Mafia, tentato omicidio e armi. Rintracciato a Mola il latitante Carlo Biancofiore: deve scontare due condanne

I militari del nucleo investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Bari, con supporto in fase esecutiva di personale dello Squadrone Cacciatori “Puglia”, hanno rintracciato a Mola il latitante, dal mese di luglio, Biancofiore Carlo, classe 1979. L’uomo era l’unico elemento del clan Velluto di Bari riuscito a scappare nel blitz nella scorsa estate.

È destinatario di due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Tribunale di Bari su richiesta Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, per i reati (fatta salva ogni necessaria valutazione nelle fasi successive del procedimento con il contributo della difesa) di associazione mafiosa e finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti nonché per tentato omicidio premeditato aggravato dal metodo mafioso e porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo.

È importante sottolineare che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale colpevolezza dell’indagato in ordine ai reati contestati dovrà essere accertata in sede dibattimentale nel rispetto del contraddittorio con la difesa.

Bari, stacca i dispositivi salvavita della madre malata per “volontà di Dio”: 48enne arrestato per tentato omicidio

Un professionista barese di 48 anni è stato arrestato e posto ai domiciliari dai Carabinieri, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Giuseppe Montemurro su richiesta della pm Isabella Ginefra, con l’accusa di tentato omicidio.

Secondo quanto ricostruito l’uomo avrebbe cercato di porre fine alle sofferenze della madre, gravemente malata, rimettendosi “alla volontà di Dio”. Per la giustizia italiana invece ha cercato di ucciderla.

La donna ora è ricoverata all’ospedale Di Venere in gravissime condizioni. Il 15 dicembre scorso l’uomo ha staccato gli ausili e le apparecchiature che tenevano in vita la madre. A scoprirlo un’infermiera che frequentava l’abitazione per prestare le cure domiciliari alla paziente.

L’operatrice ha allertato il 118 e i Carabinieri che hanno raccolto la sua testimonianza. Il 48enne, già in passato, è stato protagonista di comportamenti scorretti con diversi assistenti. La pm Ginefra ha chiesto l’applicazione del divieto di avvicinamento del figlio alla madre, ricoverata nel mentre in ospedale. L’uomo ha rifiutato il braccialetto elettronico ed è finito agli arresti domiciliari.

Interrogato dal gip lunedì, il 48enne ha fatto scena muta. Ai medici che per primi avevano soccorso la mamma aveva invece detto che aveva staccato i dispositivi per farla smettere di soffrire e che in tal modo sarebbe stata fatta la volontà di Dio.

Tentato omicidio e omicidio nel carcere di Bari: la Polizia arresta due persone

Questa mattina la Polizia di Stato, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, ha tratto in arresto due uomini, ritenuti autori di un tentato omicidio; uno dei due è responsabile anche di un omicidio. Gli episodi sono avvenuti nel carcere di Bari nel mese di ottobre del 2024.

I particolari dell’operazione saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso gli Uffici della Procura della Repubblica di Barialle ore 10:30.

Tentato omicidio a Taranto, 40enne picchiato e accoltellato: altri tre giovani arrestati – I NOMI

Salgono a quattro le persone arrestate per il tentato omicidio di un 40enne, brutalmente picchiato e poi accoltellato il 20 dicembre scorso nella zona tra la stazione ferroviaria e il varco est del porto di Taranto.

Dopo il fermo di Giuseppe Sambito, 28 anni, eseguito il 22 dicembre, questa mattina sono finiti in carcere anche il 19enne Gaetano Sambito, il 32enne Claudio Sambito e il 18enne Mattia Giannetti.

Ai tre è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Alessandra Rita Romano su richiesta del pm Francesca Paola Ranieri, ed eseguita dai carabinieri. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima stava passeggiando con la compagna quando due giovani su uno scooter lo avrebbero affiancato, insultato e aggredito con pugni, schiaffi e calci al volto, anche dopo la caduta a terra.

I due si sarebbero poi allontanati per tornare poco dopo con altri soggetti. Il 40enne, che aveva tentato di nascondersi dietro alcune auto in via Niceforo Foca, è stato nuovamente colpito e ferito con un’arma da taglio al torace. Soccorso dal 118, è stato trasportato all’ospedale SS. Annunziata e sottoposto a un delicato intervento chirurgico d’urgenza.

Ha riportato gravi lesioni traumatiche e numerose ferite, restando in prognosi riservata per diversi giorni. Le indagini, supportate da testimonianze e dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza, hanno consentito di ricostruire la dinamica e identificare gli autori e i loro ruoli nelle diverse fasi dell’aggressione.

Tentato omicidio e traffico di droga, 5 arresti e 19 indagati a Taranto. Spaccio gestito sui social – I NOMI

Blitz della Guardia di finanza di Taranto nei quartieri Salinella e Tramontone, dove sono state eseguite all’alba perquisizioni a carico di 19 indagati nell’ambito di una inchiesta per traffico di sostanze stupefacenti.

Cinque persone sono state arrestate per un duplice tentato omicidio che fu sventato dalle fiamme gialle. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Lecce Angelo Zizzari su richiesta del pm della Direzione distrettuale antimafia Milto Stefano De Nozza, è stata notificata a Domenico Salamina, detto Nico, di 36 anni; Antonio De Mitri, di 23 anni; Francesco Alex Colella, 22 anni; Riccardo De Pace, di 18 anni; e Cosimo De Lauro ,di 29 anni.

I primi quattro rispondono di concorso in tentato omicidio pluriaggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso. A Salamina l’ordinanza è stata notificata in carcere. Il gruppo, stando alle contestazioni, aveva pianificato un agguato contro due esponenti del clan rivale degli Appeso, presunti esattori del pizzo imposto sulla piazza di spaccio della Salinella, circa settemila euro al mese.

L’episodio risale al 29 agosto scorso. Le Fiamme gialle, intercettando conversazioni ritenute decisive, sono intervenute prima che l’attacco potesse essere compiuto. Salamina, che era già detenuto, è indicato quale mandante; De Mitri come portavoce degli ordini di Salamina, Colella e De Pace quali esecutori materiali.

De Lauro è accusato, invece, in concorso con gli altri, di detenzione e porto in luogo pubblico di arma comune da sparo aggravato dal nesso teleologico. Sarebbe stato lui a cedere a De Mitri una pistola calibro 7.65 (poi ritrovata dagli inquirenti). Ma il gruppo si sarebbe procurato anche una seconda arma, nello specifico una pistola calibro 38.

Secondo gli investigatori, Salamina, già detenuto, avrebbe impartito ordini dall’interno del carcere tramite un cellulare custodito illegalmente, guidando un presunto sodalizio attivo nello spaccio. Per questo risponde anche di uso illecito di telefono in carcere. L’inchiesta, più in generale, riguarda un presunto traffico di droga (il reato associativo è contestato a 19 indagati) che sarebbe stato gestito da Salamina e da due fratelli già noti alle forze dell’ordine con “struttura – contestano gli inquirenti – tipicamente piramidale”.

Tentato omicidio per il controllo di Carrassi, vittima un 25enne: arrestati 4 affiliati al clan Palermiti – I NOMI

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza applicativa di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, con la quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di quattro persone, accusate a vario titolo, in concorso, di “tentato omicidio premeditato” e “detenzione e porto illegale in luogo pubblico di un’arma da fuoco”, aggravati dalle modalità mafiose.

Le indagini, coordinate dalla DDA di Bari e sviluppate dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri per mezzo di servizi di osservazione, pedinamenti e attività tecniche, nonché supportate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia e dalla testimonianza di un militare dell’Arma dei Carabinieri che aveva occasionalmente assistito all’evento, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli odierni arrestati – tutti appartenenti alla compagine del quartiere Carrassi del più ampio clan Palermiti, attivo sul territorio di Bari e provincia – e di individuare il movente del grave fatto delittuoso.

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatte salve le valutazioni nelle fasi successive con il contributo della difesa), sono emerse le ragioni e le modalità esecutive del grave fatto criminoso consumato nel quartiere Carrassi di Bari il 28 dicembre 2023, mentre la vittima percorreva a bordo del proprio motociclo l’intersezione tra via Timavo, via Petrera e via Montegrappa – arteria stradale caratterizzata da intenso flusso veicolare e presenza di numerose abitazioni – in fascia oraria (circa le ore 20:00) di elevata frequentazione, anche in ragione dell’apertura degli esercizi commerciali della zona e del periodo di festività natalizie, veniva fatta segno di un azione di fuoco, alla presenza di ignari passanti, da parte di un commando composto dagli indagati, uno dei quali esplodeva, all’indirizzo della vittima, un 25enne, almeno 4 colpi d’arma da fuoco.

L’indagine ha consentito di ricondurre l’evento delittuoso ad un quadro di situazione più ampio individuato da un lato nelle condotte prevaricatrici messe in atto dalla vittima, la quale approfittando della lunga detenzione del referente del quartiere Carrassi (clan Palermiti), tentava di assumere il controllo dei traffici illeciti del quartiere e dall’altro, nella condotta reattiva degli indagati, i quali al fine di interrompere le condotte prevaricatrici della vittima, commissionavano ed eseguivano materialmente un azione armata, nei suoi confronti.

I nomi dei 4 arrestati: Saverio Giliberti, Francesco Soloperto, Francesco Cascella e Carlo Biancofiore. È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, all’esecuzione della misura cautelare odierna, seguirà l’interrogatorio di garanzia e il confronto con la difesa degli indagati, la cui eventuale colpevolezza, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.

Tentato omicidio a Carrassi, ferito 25enne in moto: 4 arresti. È stato un agguato di mafia

Dalle prime ore di questa mattina, è in corso un’operazione del Comando Provinciale Carabinieri di Bari, delegata dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – finalizzata all’arresto dei presunti responsabili (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) del tentato omicidio premeditato aggravato dalle modalità mafiose, commesso nel quartiere Carrassi di Bari, in via Timavo, il 28 dicembre 2023 in danno di un 25enne verso il quale erano esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco.

Dopo essere stato raggiunto da diversi colpi di pistola il giovane era riuscito a salire sul suo scooter e dirigersi verso il policlinico di Bari, accasciandosi al suolo poco prima di arrivare. A distanza di meno di due anni, i Carabinieri hanno arrestato quattro persone, con l’accusa di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso.

Bari, tentato omicidio di Nicola Vavalle al San Paolo: dopo 9 anni arrestati 5 affiliati al clan Strisciuglio – I NOMI

Sono i fratelli Saverio e Giovanni Faccilongo, Vito Antonio Catacchio, Francesco De Marzo e Giovanni Sgaramella, le 5 persone arrestate e ritenute vicine al clan Strisciuglio accusate a vario titolo di “ tentato omicidio premeditato in concorso” e “detenzione e porto illegale in luogo pubblico di un’arma da guerra”(costituita da un fucile d’assalto Ak 47 kalashnikov), aggravati dalle modalità mafiose, per il tentato omicidio Nicola Vavalle.

Le indagini, coordinate dalla DDA di Bari e sviluppate in più fasi dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri per mezzo di servizi di osservazione, pedinamenti e attività tecniche, nonché supportate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli odierni arrestati – tutti appartenenti alla compagine del quartiere San Pio del più ampio clan Strisciuglio, attivo sul territorio di Bari e provincia – e di individuare il movente del grave fatto delittuoso.

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatte salve le valutazioni nelle fasi successive con il contributo della difesa), sono emerse le ragioni e le modalità esecutive del grave fatto criminoso consumato presso la zona Cecilia del Comune di Modugno (compresa nell’area geografica del quartiere San Paolo di Bari) il 18 giugno 2016.

Quel giorno Vavalle, anche lui già noto alle Forze di Polizia, stava percorrendo a bordo della propria autovettura via Caposcardicchio, strada di notevole flusso veicolare abitata e altamente frequentata attesa la vicinanza di uno dei maggiori nosocomi regionali, l’ospedale San Paolo, quando in pieno giorno e in orario di piena affluenza urbana e davanti agli occhi di ignari passanti, il commando composto dagli indagati iniziò a fare fuoco, all’indirizzo della vittima, sparando numerosissimi colpi d’arma da fuoco e utilizzando un fucile d’assalto Ak 47 kalashnikov.

L’indagine ha consentito di ricondurre l’evento delittuoso ad un quadro di situazione più ampio individuato nell’esigenza da parte degli esponenti del clan Strisciuglio di consolidare il loro ruolo egemonico nel proprio territorio di competenza criminale, ovvero il quartiere San Pio/Enziteto, mediante l’eliminazione fisica della vittima, responsabile, alcune ore prima, dell’aggressione fisica per futili motivi a danno di un fiancheggiatore del clan Strisciuglio. Francesco Vavalle, figlio di Nicola all’epoca 14enne, il pomeriggio di quello stesso giorno fece intervenire il padre in un lido di Santo Spirito in cui il buttafuori non gli aveva consentito di entrare senza pagare. Il padre avrebbe quindi aggredito il buttafuori, provocando la reazione del clan Strisciuglio a cui i Vavalle non si erano mai voluti sottomettere.

Nicola Vavalle, detto “Pacchione” o il “gatto”, è il fratello di Franco, considerato all’epoca il “re delle slot machine”, nei cui confronti era stato eseguito un sequestro da 50 milioni di euro. Nicola è stato arrestato nel febbraio 2017 per espiare una pena superiore ai 7 anni per i reati di rapina, inosservanza della sorveglianza speciale e resistenza a pubblico ufficiale. Già nel 2012 era stato arrestato e condannato a 5 anni e otto mesi per aver partecipato a diverse rapine con la famigerata banda della Porsche Cayenne.

 

Bari, tentato omicidio di Nicola Vavalle al San Paolo: arrestati 5 affiliati al clan Strisciuglio

I Carabinieri del Comando Provinciale di Bari hanno eseguito un’ordinanza applicativa di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, con la quale vengono riconosciuti gravi indizi di colpevolezza a carico di cinque persone, accusate a vario titolo di “ tentato omicidio premeditato in concorso” e “detenzione e porto illegale in luogo pubblico di un’arma da guerra”(costituita da un fucile d’assalto Ak 47 kalashnikov), aggravati dalle modalità mafiose.

Le indagini, coordinate dalla DDA di Bari e sviluppate in più fasi dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri per mezzo di servizi di osservazione, pedinamenti e attività tecniche, nonché supportate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli odierni arrestati – tutti appartenenti alla compagine del quartiere San Pio del più ampio clan Strisciuglio, attivo sul territorio di Bari e provincia – e di individuare il movente del grave fatto delittuoso.

Secondo l’impostazione accusatoria accolta dal Gip (fatte salve le valutazioni nelle fasi successive con il contributo della difesa), sono emerse le ragioni e le modalità esecutive del grave fatto criminoso consumato presso la zona Cecilia del Comune di Modugno (compresa nell’area geografica del quartiere San Paolo di Bari) il 18 giugno 2016 nel mentre la vittima, Nicola Vavalle, anche lui già nota alle Forze di Polizia, percorrendo a bordo della propria autovettura via Caposcardicchio, strada di notevole flusso veicolare abitata e altamente frequentata attesa la vicinanza di uno dei maggiori nosocomi regionali, l’ospedale San Paolo, in pieno giorno e in orario di piena affluenza urbana e davanti agli occhi di ignari passanti, veniva fatta segno da azione di fuoco da parte di un commando composto dagli indagati di cui uno esplodeva, all’indirizzo della vittima, numerosissimi colpi d’arma da fuoco utilizzando un fucile d’assalto Ak 47 kalashnikov.

L’indagine ha consentito di ricondurre l’evento delittuoso ad un quadro di situazione più ampio individuato nell’esigenza da parte degli esponenti del clan Strisciuglio di consolidare il loro ruolo egemonico nel proprio territorio di competenza criminale, ovvero il quartiere San Pio/Enziteto, mediante l’eliminazione fisica della vittima, responsabile, alcune ore prima, dell’aggressione fisica per futili motivi a danno di un fiancheggiatore del clan Strisciuglio.

Nicola Vavalle, detto “Pacchione” o il “gatto”, è il fratello di Franco, considerato all’epoca il “re delle slot machine”, nei cui confronti era stato eseguito un sequestro da 50 milioni di euro. Nicola è stato arrestato nel febbraio 2017 per espiare una pena superiore ai 7 anni per i reati di rapina, inosservanza della sorveglianza speciale e resistenza a pubblico ufficiale. Già nel 2012 era stato arrestato e condannato a 5 anni e otto mesi per aver partecipato a diverse rapine con la famigerata banda della Porsche Cayenne.

Bari, tentato omicidio di Nicola Vavalle al San Paolo. Blitz dei Carabinieri all’alba: arresti

Dalle prime ore di questa mattina, è in corso un’operazione del Comando Provinciale Carabinieri di Bari, delegata dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – finalizzata all’arresto dei presunti autori (fatte salve le valutazioni successive con il contributo della difesa) del tentato omicidio aggravato dalle modalità mafiose di Nicola Vavalle, commesso nel quartiere San Paolo il 18 giugno 2016 in danno di un uomo verso il quale erano esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco.

Maggiori dettagli sull’operazione saranno forniti nel corso della conferenza stampa, che si terrà, alle ore 10.00 odierne, presso la Procura della Repubblica di Bari, alla presenza del Procuratore della Repubblica di Bari e del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Bari.