Folli impennate con lo scooter, bravate social a targa e volto scoperti: taggata la Polizia Locale

Torniamo a parlare del nuovo genio barese che ha riempito il profilo Instagram con video che immortalano acrobazie spericolate su moto e scooter per le strade di Bari. Alcune anche a poca distanza da passanti e altri mezzi.

Oltre ad essere un esibizionista, si è praticamente autodenunciato. Uno degli ultimi video, girato in corso Vittorio Emanuele, lo vede protagonista mentre impenna e si mette in piedi su una sella.

C’è chi ha fatto notare sui social come la targa sia ben visibile, con tanto di menzione e tag alla Polizia Locale di Bari. Abbiamo chiesto ai baresi un commento e un giudizio dopo aver visionato insieme a loro i video.

Polizia Locale Bari, caos sull’armamento del personale. Sindacati all’attacco: “Previsto solo per la notte è intollerabile”

“Le scriventi Organizzazioni Sindacali intendono nuovamente sottoporre all’attenzione degli Organi in indirizzo la questione, ormai non più rinviabile, relativa alla normativa sull’armamento del personale appartenente alla Polizia Locale di Bari. Negli ultimi tempi, anche a seguito di comunicazioni pervenute al personale attraverso canali non ufficiali, la gestione di tale materia ha assunto contorni paradossali, al limite del grottesco”.

Inizia così il comunicato congiunto di CISL FP Bari, UILFPL, CSA e S.U.L.P.L. “Tali modalità operative inducono a ritenere che i vertici della Ripartizione siano caduti in uno stato di confusione profonda, che rischia di compromettere la certezza normativa e organizzativa necessaria per un servizio tanto delicato – si legge nella nota -. Da tempo chiediamo l’istituzione di un tavolo di confronto, convinti che una tematica di tale rilevanza non possa essere affrontata con continui tentennamenti né, peggio ancora, con modifiche repentine e non coordinate delle disposizioni, spesso comunicate al personale in modo non uniforme”.

“È noto come nel Comune di Bari non sia mai stato adottato un Regolamento o una Delibera di Giunta che dichiari formalmente armato il Corpo di Polizia Locale. Manca inoltre un’armeria conforme e un’organizzazione strutturata idonea a supportare tale assetto operativo. Nonostante ciò, si tende a scaricare sui soli dipendenti le evidenti carenze e disfunzioni strutturali della Ripartizione – aggiungo i sindacati -. Eppure la normativa vigente – nello specifico, l’art. 20, comma 2, del D.M. n. 145/1987 – è chiara nel definire che, in assenza di specifiche disposizioni circa i servizi da svolgersi armati, questi si intendano riferiti di diritto ai servizi esterni di vigilanza, nonché a quelli di vigilanza e protezione della casa comunale, dell’armeria del Corpo, ai servizi notturni e di pronto intervento. Appare dunque inspiegabile come mai le recenti comunicazioni indirizzate al personale facciano riferimento esclusivamente al servizio notturno, omettendo ogni menzione alle altre fattispecie indicate dalla normativa”.

“Tale scelta appare come l’ennesima manifestazione di quella gestione differenziata e contraddittoria che da tempo denunciamo: da un lato, alcuni operatori sono di fatto esclusi dalla possibilità di svolgere servizi serali e notturni; dall’altro, si consente, solo per fare un esempio, lo svolgimento di servizi di vigilanza alla casa comunale o per un semplice turno antimeridiano e pomeridiano senza l’utilizzo dell’arma, in palese contrasto con quanto previsto dalla legge. È bene precisare che il cuore del problema non è solo la perdita economica per i dipendenti esclusi da tali servizi – elemento comunque rilevante in un contesto sociale ed economico difficile – ma soprattutto la sistematica violazione delle normative vigenti, colpevolmente ignorate da anni – aggiungono -. È risaputo, ad esempio, che molti operatori svolgono regolarmente servizi notturni pur non essendo armati”.

“Perché solo oggi si solleva il problema? E perché limitatamente ai soli turni notturni, ignorando le altre attività previste dalla norma? Si tratta di interrogativi legittimi, che esigono risposte chiare e tempestive. Essi rappresentano solo la punta di un iceberg, ovvero di una questione ben più ampia e complessa, che non può essere gestita con approssimazione e disorganizzazione – concludono -. Proprio per queste ragioni, nelle recenti assemblee è emersa, come forma di protesta, la proposta della riconsegna collettiva delle armi. Qualora la situazione attuale dovesse perdurare, le scriventi Organizzazioni Sindacali si impegneranno a sostenere e promuovere tale iniziativa. Alla luce di quanto sopra esposto, si ribadisce con forza la richiesta di una convocazione urgente e monotematica, al fine di fare finalmente chiarezza e ristabilire, per tutti, regole certe e condivise su un tema così cruciale per la sicurezza pubblica e la dignità del personale”.

Giovinazzo, moto non si ferma al posto di blocco: agente la insegue, cade e si rompe una gamba

Attimi di tensione ieri mattina a Giovinazzo dove una moto non si è fermata ad un posto di blocco della Polizia Locale nei pressi di una rotatoria. Alla guida un giovane di Bitonto che è scappato a velocità sostenuta, nel tentativo di inseguirlo uno degli agenti ha perso l’equilibrio ed è caduto dalla sua moto, rimediando la frattura della tibia e del perone.

“Quanto è accaduto è inaccettabile. Sia io che l’assessore alla Polizia Locale, Alfonso Arbore, esprimiamo la nostra solidarietà all’agente Giorgio Contaldo rimasto ferito durante un inseguimento – le parole del sindaco Michele Sollecito -. Gli siamo vicini per aver dimostrato ancora una volta dedizione e spirito di sacrificio, oltre che coraggio e intraprendenza2.

“Purtroppo il nostro agente dovrà affrontare un intervento chirurgico e noi sentiamo di essere vicini a lui e a tutto il corpo della Polizia Locale che con grande impegno cerca di presidiare al meglio la nostra città – aggiunge il primo cittadino -. Pertanto, a nome di tutta l’ Amministrazione comunale, formulo i migliori auguri per una pronta ripresa all’agente Contaldo”.

“Spero che, quanto prima, sia fatta giustizia e vengano applicate le dovute sanzioni visto che questo trasgressore ha messo a repentaglio la vita di due nostri agenti che semplicemente stavano svolgendo il proprio lavoro. Cosi non va bene, certa gente deve imparare a stare alla larga dalla nostra città”, conclude Sollecito.

Caos alla Polizia Locale, comandante avverte Antonio: “La diffido da fare considerazioni personali”

Ci siamo recati alla Prefettura di Bari per poter incontrare e parlare del comandante della Polizia Locale, Michele Palumbo, con l’obiettivo di fare chiarezza sul tentativo di conciliazione fallito con i sindacati. Le domande restano tante, abbiamo provato ad ottenere risposte nonostante il rapporto non certamente idilliaco con il Comandante. Ecco come è andata. 

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Taranto, aggredito per strada da passante dopo aver fatto una multa: agente di Polizia Locale finisce in ospedale

Un agente della Polizia Locale è stato aggredito nel pomeriggio del 5 aprile, al quartiere Paolo VI, da un passante, entrato in scena per difendere un giovane appena multato in via Cavour.

Dalle parole ai fatti, è nata una colluttazione e uno dei due agenti sul posto ha riportato contusioni ed è stato portato all’ospedale Moscati. “Un’aggressione che non può e non deve passare sotto silenzio. Serve una risposta forte e immediata – così Patrizia Catucci della UIL FPL Taranto – Un fatto gravissimo che colpisce direttamente la professionalità e l’incolumità di chi ogni giorno opera per la sicurezza della nostra città. Non possiamo assistere in silenzio a simili episodi: ogni aggressione agli agenti è un colpo inferto all’intero sistema delle istituzioni pubbliche”

“Quanto accaduto riporta l’attenzione sulla drammatica carenza di organico e sull’insufficienza di risorse che affligge il corpo della Polizia Locale. Servono interventi concreti: è urgente avviare un piano straordinario di assunzioni e procedere allo scorrimento della graduatoria esistente, per dare respiro a chi è in prima linea e garantire un servizio efficace e sicuro alla cittadinanza”, ha aggiunto.

 

Trasferiti perché “vicini ai clan”, il mistero dei 9 vigili urbani: pagati per non fare niente

Nove agenti della Polizia municipale di Bari sono stati trasferiti ad altre mansioni che non richiedono l’uso della pistola perché – secondo gli accertamenti della commissione nominata dopo il blitz Codice Interno che ha portato a più di 130 arresti per voto di scambio politico-mafioso – avrebbero avuto contiguità inopportune con i clan mafiosi. Che fine hanno fatto questi agenti? Ecco cosa abbiamo scoperto.

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Multe stradali, Bari è il comune pugliese con maggiori incassi: 11 milioni di euro nel 2024 – I NUMERI

Sono 22,7 i milioni di euro incassati nel 2024 dai Comuni pugliesi dalle multe e dalle sanzioni legate alle violazioni del codice della strada, secondo quanto emerge dall’analisi di Facile.it sui dati del Siope.

In vetta alla classifica c’è Bari (11,1 milioni di euro), seguita da Taranto (4,1 milioni), Foggia (1,8 milioni di euro), Trani (1,7 milioni di euro), Brindisi (1,6 milioni di euro) e Andria (1,4 milioni di euro). Chiude la graduatoria regionale Barletta (1 milione). Bari è primo anche nel valore pro capite calcolato come rapporto tra proventi e residenti con una multa pro capite pari a 35,1 euro.

Milano, Roma, Firenze e Torino sono i comuni che, nel 2024, hanno registrato i maggiori proventi da multe e sanzioni a carico delle famiglie per violazioni delle norme del Codice della Strada; è quanto emerso dall’analisi di Facile.it su dati Siope.

Con più di 204 milioni di euro, Milano guida la classifica 2024 dei comuni italiani che hanno dichiarato i maggiori proventi derivanti da multe e sanzioni stradali. Al secondo posto, con 145,8 milioni di euro si posiziona il comune di Roma, seguito da quello di Firenze (61,6 milioni di euro); quarto, ad un soffio, Torino (poco meno di 61,2 milioni euro).

Continuando a scorrere la graduatoria, al quinto posto si trova il comune di Napoli, che lo scorso anno ha dichiarato incassi per multe stradali alle famiglie pari a 42,9 milioni di euro, seguito dal comune di Genova (36,7 milioni di euro) e da quello di Bologna (27,7 milioni di euro). I primi 10 comuni della graduatoria, tra cui figurano anche Verona, Padova e Palermo hanno dichiarato, in totale, quasi 650 milioni di euro di sanzioni provenienti da multe stradali alle famiglie, vale a dire più di un terzo del totale incassato da tutti i comuni italiani.