Crac dei fratelli Antro, la Procura di Bari chiude le indagini: si va verso il processo per bancarotta – NOMI

La Procura di Bari ha notificato, a distanza di anni, un avviso di conclusione di indagini ad Alviero ed Erasmo Antro, rispettivamente di 57 e 61 anni, i noti imprenditori baresi del settore edile, per la presunta bancarotta delle società Consorzio Sigi, Infrastrutture e servizi, Infotec, Segnaletica e servizi, dichiarate fallite nel luglio 2012. Alla moglie di Erasmo Antro, Francesca Boffoli, invece è contestata l’accusa di riciclaggio, mentre l’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato anche agli avvocati Ugo Patroni Griffi e Giampiero Balena, curatori fallimentari delle 4 società.

Ora i legali degli indagati potranno provare a contestare le ipotesi della Procura, prima che venga chiesto un rinvio a giudizio. I fratelli Antro furono arrestati e finirono ai domiciliari con l’accusa di truffa nei confronti della Provincia di Bari e di alcune banche, 10 mesi fa sono stati assolti grazie alla prescrizione. Ora però rischiano il processo per bancarotta. “Scritture contabili con il fine di celare la produzione di falsa liquidità attraverso l’emissione di fatture false, anticipazione ai soci con distrazione di diversi milioni dalle casse delle società e irregolare utilizzo delle carte di credito aziendali”, secondo la Procura il problema sorge dall’aver tenuto le scritture contabili in modo da non consentire la ricostruzione delle articolate vicende delle quattro società, il movimento degli affari e la situazione patrimoniale.

Lo spione dei conti bancari, Coviello controllava tutti. Anche i cittadini di Bitonto e la moglie: “Sono malato”

Vincenzo Coviello, il 52enne bitontino spione dei conti bancari, ha effettuato il primo accesso “abusivo” il 12 ottobre 2023 controllando i movimenti della moglie di suo cognato. “Ho commesso un errore di digitazione nell’ambito delle ordinarie verifiche dei plafond delle carte dei clienti gestiti. Ho comunque rispettato le regole sulla privacy”, la giustificazione data al suo ex direttore di Intesa Sanpaolo.

Le versioni però cambiano nel corso dei mesi, dopo aver violato altri conti bancari. “L’ho fatto per mera curiosità”, racconta. Nella difesa del procedimento disciplinare però spunta un “disturbo di adattamento misto” (ovvero disturbi emotivi e della condotta) come attestato da uno psicologo. Con la sua relazione ha cercato di evitare il licenziamento.

Il suo, con il passare del tempo, diventa un interesse morboso nei confronti dei segreti bancari delle persone, nel mirino non ci sono solo politici, sportivi (in totale 77) ma anche parenti (la madre e la moglie), conoscenti e abitanti di Bitonto. Tra le persone violate anche un suo omonimo, un primario del Policlinico di Bari (è stato quest’ultimo a far partire l’inchiesta), 73 colleghi di Intesa Sanpaolo e persino l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano. In totale sono 6.637 gli accessi effettuati sui dati di 3.572 clienti con conti correnti in 679 filiali tra il 21 febbraio 2022 e il 24 aprile 2024

Coviello è stato prima allontanato a maggio, poi licenziato l’8 agosto. I suoi legali hanno impugnato il licenziamento. Il 52enne ha dichiarato di non essere stato pagato o incaricato da nessuno e di aver cancellato e distrutto tutto. Ora però indaga su di lui la Procura. Le ipotesi di reato a suo carico sono quelle di accesso abusivo ai sistemi informatici e di tentato procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato.

Spia i conti bancari, nei guai ex dipendente Intesa Sanpaolo di Bitonto: tra loro Emiliano e Meloni. Inchiesta a Bari

Un bitontino risulta indagato per aver spiato migliaia di conti bancari, tra qui quelli della premier Meloni, di sua sorella Arianna, del suo ex compagno Giambruno e dei ministri Santanché e Crosetto.

Ma non solo. Nella lista ci sono anche il governatore della Regione Puglia Michele Emiliano, Ignazio La Russa, Raffaele Fitto, Luca Zaia, il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, i nomi di alcuni sportivi, militari e imprenditori. L’inchiesta è curata dalla Procura di Bari, come riportato dal quotidiano Domani. Lo scorso 8 agosto il funzionario della banca è stato licenziato, ma rischia grosso dopo aver violato nel norme sulla privacy. L’indagine è nata dalla denuncia di un correntista, resta da capire perché lo abbia fatto e se ci sono altre persone coinvolte.

Femminicidio a Gravina, la Procura insiste: “Lacarpia in carcere”. Domani i funerali di Maria Arcangela Turturo

La Procura di Bari, che non ha preso parte all’udienza di convalida del fermo nel carcere di Bari questa mattina, ha chiesto la custodia cautelare in carcere per Giuseppe Lacarpia, il 65enne accusato di aver ucciso a mani nude la moglie Maria Arcangela Turturo a Gravina. La decisione è attesa domani mattina.

Gli viene contestato l’omicidio premeditato con l’aggravante del rapporto di parentela e della premeditazione che comportano la pena dell’ergastolo. Nel fascicolo, oltre alle testimonianze dei parenti e delle tre persone che hanno ripreso l’aggressione, ci sono anche i primi esiti dell’autopsia. Confermate i gravi traumi e la presenza di ustioni. I funerali Arcangela Turturo dovrebbero svolgersi domani a Gravina.

“Neonazista e poveretta”, la premier Meloni ritira la querela e Canfora accetta la rimessione: processo chiuso

La Procura di Bari ha chiesto il proscioglimento del filologo Luciano Canfora, rinviato a giudizio ad aprile per diffamazione aggravata nei confronti della premier Giorgia Meloni. La richiesta è arrivata dopo che la difesa di Canfora (avvocato Michele Laforgia) ha comunicato l’accettazione della remissione di querela, notificata da Meloni lo scorso 30 settembre insieme alla revoca della costituzione di parte civile.

Meloni aveva querelato Canfora dopo che il filologo, nel corso di una conferenza nel liceo scientifico “Fermi” di Bari del 2022, l’aveva definita “neonazista nell’anima”. Ad aprile Canfora era stato rinviato a giudizio. La remissione di querela è stata trasmessa al Tribunale di Bari dalla difesa della presidente Meloni lo scorso 30 settembre e oggi in udienza il legale del professor Canfora, l’avvocato Michele Laforgia, ha depositato l’accettazione della querela. Il giudice si è riservato.

Tragedia a Cassano, Procura apre fascicolo sulla morte di Greta e Francesco: verifiche di due tecnici del Ministero

Due tecnici dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali, nota anche attraverso l’acronimo ANSFISA e alle dipendenze del Ministero dei Trasporti, si sono recati a Cassano sul luogo in cui la scorsa domenica hanno perso la vita la 21enne Greta Francone e il 24enne Francesco Castellaneta.

I due giovanissimi si trovavano a bordo di una Mercedes che ha sfondato il guardrail di viale Europa prima di precipitare giù dal cavalcavia della morte con un volo di 8 metri. I tecnici hanno valutato le condizioni generale della strada, a partire dalla segnaletica fino all’illuminazione, analizzando anche lo stato del guardrail a protezione della curva. La Procura della Repubblica di Bari ha aperto un fascicolo contro ignoti e senza indagati.

San Severo, muore carbonizzata dopo incidente: la Procura “sospetta” del marito. I punti oscuri della vicenda

La tragica morte di Lucia Salcone, la 47enne deceduta in un incidente stradale avvenuto la notte tra il 27 e il 28 settembre sulla provinciale 13 che unisce San Severo a Castelnuovo della Daunia, è destinata a diventare un caso. Ieri la Procura di Foggia ha notificato un avviso di garanzia per omicidio volontario al marito, Ciro Caliendo, imprenditore vitivinicolo di San Severo. La coppia era sposata dal 2001 con due figli che ora hanno 16 e 20 anni, pare che il loro matrimonio fosse in crisi da tempo. 

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