Macabra scoperta a Taranto, ritrovato cadavere in avanzato stato di decomposizione: è di una 62enne

Il cadavere di una donna in avanzato stato di decomposizione è stato ritrovato nel pomeriggio in un immobile abbandonato nel rione Tramontone a Taranto. Sul posto è intervenuta la polizia.

Sul corpo non ci sono segni di violenza e da una prima ispezione la donna, che aveva 62 anni e diverse patologie, sarebbe morta per un malore. A quanto si apprende si recava spesso in questo immobile abbandonato e pieno di rifiuti per portare qualcosa da mangiare a cani e gatti randagi. Secondo una prima ricostruzione, la vittima potrebbe essere la stessa donna di cui non si avevano più notizie da circa dieci giorni.

Ex Ilva, sentenza della Corte UE: “L’impianto deve essere sospeso se dannoso per ambiente e saluta umana”

Se presenta pericoli gravi e rilevanti per l’ambiente e per la salute umana, l’esercizio dell’acciaieria ex Ilva di Taranto dovrà essere sospeso. Spetta al Tribunale di Milano valutarlo. Lo afferma una sentenza della Corte Ue. Il punto centrale della sentenza sull’ex Ilva di Taranto, per il tribunale a Lussemburgo, è che la nozione di “inquinamento” ai sensi della direttiva relativa alle emissioni industriali include i danni all’ambiente e alla salute umana. La previa valutazione dell’impatto dell’attività di un’installazione come l’acciaieria ex Ilva deve quindi costituire atto interno ai procedimenti di rilascio e riesame dell’autorizzazione all’esercizio previsti da tale direttiva.

E nel procedimento di riesame occorre considerare le sostanze inquinanti connesse all’attività dell’installazione, anche se non sono state valutate nel procedimento di autorizzazione iniziale. In caso di pericoli gravi e rilevanti per l’integrità dell’ambiente e della salute umana, l’esercizio dell’installazione deve essere sospeso.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dichiara: “Oggi è un giorno memorabile non solo per la comunità di Taranto, ma per tutti i cittadini dell’Unione europea. Con una sentenza epocale, pronunciandosi nella causa di rinvio pregiudiziale sollevato dal Tribunale di Milano nell’ambito dell’azione inibitoria collettiva promossa da alcuni cittadini di Taranto per la tutela dei loro diritti alla salute ed all’ambiente salubre gravemente lesi dall’acciaieria ex ILVA, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha stabilito che la Direttiva 2010/75/UE del Parlamento e del Consiglio deve essere così interpretata:

a) la Valutazione del Danno Sanitario deve far parte integrante ed essenziale del procedimento di autorizzazione alla produzione ed all’esercizio della stessa installazione;

b) ai fini del rilascio e del riesame dell’autorizzazione all’esercizio dell’impianto, lo Stato deve considerare sempre tutte le sostanze emissive nocive dello stabilimento, anche se non sono state considerate nell’autorizzazione originaria;

c) in presenza di un’attività industriale recante pericoli gravi e rilevanti per l’integrità dell’ambiente e della salute umana, lo stato non può differire per molti anni il termine concesso al gestore per adeguare l’attività industriale,

d) in situazione di accertato pericolo grave per l’integrità dell’ambiente e della salute, l’attività industriale deve essere sospesa.

Vedremo se lo Stato italiano ottempererà agli obblighi imperativi e non più procrastinabili stabiliti dall’Unione europea.

La Regione Puglia condivide pienamente l’orientamento della Corte di Giustizia perché le esigenze della produzione non possono prevalere sulla tutela della salute e dell’ambiente”.

Fedez a Taranto con il Codacons: “Sconcertante scegliere tra lavoro e salute. Utilizzare fondi Pnrr per l’ex Ilva”

“È sconcertante che nel 2024, in un Paese come l’Italia, ci siano degli scenari in cui si debba scegliere tra il diritto al lavoro e la propria salute. Sarebbe interessante generare una discussione, anche comprendere se una parte dei fondi del Pnrr possa essere destinata a una riqualificazione degna di tale nome dell’ex Ilva perchè ad oggi secondo me non sono stati fatti gli investimenti necessari. Mi parlavano anche di cumuli di amianto ancora lì, è uno scenario distopico”. Lo ha detto a Taranto il rapper Fedez presentando una iniziativa congiunta con il presidente del Codacons Carlo Rienzi a favore della comunità di Taranto, alle prese – è stato detto – con l’emergenza sanitaria e ambientale causata negli anni dalle emissioni dello stabilimento siderurgico.

Dopo anni di battaglie legali e botta e risposta sui social, “io e il Codacons – ha spiegato l’artista – banalmente ci siamo seduti a un tavolo decisi di finire questo contenzioso che avrebbe portato fondamentalmente a nulla e di suggellare questa pace cercando di accendere un riflettore rispetto a questa problematica che ha bisogno di essere diramata e di avere eco. La nostra idea è di cercare di utilizzare come veicolo l’onda mediatica del nostro incontro facendo una battaglia comune. A latere c’è anche una mia donazione al reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale di Taranto, ma non fa parte della progettualità. Vita natural durante cercheremo di portare il tema più in alto possibile per far sì che ne parli”.

Alla conferenza ha partecipato anche Valerio Cecinati, direttore del reparto di Oncoematologia pediatrica intitolato a Nadia Toffa, l’inviata del programma Le Iene che si attivò per supportare l’iniziativa del mini bar del rione Tamburi della vendita delle magliette ‘Ie Jesche Pacce Pe Te’ con cui furono raccolti 500mila euro per l’attivazione dello stesso reparto. Il presidente del Codacons Rienzi ha confermato che i legali dell’associazione hanno presentato alla Corte d’Assise d’appello di Taranto una istanza per ottenere il raddoppio (da cinquemila a diecimila euro) della provvisionale provvisoria riconosciuta nella sentenza di primo grado del processo Ambiente svenduto alle parti civili rappresentate in giudizio dall’associazione.

Taranto, aggredisce l’ex moglie e il figlio: arrestato 49enne. La donna è riuscita a chiamare il 112

I carabinieri della Compagnia di Taranto hanno arrestato, in flagranza di reato, un 49enne ritenuto responsabile di atti persecutori e lesioni personali nei confronti dell’ex moglie e del figlio.

La notte scorsa l’uomo, che era già stato destinatario di un provvedimento di ammonimento a seguito di una precedente segnalazione della vittima, avrebbe aggredito e procurato lesioni all’ex moglie e al figlio, dopo averli raggiunti nella loro abitazione di Leporano. La donna è poi riuscita a contattare il 112.

I militari giunti poco dopo sul posto hanno proceduto all’arresto del 49enne, che ha ottenuto i domiciliari su disposizione del pm di turno. Madre e figlio sono stati soccorsi e medicati dal 118.

Pedofilia online, smantellata rete e sequestrati 215mila file: due arresti a Bari e Taranto

Le indagini sull’abuso su una minore da parte del padre hanno permesso ai carabinieri del Comando provinciale di Lodi di smantellare una rete di pedofili online che ha portato all’arresto in flagranza di quattro persone residenti nelle province di Milano, Brescia, Taranto e Bari, trovati in possesso di notevole quantità di materiale di natura pedopornografica e alla denuncia di altre tre persone, una delle quali residente in Germania.

L’attività investigativa è stata coordinata con le Procure di Milano, Brescia, Bari e Lecce competenti territorialmente e ha portato al sequestro di circa 215.000 file comprendenti immagini e video di natura pedopornografica che ritraevano minori di diverse nazionalità.

Travolto in bici sulla statale 172, muore il 52enne Michele Viola: è il capo di gabinetto della questura di Taranto

Il capo di gabinetto della questura di Taranto, Michele Viola, 52 anni, è morto nel pomeriggio in un incidente stradale sulla statale 172 tra Taranto e Martina Franca.

La vittima, originaria della Calabria, era in sella a una bici quando – per cause da accertare – è stata travolta da una Ford. L’impatto per il 52enne è stato fatale e i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Indagano i carabinieri intervenuti sul posto con i vigili del fuoco. Viola proveniva dal commissariato di Palmi e si era insediato a Taranto il 6 aprile scorso.

Traffico internazionale di oloturie, blitz della Finanza: 21 arresti a Taranto

L’organizzazione si serviva di autotrasportatori stranieri per la spedizione in Grecia e Turchia del prodotto pescato ancora vivo, ma anche di ignari operatori di note aziende della logistica per spedizioni nazionali ed estere del prodotto lavorato ed essiccato. I cetrioli di mare sono molto utilizzati in Cina dove il valore delle oloturie essiccate parte da 700 euro fino a 3.000 euro per ogni chilogrammo.

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