Legato al palo per la festa di 18 anni. Farina, sputi e petardi contro: la prima follia del 2026 arriva da Corato

Un 18enne legato al palo della segnaletica stradale col nastro adesivo, mentre una comitiva di 15 coetanei gli lancia contro farina, petardi e sputi. La cartolina vergognosa arriva direttamente da Corato.

Durante i festeggiamenti della notte di Capodanno, in piazza 11 febbraio, è andata in scena la prima vergognosa pagina di cronaca del 2026. “Stiamo festeggiando i suoi 18 anni”, ha tentato di minimizzare qualcuno.

Ma l’umiliazione pubblica ha provocato sdegno sui social per come i giovani interpretano il “divertimento ” e la “goliardia”. Il caso non è sicuramente da ritenersi chiuso (Foto Corato Live).

Pugno in faccia a una donna, sputi sulla gente: “Troppi squilibrati. Uno va in giro col machete”

Negli ultimi giorni a Bari c’è grande preoccupazione per i recenti episodi di cronaca. Oltre alla forte tensione registrata tra gruppi di stranieri, in giro per la città ci sono troppi squilibrati che rappresentano un serio pericolo per tutti. C’è chi sputa sulla gente, chi tira pugni in faccia alle donne senza motivo e chi va in giro col machete.

Orrore a Gioia, insulti e sputi su bimbo di 11 anni per il colore della pelle: la denuncia della mamma

Insulti a sfondo razziale, offese e sputi in faccia e sulla sua bici: è quanto ha dovuto subire un bimbo di 11 anni di Gioia del Colle, nel Barese, figlio di una mamma italiana e di un papà nigeriano.

È accaduto venerdì sera, la prima volta che l’11enne era uscito da solo con i suoi amichetti. La mamma dell’11enne, che lavora nel sociale, ha deciso di parlarne in un post su Facebook. Interpellata dall’ANSA, spiega di aver condiviso con suo figlio la scelta di rendere noto l’accaduto “perché non debba succedere mai più”.

“Ora – sottolinea – mio figlio sta meglio ma è stato un trauma, un’aggressione a tutti gli effetti, e col passare dei giorni emergono nuovi particolari. Pare che siano partiti in tre, poi gli altri si sono defilati ed è rimasto solo un ragazzino un po’ più grande di lui. Il segno di questa cosa rimarrà, ma un paese intero si è sollevato e lui si è sentito protetto. Anche il sindaco lo ha chiamato. C’è stata una comunità che ha gridato allo scandalo”.

“Non è la prima volta che viene bullizzato per il colore della sua pelle – aggiunge la mamma – ma questa volta si è oltrepassato il limite”.

Niente caffè all’abusivo ubriaco, tensione in piazza Moro: sputi in faccia e mani sulla telecamera

“Non hai paura quando affronti certe situazioni?”. È una delle domande più frequenti che mi vengono fatte. La risposta è sì, non ci sono dubbi. Guai a non averne, lo scivolone o peggio ancora l’aggressione non tarderebbero. L’ultimo episodio di grande tensione è successo in piazza Moro. C’è un parcheggiatore abusivo che ormai mi chiama per nome, come se il fatto che mi conosca possa rendere meno fastidioso l’atteggiamento con cui chiede soldi a chi ha già pagato il grattino, proprio davanti alla stazione centrale di Bari. Siamo tornati sul luogo in cui la settimana scorsa è stato arrestato un 42enne di origini marocchine. L’accusa? Manco a dirlo aver estorto denaro a una signora. La donna aveva parcheggiato l’auto per andare a prendere la figlia, che sarebbe arrivata col treno. In quello stesso spiazzo, a pochi metri dalla garitta della Polizia Locale, ci sono almeno un’altra mezza dozzina di parcheggiatori. La maggior parte degli automobilisti allunga l’euro “a piacere” per evitare danno o chissà che altro, ma quando l’abusivo è ubriaco marcio le cose possono degenerare da un momento all’altro. Stamattina il nostro “amico” ci ha presi a sputi in faccia, ha tentato di aggredirci pur non riuscendo neppure a mantenersi in piedi e ha tentato anche di sfasciare la telecamera. Per fortuna siamo riusciti a contenerlo fino all’arrivo di due poliziotti locali. Avvisata la pattuglia, però, non essendo stato beccato in flagranza, il parcheggiatore occasionale ha potuto guadagnare la libertà a pochi metri di distanza. Un amico lo ha portato lontano dai guai, calcolando che solo dieci giorni prima era stato accompagnato presso il Comando della Polizia Locale. Una specie di visita di cortesia perché qualche ora dopo, lui e i suoi colleghi, continuano a imperversare nella zona della stazione. Un sistema che di certo non aiuta chi sta di pattuglia per strada e sempre più spesso, per un comprensibile senso di frustrazione, gira la testa dall’altra parte. “Tanto tra qualche ora lo mettono fuori, ne vale la pena?”. La domanda è pertinente, così come la paura di chi non ha gli strumenti per difendersi da questi soggetti, molte volte ubriachi o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.