Bari, spese personali con i soldi del Petruzzelli. Assolta Antonella Rinella: era accusata di peculato e riciclaggio

BARI – Il Tribunale di Bari ha assolto Antonella Rinella, ex capo di gabinetto del Comune di Bari durante l’amministrazione di Michele Emiliano e moglie dell’ex direttore amministrativo della Fondazione Petruzzelli, Vito Longo, dalle accuse di peculato e riciclaggio relative a fatti avvenuti tra il 2010 e il 2015.

I giudici hanno disposto l’assoluzione dal reato di riciclaggio perché il fatto non costituisce reato e da quello di peculato perché non ha commesso il fatto. La Procura aveva chiesto una condanna a tre anni e sei mesi di reclusione.

Secondo l’accusa, Rinella avrebbe beneficiato, insieme al marito, di somme sottratte alle casse della Fondazione Petruzzelli attraverso acquisti personali mascherati da forniture per il teatro e avrebbe ricevuto sul proprio conto circa 135mila euro ritenuti provento delle tangenti incassate da Longo.

Quest’ultimo, quattro anni fa, aveva patteggiato una pena di tre anni e nove mesi di reclusione, risarcendo la Fondazione con oltre un milione di euro. Il Tribunale ha però escluso qualsiasi coinvolgimento di Antonella Rinella nella sottrazione dei fondi e nel presunto riciclaggio delle somme provenienti dalle corruzioni contestate al marito.

Influencer e industria dei risarcimenti, Del Campo a ruota libera: “Video 80% ad hoc per fare soldi”

Torniamo ad occuparci della truffa delle richieste di risarcimento per le offese fatte sui social a vip e influencer, il protagonista della nostra inchiesta è Matteo Del Campo, il pranker finito nella trappola di Quinto Potere.

Dietro c’è un sistema ben architettato per incitare odio, offese e incassare tramite richieste risarcitorie. Abbiamo ricevuto dopo i primi servizi al suo fianco decine di segnalazioni e lettere e abbiamo deciso così di architettare un piano per incastrare Del Campo.

Dopo aver incastrato il pranker e avervi mostrato la sua reaction, dopo la chiacchierata con il suo videomaker, il “Sergente” Lorusso, questa volta è arrivato il momento tanto atteso della chiamata che incastra Del Campo.

Salvatore Mattarese davanti al gip: “Salvataggio fallito perché i soldi dell’azienda furono dirottati al Bari calcio”

L’ingegnere ed ex deputato 64enne Salvatore Matarrese si è difeso davanti alla gip Isabella Valenzi nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta bancarotta di alcune società di famiglia, per cui la Procura ha chiesto il suo arresto.

Assistito dall’avvocato Domenico Di Terlizzi, ha ricostruito le vicende societarie del gruppo, respingendo le accuse e presentando una consulenza tecnica per dimostrare la correttezza delle operazioni contestate. Si è invece avvalso della facoltà di non rispondere lo zio Amato Matarrese, coinvolto nella stessa richiesta cautelare.

Al centro dell’inchiesta c’è la cessione della nuova Salvatore Matarrese, acquistata nel 2022 da Strade e Condotte per 7 milioni di euro nell’ambito del concordato e poi rivenduta allo stesso prezzo alla holding Imco. Secondo la Procura l’azienda avrebbe avuto un valore reale di circa 20 milioni, configurando così un’operazione distrattiva, circostanza contestata dalla difesa.

Davanti alla giudice, Matarrese ha inoltre sostenuto di essersi disinteressato delle aziende di famiglia durante il periodo in Parlamento, tra il 2013 e il 2018, attribuendo al cugino Giuseppe Matarrese le scelte relative al concordato della società. Tra queste anche la scelta di spostare un’enorme quantità di denaro dalla Salvatore Matarrese spa all’As Bari, la società calcistica fallita nel 2014-

Nella memoria difensiva si evidenzia infine come, tra il 2014 e il 2021, non sarebbero state adottate misure efficaci per arginare il progressivo indebolimento del gruppo, aggravato dai fallimenti nel settore del calcestruzzo, dall’aumento dei debiti e dalle difficoltà nel rispettare gli impegni previsti dal concordato omologato nel 2016.

Bari, trovano 95 euro sulla spiaggia di Pane e Pomodoro: alunni della ‘Don Orione’ li portano in Comune

Ieri mattina le alunne e gli alunni della classe 4ª B del plesso Don Orione dell’I.C. Japigia 1 – Verga, impegnati insieme alle loro insegnanti in un’attività sulla pace nell’ambito del progetto “Scuola Senza Zaino”, hanno rinvenuto nei pressi della spiaggia di Pane e Pomodoro alcune banconote, per un valore complessivo di 95 euro.

Dopo aver tentato senza successo di individuare il legittimo proprietario, i bambini hanno avviato un confronto su quale fosse la scelta più corretta da compiere, discutendo diverse ipotesi, dalla donazione in beneficenza alla vicina parrocchia di San Sabino all’acquisto di materiale didattico per la scuola.

Guidati dalle insegnanti, hanno quindi approfondito cosa preveda la legge in casi simili, scoprendo che, in base all’articolo 927 del Codice civile, chi trova una “cosa mobile” è tenuto a restituirla al proprietario oppure, se non è possibile rintracciarlo, a consegnarla senza ritardo al sindaco del Comune competente.

Per questo motivo gli alunni hanno deciso di recarsi al Palazzo comunale dell’Economia, sede dell’Ufficio Oggetti smarriti. Ad accoglierli l’assessore al Bilancio Diego De Marzo, che ha voluto ringraziarli personalmente per il grande senso di responsabilità e il forte spirito civico dimostrati.

“Quello compiuto da questa scolaresca è stato un gesto bellissimo – commenta l’assessore Diego De Marzo -, e per me è stato molto emozionante accoglierli a Palazzo dell’Economia per ringraziarli, a nome del sindaco e dell’intera città, e ascoltare dalle loro voci i sogni e le aspirazioni che coltivano per il futuro. Episodi come questo dimostrano quanto sia importante insegnare ai più piccoli il valore della responsabilità personale e collettiva, fondamentale per il benessere di tutta la comunità. Per questo sarebbe opportuno promuovere in maniera sempre più significativa l’educazione civica, che rappresenta un patrimonio prezioso per costruire una società più giusta e più solidale. Un impegno evidentemente svolto in maniera egregia dalle insegnanti di questa scolaresca, cui va il plauso mio personale e dell’amministrazione comunale”.

Pretende i soldi della droga, minaccia e picchia la mamma: arrestato 30enne nel Tarantino. Lei non usciva di casa

Avrebbe minacciato e aggredito più volte la madre convivente, arrivando anche a colpirla con un pugno al volto e a impedirle di uscire di casa. Per questo un 30enne di Torricella (Taranto) è stato arrestato dai carabinieri della locale stazione con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

L’intervento dei militari è scattato nella tarda serata di lunedì, al termine di un’attività svolta nell’ambito delle procedure del codice rosso, dopo la denuncia presentata dalla donna, esasperata dalle continue violenze e minacce subite.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, già il 5 maggio scorso, durante una lite per motivi banali, l’uomo avrebbe minacciato di morte la madre, colpendola al volto e sottraendole il telefono cellulare per impedirle di chiedere aiuto o lasciare l’abitazione.

La vittima, pur riportando dolore e tumefazioni, non si era rivolta ai sanitari né aveva denunciato l’accaduto. L’episodio più recente si sarebbe verificato l’11 maggio, dopo una richiesta di denaro avanzata dal 30enne, ritenuta finalizzata all’acquisto di droga.  Al rifiuto della madre, l’uomo avrebbe reagito con nuove minacce e atteggiamenti aggressivi.

Spaventata, la donna è riuscita ad allontanarsi dall’abitazione e a raggiungere la caserma dei carabinieri per chiedere aiuto. Dopo gli accertamenti, i militari hanno rintracciato il 30enne e lo hanno arrestato. Su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato trasferito nel carcere di Taranto.

In camera da letto sorpreso con droga, soldi, pistola carica e giubbotto antiproiettile: arrestato 17enne di Bisceglie

Un diciassettenne di Bisceglie è stato arrestato dai Carabinieri con le accuse di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, oltre al possesso illegale di arma clandestina. L’operazione rientra in un più ampio piano di controllo del territorio, intensificato soprattutto nella zona del porto, recentemente interessata da un aumento delle attività illecite.

Dopo un’attività di osservazione, i militari della Tenenza locale hanno circondato un complesso condominiale per impedire la fuga, facendo poi irruzione nell’abitazione del giovane. Il ragazzo è stato sorpreso nella sua camera da letto, dove un forte odore di droga ha immediatamente insospettito gli operanti, dando il via a una perquisizione.

All’interno della stanza sono stati rinvenuti circa 300 grammi di cocaina suddivisi in 215 dosi e tre buste, un chilogrammo di hashish in nove panetti, materiale per il confezionamento e 2.300 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Durante il controllo è emerso anche il possesso di una pistola semiautomatica calibro 9 corto con matricola abrasa, completa di caricatore, e quattro cartucce calibro 7,65. Sequestrati inoltre un giubbotto antiproiettile e un passamontagna.

Dopo la convalida dell’arresto, il minorenne è stato trasferito all’Istituto Penitenziario per Minorenni di Bari, su disposizione dell’Autorità giudiziaria.

I pensionati baresi contestano “Grazia”: “Qui la bella vita? Con 1200 euro non arrivi a fine mese”

La rivista francese Grazia ha presentato Bari come una meta ideale per pensionati in cerca di clima mite, mare e costi contenuti. “Con circa 1.200 euro al mese è possibile vivere comodamente”, grazie soprattutto ad affitti accessibili (500-700 euro) e a spese quotidiane moderate.

L’articolo di Elisabeth Sall ha creato parecchia discussione. Dopo aver riflettuto con voi del tema, abbiamo deciso di parlare con i diretti interessati della vicenda, i pensionati baresi, raccogliendo il loro pensiero.

Bisceglie, Scavo ucciso in discoteca: “Uecchione” in pista con migliaia di euro. Identificati i partecipanti alla lite

Emergono nuovi dettagli sulla morte di Filippo Scavo, 42enne pregiudicato barese soprannominato “Uecchione” e ritenuto vicino al clan Strisciuglio ucciso intorno alle 4 del mattino di domenica 19 aprile all’interno di una discoteca di Bisceglie.

+++ CHI ERA FILIPPO SCAVO +++

I carabinieri del Nucleo operativo di Trani hanno già identificato una decina di persone coinvolte nella rissa. All’interno del locale, oltre al killer che ha esploso quattro colpi, sarebbe stata presente almeno un’altra persona armata, come raccontato da un testimone. 

La discoteca è stata posta sotto sequestro per consentire i rilievi del reparto scientifico, che ha acquisito anche le immagini delle telecamere di sorveglianza. Scavo è giunto senza vita al pronto soccorso dell’ospedale di Bisceglie.

+++ IL RACCONTO DI UN TESTIMONE: “POTEVA ESSERE UNA STRAGE” +++

Nelle sue tasche è stata trovata una consistente somma di denaro di migliaia di euro, elemento che rafforza i sospetti degli inquirenti su un suo possibile coinvolgimento ancora attivo nel traffico di droga, nonostante avesse formalmente dichiarato di svolgere l’attività di muratore. L’uomo era tornato in libertà circa un anno fa dopo aver scontato due condanne.

+++ USATI METAL DETECTOR MANUALI, IL BUTTAFUORI: “NOI MINACCIATI DAL KILLER” +++

Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari, si concentrano sul contesto dello spaccio e sulle tensioni tra gruppi criminali per il controllo delle attività illecite sul territorio.