Moto contro palo, muore a 64 anni il medico 118 Vincenzo Incoronato: “Grande perdita umana e professionale”

Vincenzo Fernando Incoronato, medico del 118, è morto ieri in un incidente stradale a San Severo dopo aver perso il controllo della moto in una curva finendo contro un palo di recinzione. L’incidente è avvenuto intorno alle 13 sulla provinciale per San Paolo di Civitate, paese in cui viveva. I soccorritori non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso poiché il 64enne è morto sul colpo. Sono intervenuti gli agenti della polizia stradale di San Severo.

“Una tragedia. Un dolore immenso. È una grande perdita umana e professionale”. Questo il commento del direttore dell’Asl di Foggia Antonio Nigri. “Era un medico sempre disponibile. Una colonna portante del servizio di emergenza urgenza dell’area nord della provincia – ha sottolineato Nigri -. Dedito al lavoro, affabile. Subiamo davvero una grande perdita”.

“È tra i colleghi più anziani del servizio di emergenza urgenza del 118 della provincia di Foggia. Da oltre 30 anni in servizio presso il 118 di San Severo. È una scomparsa che ha sconvolto tutti”. Così il direttore della centrale operativa del 118 di Foggia e direttore del dipartimento di emergenza urgenza, Stefano Colelli.

“Lo conoscevo da anni – aggiunge Colelli -. L’ultima volta l’ho visto due giorni fa quando è venuto in centrale operativa per partecipare ad un corso per l’utilizzo di device a bordo delle ambulanze. Nonostante le diverse decine di anni di servizio, era sempre attento ad aggiornamenti. Mostrava sempre entusiasmo per il suo lavoro nonostante le enormi difficoltà del sistema dell’emergenza urgenza. Non gli mancava molto per la pensione. È una perdita davvero enorme”.

Accoltella e uccide il compagno, 30enne arrestata a San Severo per l’omicidio La Pietra: “Non è stato un incidente”

Soccorsa Marino, 30enne di San Severo, è stata arrestata con l’accusa di aver ucciso con una coltellata all’addome il compagno coetaneo Mario La Pietra, assassinato la sera del 5 marzo nel suo appartamento in Vico Barone a San Severo.

La vittima fu ritrovata dal 118 con una vistosa e profonda ferita all’addome provocata da un coltello da cucina e fu trasportata in ospedale dove morì dopo alcune ore.

La 30enne in un primo momento parlò di una coltellata partita accidentalmente nel corso di un litigio, ma sono emerse diverse contraddizioni dal suo racconto.

Raccontò anche di essere stata strattonata e tirata per capelli dal marito mentre teneva in braccio il figlioletto di un anno. Per evitare che il piccolo cadesse o si facesse male, nel tentativo di divincolarsi, affermò di aver involontariamente procurato la ferita all’addome all’uomo, rivelatasi poi mortale.

Scontro tra furgoncino e moto nel Foggiano: San Severo piange il 65enne Michele D’Angelo

Un violento scontro tra un furgoncino ed una moto ha provocato il decesso del motociclista ed il ferimento del conducente dell’altro mezzo. È accaduto ieri nella tarda serata lungo la statale 16 ter, tra San Paolo di Civitate a San Severo nel Foggiano.

Da quanto si apprende, l’impatto è stato molto violento e ad avere la peggio è stato il motociclista Michele D’Angelo di 65 anni di San Severo, deceduto sul colpo.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco ed i carabinieri a cui spetta il compito di ricostruire la dinamica dell’incidente, mentre i sanitari del 118 hanno soccorso il ferito ma nulla hanno potuto per il 65enne.

Roma, fugge da casa per raggiungere una ragazza conosciuta su Instagram: 17enne fermato sul treno a San Severo

Un ragazzo di 17 anni, allontanatosi dalla propria abitazione in provincia di Roma all’insaputa dei genitori, è stato rintracciato dalla polizia nella stazione ferroviaria di San Severo.

Un agente della Polfer, libero dal servizio, è intervenuto su un treno regionale dove era stata segnalata la presenza di un ragazzino visibilmente confuso e spaventato e senza biglietto.

Dopo essere stato identificato, stando a quanto si apprende, il minorenne ha raccontato di essersi allontanato dalla propria abitazione per recarsi in un paesino del Gargano dove avrebbe incontrato una sua coetanea conosciuta su Instagram. Il ragazzo è stato preso in consegna dai poliziotti e successivamente affidato alla famiglia.

San Severo, tenta di uccidere un uomo e lo getta in un pozzo: arrestato il 38enne Antonio Avellano

Aggredì e buttò in un pozzo pieno d’acqua, con mani e piedi legati, un uomo che non gli aveva dato dei soldi. L’uomo, un 41enne, si salvò dopo 16 ore usando delle bottiglie di plastica come salvagente grazie all’intervento di un tecnico impegnato nella manutenzione dei cavi elettrici che sentì le sue grida e diede l’allarme.

Ora un 38enne di San Severo, Antonio Avellano, è stato condannato in via definitiva a sei anni di reclusione per tentato omicidio e sequestro di persona, rintracciato a Rovereto (Trento) e portato in carcere dai carabinieri.

I fatti risalgono alla notte del 2 marzo 2022. In quell’occasione, stando alla ricostruzione investigativa, una donna denunciò ai carabinieri di San Severo, la scomparsa del suo compagno. L’uomo fu ritrovato nel pomeriggio del 3 marzo, ferito, all’interno di un pozzo profondo circa 20 metri e contenente acqua, in una zona rurale in contrada Sterpanone di San Severo.

Il 41enne, che per circa 16 ore sarebbe sopravvissuto utilizzando bottiglie di plastica come salvagente e aggrappandosi per non annegare a blocchi di pietra che sporgevano dalle pareti irregolari del pozzo, fu trovato grazie ad un tecnico impegnato nella manutenzione dei cavi elettrici della zona, che diede l’allarme dopo averne udito le grida d’aiuto.

Secondo quanto ricostruito durante le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia, l’imputato – nel corso di un appuntamento ottenuto con un pretesto – avrebbe, con l’aiuto di un complice non identificato, aggredito e immobilizzato la vittima, con cui aveva rapporti personali e di natura economica e che in quella circostanza si sarebbe rifiutata di consegnare una somma di denaro, conducendola successivamente in campagna e gettandola all’interno del pozzo con mani e piedi legati con una corda.

Tragedia a San Severo, investita da treno merci: muore 20enne. Ipotesi suicidio

Tragedia ieri pomeriggio nei pressi della stazione ferroviaria di San Severo (Foggia) dove una giovane donna di vent’anni è stata investita da un treno merci di una ditta esterna a Trenitalia.

Sul posto sono intervenute le forze di polizia per tutti gli accertamenti del caso e per ricostruire la dinamica dei fatti. Al momento per il lomento più accreditata è che si sia trattato di un gesto volontario.

Sulla linea Termoli – Foggia, la circolazione ferroviaria ha subito dalle 18.30 una sospensione ma intorno alle 21 è stata riattivata.

Paura a San Severo, bomba sotto casa di una commerciante: danneggiati portone e auto. Indagini in corso

Un ordigno artigianale è stato fatto esplodere nella tarda serata di ieri davanti al portone d’ingresso di un’abitazione a San Severo, in provincia di Foggia, in cui vivono una donna, una commerciante del posto, e suo figlio.

Non si registrano feriti. A quanto si apprende, l’esplosione ha danneggiato il portone e un’auto parcheggiata nelle vicinanze.

Sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri. Sono in corso indagini.

Tragedia a San Severo, avvolto dalle fiamme nel suo terreno: muore il 67enne Angelo Martignetti

Non ce l’ha fatta Angelo Martignetti, il 67enne di San Severo (Foggia) deceduto per le gravi ustioni riportate mentre stava bruciando sterpaglie nel suo terreno alla periferia del comune Foggiano.

Era ricoverato nel centro Grandi ustionati dell’ospedale Perrino di Brindisi dove era giunto con l’elisoccorso. L’incidente è avvenuto il 16 aprile.

Stando ad una prima ricostruzione il 67enne, mentre era impegnato nell’attività di pulizia, sarebbe stato avvolto dalle fiamme, che lui stesso aveva appiccato, per un possibile cambio repentino del vento.

La situazione è apparsa subito critica con ustioni di grado elevato su più parti del corpo. A nulla sono valsi i tentativi dei sanitari di salvargli la vita.

Furto di cavi in rame a San Severo, intero quartiere resta al buio. L’appello della Sindaca: “Chi ha visto denunci”

Lunghi tratti di strada di San Severo, in provincia di Foggia, sono rimasti al buio in seguito al furto di centinaia di metri di cavi in rame dell’illuminazione pubblica.

Lo rende noto il Comune, sottolineando che “i tecnici sono al lavoro per ripristinare l’erogazione dell’energia elettrica della pubblica illuminazione nelle strade interessate che, per la complessità dei lavori, questa sera resteranno al buio”. E’ la seconda volta che nel quartiere si verifica un furto di questo tipo, era infatti già accaduto lo scorso agosto.

“Condanno a nome mio e dell’intera amministrazione comunale – dichiara la sindaca, Lidya Colangelo – quanto accaduto. E’ un atto vile e spregiudicato che mette in ginocchio un intero quartiere, lasciandolo senza illuminazione. Sottolineo che i nostri tecnici sono intervenuti tempestivamente, ma l’entità del danno non consentirà di ripristinare sin da oggi la pubblica illuminazione”. L’appello alla comunità è comunità di “prestare la massima attenzione nella percorrenza di queste arterie nelle ore serali e notturne e confidiamo nell’operato delle forze dell’ordine per individuare i responsabili dell’accaduto”.

La sindaca, nel chiarire che saranno visionate le immagini della videosorveglianza, invita “quanti abbiano visto qualcosa a segnalare, magari in anonimato, alle forze dell’ordine. Chiedo anche comprensione a tutti coloro che riscontrano disagi nel cimitero, dove la scorsa settimana sono stati trafugati centinaia di metri di cavi elettrici, lasciando senza luce alcune zone e tanti loculi. La nostra tecnostruttura è al lavoro”.

Mamma perde la testa, follia in Pediatria all’ospedale di San Severo: medici e infermieri barricati in una stanza

Una donna avrebbe aggredito verbalmente e minacciato il personale sanitario costringendolo a barricarsi in una stanza dell’ospedale in attesa dell’arrivo dei carabinieri.

E’ accaduto ieri nel reparto di pediatria dell’ospedale Masselli Mascia di San Severo, in provincia di Foggia. A quanto si apprende, anche dalla Fp Cgil, la donna ha portato la figlia prima in pronto soccorso e poi in pediatria, e ha preteso il ricovero della bambina nonostante non ci fossero posti letto a disposizione, rifiutando l’eventualità di un trasferimento in un’altra struttura.

Dopo poche ore è tornata in reparto e ha iniziato a inveire contro il personale, minacciando la dottoressa di turno, le infermiere e gli operatori socio sanitari che si sono quindi rifugiati in una stanza. A quel punto la donna ha iniziato a battere i pugni contro la porta, spaventando i bambini nel reparto, molti dei quali stavano giocando nella ludoteca o riposavano nelle camere.Nonostante l’arrivo della guardia giurata, la situazione non si è placata. Solo l’intervento dei carabinieri ha permesso di calmare la donna riportando la normalità nel reparto.

“Basta violenza contro gli operatori sanitari – afferma Angelo Ricucci, segretario generale della Fp Cgil di Foggia – chiediamo interventi concreti, tra cui il potenziamento della vigilanza e un presidio fisso delle forze dell’ordine nei reparti più esposti, un piano di prevenzione della violenza in sanità, con formazione specifica per il personale e campagne di sensibilizzazione rivolte all’utenza, pene più severe per chi aggredisce i lavoratori della sanità, affinché questi episodi non restino impuniti”. “Non possiamo più aspettare – conclude -. Lavorare in sicurezza è un diritto fondamentale di tutti gli operatori sanitari”.