Imprese riciclano oltre 170 milioni di proventi della criminalità foggiana, blitz di Polizia e Finanza: 9 arresti

Nove persone sono state arrestate (sette in carcere e due ai domiciliari) nell’ambito di un’operazione condotta da Guardia di finanza e Polizia di Stato per “disarticolare – è spiegato in una nota – un sodalizio criminale dedito al riciclaggio dei proventi della criminalità foggiana, derivanti anche dalle rapine ai portavalori, con la connivenza di imprese operanti in Basilicata e Lombardia”.

Le ordinanze sono state emesse dal gip di Potenza su richiesta della Procura del capoluogo lucano che ha coordinato le indagini. Stamani nell’operazione di Guardia di finanza e Polizia sono impegnati oltre 200 persone: sono stati eseguiti anche il sequestro del compendio aziendale di dieci società del valore di 170 milioni di euro e il sequestro preventivo, “nella forma diretta o per equivalente, di beni per un valore di circa dieci milioni di euro”.

I particolari dell’operazione saranno forniti stamani in una conferenza stampa che si terrà alle ore 11 presso la Procura della Repubblica di Potenza.

Appalti in cambio di tangenti, perquisizioni della Finanza. Sono 8 gli indagati: tra loro il sindaco di Gioia del Colle

La Guardia di finanza sta eseguendo decreti di perquisizione personale emessi dalla procura di Bari nei confronti di otto persone, tra cui il sindaco di Gioia del Colle (Bari) Giovanni Mastrangelo (Fratelli d’Italia), indagate, in concorso tra loro e a vario titolo, per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, falso, turbata libertà degli incanti e traffico illecito di influenze.

Gli indagati avrebbero percepito favori e tangenti in cambio della concessione di appalti. Oltre a Mastrangelo sono indagati altri quattro incaricati di pubblico servizio e tre imprenditori. Troviamo gli imprenditori Donato Mottola e Francesco Girardi, il dirigente Asl Nicola Sansolini e il funzionario della stessa azienda Nicola Iacobellis, Antonino Del Vecchio, responsabile dell’Ufficio Lavori pubblici di Gioia, e il suo omologo di Bitritto Lorenzo Fruscio e Raffaele Amato, funzionario della ripartizione Infrastrutture del Comune di Bari.

Le indagini hanno permesso di svelare un sistema collaudato di corruzione messo in atto da ufficiali pubblici e imprenditori, finalizzato a condizionare le modalità di scelta del contraente nel quadro di alcune procedure di gara in ambito sanitario.

L’inchiesta nasce da quella che a novembre 2024 ha svelato un presunto sistema corruttivo posto in essere da alcuni dipendenti della Asl Bari e imprenditori, finalizzato a condizionare le modalità di scelta del contraente nel quadro di alcune procedure di gara in ambito sanitario.

Al centro appalti banditi dai Comuni di Gioia del Colle e Bitritto caratterizzate da similari “modus operandi” e a beneficio del medesimo imprenditore, Donato Mottola di Noci, arrestato nel 2021 per aver versato una tangente da 20mila euro all’ex capo della Protezione civile regionale, Mario Lerario. In particolare si fa riferimento alla realizzazione di una scuola elementare di Bitritto, la cui gara sarebbe stata alterata dai funzionari pubblici con la condivisione di informazioni riservate con i potenziali partecipanti, prima che la gara stessa fosse bandita econ la simulazione dell’avvenuta predisposizione e verifica degli elaborati concernenti la fattibilità tecnica e economica del progetto (la documentazione tecnica di fatto sarebbe stata preventivamente concordata con l’impresa aggiudicataria), e l’adeguamento di una scuola di Gioia del Colle.

Nel primo caso Il responsabile unico del procedimento (rup) avrebbe ricevuto in cambio una partita di 56 quintali di legna, mentre il supporto al responsabile avrebbe accettato la promessa di 60.000 euro per compiere atti contrari ai propri doveri d’ufficio, ad esempio, facendo predisporre all’imprenditore gli atti tecnici propedeutici all’avvio della procedura, selezionando una serie di operatori economici da invitare al solo fine di simulare la regolarità, omettendo di richiedere ed elaborare la documentazione necessaria.

Prostituzione a Gioia del Colle, il sistema del 70enne Donato Leccese: 20 euro per la stanza e 50 per fare sesso

È il 70enne Donato Leccese il titolare della struttura di Gioia del Colle sequestrata dopo il blitz della Guardia di Finanza. A riportarlo è La Repubblica. L’uomo, ritenuto responsabile dei reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di soggiorno nel luogo di residenza.

È emerso dalle indagini che due stanze di una struttura ricettiva di pertinenza del ristorante, priva di qualsiasi autorizzazione, fossero utilizzate per appuntamenti sessuali concordati tramite annunci sul web (Facebook e Tuttiannunci.org). 

I clienti, per la maggior parte camionisti, erano 5 o 6 al giorno e dovevano uscire dalle proprie tasche 70 euro. Di questi, secondo quanto stabilito dalle indagini, 20 finivano a nero nelle tasche di Leccese, mentre gli altri 50 alle prostitute.

Una di loro ha provato ad avere un rapporto sessuale in macchina con un cliente per non pagare la stanza, questo ha scatenato l’ira del gestore, anche perché spesso capitava che il cliente si fermasse a mangiare presso la struttura.

Il pm aveva chiesto alla Procura di Bari gli arresti domiciliari per Leccese. La ricostruzione del sistema messo in piedi dal 70enne è stata possibile grazie all’acquisizione di tabulati telefonici e alle testimonianze di alcuni clienti.

 

Gioia, incontri di sesso a pagamento nella struttura abusiva del ristorante: scatta il sequestro. Nei guai il titolare

La Guardia di Finanza di Gioia del Colle, a seguito degli accertamenti coordinati dalla Procura di Bari, ha sequestrato una struttura ricettiva di pertinenza di un ristorante, priva di qualsiasi autorizzazione e utilizzata per appuntamenti sessuali concordati tramite annunci sul web.

Il titolare, ritenuto responsabile dei reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, è stato sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di soggiorno nel luogo di residenza. La struttura è stata sequestrata.

Spaccio di droga e armi clandestine per rapine, blitz della Finanza: 15 arresti nel Foggiano

Su disposizione della magistratura foggiana, la Guardia di Finanza di Lucera sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 15 persone (14 in carcere, una ai domiciliari) per reati in materia di sostanze stupefacenti ed armi.

Stando a quanto si apprende, gli indagati, tra cui alcuni pluripregiuducati, si sarebbero resi responsabili, a vario titolo, di reati in materia di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di armi clandestine, finalizzate alla commissione di ulteriori delitti contro il patrimonio (come estorsioni e rapine) e gravi reati contro l’incolumità personale.

Intercettazioni telefoniche, ambientali, telematiche, videoriprese su pubblica via, appostamenti e pedinamenti avrebbero consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza per i reati contestati. In diversi casi la Guardia di finanza sarebbe riuscita ad intervenire in modo preventivo evitando che i reati pianificati fossero portati a compimento e impedendo così il conseguimento dei profitti illeciti da reinvestire in nuove attività criminali.

Nel corso delle indagini c’è stato il sequestro di un fucile a canne mozze modificato, caricato e pronto all’uso, tre arresti in flagranza di reato, il sequestro di sostanze stupefacenti, materiale per il confezionamento delle dosi e appunti legati alla contabilità del mercato illecito.

Bari, maxi evasione milionaria. Nei guai azienda di abbigliamento e imprenditore: scattano i sequestri

I finanzieri del Comando Provinciale di Bari hanno scoperto un’evasione fiscale milionaria e hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo fino a un valore complessivo superiore a 1,7 milioni di euro nei confronti di una società con sede nella provincia di Bari, nonché del suo amministratore legale, quale profitto del reato di dichiarazione infedele.

Il provvedimento di natura cautelare è stato emesso dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura della Repubblica. L’imprenditore è attivo nel settore del confezionamento in serie di abbigliamento del Barese.

Dall’analisi della contabilità aziendale sono emersi numerosi elementi di criticità. La società non avrebbe osservato gli obblighi fiscali relativi alla commercializzazione di parte dei capi di abbigliamento prodotti. I finanzieri hanno ricostruito il reale volume di venduto, facendo emergere una base imponibile sottratta a tassazione superiore a 3,5 milioni di euro e violazioni all’Iva per oltre 1,5 milioni di euro.

La società avrebbe evaso il fisco per oltre 1.700.000 euro, con conseguente rilevanza penale delle condotte accertate, a cui ha fatto seguito la segnalazione alla Procura della Repubblica di Bari.

Al termine delle attività investigative è stato eseguito il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie, beni immobili/mobili registrati nei confronti della società e dell’amministratore, accusato di ‘dichiarazione infedele’.

Taranto, dichiarazioni false per il reddito di cittadinanza: 9 denunciati. Devono restituire 115mila euro

La Guardia di Finanza di Taranto, nell’ambito di controlli finalizzati a verificare la regolare percezione del “Reddito di cittadinanza”, ha segnalato all’Autorità Giudiziaria 9 persone, risultate aver percepito illecitamente emolumenti per oltre 115 mila euro.

Richiesto inoltre l’emissione di un provvedimento di sequestro di tali somme. I beneficiari avrebbero attestato falsamente nelle apposite istanze il possesso dei requisiti previsti dalla normativa di settore.

Pesca illegale di ricci di mare, ostriche e tartufi di mare: sequestrate oltre due tonnellate di pescato

Il Reparto Operativo Aeronavale di Bari della Guardia di Finanza ha sequestrato in Puglia oltre due tonnellate di pescato irregolare, prive della necessaria documentazione di tracciabilità.

Tra questi ricci di mare, ostriche e tartufi di mare. L’operazione ha portato alla contestazione di oltre 250mila euro di sanzioni amministrative nei confronti di 80 soggetti che avrebbero generato un illecito profitto superiore a 100mila euro.

Traffico internazionale di droga dalla Spagna alla Puglia: la Finanza sequestra beni per 2 milioni di euro

Un sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 2 milioni di euro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza provinciale di Bari. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.

Le 4 persone sono state recentemente condannate, a vario titolo, per i reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, produzione, traffico e detenzione illeciti delle predette sostanze, riciclaggio e detenzione illegale di armi.

Con sentenza del marzo 2025 sono state comminate, nei confronti dei predetti soggetti, pene detentive fino a 20 anni di reclusione (per i capi promotori dell’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti) ed è stata contestualmente disposta la confisca dei beni.

Sequestrati immobili, terreni e compendi aziendali (ubicati rispettivamente a Fasano e Andria attivi nel settore del commercio all’ingrosso di frutta/alimenti) e nella disponibilità di alcuni degli indagati, per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.

L’associazione avrebbe operato nel panorama del traffico internazionale di sostanze stupefacenti anche avvalendosi di un indagato, dimorante nel sud della Spagna, dedito all’esportazione di cospicui quantitativi di sostanze stupefacenti destinati a rifornire i mercati pugliesi.

Il sodalizio avrebbe avuto delle ramificazioni nella provincia di Brindisi, dove un pregiudicato si sarebbe occupato in loco della ricerca di canali di smercio della droga.