L’acqua della scuola non è potabile, al “Marconi” nessuno lo sa. La preside: “Metteremo più avvisi”

L’acqua dell’Istituto Marconi non è potabile. Eppure, a quanto pare, nessuno lo sapeva fino al nostro arrivo. Studenti, professori e genitori sono scesi dalle nuvole quando ci siamo recati sul posto a comunicarlo. A dirlo non siamo noi, ma un documento certificato dopo le analisi effettuate su campioni. Nel video allegato la precisazione della preside Brucoli sul caso.

Bari, vittima di bullismo a scuola e troppe ore passate alla Playstation: 16enne in cura ai servizi sociali e al Serd

Un 16enne barese è stato affidati ai Servizi Sociali del Comune e al Serd a causa della sua dipendenza dalla Playstation, scaturita in seguita ad atti di bullismo subiti a scuola.

Il ragazzino ha iniziato a saltare spesso le lezioni a scuola, a causa di una condizione di isolamento e di episodi di bullismo. Una volta tornato a casa, si chiudeva nella stanza per ore a giocare alla console.

Dopo aver rifiutato l’aiuto dell’educatore familiare, il caso è stato preso in carico dal Municipio di appartenenza e dal Serd. Previste sedute con il servizio di Neuropsichiatria dell’Asl.

Rutigliano, incendio nell’Istituto Superiore Alpi-Montale: denunciati 5 ragazzini. Danni da migliaia di euro

Cinque ragazzi, quattro dei quali 17enni e un 18enne, sono stati denunciati dai carabinieri perché ritenuti responsabili di un incendio che nella notte tra sabato 22 e domenica 23 febbraio scorsi aveva devastato parte dell’Istituto Superiore Montale – Alpi di Rutigliano, con danni per svariate migliaia di euro.

Le fiamme, di chiara natura dolosa, avevano coinvolto l’ingresso principale, la stanza professori e l’ufficio di presidenza. I responsabili, dopo aver rotto un vetro della finestra della biblioteca, erano entrati nella scuola e, dopo aver saccheggiato il bar, avevano ammassato carta ed altro materiale incendiando tutto usando alcool.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, hanno portato ad individuare per primo uno dei giovani che ha confessato portando alla identificazione anche dei suoi complici. I cinque, accusati di danneggiamento e danneggiamento seguito da incendio aggravato in concorso e di furto aggravato in concorso, sono tutti di Rutigliano.

Crolla palazzo a Bari, famiglia perde tutto: la scuola di un piccolo alunno avvia catena di solidarietà

“Questa non è la solita circolare, ma una richiesta di collaborazione e unità nella nostra comunità educante. Il comitato genitori, il consiglio di istituto e l’associazione Cucciolo, su suggerimento di alcuni docenti, si sono organizzati per una donazione e una raccolta urgente e straordinaria di indumenti per adulti e bambini”.

Inizia così la circolare a firma della dirigente scolastica dell’istituto comprensivo statale “De Amicis – Laterza – Monte San Michele” di Bari, Maria Iaia, che ha deciso di scendere in campo per la famiglia di uno dei suoli alunni a causa del crollo del palazzo di via De Amicis.

“La famiglia ha perso tutto, ma davvero tutto”, si legge. Le priorità sono abiti per bimbi da 3 a 6 anni. La consegna può essere fatta oggi, 7 marzo, in via Pessina, presso la sede dell’associazione Cucciolo per poi essere donato alla famiglia.

“Vi ringrazio per quanto potrete fare per questa famiglia, è un gesto di presenza, di supporto e vicinanza. Sappiamo tutti che è una piccola goccia nell’oceano, ma se questa goccia non ci fosse, il mare sarebbe più povero”, si legge nella parte finale dell’appello della Dirigente.

Bari, perseguita l’ex fidanzata maestra di 26 anni: nei guai 48enne albanese. Irruzione e aggressioni anche a scuola

Braccialetto elettronico per un 48enne di nazionalità albanese che avrebbe aggredito e perseguitato per mesi l’ex fidanzata, un’insegnante barese di 26 anni dopo la fine della loro relazione.

Una storia caratterizzata da alti e bassi, l’uomo avrebbe poi iniziato ad insultarla, minacciarla e picchiarla. Il 48enne si sarebbe appostato sotto la casa dell’ex, arrivando addirittura a fare irruzione nella scuola dove lavorava, spaventando anche i suoi alunni.

Nonostante le prime denunce, l’uomo non si è fermato. Così si è arrivati all’ammonimento del Questore, al divieto di avvicinamento, agli arresti domiciliari e al braccialetto elettronico.

Bari, confermato il caso di tubercolosi alla Balilla: bimba ricoverata al Pediatrico. Profilassi su compagni e docenti

È risultata positiva ai test che accertano la tubercolosi la bimba che frequenta l’istituto comprensivo Balilla – Imbriani di Bari. Secondo quanto si apprende da fonti sanitarie, la piccola ha una carica batteriologica bassa ed è ricoverata all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII.

La Asl di Bari ha avviato uno screening sui familiari della paziente sottoposti al test di Mantoux che dopo 72 ore rivela se si è entrati in contatto col batterio, ma non rivela se si è contratta la malattia.

In caso di positività, si effettuano altri esami e i pazienti sono presi in carico dal dipartimento di Prevenzione della Asl. La segnalazione del caso sospetto di tubercolosi è arrivato alla Asl di Bari lunedì scorso che ha avviato la profilassi, che nelle prossime ore, dovrebbe coinvolgere compagni di classe e docenti della bambina.

Bari, sospetto caso di tubercolosi al Balilla: bimba in ospedale. La scuola resta aperta e l’Asl avvia lo screening

Sospetto caso di tubercolosi nella scuola elementare dell’istituto comprensivo Balilla – Imbriani nel quartiere Madonnella a Bari. Dopo la segnalazione arrivata nella giornata di ieri, lunedì 17 febbraio, l’Asl ha avviato la procedura di screening (test cutaneo della tubercolina) con i soggetti individuati, a partire dai familiari della minore.

L’alunna è ricoverata con sintomi di tosse e febbre, poi sarà il turno dei compagni di classe e dei docenti. Viene compiuta un’iniezione non invasiva sulla parte interna dell’avambraccio e si attendono per l’esito circa 72 ore per capire se si entrati in contatto con il batterio. In caso di positività, il soggetto viene preso in carico dal Centro di prevenzione.

“Dato il caso sospetto in oggetto non vi sono restrizioni alla frequenza scolastica e non sono necessarie disinfezioni o disinfestazioni degli ambienti scolastici o domestici. E’ sufficiente una pulizia accurata e una buona aerazione degli ambienti”, si legge nella circolare di oggi della dirigente scolastica Giuliana Deflorio che ha allegato anche un file informativo dell’Asl.

“Papà vieni a scuola e spacca la faccia al prof”, il padre si presenta con l’altro figlio: prof si barrica in bagno

Il papà di un alunno 16enne e suo fratello maggiore sono andati in una scuola in provincia di Lecce, su richiesta dello stesso studente, per “spaccare la faccia” al docente che aveva redarguito il giovane con quattro note dopo aver disturbato la lezione.

È quanto contenuto in una denuncia presentata dal professore e di cui dà notizia il Quotidiano di Puglia. Secondo quanto riferito nella denuncia ai carabinieri, il giovane studente, alla fine dell’anno scorso, ha chiamato il padre dall’aula invitandolo ad andare a scuola per “spaccare la faccia al professore” che lo aveva ammonito con quattro note.

Quest’ultimo lo aveva anche avvertito del rischio che il suo comportamento avrebbe potuto determinare la convocazione di un altro consiglio straordinario e l’adozione dell’ennesima sospensione. Lo studente, infatti, era reduce da due settimane di stop forzato dalle lezioni per precedenti episodi.

Il papà, dunque, avrebbe accolto la richiesta del 16enne e si sarebbe presentato poco dopo con il figlio più grande. Una volta arrivati, i due avrebbero iniziato a urlare contro il professore, avvicinandosi a lui e minacciandolo. A spronarli sarebbe stato proprio il 16enne. Poi, i due avrebbero tentato di fare irruzione nell’ufficio del preside ma, trovando la porta chiusa avrebbero continuato a inveire contro il docente, insultandolo.

Il professore ha allora deciso di allontanarsi con la scusa di chiamare il preside e, mentre indietreggiava, padre e figlio avrebbero continuato a strattonarlo e a intimidirlo. Dopo essersi rifugiato in bagno, il docente ha chiamato il 112 e quando la polizia locale è arrivata ha identificato i tre e ha accompagnato il professore all’auto scortandolo fino all’uscita del paese.

Bari, violenza sessuale in bagno a scuola durante l’ora di educazione fisica: vittima una 15enne. Indagato 18enne

Avrebbe convinto una compagna di scuola, non ancora 15enne, a seguirla in un luogo appartato durante l’ora di educazione fisica. Ma una volta lì l’avrebbe molestata.

Per questo, un giovane appena 18enne di Bari è finito a processo, davanti al tribunale per i minorenni, con l’accusa di violenza sessuale aggravata.

I fatti risalgono al marzo 2023 – quando il presunto aggressore aveva da poco compiuto sedici anni – in una scuola di Bari, la ragazza denunciò immediatamente e partirono le indagini dei carabinieri, coordinate dalla pm Caterina Lombardo Pijola della Procura dei minori.

Nel corso delle indagini sono stati ascoltati preside dell’istituto e il professore di educazione fisica che in quel momento stava facendo lezione (i due giovani non erano compagni di classe), ed è stato anche acquisito un verbale del consiglio di istituto del giorno successivo al fatto. Il processo si aprirà a maggio.

Altamura, studente 14enne parla con lingua dei segni. Il Tar dà ragione ai genitori: aumentata l’assistenza a scuola

Il Tribunale di Bari ha accolto il ricorso presentato dai genitori di un ragazzo di 14 anni di Altamura, affetto dalla sindrome di Charge, una malattia rara che lo ha reso ipovedente dalla nascita, riconoscendogli un’insegnante Lis per tutta la durata delle lezioni e non solo per una parte.

Il giovane studente, che frequenta il primo anno di un istituto tecnico, sente pochissimo e parla attraverso la lingua dei segni. I suoi genitori si sono rivolti ad un avvocato per ricevere dalla scuola un assistente alla comunicazione per 32 ore e non solo per 18 ore come avveniva inizialmente

“Ci avevano detto che non c’erano abbastanza fondi, ma non ci siamo arresi. Nostro figlio ha diritto allo studio come ogni altro ragazzo della sue età. Per questo non abbiamo mollato e alla fine il Tar ci ha dato ragione”, le parole dei genitori riportate da La Repubblica.

“Una grande vittoria per il diritto all’istruzione”, il commento dell’associazione malattie rare dell’Alta Murgia (Amaram). “Da quando ha iniziato a frequentare la scuola superiore, è stato accolto in modo positivo; sono nella stessa classe cinque amici con cui condiviso il percorso scolastico dalle medie e che avevano imparato la lingua dei segni per comunicare con lui”, ha aggiunto la mamma.