Dose di cocaina iniettata fatale, 53enne trovato morto in auto. Arrestata donna di 69 anni

Una donna di 69 anni è stata arrestata con l’accusa di aver ceduto ad un 53enne una dose di cocaina che, una volta iniettata per via endovenosa, aveva provocato la morte dell’uomo.

L’indagata si trova in carcere su disposizione della magistratura di Trani con l’accusa di morte come conseguenza di altro delitto e spaccio di sostanze stupefacenti.

Le indagini della Procura di Trani, delegate alla Squadra Mobile della Questura di Barletta-Andria-Trani, erano state avviate dopo la morte del 53enne andriese, il cui cadavere fu trovato nella sua auto nell’aprile 2025.

Sin dai primi accertamenti la morte sembrava da ricollegare all’assunzione di sostanze stupefacenti, circostanza questa confermata dall’autopsia che aveva concluso per un’intossicazione da cocaina assunta per via endovenosa.

Le intercettazioni e l’analisi dei sistemi di video-sorveglianza hanno consentito agli investigatori di acquisire elementi a carico della spacciatrice 69enne. Gli ultimi casi di overdose in provincia risalgono al 2008, periodo in cui l’utilizzo di droghe come l’eroina aveva causato diversi morti.

Bari, spaccio al Libertà. Arrestati mamma e figlio pusher davanti casa: condannati nel giro di poche ore

Nella serata di ieri gli agenti della Polizia Locale, insospettiti da strani movimenti, hanno fermato un uomo presso la sua abitazione situata al quartiere Libertà di Bari.

L’uomo è in risultato in possesso di sostanze stupefacenti, mentre la mamma ha tentato di disfarsi di una busta fra le autovetture in sosta. All’interno sono stati trovati oltre 110 grammi di hashish, confezionati in piccole dosi, un bilancino per la pesatura e 225 euro, probabilmente provento dell’attività illecita. Sostanze, materiale e denaro posti immediatamente sotto sequestro giudiziario.

Madre e figlio sono stati così arrestati e questa mattina si sono presentati nell’udienza disposta davanti all’autorità giudiziaria. Gli arresti e i sequestri sono stati convalidati il giudice ha disposto le condanne di 2 anni e mezzo ai domiciliari per il figlio e di un anno e mezzo con obbligo di firma e dimora alla madre.

Bari, droga trovata nel garage: arrestato pusher 20enne a San Girolamo. La “soffiata” alla Polizia su Youpol

Nei giorni scorsi, a Bari, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un barese di 20 anni, con precedenti di polizia legati al mondo della droga, ritenuto responsabile del reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Si rappresenta che si tratta di un provvedimento assunto nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

L’arresto trae origine da una segnalazione giunta alla Questura di Bari, attraverso il canale comunicativo “Youpol”, con la quale veniva comunicata la presenza di un borsone contenente droga all’interno di un condominio sito nel quartiere “San Girolamo”. L’applicazione “Youpol”, come noto, consente ai cittadini di interagire direttamente con la centrale operativa della Questura, sotto forma di messaggi, al fine di segnalare, anche in forma anonima, eventi di rilievo e/o notizie di reato.

Acquisita l’informazione, personale della sezione “Anti-Droga” della Squadra Mobile di Bari ha posto in essere un servizio di osservazione nei pressi dello stabile, al fine di individuare il detentore del borsone e del suo contenuto. I poliziotti appostati hanno notato il 20enne, nel garage condominiale seminterrato, avvicinarsi al borsone all’interno del quale, a seguito di una perquisizione, è stata rinvenuta sostanza stupefacente del tipo hashish. I successivi controlli, estesi all’intera area, hanno consentito di rinvenire ulteriore sostanza stupefacente, sempre del tipo hashish, nascosta nella contro soffittatura del garage.

Complessivamente, la sostanza stupefacente sequestrata, che si presentava in parte sotto forma di panetti ed in parte in piccole dosi pronte per essere commercializzate, è risultata avere il peso di poco meno di un chilogrammo.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, a seguito dell’arresto, si avvierà il confronto con la difesa dell’indagato, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.

Spaccio a Molfetta, droga consegnata a domicilio: 6 arresti e 17 indagati. Un pusher si lamentava: “Lavoro infinito”

Sono 17 gli indagati nell’ambito dell’inchiesta sullo spaccio di droga nelle piazze di Molfetta tra il 2020 e il 2023. Sei invece le misure cautelari (arresti domiciliari con l’obbligo del braccialetto elettronico) disposte dal gip del Tribunale di Trani, Marina Chisso, su richiesta della Procura di Trani. Tra loro anche una guardia particolare giurata.

Per altri due è stato invece disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, la droga veniva acquistata anche a domicilio. I pusher si muovevano a bordo di bici elettriche e c’era qualcuno che si “lamentavano di una giornata che non finiva mai”. La principale piazza di spaccio era localizzata sul prolungamento di via Pia.

 

Tensione col solito balordo strafatto, Carrieri (Lega): “Restituiamo le piazze ai baresi”

Attimi di tensione ieri pomeriggio in piazza Cesare Battisti a Bari dove due poliziotti in borghese si sono avvicinati ad un gruppo di 20 persone dedite allo spaccio. Qualcuno si è dato alla fuga, altri invece hanno aggredito i poliziotti. Uno dei due agenti è finito nell’aiuola dopo essere stato spinto ed è rimasto ferito. È stato soccorso dal 118. Due pusher sono stati fermati e portati in Questura, mentre sono state avviate le indagini per risalire all’identità degli altri protagonisti grazie anche alle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.

E non sono mancati i momenti di tensione neppure in piazza Umberto dove il solito balordo strafatto è andato in escandescenza alla vista della nostra telecamera. Siamo stati anche “rimproverati” dalla Polizia mentre svolgevamo il nostro lavoro. In scena anche una protesta del consigliere comunale di Bari Carrieri della Lega.

Bari a ferro e fuoco, controlli serrati nelle piazze del degrado: “spariti” pusher e delinquenti

Da piazza Moro a piazza Umberto, una passeggiata ad “alto impatto”. Siamo rimasti piacevolmente sorpresi dall’assenza sul posto di pusher e delinquenti, a causa della presenza massiccia delle Forze dell’Ordine nei punti più critici della città. Un segnale importante da parte delle Istituzioni dopo i recenti episodi di cronaca che hanno riacceso i riflettori sul problema della sicurezza a Bari.

Bari, droga venduta nel parcheggio di Pane e Pomodoro: arrestato pusher 21enne

L’assessora alla Vivibilità urbana Carla Palone rende noto che nella giornata di ieri è stato portato a termine dagli agenti della Polizia locale un arresto nell’area parcheggio della spiaggia Pane e Pomodoro, regolarmente presidiata con agenti del Corpo in divisa e in borghese.

Verso le ore 13 sono stati notati due uomini al centro di uno strano scambio di merce e denaro. A quel punto è scattato l’intervento degli agenti che hanno fermato e identificato i due individui, accertando che uno dei due aveva appena ceduto, dietro compenso, circa 3 grammi di sostanze stupefacenti, nascoste dal presunto spacciatore tra le aree verdi del parcheggio.

L’uomo, ventunenne di origini campane, è stato così arrestato per il reato di spaccio dagli agenti municipali, che hanno poi proceduto al sequestro di circa 21 grammi di hashish e di 1085 euro in contanti. All’attività ha partecipato anche una pattuglia dei Carabinieri presente in zona per analoghi servizi di prevenzione.

“L’amministrazione comunale, attraverso il lavoro della Polizia locale, continua a presidiare in modo costante tutto il territorio, non solo le piazze – commenta Carla Palone -. Lo dimostra questa ennesima operazione della Polizia Locale che, in sinergia, con le altre Forze di Polizia, si sta impegnando con tutti gli strumenti a sua disposizione e una complessa organizzazione delle risorse umane disponibili, proprio per garantire il migliore presidio possibile di tutta l’area urbana”.

Spaccio a Noicattaro, arrestati due pusher dalla Polizia: la base logistica in una villa in periferia

Lo scorso 8 luglio, a Noicattaro (BA), la Polizia di Stato ha tratto in arresto due baresi, di 45 e 35 anni, incensurati, ritenuti responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Con la doverosa precisazione che si tratta di accertamenti compiuti nella fase delle indagini preliminari, che necessitano della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.

L’operazione trae origine dall’azione di contrasto della Squadra Mobile della Questura di Bari al fenomeno del traffico e dello spaccio di sostanze stupefacenti, in città e nell’hinterland barese.

Gli accertamenti espletati, avvalorati da attività di pedinamento ed appostamento, hanno consentito di appurare come gli arrestati avessero impiantato una fiorente attività di spaccio, utilizzando come base logistica e nascondiglio una villetta di un quartiere residenziale alla periferia di Noicattaro.

Durante un servizio di appostamento, personale dei “Falchi” – sezione “Contrasto al Crimine Diffuso” – ha notato uno dei due arrestati recarsi presso l’abitazione, a bordo di un’autovettura, per poi uscire dalla stessa, dopo pochi minuti, con una busta in mano; i poliziotti sono immediatamente intervenuti ed hanno bloccato l’uomo, trovato in possesso di numerosi “panetti” di hashish, per un peso complessivo di 5 Kg.

La successiva perquisizione estesa all’abitazione monitorata, ha consentito di rinvenire, all’interno di un borsone di cui l’occupante della casa aveva cercato di disfarsi all’atto del controllo, ulteriori 113 “panetti” di hashish, del peso di 11 Kg, oltre a 290 grammi di cocaina e materiale utile al confezionamento delle dosi.

È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura pre-cautelare, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa delle indagate, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo, nel contraddittorio tra le parti.