Il 20enne è stato arrestato con l’accisa di omicidio stradale per la morte di Gaetano De Felice.
Continue readingBari, auto tamponata finisce contro il guardrail: muore il 47enne Massimiliano Colonna
Per il 47enne non c’è stato nulla da fare. I sanitari accorsi sul posto non hanno potuta fare altro che constatare il decesso.
Continue readingPapà muore travolto da una moto, 20enne senza patente. Lo sfogo di un residente: “Da anni scorrazza per Santo Spirito”
I residenti conoscono bene il 20enne e i suoi amici che da anni scorrazzano per le vie del rione mettendo in pericolo i passanti.
Continue readingBari, papà travolto e ucciso da uno scooter. Il cordoglio di Bitonto per Gaetano De Felice: “Vicini alla famiglia”
Su quanto accaduto ha espresso cordoglio l’amministrazione comunale di Bitonto. “La tragica notizia ha scosso profondamente tutta la comunità”
Continue readingBari, papà travolto e ucciso da uno scooter per proteggere il figlio: “Scena straziante morte annunciata”
“Ho sentito un boato tremendo e ci siamo avvicinati al luogo dello schianto. Arrivati sul posto abbiamo visto il papà in una pozza di sangue vicino a suo figlio, mentre la mamma lo trascinava a sé. Sembrava morto, poi si è ripreso lamentandosi dei dolori”. Una testimone racconta i drammatici momenti dell’investimento di Gaetano De Felice, papà bitontino di 47 anni e suo figlio di 6 anni. Stavano attraversando sulle strisce pedonali dopo una serata in pizzeria con la famiglia e alcuni amici.
“Ci siamo subito accorti che le condizioni dell’uomo erano disperate”, racconta un residente, di professione medico. “Io mi sono concentrato sul bambino – continua – mentre altre due persone erano accanto all’umo. Abbiamo iniziato a massaggiare anche prima dell’arrivo dei soccorritori del 118, che hanno continuato senza sosta per almeno altri 20 minuti, ma non c’era niente da fare purtroppo”. Non è la prima volta che su quella strada, il lungomare Cristoforo Colombo, a Santo Spirito, si registrano incidenti particolarmente gravi. Un paio d’anni fa un’auto era finita nel cancello di una villa, a pochi metri dal luogo della tragedia di ieri sera.
“Anche io sono stato investito alcuni anni fa – incalza un residente – questa strada è assolutamente pericolosa, l’amministrazione dovrebbe immediatamente intervenire installando bande rumorose, dossi o dissuasori di qualche tipo”. Un situazione fuori controllo nonostante le sere d’estate ci sia sempre molto traffico. L’investitore è un ragazzo di 20 anni, ricoverato e piantonato in ospedale in attesa dell’esito dei test di routine per l’accertamento dell’abuso di alcool o droghe. È indagato per omicidio stradale. Sul posto sono stati trovati due caschi, uno sotto una macchina; l’altro al lato del marciapiede, dunque in sella allo scooter potrebbero esserci state due persone.
“Siamo stati tutto il tempo del massaggio cardiaco in silenzio – spiega un’altra residente – nessuno parlava, sembravano tutti in preghiera con la speranza di buone notizie, ma purtroppo così non è stato. Evitate altri drammi mettere la strada in sicurezza”.
Bari, travolge con lo scooter e uccide papà 47enne. Un amico del centauro: “Mò nge n’am’a scì da ddò”
Un lettore, nella testimonianza inviata alla nostra redazione, si lamenta della scarsa sicurezza stradale in uno dei punti nevralgici di Santo Spirito.
Continue readingSanto Spirito, padre e figlio travolti da una moto sul lungomare: muore il 47enne Gaetano De Felice
L’uomo, originario di Bitonto, stava attraversando il lungomare all’altezza del Lido la Rotonda. Alla guida della moto un giovane 20enne.
Continue readingBari, la fogna non regge: lungomare di merda a Santo Spirito
Un danno igienico e sanitario che si ripercuote ormai da anni su residenti, villeggianti e pubblici esercenti e a cui nessuno sembra porre rimedio. Oggi nuovi disagi.
Continue readingBari, cantiere aperto in piena estate e la ss16 va in tilt. L’ira degli automobilisti: “Facciamo ridere”
Ancora disagi in direzione nord a causa di un cantiere Anas aperto all’altezza del distributore Eni tra Santo Spirito e Giovinazzo.
Continue readingBari, Polizia Locale e giornalismo a comando: welcome to favelas
I rapporti tra noi e la Polizia Locale di Bari non sono buoni da tempo, questa è una cosa ormai nota a tutti. Quello che è successo in questi giorni però è una vicenda che crediamo debba essere oggetto di profonda riflessione. Il 12 sera c’è stato un incidente a Santo Spirito, le immagini sono state subito rilanciate sui social dal gruppo Welcome To Favelas e siamo venuti in possesso di quel video. Come sempre, prima di uscire con un articolo, è nostro compito verificare la notizia o quantomeno raccogliere le prime informazioni utili per pubblicare la notizia.
Pur essendo sempre in prima linea su notizie di questo genere, Welcome To Favelas non è certamente una nostra fonte diretta. La nostra Eleonora ieri si è rivolta direttamente al comandante della Polizia Locale, Michele Palumbo, su Whatsapp, ma senza successo. Dopo non aver ricevuto nessuna risposta, tramite Eleonora perché bannato e bloccato su ogni mezzo di comunicazione possibile, il nostro direttore ha deciso di inviare un messaggio al comandante per ricevere informazioni sull’incidente.
“Carissimo comandante, siamo arrivati al paradosso di doverle scrivere attraverso la collega perché ancora bloccato. Non esprimo giudizi in merito a questo, le chiedo solo formalmente e in via confidenziale per il momento di intrattenere rapporti di reciproca collaborazione istituzionale e di rispondere alle domande che i colleghi le pongono, ovviamente attinenti a fatti di cronaca che riguardano la città di Bari e le specifiche competenze della Polizia Locale di cui è comandante. Farei a meno di chiedere a lei indicazioni ci fosse un ufficio o un suo ufficiale preposti a ricevere le richieste dei giornalisti. La ringrazio sin d’ora per la sua professionalità e solerzia – nel rispetto dei suoi tempi – nel voler chiarire i dubbi dei colleghi per evitare che incorrano in errori e malintesi, con la conseguenza di inficiare il nostro lavoro e la vostra immagine. Distinti saluti, Antonio Loconte”.
La risposta del Comandante non si è fatta attendere. “Il tono del messaggio del suo direttore, torno ad evidenziare, è ugualmente offensivo e quasi intimidatorio. Le ribadisco in ordine alla paventata formalizzazione delle istanze e richieste che non esiste alcun obbligo della P.A. in ordine a informazioni e comunicati stampa che invece vengono regolarmente diffusi attraverso i canali ordinari sia comunali che sul gruppo Whatsapp dedicato per la Polizia Locale di cui anche i giornalisti della vostra testata giornalistica fanno parte. Le info vengono diffuse in maniera equa e generalizzata a tutti gli organi di stampa senza preferenze o contatti diretti”.
Dopo questa risposta che certifica la morte del giornalismo, il comandante Palumbo ha inviato le poche e brevi informazioni relative all’incidente nel gruppo Whatsapp dove sono presenti anche i giornalisti di altre testate. Così tutti i quotidiani locali, fino a quel momento forse all’oscuro di quanto accaduto, sono usciti con la notizia dell’incidente e siamo stati costretti a fare una corsa contro il tempo per pubblicare l’articolo e non perdere visibilità.










