Smalti per unghie con sostanza cancerogena e vietata dall’UE, blitz della Finanza a Trani: sequestrato laboratorio

La Procura della Repubblica di Trani ha convalidato il sequestro di un laboratorio industriale alla periferia della città, specializzato nella produzione di smalti per unghie contenenti una sostanza considerata potenzialmente cancerogena. Nel capannone i finanzieri hanno trovato oltre 12mila flaconi pronti per la vendita e circa una tonnellata di materia prima destinata alla produzione.

Gli uomini della Guardia di Finanza hanno scoperto che gli smalti contenevano Trimethylbenzoyl Diphenylphosphine Oxide (TPO), un componente vietato nell’Unione Europea dal 1° settembre scorso perché classificato come potenzialmente cancerogeno e tossico per la riproduzione.

I rappresentanti legali delle società coinvolte sono stati denunciati per produzione e detenzione ai fini di commercio di prodotti cosmetici pericolosi per la salute pubblica.

 

Auto rubate e cannibalizzate, trovate 14 carcasse di auto: blitz nelle campagne fra Trani, Corato, Andria e Canosa

I militari del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari hanno scoperto 14 autovetture rubate e nascoste nelle campagne tra Trani, Corato, Andria e Canosa di Puglia.

Ben 11 veicoli sono stati trovati completamente smontati e privi di targhe, tre invece quelli ancora la targa ma parzialmente cannibalizzati, con diverse parti asportate.

I militari sono riusciti a raggiungere i mezzi segnalati dall’elicottero, provvedendo alla restituzione ai legittimi proprietari delle autovetture intatte e identificate con le targhe. Avviate anche le procedure di segnalazione e bonifica ambientale.

Vede l’annuncio online di un’auto di lusso e versa 8mila euro come acconto, truffato pugliese: denunciata coppia

Due persone (un uomo di origini campane e una donna rumena) sono state denunciate dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Lecce per una presunta truffa telematica ai danni di un cittadino del basso Salento.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini la coppia ha pubblicato un annuncio su un noto marketplace online per la vendita di una grossa autovettura di marchio tedesco.

La vittima, dopo aver visto l’annuncio, avrebbe versato oltre 8mila euro come acconto su un conto corrente italiano. Dopo il pagamento i venditori sono spariti senza consegnare l’auto e senza restituire la somma.

Dopo la denuncia, la Finanza è riuscita a risalire all’identità dei due presunti truffatori. Entrambi sono stati segnalati all’Autorità giudiziaria per il reato di truffa aggravata, in quanto commessa a distanza mediante strumenti informatici o telematici che ne ostacolano l’identificazione.

Costi gonfiati e penali non pagate: contestati danni erariali per 195mila euro a Lerario e Mercurio

La Procura Regionale della Corte dei Conti ha aperto un’indagine su due ex dipendenti (un dirigente e un funzionario pro tempore) della Sezione Provveditorato ed Economato della Regione Puglia. Si tratta di Mario Lerario e Antonio Mercurio.

I due sono ritenuti responsabili di aver causato un danno erariale di oltre 82mila euro per l’incremento delle spese dei lavori effettuati presso alcuni padiglioni della Fiera del Levante (l’area esterna dello stabilimento di DPI della protezione civile), gli uffici in uso alla Regione nel palazzo di corso Sonnino in Bari e, infine, il convitto “Palmieri” e museo “Castromediano” a Lecce.

I soggetti, secondo quanto ricostruito dalle indagini della Finanza, avrebbero adottato un meccanismo fraudolento consistito, in una prima fase, nell’applicare sull’importo oggetto di aggiudicazione contrattuale un’aliquota IVA (22%) maggiore rispetto a quella dovuta per legge (10%).

Per poter poi legittimare la liquidazione e il conseguente pagamento di somme maggiori di quelle dovute, le società appaltatrici hanno emesso fatture che pur riportando l’aliquota IVA corretta (10%), recavano, tuttavia, un imponibile superiore a quello previsto dal provvedimento di aggiudicazione dei lavori. Questo meccanisimo ha causato alla Regione Puglia un danno patrimoniale di oltre 82 mila euro.

Ma non finisce qui perché l’ex funzionario pro tempore della Sezione Provveditorato ed Economato della Regione Puglia, in qualità di RUP e direttore dei lavori per la realizzazione di un eliporto presso la sede della Protezione Civile regionale per la gestione del Covid, deve rispondere anche della mancata applicazione delle penali, previste nel contratto, a carico dell’appaltatore in caso di ritardo nella consegna dei lavori. In ragione del numero di giorni di ritardo, pari a 28, è stato causato alla Regione Puglia un danno patrimoniale per un ammontare complessivo di 113.146,32 euro.

Truffa allo Stato per 600mila euro, 50 indagati e 2 arresti: tra loro un militare della Guardia di Finanza

Assunzioni fittizie di personale per cui non venivano versati i contributi previdenziali e assistenziali. Stipendi accreditati su conti corrente o carte prepagate per lavori mai eseguiti. Una truffa ai danni dello Stato per un valore complessivo di 600mila euro.

È quanto scoperto dai finanzieri del comando provinciale di Barletta che hanno arrestato due persone. Si tratta di un consulente del lavoro originario del Barese, e di un militare della Guardia di finanza in servizio nel territorio della provincia di Barletta-Andria-Trani.

Entrambi 40enni sono accusati a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche, falso, rivelazione di segreto e reati tributari.

Complessivamente gli indagati nell’inchiesta della Procura di Trani, sono 50, di cui 14 a vario titolo, rispondono degli stessi reati contestati ai due finiti ai domiciliari. I beni sequestrati hanno lo stesso valore della frode.

Le indagini sono iniziate dopo una segnalazione fatta alla magistratura dall’Inps, che notava anomalie previdenziali. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, basati anche sulle intercettazioni ambientali e telefoniche, il sistema messo in piedi dai due arrestati, sarebbe consistito nella creazione di società ad hoc per assumere “formalmente decine di lavoratori senza che venissero versati gli oneri previdenziali e assistenziali, e che fatturavano prestazioni di servizi inesistenti nei confronti di altre imprese con sede nel Nord Italia”, spiega una nota della Finanza, dove i lavoratori avrebbero dovuto lavorare senza però mai farlo.

Gli stipendi sarebbero stati “monetizzati dalla associazione, mentre i due arrestati trattenevano una commissione di circa il 22%”, puntualizzano gli investigatori evidenziando che vi era una associazione di tipo “famigliare” gestita dal finanziere finito nei guai e che avrebbe coinvolto i suoi parenti, l’altra invece sarebbe stata di natura “professionale” e a coordinarla sarebbero stati “i due arrestati con la complicità di soggetti economici con sede in nord Italia”.

False fatture a Bari, frode da 10 milioni di euro: 29 a processo. Tra loro imprenditori e un direttore di banca – NOMI

Una frode fiscale da 10 milioni di euro organizzata da alcuni imprenditori con la complicità del direttore di una banca e di un dipendente di un ufficio postale. Sul caso è stata aperta un’inchiesta, sono 29 gli imputati per i quali à stato richiesto il rinvio a giudizio dopo le indagini della Guardia di Finanza.

Le accuse a vario titolo sono di associazione per delinquere (per 10 persone), emissione di fatture false e riciclaggio, per quanto riguarda il primo filone. Tutto ruota attorno all’emissione di 1.250 fatture per operazioni inesistenti a carico di 165 operatori economici per un importo di oltre 10 milioni dal 2018 al 2023. Gli imprenditori avrebbero così intascato il 22% dell’Iva su operazioni mai poste in essere.

A capo del presunto gruppo criminale ci sarebbero Francesco Porcelli e Luigi Biagio D’Armento, coadiuvati da Nicola Garofalo ed Enrico Danese, Gaetano Finestrone, Antonello Savino, Stefania Porcelli (moglie di Danese), Roberto Nupieri (finanziere in servizio a Bari), Pasquale Ceglie (dipendente di Poste italiane), Renato Argenson Starace (direttore di una filiale MpS), Nicola Garofalo, Francesco Porcelli, Tommaso Cortese, Alessio Garofalo, Mauro Messere, Michele Pascazio, Nicola Ritella, Fabrizio Schiavone (tutti e sei destinatari di assegni da versare sui propri conti correnti), Michele Danese, Giuseppe Danese (anch’essi destinatari di assegni), Gaetana Pascazio, Michele Pastoressa (moglie e cognato di Porcelli), Michele Terrone, Andrea Celano, Arcangelo Mattia. A riportarlo è la Repubblica.

Tra le imprese che avrebbero ricevuto fatture per operazioni inesistenti c’è anche la Emiliano srl di Alessandro e Simonetta Emiliano, fratelli del governatore pugliese Michele, che non sono imputati.

Cucine sporche e cibi avariati conservati nel furgone al sole, blitz della Finanza: chiuso ristorante a Bari

Cibi conservati in un furgone parcheggiato al sole. Alimenti stipati in contenitori senza coperchio col rischio della proliferazione di batteri e muffe. Cucine sporche in cui antipasti, primi e secondi erano preparati in barba alle più elementari norme igieniche.

È quanto avrebbero accertato i finanzieri di Bari dopo un controllo in un ristorante del lungomare della città. I militari hanno sequestrato quasi un quintale di alimenti in cattivo stato di conservazione mentre il personale della Asl di Bari ha disposto la sospensione dell’attività. Secondo quanto riferito in una nota, nel corso dei controlli sarebbero “emerse gravi violazioni in materia di igiene e conservazione degli alimenti”.

I tecnici dell’azienda sanitaria invece avrebbero riscontrato “la palese mancanza delle minime condizioni igienico-sanitarie nei locali adibiti alla preparazione dei pasti”. I generi alimentari sequestrati sono stati distrutti.

Feste abusive con 12 lavoratori in nero, blitz a Bitonto: scattano le multe. La scoperta tramite Instagram

La Guardia di Finanza di Bitonto ha scoperto feste abusive con musica e balli in un terreno della periferia della città grazie a fotografie e storie pubblicate su Instagram da chi frequentava i party.

La società attiva nel settore della organizzazione di eventi non aveva le autorizzazioni e le licenze previste dalla legge per farlo.

I successivi controlli della Finanza, della Locale, del personale della Siae e dei Vigili del fuoco hanno permesso anche di accertare erano impiegate 12 persone in diverse mansioni e in nera.

Il legale rappresentante, un uomo del posto, è stato sanzionato per alcune migliaia di euro per le violazioni delle norme in materia di lavoro, per assenza di autorizzazioni e anche perché non aveva provveduto “alla predisposizione di tutti gli adempimenti strumentali come l’installazione del misuratore fiscale”.

A chi partecipava alle feste non venivano rilasciati scontrini o ricevute. I funzionari della Siae hanno poi sanzionato la società anche “per l’omessa comunicazione legata alla realizzazione di una serata con l’utilizzo di musica registrata”.

Il conto corrente online definitivo: gestisci le tue finanze senza code e con un clic

Il conto corrente online è una realtà ormai consolidata da tempo e, come mostra un recente studio dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, sono sempre di più i clienti finanziari italiani che tendono a utilizzare il digitale come canale per la gestione delle proprie finanze, attraverso l’Home Banking o il Mobile Banking (ovvero ricorrendo all’app della banca installata sul proprio smartphone).

La crescita dei conti correnti online ha diverse ragioni, in particolare grande convenienza economica, notevole comodità e considerevole risparmio di tempo. Se anche tu stai valutando la possibilità di gestire le tue finanze in modo più efficiente e pratico, apri un conto corrente online con BPER: potrai farlo in pochi minuti e scegliere, tra le varie opzioni proposte, quella che più si adatta alle tue esigenze.

Conto online: gestione comoda e pratica delle proprie finanze

Un conto di questo tipo è un prodotto bancario che permette di effettuare, in modo più snello, tutte le operazioni tipiche del conto corrente tradizionale (dai vari tipi di accredito fino a quelli di addebito, così come i prelievi di denaro contante).

La differenza sostanziale è che nel caso del conto tradizionale, per molte transazioni è necessario recarsi presso la filiale fisica della banca durante l’orario d’apertura e fare la coda allo sportello: in certi momenti i tempi di attesa possono essere particolarmente lunghi.

Il conto online invece ha nella comodità e nella praticità due delle sue caratteristiche principali: lo si può infatti gestire con uno smartphone, un personal computer o un notebook collegati a Internet.

Le operazioni possono quindi essere eseguite da casa, dall’ufficio o da qualsiasi altro luogo in cui è disponibile una connessione: il problema delle code allo sportello non c’è più.

I conti correnti online, inoltre, non hanno orari di sportello: vi si può accedere e si può operare in qualsiasi momento della giornata: 24 ore su 24, 7 giorni alla settimana.

Conti online: l’interfaccia user-friendly

Che vi si acceda tramite smartphone o tramite un personal computer, i conti correnti online sono pensati per rendere il più facile possibile il loro utilizzo.

L’interfaccia è molto chiara ed è facile orientarsi tra le varie funzionalità: bonifici e giroconti, bollettini e pagamenti, ricariche di carte o di cellulare, F24 e altri tributi, gestione di carte di debito e credito ecc.

È inoltre immediato visualizzare il saldo, i movimenti effettuati in un determinato periodo, scaricare le ricevute delle operazioni effettuate e analizzare report riassuntivi relativi a entrate e uscite. Il tutto rende la gestione delle proprie finanze molto fluida e precisa.

Il conto corrente online è più conveniente?

In linea di massima i conti online hanno un profilo di grande convenienza. I motivi sono essenzialmente due: le operazioni vengono effettuate perlopiù dal cliente e quindi il personale della banca può essere impiegato per incarichi più produttivi; inoltre, più si diffondono i conti online, minore sarà il numero di sportelli fisici necessari.

Tutto ciò porta a una considerevole riduzione dei costi gestionali, cosa che consente alla banca di applicare al cliente condizioni più favorevoli.

In definitiva, il conto corrente online può essere considerata una soluzione che unisce praticità, comodità e convenienza e vale quindi la pena fare un confronto tra le varie proposte sul mercato

Scoperta la più grande fabbrica italiana di sigarette clandestine nel Foggiano, blitz della Finanza: 10 denunce

I finanzieri del comando provinciale di Palermo, su delega della procura europea (Eppo) – Ufficio di Palermo, hanno condotto un’operazione a contrasto dell’illecita produzione di tabacchi lavorati di contrabbando, scoprendo a Stornara (Foggia) un’industria per la fabbricazione di sigarette, dotato di tutte le attrezzature e i macchinari necessari per la realizzazione di processi di produzione su larga scala. Oltre 1 milione e 300 mila euro il valore dell’impianto, realizzato secondo i più avanzati standard tecnologici e in grado di produrre, ogni giorno, circa 2 milioni di sigarette, dice la Gdf.

Le perquisizioni, hanno visto il coinvolgimento anche delle fiamme gialle di Foggia e di Bari. Nello stabilimento, su due piani, di cui uno seminterrato in un’area di oltre 3 mila metri quadri, sono stati trovati 45 bancali di sigarette per un peso complessivo di circa 13 tonnellate, 93 bancali di precursori, 165 sacche contenenti tabacco triturato, nonché materiali per il confezionamento dei pacchetti di sigarette con i loghi di rinomate case di produzione (Marlboro, Chesterfield).

Dentro l’impianto sono state trovare dieci persone di nazionalità ucraina e bulgara, alloggiati in stanze di fortuna. Le persone sono state denunciate con l’accusa di detenzione di tabacchi lavorati di contrabbando e di contraffazione marchi. In un altro stabilimento ad Andria che fa parte della stessa rete logistica, sono stati sequestrati ulteriori materiali per la produzione di tabacchi.

I finanzieri hanno trovato le fabbriche risalendo l’intera filiera di approvvigionamento a partire da alcuni sequestri di sigarette effettuati nei mesi scorsi sul territorio di Palermo. Le sigarette sottoposte a sequestro, se immesse sul mercato, avrebbero comportato un mancato introito per le casse dello Stato e dell’Unione Europea, in termini di accise e di Iva evasa per 3,2 milioni di euro. Ammonta, invece, a 350 mila euro al giorno il profitto illecito che l’impianto era in grado di assicurare; in un anno oltre 120 milioni di euro, per un danno alle finanze pubbliche di circa 80 milioni di euro.