Vigilante pugliese morto nel cantiere di Milano-Cortina, aperta inchiesta per omicidio colposo: c’è un indagato

La Procura di Belluno ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo per fare chiarezza sulla morte di Pietro Zantonini, il vigilante di 55 anni deceduto nella notte tra il 7e l’8 gennaio scorso a Cortina d’Ampezzo.

È indagato Michele Grassi, il legale rappresentante della società SS Security & Bodyguard per la quale Zantonini lavorava all’interno del cantiere dello Stadio del Ghiaccio, dove si stanno svolgendo le Olimpiadi invernali di Milano Cortina.

A far partire le indagini della magistratura dopo il decesso dell’uomo un esposto presentato ai carabinieri dai familiari della vittima. L’autopsia eseguita nelle scorse settimane ha evidenziato un “evento cardiaco acuto”, ma “difficilmente riconducibile” all’ipotermia dovuta alle bassissime temperature dove lavorava il vigilante.

La vittima svolgeva il servizio di controllo dell’area del cantiere e doveva effettuare un giro ogni due ore ma quella notte la temperatura era a dodici gradi sotto lo zero e aveva solo un container scaldato da una stufetta come riparo.

Il turno era iniziato alle 22 e sarebbe terminato solo al mattino. Appena accusato il malore, l’uomo ha contattato telefonicamente alcuni colleghi chiedendo aiuto. A quel punto è partita la chiamata al 118, ma quando i soccorritori sono arrivati sul posto, nonostante i tentativi di rianimazione, non c’è stato nulla da fare.

 

Pugni e testate al gioielliere-influencer Lorenzo Ruzza: prosciolto l’imprenditore barese Danilo Quarto

Danilo Quarto, imprenditore barese nel settore della sicurezza privata ed ex presidente del Cerignola Calcio, è stato prosciolto nel processo in cui era coinvolto per un’aggressione nei confronti di Lorenzo Ruzza, il gioielliere influencer noto per i suoi video sui social.

L’aggressione a Ruzza, nel suo negozio milanese di via Cesare Battisti, risale al maggio 2021. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso Quarto mentre prendeva a pugni e testate la vittima. Ruzza riportò una prognosi di dieci giorni.

I giudici hanno stabilito che il fatto non sussiste per il reato di tentata estorsione, riqualificando l’accusa in minacce e lesioni dichiarate successivamente improcedibili per il risarcimento e la conseguente remissione di querela di Ruzza. Assolto anche l’altro imputato Lorenzo Canetoli.

“Non si intende in questa sede negare la responsabilità di Quarto per il reato di lesioni personali – spiega il legale di Quarto -. Lo stesso imputato, nel corso del suo esame, ha ammesso di aver avuto una reazione fisica sproporzionata. Tuttavia, si contesta fermamente la qualificazione giuridica dei fatti come tentata estorsione. Il processo ha rivelato come il movente dell’azione di Quarto non fosse di natura patrimoniale, ma scaturisse da una serie di pregresse tensioni personali con Ruzza che è stato risarcito”.

Da 8 anni a Milano, Ale un barese senza rimpianti: “Quinto Potere è il mio rito quotidiano”

Spesso per strada capita di incontrare i nostri fan e scambiare qualche chiacchiera con loro. Questa volta è stata diversa perché Alessandro, 32 anni, vive a Milano da 8 anni e per lui Quinto Potere è un rito quotidiano che non può assolutamente perdere. Lo abbiamo incontrato al Libertà e abbiamo approfondito il suo rapporto con noi, oltre a capire quello che lo ha spinto lontano da Bari.

Travolta e uccisa da auto rubata a Milano, la 71enne Cecilia De Astis era originaria di Ruvo: fermati 4 minorenni

Era originaria di Ruvo di Puglia Cecilia De Astis, la 71enne travolta e uccisa ieri da un’auto pirata a Milano. Vedova da una quindicina di anni, ex operaia tessile della Caderna, viveva da più di 40 anni nel capoluogo lombardo ed era solita ritornare in Puglia per le vacanze.

Quest’estate era stata invitata dai parenti a trascorrere l’agosto con loro ma ha declinato. Questa mattina sono stati fermati dagli agenti della Polizia locale di Milano i quattro giovanissimi che erano a bordo della vettura rubata.

La vittima stava camminando in via Saponaro a Milano, nel quartiere Gratosoglio. I quattro erano fuggiti. Si tratta di tre bambini e una bambina, minori di 14 anni. In corso le identificazioni e le perquisizioni.

Volo da Bari arriva a Milano con tre ore di ritardo: Ryanair condannata a risarcire passeggero

Il Giudice di Pace di Bari ha pronunciato una sentenza che condanna la compagnia aerea Ryanair a risarcire un passeggero per il ritardo del volo FR6183 Bari-Milano Malpensa del 29 agosto 2023, giunto a destinazione con oltre tre ore di ritardo.

Al centro del contenzioso vi era il diritto alla compensazione pecuniaria previsto dall’art. 7 del Regolamento CE 261/2004, che stabilisce un indennizzo forfettario, in questo caso di 250 euro, per i passeggeri che subiscono un ritardo pari o superiore a tre ore. Nonostante il tentativo di composizione bonaria, il vettore non aveva dato seguito al pagamento, rendendo necessario il ricorso alla giustizia.

Ryanair ha provato a difendersi sollevando diverse eccezioni preliminari. In primo luogo, ha sostenuto l’improcedibilità della domanda per mancato esperimento della conciliazione obbligatoria, facendo leva sulla delibera ART. Tuttavia, il giudice ha rigettato questa tesi richiamando sia la Cassazione sia la recentissima pronuncia del TAR Piemonte, che ha ritenuto incompatibile il meccanismo della conciliazione obbligatoria con la natura stessa della compensazione pecuniaria, nata per garantire un ristoro immediato, certo e automatico ai passeggeri.

L’articolo 7 del Regolamento, infatti, non è oggetto di negoziazione: è la legge stessa a stabilire l’importo da riconoscere al viaggiatore in caso di ritardo qualificato, e ogni tentativo di mediazione rischierebbe di ledere i diritti fondamentali del consumatore.

Nel merito, la sentenza si sofferma su un elemento cruciale: l’assenza dell’equipaggio, causata da un malfunzionamento dei sistemi di controllo aereo britannici il giorno precedente, non rappresenta una circostanza eccezionale tale da esonerare Ryanair dal pagamento della compensazione.

Secondo il Giudice, il ritardo del volo FR6183 è da ricondurre a una mancanza organizzativa del vettore, che avrebbe dovuto predisporre soluzioni alternative per evitare la propagazione dei disservizi su voli successivi. L’assenza dell’equipaggio, infatti, non ha colpito direttamente né l’aeroporto di partenza né quello di arrivo del volo oggetto di causa. Inoltre, non è stato dimostrato che Ryanair abbia adottato tutte le misure idonee per evitare il danno.

Il Giudice di Pace ha dunque accolto in toto la domanda del passeggero, riconoscendogli 250 euro di compensazione pecuniaria. La sentenza assume un
significato che va oltre il singolo caso. Dimostra che anche in situazioni apparentemente complesse o tecnicamente articolate, i diritti dei passeggeri non sono negoziabili e devono essere rispettati in pieno, soprattutto da operatori di grandi dimensioni come Ryanair. L’efficacia del lavoro svolto da Italia Rimborso si conferma una risorsa concreta per centinaia di viaggiatori che spesso si trovano a fronteggiare ostacoli nel far valere i propri diritti.

Da ItaliaRimborso commentano con soddisfazione: “Questa pronuncia del Giudice di Pace di Bari è una vittoria della legalità, della chiarezza e della tutela effettiva dei diritti dei consumatori. La compagnia aerea non ha potuto sottrarsi alle sue responsabilità, e il passeggero ha finalmente ottenuto giustizia. Continueremo su questa strada”.

In volo da Bari a Milano per espianto di organo: equipe medica trasportata dall’Aeronautica

Si è concluso nella giornata di ieri un volo urgente, dall’aeroporto di Bari Palese a quello di Milano Malpensa, effettuato con il nuovo velivolo G650 del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare per trasportare un’equipe sanitaria specializzata in espianto organi.

Lo rende noto l’Aeronautica militare. Giunto all’aeroporto di Bari, il G650 ha imbarcato l’equipe, composta da tre medici, ed è subito decollato alla volta di Milano.

Atterrati all’aeroporto del capoluogo lombardo, il team sanitario ha proseguito il proprio viaggio verso una struttura sanitaria ospedaliera piemontese con un’automedica per effettuare la delicata attività di espianto organo. Il G650 ha poi fatto rientro a Ciampino, sede del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare, per riprendere il suo stato di prontezza operativa.

La richiesta di intervento è pervenuta dalla Prefettura di Bari alla Sala Situazione di Vertice dell’Aeronautica Militare del Comando Squadra Aerea di Milano, che ha immediatamente attivato il 31° Stormo di Ciampino, uno dei Reparti che svolge il servizio di prontezza operativa per questo genere di missioni e che ha recentemente ammodernato la sua flotta con i nuovi velivoli G650.

Truffa delle orecchiette, un cinese di Milano in visita a Barivecchia: “Ora siamo più attenti”

L’inchiesta sulla truffa delle orecchiette di Quinto Potere ha spopolato in tutta Italia e non solo. Siamo stati fermati per strada da due cinesi di Milano, in visita a Bari. Uno di loro ha ammesso di conoscerci per aver seguito le varie tappe proprio di questa inchiesta e che ha annunciato di prestare massima attenzione quando si recherà proprio tra i vicoli della città vecchia.

Bari, bimbo di 10 anni in pericolo di vita: trasportato d’urgenza a Milano con volo dell’Aeronautica Militare

Un bimbo di 10 anni, in imminente pericolo di vita, è stato salvato da un volo dell’Aeronautica Militare che l’ha trasportato da Bari a Milano – Linate. Il C-130J, unico aereo dell’Aeronautica Militare in grado di imbarcare fino a due ambulanze grazie alle particolari dimensioni ed equipaggiamenti di cui è dotato, è partito da Pisa nella serata di ieri e ha raggiunto l’aeroporto pugliese dopo più di un’ora di volo.

Qui ha prontamente imbarcato l’ambulanza su cui si trovavano il bambino, i suoi genitori e l’equipe medica, quest’ultima composta da tre operatori sanitari (più i tre autisti) per poter fornire al bimbo un’adeguata assistenza durante il volo.

Il piccolo paziente  aveva necessità di viaggiare restando nel veicolo sanitario e ricevere così supporto specialistico anche durante la corsa aerea; da qui la richiesta giunta all’Aeronautica Militare affinché attivasse lo speciale trasporto.

Precedentemente ricoverato presso il Policlinico di Bari “Giovanni XXIII”, il bimbo è così giunto sull’aeroporto di Milano Linate dopo le due di notte. Da qui ha potuto proseguire il suo viaggio in ambulanza raggiungendo in breve tempo il Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano per ricevere l’assistenza sanitaria specifica.

A questo punto il C-130J ha potuto fare rientro a Pisa, atterrando poco dopo sull’aeroporto militare della 46ª Brigata Aerea, dove l’aereo è di stanza, e riprendendo la prontezza operativa a favore della collettività.

Il volo sanitario è stato richiesto dalla Prefettura di Bari e autorizzato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, per poi essere tempestivamente disposto e coordinato dalla Sala Situazioni di Vertice del Comando della Squadra Aerea – 1ª Regione Aerea di Milano.