Andria, litiga con un connazionale e appicca incendio in casa: arrestato 30enne nigeriano

Un uomo di 30 anni di nazionalità nigeriana è stato arrestato dai carabinieri ad Andria perché, dopo una accesa lite con un suo connazionale, avrebbe dato fuoco a un materasso provocando un pericoloso incendio nell’intera abitazione.

L’episodio, che risale alla notte tra il 16 e il 17 luglio scorsi, è avvenuto nel cuore del centro storico. Le fiamme si sono poi propagate in tutta l’abitazione rendendola inagibile assieme all’abitazione del piano superiore.

Al momento dell’arresto, è stato trovato in possesso di un accendino che per i militari è lo stesso usato per appiccare il rogo. L’uomo, che come il suo connazionale risulta in possesso di regolare permesso di soggiorno, è in carcere a Trani con l’accusa di incendio doloso.

Andria, investito da auto: 92enne muore dopo una settimana di agonia. Donna indagata per omicidio stradale

Non ce l’ha fatta il 92enne che il 16 luglio scorso è stato investito ad Andria da un’auto mentre attraversava le strisce pedonali all’altezza dell’incrocio tra via Aldo Moro e via Ospedaletto.

Dopo una settimana di agonia l’uomo è deceduto, le sue condizioni erano apparse subito gravi. Alla guida dell’auto una donna che si è fermata subito per prestare soccorso. La conducente resta indagata per omicidio stradale.

Viola il divieto di avvicinamento e si presenta a casa dell’ex fidanzata: 20enne arrestato ad Andria

Nonostante lei più volte lo abbia rifiutato arrivando a denunciarlo dopo la fine della loro relazione, lui non si è rassegnato e violando il divieto di avvicinamento a cui era sottoposto, avrebbe raggiunto la ex fidanzata a casa pur di rivederla. Per questo, è stato arrestato. Ai domiciliari con l’accusa di stalking, è finito un 20enne di Andria.

IL giovane, secondo quanto ricostruito dai carabinieri che hanno eseguito l’ordinanza di arresto nella serata di ieri, avrebbe violato il provvedimento del tribunale di Trani disposto a causa delle “reiterate violazioni delle prescrizioni imposte” e decise dopo “condotte moleste” ai danni della ex.

Dal comando provinciale di Barletta – Andria – Trani, i carabinieri fanno sapere che da gennaio scorso a oggi sono state raccolte 170 denunce per reati di violenza di genere mentre sono stati eseguiti 8 arresti in flagranza, 19 ordinanze cautelari, 28 divieti di avvicinamento e 3 aggravamenti di misura.

“Contrastare la violenza di genere significa garantire che ogni richiesta d’aiuto trovi risposta – spiegano in una nota i militari – perché la sicurezza vera nasce da relazioni autentiche e dalla promessa, silenziosa ma concreta, che nessuno sarà mai lasciato indietro”.

Andria, botti di Capodanno devastano palazzina dell’Arca Puglia: due arresti

Due persone sono state arrestate dagli agenti della squadra mobile della questura di Andria perché considerate responsabili della forte esplosione avvenuta nella scorsa notte di San Silvestro ai danni di una palazzina dell’Arca Puglia, l’Agenzia regionale per la casa e l’abitare, del quartiere San Valentino di Andria.

Ai domiciliari con l’accusa in concorso di porto in luogo pubblico e detenzione di materiale esplosivo, sono finiti un 22enne e un uomo di 29 anni, entrambi di Andria.

I due, secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla procura di Trani e basate su intercettazioni telefoniche e analisi dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza della zona, avrebbero trasportato e posizionato davanti al portone di ingresso del palazzo, 24 petardi di categoria F4 creando una esplosione simultanea con “un effetto devastante”, hanno scritto gli agenti del reparto artificieri della polizia.

Le lesioni alla struttura portante della palazzina del determinarono l’evacuazione a scopo precauzione delle sei famiglie inquiline del condominio. Il loro rientro è stato possibile dopo i lavori di messa in sicurezza dell’immobile.

Femminicidio ad Andria, Vincenza Angrisano uccisa dal marito davanti ai figli: Luigi Leonetti condannato all’ergastolo

La Corte di assise di Trani ha condannato alla pena dell’ergastolo Luigi Leonetti, il 51enne di Andria che il 28 novembre di due anni fa uccise a colpi di coltello la moglie, Vincenza Angrisano, di nove anni più giovane.

L’accusa aveva chiesto l’ergastolo con isolamento diurno per sei mesi. L’uomo, che si trova in carcere ed ha confessato il delitto, risponde di omicidio aggravato dall’aver agito per futili motivi e con premeditazione alla presenza dei figli di sei e 12 anni, che erano in casa nel momento del delitto ed è accusato anche di maltrattamenti in famiglia e lesioni colpose.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei carabinieri coordinati dalla Procura di Trani, la 42enne sarebbe stata accoltellata a morte, con alcuni fendenti al torace e all’addome, dopo aver riferito al marito che non sarebbe rientrata a casa e che voleva mettere fine alla loro relazione.

“Attendiamo le motivazioni della sentenza e ricorreremo in appello”, dichiara Savino Arbore, difensore di Leonetti che al momento della lettura della sentenza non era in aula.

Andria, tragedia all’alba nei campi. Malore fatale: muore bracciante di 50 anni

Tragedia all’alba nelle campagne di Andria dove un agricoltore di 50 anni è morto mentre era al lavoro. Secondo quanto si è appreso, l’uomo si è sentito male e si è accasciato al suolo. Per lui inutili i soccorsi.

L’intera area è stata messa in sicurezza per consentire gli accertamenti di rito. Sul luogo della tragedia sono intervenuti i tecnici dello Spesal (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) dell’Asl Bat e i tecnici della prevenzione che stanno effettuando verifiche sulla documentazione sanitaria e sulle condizioni lavorative dell’operaio deceduto.

Andria, tentata estorsione sul cantiere Ferrotramviaria: minacce a tecnico e imprenditore. Arrestati due 60enni

La Polizia ha arrestato due uomini di Andria, di 68 e 67 anni, con l’accusa di tentata estorsione aggravata. Vittime un consulente di Ferrotramviaria e un imprenditore coinvolti nei lavori di interramento e ristrutturazione della linea ferroviaria della città.

Secondo le indagini coordinate dalla Procura di Trani, i due avrebbero per almeno 4 mesi minacciato di morte il consulente della società di trasporti, incaricato di seguire i lavori con l’obiettivo di ottenere la gestione della vigilanza del cantiere ferroviario, e uno dei titolari delle ditte incaricate di effettuare i lavori edili in sub-appalto, da cui avrebbero preteso 64mila euro pena atti ritorsivi a lui e alle sue proprietà.

Le indagini sono state avviate dopo la denuncia delle due vittime. Gli indagati, uno dei quali è considerato un elemento di spicco della criminalità locale, sono agli arresti domiciliari.

Femminicidio ad Andria, Vincenza Angrisano uccisa dal marito davanti ai figli: chiesto l’ergastolo per Luigi Leonetti

La Procura di Trani ha chiesto la condanna all’ergastolo con isolamento diurno per Luigi Leonetti, l’uomo di 53 anni reo confesso dell’omicidio della moglie, la 42enne Vincenza Agrisano, uccisa il 28 novembre di due anni fa mentre si trovava sull’uscio della porta del bagno dell’abitazione a tre chilometri dal centro abitato di Andria.

In casa c’erano anche i due figli della coppia che all’epoca avevano 6 e 11 anni. La richiesta è stata formulata nell’ambito del processo in corso davanti alla Corte d’Assise di Trani. L’uomo è accusato di omicidio volontario con l’aggravante di aver compiuto il fatto ai danni del coniuge.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei carabinieri, l’uomo avrebbe sferrato tre fendenti alla vittima: quello mortale l’ha raggiunta al petto. La donna, che si occupava della vendita di prodotti per la casa, da quanto emerso dall’autopsia sarebbe morta in poco tempo tanto che al suo arrivo, il personale del 118 chiamato dal marito, ne constatò solo il decesso. La prossima udienza è prevista per l’11 luglio.

Andria, scontro auto-monopattino in via don Riccardo Lotti: gravissima 14enne. Ferita l’amica

Una 14enne è ricoverata in Rianimazione all’ospedale Bonomo di Andria dopo essere rimasta coinvolta in un incidente avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri in via don Riccardo Lotti.

La giovanissima si trovava a bordo di un monopattino, in compagnia di una coetanea, che si è schiantato contro un’auto. Nella notte è stata sottoposta ad un intervento neurochirurgico per un grave trauma cranico, le sue condizioni sono gravi e serie.

L’altra ragazzina invece è stata dimessa questa mattina con una prognosi di 10 giorni. La Polizia Locale ha avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’impatto.

Strage ferroviaria Andria-Corato, la Procura di Bari chiede altre 15 condanne fino a 12 anni di reclusione

La Procura generale di Bari ha chiesto 15 condanne, tra i 12 anni e i 6 anni di reclusione, per gli imputati nel processo sul disastro ferroviario del 12 luglio 2016, avvenuto lungo la tratta gestita dalla Ferrotramviaria – tra i comuni di Andria e Corato – nel quale morirono 23 persone e 51 rimasero ferite. Lo scontro frontale tra i due convogli avvenne su una tratta a binario unico alternato gestita con il sistema del blocco telefonico.

La richiesta è stata avanzata oggi dai sostituti Chiara Morfini e Marcello Catalano nel corso del processo d’appello. Chiesta anche una sanzione di 1,1 milioni di euro per Ferrotramviaria e la revoca delle autorizzazioni, licenze e concessioni per l’esercizio dell’attività per un anno.

Le richieste sono le stesse presentate il 27 ottobre 2022 dalla Procura di Trani, agli imputati sono contestati a vario titolo i reati di disastro ferroviario, omicidio colposo plurimo e falso. Il 15 giugno 2023 il Tribunale di Trani condannò a 6 anni e 6 mesi di reclusione il capostazione di Andria, Vito Piccarreta, e a 7 anni il capotreno del convoglio partito da Andria e diretto a Corato, Nicola Lorizzo, disponendo 14 assoluzioni. Il Tribunale escluse l’illecito amministrativo di Ferrotramviaria perché “il fatto non sussiste”. La Corte d’Appello ha fissato altre cinque udienze, dal 23 giugno all’11 luglio, per le discussioni delle difese.

Il blocco telefonico è un sistema in base a quale i capistazione si scambiano dispacci per autorizzare la partenza dei treni verso la stazione successiva. Fu così che dalla stazione di Andria (da Piccarreta) – secondo l’accusa – fu concesso alle 10.45 il via libera per la partenza dalla stazione di Corato dell’Et1016 e, senza aspettare l’arrivo di questo convoglio nella stazione di Andria, fu fatto partire alle ore 11:00 l’Et1021 verso Corato (sul quale di trovava il capotreno Lorizzo).

L’impatto ad alta velocità tra i due convogli fu inevitabile. Dopo la strage, la circolazione sulla tratta fu bloccata ed è ripresa solo il 3 aprile 2023. I binari ora sono due e sono dotati di moderni sistemi di sicurezza automatizzati, blocco conta assi compreso.