Eco casette, Caputi si difende su Whatsapp poi “cancella” tutto: “Truffatore restituisci i soldi”

Contratti firmati, anticipi versati, lavori non finiti, fatture non rilasciate e poi la fuga. Torniamo a parlare dell’inchiesta su Maurizio Antonio Caputi e sulla truffa delle casette di legno. Siamo entrati qualche mese fa in un gruppo delle sue vittime e abbiamo ascoltato le loro storie, visionando anche documenti e carte. Ci sono denunce in corso e abbiamo iniziato a farvi ascoltare le testimonianze delle prime persone cadute nella sua trappola.

Dopo i racconti di Marina, Marta, Maria, Giovanni, Stefano, Gaetano, Graziana, Riccardo, Miria, dopo avervi parlato della prodezza di mago Caputi, capace di incassare 68mila euro e sparire nel nulla lasciando una famiglia con una baracca abusiva e inagibile, dopo il blitz nella “sede” senza successo nel tentativo di incontrarlo e consegnarli la statuina dell’Oscar di Quinto Potere, dopo l’intervista all’ex segretaria, dopo il breve faccia a faccia tanto atteso con Caputi, dopo aver aperto con Silvana anche il filone delle ristrutturazioni edili, dopo aver colto di sorpresa l’apprendista in nero e averla intervistata, dopo aver parlato del “ricatto” di Caputi dopo la storia di Giuseppe, l’operaio caduto e finito in Rianimazione in uno dei cantieri, di Carlo, il dipendente salito su una tettoia al quinto piano di uno stabile senza alcuna protezione, senza assicurazione e senza essere in grado di fare nulla, di Aldo, della compagna Anna, dopo aver rivolto un appello caloroso ai clienti soddisfatti, aver parlato della presa di posizione dell’avvocato Bonaduce che ha scaricato Caputi in quanto “indifendibile” e dell’ex segretaria Nunzia, questa volta vi parliamo di quanto accaduto nei giorni scorsi.

Caputi ci ha contattato su Whatsapp, rispondendo al nostro appello e inviando le foto di alcune sue opere “realizzate”. Prima la difesa, poi la rimozione di tutti i messaggi. Presto vi racconteremo altre storie davvero particolari, ma siamo riusciti a beccare Caputi un’altra volta.

Bari, colpo di Natale nella braceria The Butcher: ladro ruba cassa, soldi e iPad. Torna l’incubo spaccate

Torna l’incubo spaccate a Bari. Nella notte tra lunedì e martedì, un uomo è entrato nel locale The Butcher-hamburgeria & braceria situato in viale Ennio 84, nella zona del Policlinico di Bari.

Il ladro è riuscito a portare via la cassa automatica dal valore di 7mila euro, 700 euro in contanti e due iPad. A denunciarlo sui social è stato il proprietario, Rocco Camasta, con un video.

Presenti anche all’interno alcune immagini che riprendono anche il colpo e che sono state consegnate alla Polizia dopo aver formalizzato la denuncia.

Possibile anche il coinvolgimento di un complice che ha atteso fuori il ladro. Si sono registrati danni anche alla porta e al maniglione del locale.

Bari, in aeroporto con 14mila euro e due lingotti d’oro non dichiarati: fermato passeggero polacco

I Finanzieri del II Gruppo Bari, insieme ai Funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nell’ambito delle attività di monitoraggio dei flussi in area Schengen, hanno intercettato nell’aeroporto di Bari un passeggero polacco pronto a imbarcarsi su un volo per Varsavia con una somma complessiva di 37.374 euro tra contanti e oro non dichiarati.

Il controllo è scattato presso il terminal partenze, quando gli operanti hanno notato l’atteggiamento sospetto dell’uomo che, al momento dell’interrogazione valutaria, ha omesso di dichiarare il possesso di denaro e beni di valore. L’ispezione del bagaglio a mano ha permesso di rinvenire 14.020 euro in contanti e due lingotti d’oro “Feingold 999,9” da 100 grammi ciascuno, nascosti tra gli effetti personali.

Non avendo rispettato l’obbligo di dichiarazione per trasporti superiori a 10mila euro, come previsto dalla normativa valutaria, il viaggiatore è stato sanzionato con un’oblazione immediata pari al 30% della somma eccedente, per un totale di 8.212 euro.

La Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane hanno ribadito come il settore dell’oro rappresenti un ambito sensibile per i fenomeni di riciclaggio e movimentazione illecita di capitali. Il metallo prezioso, attestato oggi intorno ai 116 euro al grammo, continua a essere un bene rifugio molto utilizzato, ma anche un mezzo appetibile per traffici irregolari grazie alla facilità di trasporto, all’elevata concentrazione di valore e alla scarsa tracciabilità.

Le attività di controllo, potenziate grazie a metodologie avanzate di analisi del rischio e all’incrocio delle banche dati delle due amministrazioni (secondo quanto previsto dal Protocollo d’Intesa nazionale recentemente rinnovato), hanno consentito dall’inizio dell’anno di intercettare 4,5 milioni di euro in valori in transito dall’aeroporto barese, di cui oltre 1,56 milioni non dichiarati.

 

Soldi in cambio di lavoro al Petruzzelli, l’ambasciata dopo il video: “Digli che riavrà tutto”

All’interno della Fondazione Petruzzelli qualcuno ha pensato bene di portare avanti la stagione delle tangenti. Roberto Fiore, cugino di sangue di una figura epocale della stessa Fondazione, ha creato un tariffario mettendo a disposizione un posto all’interno del teatro. Ma non a sedere in platea o nel balconcino, bensì di lavoro.

Il dipendente è stato scoperto e licenziato, come vi abbiamo raccontato nel primo servizio che ha fatto discutere. Sono almeno sei i casi accertati, c’è chi ha versato tra i 200 e i 500 euro di acconto per entrare al lavorare nel Petruzzelli. Il nostro intervento a quanto pare è stato utile e i soldi presto saranno restituiti, secondo quanto annunciata dall’ambasciata. Fiore intanto è sparito dai social, ma i colpi di teatro non finiscono qui.

Aggredita dal collega, l’azienda si accanisce su Domenica: “Vogliono 10mila euro entro 5 giorni”

Torniamo ad occuparci della storia con protagonista Domenica. Tre anni fa è iniziato il suo incubo con i primi messaggi minatori inviati da un suo collega, sorpreso a dormire sul posto di lavoro. Una scena immortalata anche in alcuni scatti fotografici, arrivati poi ai dirigenti dell’azienda. Sin dai primi istanti Domenica è stata individuata come l’autrice di quelle foto da parte dell’uomo.

Dalle parole ai fatti, la donna è stata poi aggredita dopo un primo battibecco verbale dal suo collega in maniera violenta, come testimoniato anche da alcune foto, nei corridoi dell’ospedale Miulli di Acquaviva.

Il caso è finito in Tribunale, ma Domenica ha perso la causa, nonostante tutte le prove portate. Un qualcosa che ha segnato profondamente a livello psicologico, tanto che la stessa Domenica, dopo aver appreso l’esito della sentenza, si è schiantata con la sua auto mentre era alla guida.

Dopo averla visitata in ospedale, siamo tornati da lei. Domenica è stata sottoposta ad un intervento chirurgico delicato, mentre l’azienda ha inviato una lettera chiedendo 10mila euro entro 5 giorni. Un accanimento inusuale che ci lascia spiazzati e ci mette in difficoltà.

San Nicandro Garganico, oltre 4 chili di droga e 1200 euro nascosti in auto: arrestato 53enne

Durante controlli a San Nicandro Garganico (Foggia), oltre 4 chili di marijuana, circa 300 grammi di hashish e 1.200 euro in contanti sono stati ritrovati dai Carabinieri nel vano destinato alla ruota di scorta di un’autovettura.

Il conducente, un 53enne della provincia di Como, è stato arrestato per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. “L’attenzione dei militari – è spiegato in una nota – è stata attirata dal veicolo condotto dall’uomo che trasportava, adagiata sui sedili posteriori della propria auto, uno pneumatico. La circostanza e il forte odore di marijuana proveniente dall’abitacolo dell’autovettura hanno insospettito i carabinieri che hanno ritrovato droga e denaro durante la perquisizione. Le analisi sulla sostanza sequestrata hanno mostrato come la stessa fosse stata addizionata con Mdmb-Pinaca, appartenente alla categoria dei cannabinoidi sintetici, sottoposta a monitoraggio da parte dell’Euada (Agenzia Europea per le Droghe), poiché può comportare gravi rischi sociali o per la salute pubblica”.

Domenico al lavoro, il senso di colpa: “Sto restituendo a una donna i soldi che le avevo truffato”

Domenico è stata un’autentica sorpresa. La sua forza di volontà e i suoi modi gentili hanno colpito la famiglia di Quinto Potere, ma soprattutto Domenico non ha mai nascosto il suo passato e soprattutto si è mostrato sempre pentito per quello che ha fatto. Siamo andati a trovarlo sul posto di lavoro e anche qui siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla sua dedizione. Domenico ci ha confessato che sta restituendo dei soldi ad una donna che ha truffato.

Massaggi e trattamenti “fantasma”, tensione al centro benessere: clienti delusi rivogliono i soldi

Un centro estetico che vende pacchetti con massaggi e trattamenti senza portare a compimento le prestazioni. Da Capurso a Casamassima, sono diversi i clienti delusi.

In redazione sono arrivate diverse segnalazioni, il caso è attenzionato anche dalla Guardia di Finanza. Abbiamo beccato sul posto il titolare del centro benessere, Ludovico Perrone, e il proprietario della struttura che lo ospita, Giuseppe Tatone. Tra i due c’è un contenzioso.

Dopo i primi momenti di tensione e un confronto con i due, Perrone ha voluto rilasciare un’intervista ai nostri microfoni per fornire la sua versione dei fatti.

Pugliapromozione, i soldi pubblici per le spese di amici e parenti: 9 indagati. Altro sequestro da 800mila euro

La Guardia di Finanza ha eseguito altri due decreti di sequestro preventivo, per un totale di 800mila euro tra beni mobili, beni immobili e denaro, nell’ambito dell’inchiesta che vede protagonista Matteo Minchillo, l’ex direttore generale di Pugliapromozione deceduto nel 2023. Lo scorso anno erano già stati sequestrati altri 400mila euro agli eredi (moglie e figli) di Minchillo. I destinatari dei sequestri di oggi sono 9 e sono indagati a vario titolo per peculato, riciclaggio e autoriciclaggio.

Secondo l’accusa l’ex dg, insieme all’allora Responsabile dell’Ufficio pagamenti, avrebbe escogitato un modus operandi per appropriarsi sistematicamente di risorse pubbliche per fini personali, tra cui viaggi e acquisti, tramite emolumenti stipendiali e “fuori busta” corrisposti tra il 2017 e il 2022 al responsabile dell’ufficio pagamenti e a quello di un altro ufficio, tutti ingiustificati rispetto al rispettivo inquadramento contrattuale.

Sono emerse diverse operazioni messe a segno da parte dei familiari dei principali indagati, consapevoli della provenienza illecita del denaro. Lo chef Michlee Minchillo, figlio di Matteo, ad esempio avrebbe comprato parte dell’attrezzatura per il suo ristorante stellato a Crema, il Vitium, successivamente chiuso, con i soldi pubblici di Pugliapromozione. Tra questi una cucina a gas, frigoriferi e un forno professionale, scaffalature e attrezzatura per la ristorazione.

Va precisato che l’indagine non riguarda gli attuali vertici e dirigenti dell’agenzia per il turismo, che ha invece collaborato alle indagini. Pugliapromozione resta parte lesa nel procedimento.