincia.

Lavori di manutenzione della pista di volo: l’aeroporto di Foggia chiuso dal 17 al 19 marzo. Voli cancellati

Aeroporti di Puglia comunica che, a causa della necessità di procedere a interventi di manutenzione della pista di volo, finalizzati al mantenimento di adeguati livelli di sicurezza operativa, l’aeroporto “Gino Lisa” di Foggia resterà chiuso al traffico aereo nei giorni 17, 18 e 19 marzo 2026.

Durante le giornate indicate, tutti i voli da e per Foggia saranno cancellati. I passeggeri sono invitati a contattare la compagnia Aeroitalia per informazioni relative a eventuali riprotezioni o soluzioni alternative di viaggio. Le operazioni ripartiranno regolarmente a partire dal 20 marzo 2026.

Ritrovo di pregiudicati e droga trovata all’interno: Polizia chiude bar a Conversano per 15 giorni

Nei giorni scorsi è stato notificato un provvedimento di sospensione della licenza di somministrazione di alimenti e bevande e di vendita di alcolici, ai sensi dell’art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, nei confronti di un bar sito nel centro abitato di Conversano.

Il provvedimento, disposto dal Questore di Bari Annino Gargano, prevede la chiusura al pubblico dell’esercizio commerciale per la durata di 15 giorni ed è stato adottato a seguito di una serie di controlli effettuati dai militari dell’Arma dei Carabinieri.

Le attività di verifica hanno consentito di accertare come il pubblico esercizio fosse divenuto abituale luogo di ritrovo di soggetti pregiudicati e persone dedite all’uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti, con conseguente grave pregiudizio per l’ordine e la sicurezza pubblica.

In particolare, nel corso di una recente perquisizione eseguita all’interno del locale, sono state rinvenute dosi di sostanza stupefacente e materiale utile al confezionamento, elementi che hanno ulteriormente confermato la pericolosità del contesto in cui operava l’attività commerciale.

Il provvedimento rientra nell’ambito delle azioni di prevenzione e contrasto ai fenomeni di criminalità, finalizzate a tutelare la sicurezza dei cittadini e a garantire la legalità nei luoghi di aggregazione.

La Polizia di Stato proseguirà con costanti controlli sul territorio, anche al fine di prevenire situazioni di degrado e assicurare il rispetto delle norme a tutela dell’ordine pubblico.

Bari, chiuso il chiosco in piazza Risorgimento al quartiere Libertà: vendeva cibi e bevande senza concessione

Sono stati apposti ieri sera i sigilli all’attività commerciale svolta all’interno del chiosco di piazza Risorgimento, nel quartiere Libertà. L’intervento, a cura degli agenti del settore Annona della Polizia locale, si è reso necessario per la cessazione del titolo concessorio, a far data dal 31 dicembre scorso, cui nel tempo si sono aggiunte gravi e reiterate violazioni, quali la somministrazione di cibi e bevande non previste dall’accordo con l’amministrazione comunale.

Circostanza, quest’ultima, che aveva portato l’amministrazione comunale a emanare un provvedimento di chiusura già agli inizi del mese scorso, dopo una segnalazione circostanziata da parte del settore Annona.

Fillea Cgil Puglia: “Natuzzi annuncia 479 esuberi e la chiusura di 2 siti. Assenti investimenti per il futuro”

“Nel corso dell’incontro svoltosi oggi al ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’azienda Natuzzi spa, rappresentata dall’amministratore unico Pasquale Natuzzi, ha annunciato 479 esuberi insieme alla presentazione del piano industriale 2026-2028 che prevede anche la chiusura di due siti produttivi”.

Lo comunica in una nota la Fillea Cgil Puglia definendo il piano “lacrime e sangue” perché “è assente qualunque forma di investimento per il futuro”. “Questa proposta è evidentemente inaccettabile per noi – afferma il segretario generale pugliese della categoria, Ignazio Savino – dato che, se davvero si vuole guardare al 2028, bisogna farlo difendendo un’occupazione di qualità, fatta da operatori specializzati, e gli stabilimenti in Italia”.

La richiesta all’azienda è di ritirare “le scelte presentate finora” con la diffida “fino alla riconvocazione del tavolo ministeriale, prevista il 25 febbraio, dal compiere alcuna azione unilaterale come spostamenti di macchinari, trasferimenti di attività o decisioni irreversibili”.

“Nel frattempo – prosegue il sindacalista – grazie al sostegno dimostrato anche in questa sede dalla Regione Puglia e su sollecitazione del ministero, il 9 gennaio ci rivedremo presso l’ente regionale, per il primo incontro tra azienda e organizzazioni sindacali per entrare nel merito delle questioni tecniche modificando un piano a oggi per noi inaccettabile”. Il sindacato si dice infine disponibile a “rivedere il piano per renderlo sostenibile per lavoratori e territorio. Qualora ciò non dovesse essere garantito, siamo pronti a mettere in campo tutte le forme di mobilitazione e di lotta necessarie”.

Ostuni, crollano parti d’intonaco dal soffitto: la cattedrale resterà chiusa sotto Natale

Parti d’intonaco sono crollate dal soffitto della Basilica minore Concattedrale di Ostuni. Il cedimento di parte del transetto laterale si è verificato nei giorni scorsi mentre la chiesa era chiusa.

Tra le ipotesi legate al crollo quelle relative a possibili infiltrazioni di acque diffuse che avrebbero indebolito le strutture. Del caso sono stati informati la diocesi di Brindisi-Ostuni e la Sovrintendenza dei beni culturali.

Nelle scorse ore sono stati già effettuati alcuni sopralluoghi per pianificare gli interventi, mentre a breve saranno seguiti dei rilievi tecnici per avere contezza delle condizioni del soffitto.

La Cattedrale, per ragioni di sicurezza, ore resterà chiusa ai fedeli e ai visitatori: potrà essere riaperta solo al termine dei lavori.

Bari, dopo 9 anni chiude il locale Dexter: “Nulla è eterno qui mostre eventi e 1700 concerti. Grazie a tutti”

“Tutto quello che inizia ha una fine, inevitabilmente. Nulla è eterno. Certo, è lapalissiano. Ma quando ho aperto il Dexter, poco più di nove anni fa, non pensavo minimamente al fatto che dovesse esserci una fine. Eppure quel momento è arrivato”.

Inizia così il post pubblicato sui social che annuncia la chiusura del Dexter Art Bistrot, locale del quartiere Poggiofranco situato in via Giulio Petroni per 9 anni punto di riferimento per la vita culturale di Bari. Le saracinesche saranno abbassate definitivamente il 31° dicembre.

“In questi anni abbiamo accolto migliaia e migliaia di clienti organizzando più di 1700 concerti, oltre a mostre di arte varia, presentazioni di libri e presentazioni di dischi – si legge nel post -. Abbiamo ospitato anche saggi di fine anno di scuole di musica e di scuole di teatro, serate di stand up comedy e sessioni di live painting, serate di poesia e letteratura. Tutto questo ha fatto diventare il Dexter, più che un bistrot, un contenitore culturale dove le persone potessero gustare la loro cena immersi nella musica e nell’arte tutta”.

“Arrivato a 65 anni è il momento per me di abbassare la saracinesca soddisfatto però del cammino fatto insieme a tutti i clienti, che hanno scelto il Dexter per passare le loro serate, a tutto il personale, dipendente e di consulenza, a tutti i fornitori e a tutti i musicisti, che si sono avvicendati in questo periodo e che hanno contribuito alle fortune di questo mio “sogno” – spiega il titolare Antonio Lorusso -. Si, è il momento di salutare, sicuramente con il cuore gonfio di commozione ma anche, e soprattutto, con tanta serenità sperando che il Dexter rimanga nel cuore di chi lo ha frequentato, apprezzato, amato”.

L’ex chiede l’arresto di Antonio e la chiusura di Quinto Potere. Giuseppe: “Fatemi fare il papà”

Torniamo a parlare di Giuseppe e della sua storia da padre separato che ha commosso e indignato la nostra community. Lo facciamo dopo la conferma in Appello della condanna a 3 anni per maltrattamenti in famiglia. 

Giuseppe ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini e di mezzo c’è anche Quinto Potere. La controparte ha chiesto infatti l’arresto anche di Antonio e la chiusura del giornale. Nel video allegato tutti gli aggiornamenti della vicenda e l’appello di Giuseppe.

A Bari chiude dopo 60 anni il Piccolo Teatro, il Comune: “Irregolarità su licenza e sicurezza”. Ma è polemica

“Con uno stratagemma, un vigile urbano si è fatto socio dell’associazione culturale per poi pagare il biglietto ed entrare. È uscito poco dopo dal piccolo teatro ed è riuscito ad avere la disponibilità di altri vigili urbani per cercare di interrompere lo spettacolo. Ne è seguito un provvedimento di chiusura immediata del teatro, senza alcuna garanzia procedimentale, sul presupposto sbagliato e strumentale che il piccolo teatro non abbia la licenza di pubblico spettacolo”.

Inizia così la denuncia sulla pagina Facebook del Piccolo Teatro di Bari Eugenio D’Attoma. Tutto risale ad aprile scorso. “La verità è che quella licenza non serve al Piccolo Teatro che dà accesso solo ai soci di una collegata associazione culturale – si legge -. Il Comune di Bari ancora una volta blocca un’attività storica, che da 60 anni si svolge sempre nel medesimo luogo. Il Comune di Bari si assume quindi una responsabilità precisa: quella di inibire attività lecite e assentite secondo la legge. La parola al Consiglio di Stato, tra pochi giorni”.

Il post ha suscitato parecchio clamore e le polemiche non mancano. Il teatro è stato fondato nel 1967 da Nietta Tempesta e da suo marito Eugenio D’Attoma. Secondo il Comune di Bari all’appello mancano due titoli fondamentali, quello dell’autorizzazione per il pubblico spettacolo e quello sulla sicurezza dei luoghi. A giugno scorso, dopo il provvedimento di chiusura arrivato ad aprile, ha dato ragione al Comune. Ora la palla passa al Consiglio di Stato. Nella giornata di ieri si è tenuto un incontro in Comune alla presenza di D’Attoma e dell’assessora alle Culture, Paola Romano.

Bari, abusivo e senza certificato antincendio: “Il distributore in corso Alcide de Gasperi deve chiudere subito”

Il settore della Polizia Annonaria, Ecologia e Attività produttive del Comune di Bari ha ordinato di chiudere immediatamente il distributore di benzina
situato in corso Alcide de Gasperi al civico 374/b perché abusivo e senza certificato antincendio.

Il provvedimento è stato emesso nei confronti dell’ex gestore, a nulla vale l’avvio della procedura per chiedere la demolizione dell’impianto in vista della realizzazione di uno nuovo.

Il distributore è al centro anche di una vicenda giudiziaria che vede coinvolti Kuwait Petroleum Italia e lo stesso ex gestore che ad oggi non ha più alcun titolo sul distributore, funzionante ancora con l’approvvigionamento di terzi. Il marchio Q8 è stato anche oscurato.

“Per ragioni di sicurezza si determina la cessazione immediata, con divieto di prosecuzione, di ogni attività di distribuzione dei carburanti (…) esercitata senza titolo autorizzativo, nonché in mancanza del certificato di conformità antincendio”, si legge nella determina. In ballo anche il futuro di 12 dipendenti, tra addetti al distributore e al bar, che ora temono di perdere il lavoro.