Strage ferroviaria Andria-Corato, sentenza della Corte d’Appello: confermate le 2 condanne e le 14 assoluzioni

Confermate le due condanne (ma ridotte di pochi mesi) e le 14 assoluzioni nel caso del disastro ferroviario del 12 luglio 2016, sul tratto a binario unico Andria-Corato gestito da Ferrotramviaria, in cui morirono 23 persone e 51 rimasero ferite.

La Corte d’Appello di Bari ha ridotto di tre mesi, portando a sei anni e tre mesi di reclusione la condanna nei confronti del capostazione di Andria, Vito Piccarreta, e a sei anni e nove mesi (da sette anni) quella nei confronti di Nicola Lorizzo, capotreno del convoglio partito da Andria e diretto a Corato. Tra le assoluzioni confermate anche quella della società Ferrotramviaria.

Schianto bici-auto, l’ultimo saluto di Andria al rider 18enne Nicola Casucci: “Tempo del silenzio”

Le maglie nere. Gli occhi coperti dagli occhiali con le lenti scure che non riescono a nascondere le lacrime. Abbracciati, stretti uno accanto all’altro a passo lento dietro una bara color sabbia.

Così, la famiglia e gli amici di Nicola Casucci, il rider 18enne morto nella tarda serata di venerdì scorso in un incidente avvenuto ad Andria mentre stava lavorando, sono usciti dalla chiesa dedicata alla Madonna della Grazia in cui si sono svolti questa mattina i suoi funerali, vietati a telecamere e macchine fotografiche. A rompere il silenzio è stato solo il suono lento e grave delle campane.

“Non è questo il tempo di polemizzare, non è il tempo di avere spiegazioni davanti al mistero della morte: non c’è una spiegazione razionale che regga davanti al mistero della morte, c’è un silenzio da contemplare e da vivere. E per chi ha fede è il tempo di affidarsi completamente alla volontà di Dio”, le parole di don Vito Zinfollino nel corso dell’omelia.

Agli amici di Nicola e ai ragazzi e alle ragazze che hanno partecipato alle esequie, don Vito ha chiesto di “partire da questa ferita che deve segnare veramente una svolta nella vostra vita, una vita fatta più di bene che di male, una vita fatta di azioni che tendono a costruire e non a distruggere” e poi la richiesta ai più grandi a imparare “a valorizzare i ragazzi e le ragazze perché loro sono la nostra bellezza”. “Dio che non vuole la morte dell’uomo, anche nella sofferenza e nella tristezza è accanto a noi e piange insieme con noi”, ha concluso.

Rider morto ad Andria, Nicola Casucci era stato assunto da un mese: aperta inchiesta per omicidio stradale

Era regolarmente assunto Nicola Casucci, il rider di 18 anni morto a causa delle ferite riportate nell’incidente avvenuto ad Andria nella tarda serata di venerdì.

La vittima era stata assunta poco meno di un mese fa da Godez, una ditta che ad Andria e Trani si occupa di consegnare cibo a domicilio ma anche piatti da asporto.

Non sarà effettuata l’autopsia: la salma è stata riconsegnata ai familiari. La Procura di Trani, come da prassi, ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale per consentire accertamenti utili a ricostruire l’esatta dinamica dello scontro che ha coinvolto la bici su cui viaggiava il 18enne e l’utilitaria guidata da una biologa 28enne.

“Il Polo tecnico Liceale Ettore Carafa desidera esprimere le più sincere condoglianze alla famiglia di Nicola Casucci, giovane studente del nostro Istituto, la cui scomparsa ci ha profondamente colpiti e lasciati attoniti – si legge nella nota della scuola frequentata dalla vittima – La dirigente scolastica, Palma Pellegrini, insieme a tutta la comunità scolastica, esprime la propria vicinanza in questo momento di grande dolore. Siamo vicini alla famiglia con il pensiero e con il cuore. Il ricordo di Nicola rimarrà sempre vivo nella nostra comunità e nei suoi compagni”.

“Tutti noi di Godez siamo scossi da questa terribile perdita. Pur avendo condiviso con noi solo un breve periodo di lavoro, Nicola aveva già lasciato un segno con il suo entusiasmo e la sua voglia di fare. Per rispetto del dolore dei familiari, non rilasceremo ulteriori dichiarazioni”. È quanto si legge nella nota di Godez.

Tragedia ad Andria, schianto auto-camion: muore il 35enne Antonio Grumo. Tre feriti

È di un morto e di tre feriti il bilancio di un incidente stradale avvenuto in via Monte Faraone, alla periferia di Andria. La vittima è Antonio Grumo, di 35 anni. Due i mezzi coinvolti: una Peugout e un camion che, per cause da stabilire, si sono scontrati mentre percorrevano uno stretto viale di campagna. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia locale e il personale del 118.

Tragedia ad Andria, schianto auto-bici: muore il 18enne Nicola Casucci. Stava lavorando come rider

Un rider di 18 anni è morto mentre era al lavoro in un incidente stradale avvenuto in viale Virgilio all’angolo tra via Ospedaletto e viale Orazio, nel centro di Andria.

La vittima, Nicola Casucci, andriese, pedalava in sella alla sua bici quando, intorno alle 23.30, si è scontrato con un’auto guidata da una 28enne. Per lui sono stati immediati i soccorsi del 118, ma la corsa in ospedale e i tentativi di rianimarlo sono stati inutili.

Indagano i carabinieri che vagliano la posizione della conducente dell’auto, risultata negativa ai test sull’assunzione di droghe e alcol. La bici e l’auto sono stati sequestrati.

Lite per il parcheggio, corriere barese di Amazon accoltellato: fermato 68enne ad Andria

Un corriere Amazon è stato ferito con un taglierino a un braccio nel pomeriggio di ieri ad Andria, da un 68enne che lo avrebbe aggredito per motivi legati al parcheggio del mezzo di lavoro.

La vittima, un uomo di 35 anni originario di Bari, è stato soccorso dal personale del 118. Ha riportato una ferita che guarirà in massimo 15 giorni. Il presunto aggressore è stato fermato e la sua posizione è al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Secondo quanto ricostruito finora dai carabinieri intervenuti sul posto, il corriere aveva parcheggiato il furgone non lontano dal portone di un palazzo che si trova in via Sant’Andrea, per consegnare un pacco.

Il mezzo avrebbe infastidito il 68enne: tra i due è nata una accesa discussione sfociata poi nel ferimento del 35enne.

Paura ad Andria, appartamento in fiamme al quarto piano: evacuate 12 persone. Salvati tre animali domestici

È stato spento l’incendio divampato sul balcone di un appartamento al quinto piano di un palazzo in via Taranto, ad Andria. Non ci sono feriti: la casa era vuota quando si sono sviluppate le fiamme.

Complessivamente dallo stabile sono state evacuate dodici persone. Due anziani sono stati tratti in salvo con l’intervento degli agenti di Polizia locale e della Polizia Di Stato.

Le ultime cinque persone, tra cui una bambina piccola, che vivono nell’appartamento attiguo a quello interessato dall’incendio, sono state soccorse subito dopo dopo aver domato l’incendio. Portati in salvo anche tre animali domestici.

Sono intervenuti i Vigili del fuoco, la Polizia di Stato, la Polizia locale di Andria, il servizio sanitario del 118. E’ intervenuto anche il personale dell’Enel per mettere in sicurezza l’area.

Strage dei ciclisti a Terlizzi, è il giorno del dolore ad Andria: i funerali delle tre vittime. Proclamato lutto cittadino

Questa mattina si sono svolti, nella cattedrale di Andria, i funerali di di Sandro Abruzzese, Vincenzo Mantovani e Antonio Porro, i ciclisti travolti e uccisi domenica scorsa da un’auto mentre percorrevano la provinciale 231 in direzione sud, vicino a Terlizzi. Ad Andria è stato prolcamato il lutto cittadino.

Le magliette bianche con il logo dell’Avis stampato sul petto. I visi stretti in una morsa di dolore. Tra le mani uno striscione, dal fondo azzurro su cui ci sono tre cuori che si intersecano fra loro con i volti di tre amici che hanno intrecciato le loro vite grazie alla solidarietà e alla passione per la bici. E poi una scritta: “Tre vite spezzate. Il nostro silenzio grida giustizia”. Sono i volontari dell’Avis di Andria che questa mattina hanno abbracciato per l’ultima volta i ciclisti travolti e uccisi.

Le loro famiglie hanno scelto di far celebrare un funerale unico, nella Cattedrale della città che è stata interdetta a telecamere, macchine fotografiche e taccuini. Nella sua omelia, don Mimmo Basile, vicario generale del vescovo di Andria, ha ricordato che “Sandro, Vincenzo e Antonio hanno saputo amare e sono stati amati, nella loro esistenza quotidiana, negli affetti familiari, nel loro lavoro, nella trama delle relazioni con gli altri”.

Il sacerdote ha evidenziato “l’impegno sociale, il volontariato disinteressato, il servizio generoso che ha segnato le loro vite. Lo slogan dell’Avis ‘Il sangue non si versa, si dona’ ci dà la speranza che il sangue versato sulla strada da Sandro, Vincenzo e Antonio sia, ancora una volta, un sangue donato, un seme che chiede di essere accolto perché porti frutto e germogli in vita che fiorisce – ha continuato – che risorge qui e ora”. Poi la preghiera affinché “Dio possa consolare i loro cari e di dare consolazione nel dolore”. In città è stato proclamato il lutto cittadino.

I corpi sono stati consegnati alle famiglie ieri mattina, al termine degli accertamenti autoptici che hanno rilevato gravi traumatismi, fratture e lesioni agli organi interni. La Procura di Trani ha aperto una inchiesta per omicidio stradale plurimo per fare chiarezza su quanto accaduto e ha iscritto nel registro degli indagati il conducente dell’auto che ha investito i tre. Si tratta di un 30enne del Barese.

Sequestro lampo sulla Bisceglie-Andria, imprenditore picchiato e rilasciato in campagna: indagini in corso

Un imprenditore di circa 50 anni ieri mattina è stato vittima di un sequestro lampo sulla strada che collega Bisceglie ad Andria. L’uomo si trovava a bordo della sua auto ed è stato affiancato da due vetture.

Il 50enne è stato costretto a scendere e salire su un altro mezzo, prima di essere picchiato e rilasciato dopo poco dal commando nelle campagne di Andria. Qui è riuscito a dare l’allarme e chiamare i soccorsi.

La vittima ha raccontato di non aver pagato nulla per essere liberato. Sulla vicenda indagano i Carabinieri.

Strage dei ciclisti a Terlizzi, domani il funerale unico ad Andria: “Grati per la condivisione”

Saranno celebrati domani mattina alle 11, nella cattedrale di Andria, i funerali di di Sandro Abruzzese, Vincenzo Mantovani e Antonio Porro, i ciclisti travolti e uccisi domenica scorsa da un’auto mentre percorrevano la provinciale 231 in direzione sud, vicino a Terlizzi (Bari).

A presiedere la messa sarà don Mimmo Basile, vicario generale del vescovo di Andria. I corpi sono stati consegnati alle famiglie questa mattina, al termine degli accertamenti autoptici che hanno rilevato gravi traumatismi, fratture e lesioni agli organi interni. Le vittime sono tutte di Andria e componenti di CicloAvis, la sezione cittadina degli amanti della bici dell’Avis.

La Procura di Trani ha aperto una inchiesta per omicidio stradale plurimo per fare chiarezza su quanto accaduto e ha iscritto nel registro degli indagati il conducente dell’auto che ha investito i tre. Si tratta di un 30enne del Barese.

Ad annunciare che il funerale sarebbe stato unico per i tre, è stata la sindaca di Andria, Giovanna Bruno spiegando che la decisione è stata concordata dalle famiglie «e siamo loro grati per questa condivisione».

La prima cittadina ha confermato che nella giornata di domani sarà proclamato il lutto cittadino e “saremo chiamati tutti a condividere questo dramma che è collettivo – sostiene Bruno -. Nel frattempo continua la sospensione e il rinvio a data da destinarsi di tutte le attività ludico-ricreative in programma questi giorni»