Omissione di atti d’ufficio e falso, il comandante della Polizia Locale di Grumo nei guai: chiesto il rinvio a giudizio

Il comandante della Polizia Locale di Grumo Appula, il 63enne Antonio Perchiazzi, rischia il processo per rifiuto e omissione di atti d’ufficio e falso. La pm Savina Toscani ha chiesto il suo rinvio a giudizio per fatti che risalgono al periodo 2019-2022.

Secondo le indagini della Finanza, “Perchiazzi avrebbe omesso di costituirsi in 98 giudizi civili relativi a contenziosi connessi alle opposizioni contro le multe per violazioni al codice della strada, o si sarebbe costituito tardivamente, subendo così decadenze processuali. In altri casi avrebbe omesso di predisporre il pagamento entro 120 giorni dalla notifica di 134 sentenze sfavorevoli, contenenti la condanna dell’ente alle spese processuali, così generando un onere finanziario, aggiuntivo per il Comune pari a oltre 27mila euro”, si legge su La Gazzetta del Mezzogiorno.

Ma non solo. Il 63enne avrebbe omesso anche di vigilare sul corretto adempimento del contratto di appalto relativo al noleggio di un’apparecchiatura di autovelox e del servizio di “data entry” che fa riferimento alla parte amministrativa dei procedimenti sanzionatori.

L’accusa di falso invece fa riferimento alla determina sull’importo delle multe per le violazioni al codice della strada, tra cui quelle per eccesso di velocità. In più Perchiazzi avrebbe anche omesso di bandire una gara d’appalto per il servizio di ricovero e custodia dei cani randagi, affidandolo direttamente alla ditta che lo gestiva da anni, generando debiti fuori bilancio quantificati in circa 63mila euro in due anni (2020 e 2021). Il Comune è parte offesa e potrà costituirsi parte civile nell’udienza preliminare. Si tornerà in aula il 24 novembre. 

Bari, fermato in auto con la moglie senza documenti. Era ricercato da due anni: arrestato 37enne

Un uomo di 37 anni ricercato dal settembre del 2023, è stato arrestato ieri dagli agenti della polizia locale di Bari mentre, a bordo di un’auto assieme alla moglie, stava percorrendo una strada del quartiere Carrassi del capoluogo pugliese.

Secondo quanto accertato, il 37enne che scontava una pena di circa sette anni per cumulo di varie condanne precedenti, era destinatario di un avviso di rintraccio emesso per il suo mancato rientro nel carcere di Lecce dopo un permesso premio di una settimana.

Fermato nell’ambito di controlli del territorio, all’uomo sono stati chiesti i documenti ma oltre alla carta di circolazione e alla polizza assicurativa per l’auto, era sfornito di carta di identità e si è presentato con le generalità del fratello. Attraverso i controlli delle varie banche dati, gli agenti sono risaliti alla sua identità e lo hanno arresto per evasione e false generalità.

Gli è stata comminata anche una sanzione pari a 5.100 euro per guida senza patente con contestuale fermo del mezzo per tre mesi. Ora si trova in carcere a Lecce.

Follia tra Ruvo e Corato, minorenne alla guida senza patente sfugge al posto di blocco: inseguimento da film

Un folle inseguimento tra Ruvo e Corato è avvenuto nella serata di sabato. Protagonista una minorenne di Molfetta, alla guida di una Toyota noleggiata e prestata da un amico senza patente.

La giovanissima non si è fermata al posto di blocco della Polizia Locale di Ruvo e così è nato un inseguimento che si è snodato fino al centro storico di Corato. La vettura ha colpito diverse auto parcheggiate e si è rischiata più volte la tragedia visto, mettendo a repentaglio la sicurezza di numerosi automobilisti e passanti.

Sul posto è intervenuta anche una pattuglia dei Carabinieri, l’auto è stata bloccata perché la Locale è riuscita a speronare la Toyota. Le due occupanti, tra cui la ragazza minorenne alla guida, sono state fermate e denunciate. La minorenne risponde di resistenza a pubblico ufficiale, guida pericolosa, omissione di fermata all’alt e attentato alla sicurezza della circolazione stradale.

Bari, festa organizzata senza licenza e biglietti venduti a minori: chiusa discoteca in via Fanelli

La Polizia Locale di Bari ha chiuso una discoteca in via Fanelli a Bari che organizzava una festa senza premessi con biglietti venduti anche a minorenni.

L’evento era in programma domani, sabato 20 settembre, ma secondo quanto scoperto l’attività non possedeva la licenza per attività di pubblico spettacolo e il titolo di agibilità del locale.

Non è la prima volta. Già in passato il locale era stato sanzionato due volte con ordinanza di cessazione dell’attività abusiva. Il titolare sarà nominato custode giudiziario e la discoteca resterà chiusa fino all’ottenimento delle autorizzazioni.

Bari, scavalca la recinzione e accede al Sacrario Militare: denunciato 25enne

Nel tardo pomeriggio di ieri, una pattuglia della Polizia Locale, di transito in via Gentile, ha sorpreso un giovane che accedeva nel Sacrario Militare dopo aver scavalcato la recinzione.

Prontamente gli agenti si sono avvicinati e hanno intimato al soggetto di lasciare quel luogo. L’uomo, 25enne barese, è stato denunciato per l’ipotesi di reato di cui all’art. 682 C.P. ed è stato redatto a suo carico verbale di identificazione, nomina difensore ed elezione di domicilio, a norma dell’art. 161 cc 01 e 1 CPP.

Si rammenta che l’articolo 682 cp prescrive che chiunque si introduce in luoghi nei quali l’accesso è vietato nell’interesse militare dello Stato, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto da tre mesi a un anno ovvero con l’ammenda da euro 51 a euro 309.

Naturalmente le indagini proseguono per verificare le reali intenzioni del soggetto e l’eventuale concorso in tale azione di altri soggetti finora sconosciuti.

Bari a ferro e fuoco, incontro tra i sindacati della Polizia Locale e il Prefetto: “Dispositivo di sicurezza va rafforzato”

“Accogliendo la richiesta formulata nei giorni scorsi dalle segreterie provinciali di CISL FP, UIL FPL, CSA e SULPL, il Prefetto di Bari, S.E. Francesco Russo, alla presenza del Questore dott. Gambino, ha incontrato questa mattina le Rappresentanze Sindacali del personale della Polizia Locale di Bari, per un confronto sulle problematiche connesse alla gestione dell’emergenza sicurezza in città. Negli ultimi tempi le cronache riportano con preoccupante frequenza episodi di violenza che hanno reso necessario l’intervento della Prefettura, la quale ha promosso l’adozione di un dispositivo straordinario di sicurezza volto a ristabilire condizioni di maggiore tranquillità nelle piazze cittadine”.

Inizia così il comunicato stampa congiunto delle segreterie territoriali di Cisl FP Bari, UIL FPL Bari, C.S.A. e SULPL. “Nei giorni scorsi le stesse organizzazioni sindacali avevano già incontrato il Sindaco Leccese. In quell’occasione era stato accolto positivamente l’annuncio del reperimento di fondi destinati a dotare il Corpo di mezzi e strumenti più moderni e adeguati; al contempo, però, erano rimaste irrisolte alcune criticità legate al fatto che gli operatori della Polizia Locale si sono trovati talvolta a presidiare il territorio in condizioni di isolamento operativo, circostanza non conforme al quadro normativo che attribuisce al Corpo funzioni di carattere ausiliario rispetto alla pubblica sicurezza. Proprio al fine di chiarire tali aspetti, le OO.SS. avevano richiesto un immediato confronto con il Prefetto – si legge -. Durante l’incontro odierno, i rappresentanti sindacali hanno ribadito le proprie preoccupazioni e formulato la richiesta di un rafforzamento del dispositivo di sicurezza, sottolineando l’esigenza di un maggiore coordinamento tra le Forze dell’Ordine, tale da escludere il coinvolgimento della Polizia Locale in attività eccedenti le competenze previste dalla legge”.

“La competenza del Questore ha consentito di approfondire le criticità emerse, chiarendo che dall’8 settembre, con il rafforzamento del dispositivo di sicurezza, non si è più verificato che il presidio delle aree sensibili fosse affidato esclusivamente alla Polizia Locale. Restano tuttavia alcune preoccupazioni, sia per la durata limitata di un dispositivo che non potrà essere garantito a tempo indefinito, sia per il fatto che gli episodi si registrano con crescente frequenza anche al di fuori delle cosiddette aree sensibili. Dal confronto con l’esperto contributo del Questore, i sindacati hanno rafforzato la loro convinzione sulla necessità di interventi urgenti sugli aspetti organizzativi della Polizia Locale – concludono -. Al termine della riunione, il Prefetto Russo ha assicurato la massima attenzione alle istanze rappresentate, confermando l’impegno della Prefettura a favorire un modello di collaborazione istituzionale basato sul rispetto delle normative e sulla tutela della sicurezza degli operatori. Lo stesso Prefetto ha infine garantito che, nel rispetto dei ruoli istituzionali, saranno avviate le opportune interlocuzioni con il Sindaco per arrivare a soluzioni concrete alle problematiche segnalate”.

Corato, incendiate nella notte le auto dell’ispettore Lamarca della Polizia Locale. Il Sindaco: “Limite superato”

La notte scorsa sconosciuti hanno dato alle fiamme due auto di proprietà di Savino Lamarca, ispettore della polizia locale di Corato (Bari). I mezzi erano parcheggiati all’interno della abitazione di campagna dell’ispettore e chi ha appiccato le fiamme, ha anche distrutto la recinzione.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno spento il rogo. Indagano i carabinieri. A denunciare quanto accaduto, è il Comune con una nota in cui il sindaco di Corato, Corrado De Benedittis, definisce l’episodio “un gravissimo atto intimidatorio ai danni della polizia locale e delle Istituzioni comunali”.

“Si è superato il limite”, aggiunge chiedendo “una risposta forte e decisa da parte della Prefettura, delle forze dell’ordine e della magistratura”. “Scriverò quest’oggi al Prefetto per rappresentare la gravissima situazione determinata”, annuncia il primo cittadino che si dice vicino all’ispettore. “Non possiamo consentire che la città cada ostaggio di bande criminali, dedite a spaccio, furti e rapine”.

Bari, controlli della Locale da piazza Moro a piazza Umberto: il report del 2025. Arrestati 4 parcheggiatori abusivi

Alla luce dei recenti accadimenti che hanno riguardato la sicurezza urbana nelle piazze centrali della città, con particolare riferimento a piazza Umberto e piazza Moro, l’assessora alla Vivibilità urbana Carla Palone rende noti i dati dei servizi di monitoraggio e controllo del territorio svolti dall’inizio dell’anno dal Corpo di Polizia locale di Bari.

Per quanto riguarda gli interventi che hanno portato all’accertamento di condotte illecite di carattere penale o amministrativo, che destano particolare allarme sociale, ad oggi si registrano 19 interventi, che hanno condotto a 7 arresti e 12 denunce all’autorità giudiziaria, mentre per ciò che attiene a fatti non rilevanti dal punto di vista penale, ma che concorrono ad alimentare la percezione di insicurezza, come risulta dagli interventi registrati dalla sala operativa della Polizia locale e dalle relazioni di servizio del personale del settore Viabilità, si registrano 13 interventi. A questi si aggiungono 6 contestazioni con accertamento di violazioni amministrative, cui è seguito, in 1 caso, il relativo provvedimento di allontanamento.

La Polizia locale è stata anche impegnata nell’attività di presidio in altre zone della città, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno dei cosiddetti “parcheggiatori abusivi”: nelle aree del molo San Nicola e in piazza Libertà, infatti, sono stati portati a termine 11 interventi, con 4 arresti e 6 provvedimenti di allontanamento.

“Gli uomini e le donne della Polizia locale ci sono e svolgono quotidianamente il loro dovere – spiega Carla Palone – rappresentando l’amministrazione comunale in ogni strada e piazza della città, come ha ricordato oggi il sindaco nel corso dell’incontro con il comandante Palumbo e una delegazione degli agenti. Da anni collaboriamo attivamente con le altre forze di Polizia in maniera sinergica e strategica, con l’obiettivo di assicurare il presidio del territorio e la sicurezza dei cittadini. Siamo convinti che spetti al Corpo contribuire alla tutela della sicurezza urbana, andando, a volte, anche oltre il proprio ruolo. Per questo, a nome dell’amministrazione comunale, desidero ringraziare tutti gli agenti della Polizia locale, che in alcuni casi sono stati anche vittime di aggressione per mano di soggetti colti in flagranza di reato. La Polizia locale c’è, può contare su personale qualificato e competente e lavora quotidianamente in prima linea su molteplici fronti per assicurare contesti di legalità e una maggiore vivibilità in favore dei residenti e dei visitatori”.

Bari, vigilesse licenziate dal Comune tornano al lavoro. La difesa: “Non hanno rapporti con i clan”

“L’autorità giudiziaria penale non ha mai ravvisato alcun profilo di illiceità nel comportamento delle agenti Biallo e Losacco, né – sempre per quanto consta alla difesa – le due hanno mai rivestito neanche la qualità di persona sottoposta alle indagini”.

A parlare è Antonio Maria La Scala, il legale delle due vigilesse reintegrate in servizio disposto dopo la sentenza del Tribunale del Lavoro. Le agenti della Polizia Locale erano state licenziate dal Comune di Bari a marzo del 2024 perché coinvolte nell’inchiesta che ha portato all’esecuzione di 130 misure cautelari per presunti episodi di voto di scambio politico-mafioso alle elezioni del 2019.

Secondo le indagini avrebbero chiesto aiuto a un fedelissimo del clan mafioso Parisi, Fabio Fiore (ex autista del boss di Japigia ‘Savinuccio’), per punire una persona che, dopo aver ignorato un semaforo rosso, le avrebbe insultate.

“L’ufficio di Procura ha solo inviato gli atti in questione al Comune di Bari per eventuali profili di competenza amministrativa e disciplinare. I Giudice del Lavoro del Tribunale di Bari, dichiarando illegittimo il licenziamento disposto, ha ritenuto trattarsi al più di condotte inopportune – aggiunge l’avvocato -. Nelle occasioni contestate le due agenti hanno operato correttamente, senza favorire alcuno, anzi provvedendo a contestare apposita infrazione ed a sanzionare il soggetto ritenuto appartenente al sodalizio criminoso denominato clan Parisi”.

“In nessuna delle intercettazioni telefoniche le predette agenti hanno mai rivolto qualsivoglia richiesta di aiuto o avanzato richieste di protezione a soggetti accusati di appartenere a sodalizi criminosi di natura mafiosa – conclude La Scala -. Al momento dei fatti in questione e delle conversazioni telefoniche riportate dagli organi di stampa la persona era assolutamente incensurato e – in relazione al procedimento penale per il quale era all’epoca indagato – è stato poi assolto”. Il Comune di Bari ha però preannunciato che valuterà l’impugnazione della sentenza. 

Follia a Bari, riconosciuto fuori servizio viene aggredito davanti a moglie e figlia: ferito vigile urbano

Un agente della Polizia Locale di Bari è stato aggredito da un gruppo di stranieri mentre passeggiava con la moglie e la figlia piccola in via Capruzzi. Il 50enne è stato riconosciuto per una precedente operazione di servizio ed è stato aggredito con bottiglie di vetro. Uno degli aggressori, un 30enne parcheggiatore abusivo, è stato arrestato. L’agente ha rimediato ferite da taglio al petto e al viso.

A denunciarlo sono i sindacati Cisl Fp, UILFPL e CSA. “Questo è il momento di dire basta all’uso della Polizia Locale per servizi di sicurezza urbana e prevenzione – si legge nella nota -. A seguito del servizio svolto, si viene riconosciuti, aggrediti e feriti”.

“Il magistrato di turno ha convalidato l’arresto per resistenza ai colleghi intervenuti in servizio, ma non l’arresto per l’aggressione e lesioni in quanto la vittima era fuori servizio. Queto è un fatto di una gravità assoluta”, aggiungono.

“Cosa dobbiamo dire alla moglie e alla bimba, di andare in terapia dallo psicologo per lo stato d’ansia e di paura. Basta, basta, basta! Non siamo più liberi di circolare nella nostra città e dobbiamo avere paura di uscire di casa con la paura di essere aggrediti. Siamo in uno stato di guerra, senza tutele e noi siamo perdenti”, concludono i sindacati.