Omicidio a Capurso, muore il 29enne Vito Caputo: chiesta condanna a 14 anni per il killer Piero Canonico

La Procura ha invocato, nel processo in corso con rito abbreviato, una condanna di 14 anni di reclusione nei confronti del 27enne Piero Canonico, accusato di aver ucciso il 16 marzo 2023 durante una rissa il 29enne Vito Caputo e ferito l’amico della vittima Fabio Domenico Chiarelli. Le accuse sono quelle di omicidio, tentato omicidio, rissa aggravata e detenzione di arma bianca. Si tornerà in aula il 29 aprile per le arringhe della difesa.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Caputo sarebbe stato ucciso da Canonico con 12 coltellate. Chiarelli, che avrebbe dato il via all’inseguimento automobilistico (partito nel vicino comune di Cellamare) e alla rissa successiva, sarebbe stato ferito gravemente, sempre da Canonico, con 9 fendenti. Canonico è accusato di omicidio volontario e tentato omicidio, Chiarelli invece di rissa aggravata e violenza privata. Indagato per rissa, ma non sottoposto a misure cautelari, anche il padre di Canonico.

Tre dubbi sulla morte di Ciccio e Tore, mamma Rosa non si arrende. Istanza in Procura: “Indagini da riaprire”

Rosa Carlucci, la mamma di Ciccio e Tore, i due fratelli ritrovati il 25 febbraio 2008 in una cisterna a Gravina, non si è arresa e questa mattina, assistita dal suo legale, si è presentata in Procura per chiedere che si riprenda il fascicolo archiviato, depositando un’istanza per la riapertura delle indagini che si basa su tre punti essenziali.

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Omicidio Santa Scorese, Dimauro prosciolto per stalking alla sorella Rosa Maria: impugnata l’assoluzione

La Procura di Bari ha impugnato la sentenza di assoluzione di Giuseppe Dimauro. Il 64enne responsabile dell’omicidio di Santa Santa, la giovane attivista cattolica uccisa a coltellate a Palo del Colle il 15 marzo del 1991, è stato prosciolto dall’accusa di stalking nei confronti della sorella Rosa Maria perché ritenuto incapace di intendere e volere nonostante il percorso riabilitativo.

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Indagato per violenza sessuale in Puglia: la Procura chiede l’archiviazione per il premio Oscar Paul Haggis

La procura di Brindisi ha chiesto l’archiviazione per il regista premio Oscar Paul Haggis, indagato per lesioni e violenza sessuale nei confronti di una 30enne inglese. I fatti risalgono al giugno del 2022, quando Haggis si trovava in Puglia per partecipare festival del cinema Allora Fest. Fu tenuto agli arresti domiciliari dal 19 giugno al 4 luglio. I presunti abusi sessuali sarebbero avvenuti – secondo la denuncia della presunta vittima – dal 12 al 15 giugno del 2022 in un b&b di Ostuni. Haggis ha sempre respinto queste accuse. Dopo la scarcerazione, il 29 luglio del 2022 il tribunale del riesame di Lecce aveva rigettato l’appello del pubblico ministero contro la revoca dell’arresto. A quasi due anni dai fatti, la procura di Brindisi valutati gli atti in possesso ha avanzato la richiesta di archiviazione dalle accuse nei confronti di Haggis.