Gioia, incontri di sesso a pagamento nella struttura abusiva del ristorante: scatta il sequestro. Nei guai il titolare

La Guardia di Finanza di Gioia del Colle, a seguito degli accertamenti coordinati dalla Procura di Bari, ha sequestrato una struttura ricettiva di pertinenza di un ristorante, priva di qualsiasi autorizzazione e utilizzata per appuntamenti sessuali concordati tramite annunci sul web.

Il titolare, ritenuto responsabile dei reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di soggiorno nel luogo di residenza. La struttura è stata sequestrata.

Spaccio di droga e armi clandestine per rapine, blitz della Finanza: 15 arresti nel Foggiano

Su disposizione della magistratura foggiana, la Guardia di Finanza di Lucera sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 15 persone (14 in carcere, una ai domiciliari) per reati in materia di sostanze stupefacenti ed armi.

Stando a quanto si apprende, gli indagati, tra cui alcuni pluripregiuducati, si sarebbero resi responsabili, a vario titolo, di reati in materia di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi clandestine, finalizzate alla commissione di ulteriori delitti contro il patrimonio (come estorsioni e rapine) e gravi reati contro l’incolumità personale.

Intercettazioni telefoniche, ambientali, telematiche, videoriprese su pubblica via, appostamenti e pedinamenti avrebbero consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza per i reati contestati. In diversi casi la Guardia di finanza sarebbe riuscita ad intervenire in modo preventivo evitando che i reati pianificati fossero portati a compimento e impedendo così il conseguimento dei profitti illeciti da reinvestire in nuove attività criminali.

Nel corso delle indagini c’è stato il sequestro di un fucile a canne mozze modificato, caricato e pronto all’uso, tre arresti in flagranza di reato, il sequestro di sostanze stupefacenti, materiale per il confezionamento delle dosi e appunti legati alla contabilità del mercato illecito.

Bari, maxi evasione milionaria. Nei guai azienda di abbigliamento e imprenditore: scattano i sequestri

I finanzieri del Comando Provinciale di Bari hanno scoperto un’evasione fiscale milionaria e hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo fino a un valore complessivo superiore a 1,7 milioni di euro nei confronti di una società con sede nella provincia di Bari, nonché del suo amministratore legale, quale profitto del reato di dichiarazione infedele.

Il provvedimento di natura cautelare è stato emesso dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica. L’imprenditore è attivo nel settore del confezionamento in serie di abbigliamento del Barese.

Dall’analisi della contabilità aziendale sono emersi numerosi elementi di criticità. La società non avrebbe osservato gli obblighi fiscali relativi alla commercializzazione di parte dei capi di abbigliamento prodotti. I finanzieri hanno ricostruito il reale volume di venduto, facendo emergere una base imponibile sottratta a tassazione superiore a 3,5 milioni di euro e violazioni all’Iva per oltre 1,5 milioni di euro.

La società avrebbe evaso il fisco per oltre 1.700.000 euro, con conseguente rilevanza penale delle condotte accertate, a cui ha fatto seguito la segnalazione alla Procura della Repubblica di Bari.

Al termine delle attività investigative è stato eseguito il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, beni immobili/mobili registrati nei confronti della società e dell’amministratore, accusato di ‘dichiarazione infedele’.

Taranto, dichiarazioni false per il reddito di cittadinanza: 9 denunciati. Devono restituire 115mila euro

La Guardia di Finanza di Taranto, nell’ambito di controlli finalizzati a verificare la regolare percezione del “Reddito di cittadinanza”, ha segnalato all’Autorità Giudiziaria 9 persone, risultate aver percepito illecitamente emolumenti per oltre 115 mila euro.

Richiesto inoltre l’emissione di un provvedimento di sequestro di tali somme. I beneficiari avrebbero attestato falsamente nelle apposite istanze il possesso dei requisiti previsti dalla normativa di settore.

Pesca illegale di ricci di mare, ostriche e tartufi di mare: sequestrate oltre due tonnellate di pescato

Il Reparto Operativo Aeronavale di Bari della Guardia di Finanza ha sequestrato in Puglia oltre due tonnellate di pescato irregolare, prive della necessaria documentazione di tracciabilità.

Tra questi ricci di mare, ostriche e tartufi di mare. L’operazione ha portato alla contestazione di oltre 250mila euro di sanzioni amministrative nei confronti di 80 soggetti che avrebbero generato un illecito profitto superiore a 100mila euro.

Traffico internazionale di droga dalla Spagna alla Puglia: la Finanza sequestra beni per 2 milioni di euro

Un sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 2 milioni di euro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza provinciale di Bari. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.

Le 4 persone sono state recentemente condannate, a vario titolo, per i reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, produzione, traffico e detenzione illeciti delle predette sostanze, riciclaggio e detenzione illegale di armi.

Con sentenza del marzo 2025 sono state comminate, nei confronti dei predetti soggetti, pene detentive fino a 20 anni di reclusione (per i capi promotori dell’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti) ed è stata contestualmente disposta la confisca dei beni.

Sequestrati immobili, terreni e compendi aziendali (ubicati rispettivamente a Fasano e Andria attivi nel settore del commercio all’ingrosso di frutta/alimenti) e nella disponibilità di alcuni degli indagati, per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.

L’associazione avrebbe operato nel panorama del traffico internazionale di sostanze stupefacenti anche avvalendosi di un indagato, dimorante nel sud della Spagna, dedito all’esportazione di cospicui quantitativi di sostanze stupefacenti destinati a rifornire i mercati pugliesi.

Il sodalizio avrebbe avuto delle ramificazioni nella provincia di Brindisi, dove un pregiudicato si sarebbe occupato in loco della ricerca di canali di smercio della droga.

Porto Bari, sostanze vietate in Europa dal 2008: sequestrate tonnellate di fertilizzanti illegali dalla Cina. Tre denunce

Nel porto di Bari avevano portato dalla Cina oltre 40 tonnellate di Dormex, un prodotto vietato in Europa dal 2008 e usato in agricoltura per anticipare la crescita di viti, ciliegi, kiwi e altri alberi da frutto.

Una sostanza bandita perché tossica e potenzialmente dannosa per la salute e l’ambiente, “con possibili effetti di lunga durata”, come spiega la guardia di finanza in un comunicato.

Per questo, i finanzieri di Bari e funzionari dell’agenzia delle dogane hanno sequestrato il prodotto e denunciato tre persone per falso in atto pubblico (cioè le bollette doganali), frode in commercio e per la violazione della normativa europea di settore. Il Dormex, un fitostimolante, era arrivato a Bari dalla Grecia.

Le prime anomalie erano emerse dal controllo fisico della merce, ed erano relative alle date riportate e alle modalità di trasporto usate per l’importazione, nonché per l’assenza di una corretta etichettatura dei prodotti. Gli esami chimici svolti presso il laboratorio dell’agenzia delle dogane di Bari hanno poi certificato come il prodotto sequestrato fosse cianammide, comunemente chiamato Dormex.

Il sequestro, spiega sempre la finanza, “evidenzia l’esistenza di un mercato parallelo di fitostimolanti contraffatti illegali non rispettosi degli standard di sicurezza minimi imposti dall’Unione Europea”, e “il commercio e l’utilizzo di prodotti illegali oltre che costituire un fattore di pericolo per la salute dei consumatori, produce una distorsione del mercato con effetti di concorrenza sleale nell’economia reale, a danno di quelle aziende che, operando nella legalità e nel rispetto degli standard imposti dalla normativa vigente, sono obbligati ad adottare processi produttivi maggiormente costosi”.

Truffa delle orecchiette, la Finanza a Barivecchia. Le “padrone” dell’Arco Basso: “Ci hai rovinato”

Siamo tornati a Barivecchia e all’Arco Basso, nella strada delle orecchiette, per parlare del blitz effettuato dalla Guardia di Finanza. Pare che sia stato trovato un quantitativo elevato di orecchiette industriali sui banchetti, c’è chi ha continuato a venderle nonostante il polverone mediatico nazionale alzato nelle scorse settimane.

Abbiamo provato ad avere conferme sul posto direttamente dalle signore delle orecchiette e l’accoglienza ovviamente non è stata delle migliori. L’aria è tesissima. Nel video allegato tutti i dettagli.

Bari, 16mila tonnellate di rifiuti speciali tra capannoni e villa: 3 indagati. Violazioni da oltre 2 milioni di euro

Solventi, vernici, apparecchiature elettroniche, scarti dell’attività edile e carcasse di veicoli di vario tipo stipati in aree trasformate in discariche illecite.

In tre sono indagati dalla guardia di finanza di Bari nell’ambito delle attività di contrasto alle attività illecite ai danni dell’ambiente. I tre sono residenti nel capoluogo pugliese, uno all’epoca dei fatti era titolare di quattro capannoni della zona industriale della città finiti sotto sequestro assieme a una villa che si trova sul lungomare in cui, per diverso tempo, sarebbero state sistemate complessivamente 16mila tonnellate di rifiuti di vario genere tra cui anche speciali.

A carico degli indagati, denunciati per abbandono di rifiuti, sono state accertate violazioni amministrative per un totale di oltre due milioni di euro: si tratterebbe della cosiddetta ecotassa mai versata. Gli accertamenti dei finanzieri si sono basati anche sulle immagini satellitari e sui fotogrammi acquisiti dagli elicotteri negli ultimi due anni e si sono avvalsi anche della collaborazione con l’Arpa Puglia, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.
“Il costante presidio del litorale costiero e delle acque di garantisce una decisa azione di prevenzione e contrasto degli illeciti perpetrati, rendendo possibile la salvaguardia delle risorse ambientali, della salute pubblica e dell’economia sana del territorio”, spiega la guardia di finanza in una nota.