“Oggi muori fascista”, le minacce dell’abusivo e l’intervento dei poliziotti: la chiamata al 112

Insulti di ogni tipo e minacce. Ogni volta che ci rechiamo in piazza Moro succede qualcosa, la presenza della nostra troupe e la nostra telecamera accesa ha mandato su tutte le furie il solito parcheggiatore abusivo. Questa volta però non ci siamo fermati al solito battibecco a distanza, fortunatamente non degenerato in altro, ma abbiamo richiesto l’intervento sul posto della Polizia. Ecco cosa è successo senza alcun taglio.

Domiciliari nel b&b occupato, Elvira torna dai Carabinieri: “Decreto Sicurezza inutile” (3)

Torniamo ad occuparci della storia di Elvira e del b&b “La casa della nonna” situto al civico 39 di via Pesole, a Noicattaro. Da ottobre scorso, come vi abbiamo raccontato nella prima parte di questa incredibile vicenda, non può più affittare la struttura e neppure può ristrutturare l’intero stabile.

Un uomo, insieme alla compagna (pare incinta), ha eletto il suo domicilio nel b&b per poter scontare gli arresti domiciliari, salvo poi continuare a delinquere e finire in carcere. La storia resta molto ingarbugliata e oggi a Elvira viene negato il diritto a gestire una proprietà nelle sue disponibilità.

Nel video precedente e in questo, potrete vivere insieme a Elvira la disperazione di non sentire la tutela delle istituzioni. Da ottobre scorso Elvira ha sporto almeno tre denunce, ha provveduto a fare una messa in mora, si è rivolta un numero imprecisato di volte ai Carabinieri del paese e a quelli della compagnia di Triggiano, a cui fa capo la stazione di Noicattaro.

Ci siamo recati con lei sul posto e, a causa del clima particolarmente teso, abbiamo ritenuto di dover chiamare il numero 112 per le emergenze. Dopo avervi fatto ascoltare il resto della telefonata al 112, abbiamo accompagnato Elvira presso la stazione dei Carabinieri di Noicattaro.

Brindisi, chiama il 112 e minaccia di togliersi la vita: ragazzina salvata dai Carabinieri

Una ragazza ha chiamato il numero di emergenza 112 e in lacrime ha svelato di volersi togliere la vita. L’operatore è riuscito ad intrattenerla al telefono, ascoltandola e parlandole, permettendo così ad una pattuglia dei Carabinieri di arrivare sul posto.

I militari sono riusciti a salvarla e ad affidarla alla cura dei sanitari. La giovane si era già procurata delle ferite alle braccia con una lametta.

Impiccata a sciarpa da stadio, liti col fidanzato e chiamate al 112: dubbi sulla morte di Roberta Bertacchi

Un clima di tensione con il fidanzato, tra continui litigi e violente discussioni, e tre chiamate al 112 due giorni prima di essere ritrovata impiccata sul balcone della sua abitazione in Salento. È quanto emerge da una seconda perizia sul telefono cellulare di Roberta Bertacchi, la 26enne ritrovata impiccata sul balcone della sua abitazione a Casarano con una sciarpa della squadra di calcio locale che le aveva regalato il suo fidanzato Davide Falcone, 36enne, indagato per istigazione al suicidio e maltrattamenti in famiglia, e dallo scorso 7 marzo in carcere nell’ambito di un blitz antidroga dei carabinieri. I nuovi elementi confluiti nel fascicolo d’inchiesta arrivano dall’analisi sul telefono della vittima su cui è in corso una seconda perizia disposta dal magistrato inquirente.

Il secondo accertamento è stato disposto dopo che i legali della famiglia di Roberta hanno depositato i risultati di una prima analisi sul cellulare della giovane da cui sono emerse alcune chat riconducibili a un altro numero intestato a Falcone, registrato da Roberta col nomignolo di ‘Pupetto’, dal cui tenore si evincerebbero litigi e discussioni tra i due. Il telefono di Roberta smise improvvisamente di funzionare il 4 gennaio e fu portato in un centro di assistenza perché danneggiato. Secondo l’ipotesi investigativa dei carabinieri, si sarebbe rotto durante un litigio con il fidanzato. La madre di Roberta Bertacchi non ha mai creduto al suicidio della figlia, avvalorato invece dall’autopsia.