Assalto ai bancomat in Puglia, Foggiano senza pace: 11esimo colpo da inizio anno. Ladri in fuga col bottino

Ennesimo attentato esplosivo la notte scorsa ad uno sportello bancomat nel Foggiano. Si tratta dell’undicesimo dall’inizio dell’anno ai danni di sportelli automatici.

Mercoledì ci sarà un incontro in prefettura, a Foggia, per far fronte all’emergenza e se non saranno presi provvedimenti i sindaci minacciano di consegnare la fascia tricolore.

L’ultimo attentato è stato compiuto la notte scorsa quando un ordigno è stato fatto esplodere con la solita tecnica della marmotta nello sportello automatico della filiale della Credem a Pietramontecorvino, nel subappennino dauno. Ingenti i danni alla struttura.

I malviventi sono fuggiti su un suv col bottino (in corso di quantificazione) lasciando sull’asfalto chiodi a tre punte. Sul posto stanno operando carabinieri, scientifica, artificieri e vigili del fuoco.

“Mercoledì avremo un incontro in prefettura anche con gli altri sindaci dell’area dei Monti Dauni – ha sottolineato all’ANSA il primo cittadino Domenico Zuppa -. Se non ci daranno risposte, come un presidio delle zone da parte dei militari, siamo anche disposti a consegnare le fasce. Per noi sindaci è impossibile con le risorse che abbiamo garantire sicurezza alla nostra popolazione. Ormai si parla di un assalto al giorno”.

Assalto ai bancomat in Puglia, nuovo colpo da 10mila euro nel Foggiano: ladri in fuga con bottino

Un violento boato è stato avvertito nella notte a Bovino, piccolo comune dei Monti Dauni in provincia di Foggia, dove ignoti hanno piazzato un ordigno esplosivo, tipo marmotta, all’interno della fessura dello sportello bancomat della filiale della banca Intesa SanPaolo in corso Umberto in pieno centro cittadino.

I banditi, a quanto si apprende, sono fuggiti con l’incasso il cui valore è ancora in corso di quantificazione ma da una prima stima sarebbe superiore ai 10mila euro. Indagini sono in corso da parte dei carabinieri che stanno verificando le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona.

Assalto a portavalori sulla Lecce-Brindisi, trovate carbonizzate due auto del commando: caccia aperta ai banditi

Sono state ritrovate altre due delle auto usate dal commando armato che lo scorso 9 febbraio ha assalto il portavalori sulla superstrada Lecce-Brindisi. Si tratta di una Kia Sportage bianca e di un’Alfa Romeo Stelvio.

La prima è stata impiegata durante la fuga, la seconda è stata usata come auto civetta con lampeggiante. Entrambe le vetture sono state alle fiamme.

La scoperta nel tardo pomeriggio di ieri in una zona di campagna tra Salice salentino e Guagnano. A trovarle un agricoltore di passaggio che ha subito allarmato i Carabinieri.

Sabato scorso era stata rinvenuta una terza auto usata dal commando, una Jeep di colore chiaro abbandonata nei pressi del cimitero di San Pietro Vernotico. Al momento ancora nessuna traccia dei complici dei due banditi fermati, Giuseppe Russo e Giuseppe Iannello.

I due sono stati fermati ai carabinieri mentre fuggivano a piedi nelle campagne di Squinzano poco dopo l’assalto armato, fallito, al blindato della Battistolli spa, contenente un carico di denaro contante di 5.904.436,00 euro.

Assalto ai bancomat, nuovo colpo a Noicattaro: salta in aria lo sportello della Banca Popolare Pugliese

Un altro assalto ai bancomat in Puglia e nel Barese, questa volta un forte boato è stato avvertito poco prima delle 5 in via Siciliano, a Noicattaro. In aria lo sportello Atm della Banca Popolare Pugliese.

Secondo le prime informazioni in azione tre o quattro persone con il volto coperto con la solita tecnica della marmotta. La violenta esplosione ha danneggiato la struttura e le vetrate della filiale.

I malviventi sono poi fuggiti via a bordo di un’auto di grossa cilindrata prima dell’arrivo sul posto delle forze dell’ordine. Non è ancora chiaro se il colpo sia andato a segno.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi e l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza. A quanto pare però la banda ha utilizzato della polvere bianca con un estintore per coprirsi da eventuali riprese video.

Assalto da film al portavalori, guardie giurate senza tutele: “La nostra vita vale 3 euro al giorno”

Le immagini dell’assalto al portavalori sulla superstrada Lecce-Brindisi hanno fatto il giro del mondo. Torniamo ad occuparcene con Francesco De Carne, guardia giurata e sindacalista. Abbiamo scoperto che l’indennità per il trasporto come quello che stava avvenendo quel giorno vale solo 3 euro.

Non è l’unico problema di una categoria nascosta, le guardie giurate rischiano ogni giorno (e notte) la vita e in tanti sono costretti poi a fare i conti con traumi permanenti. Nel video allegato la denuncia e l’appello di Francesco De Carne.

Assalto a portavalori, udienza in carcere: Giuseppe Russo e Giuseppe Iannello restano in silenzio nell’interrogatorio

Giuseppe Russo e Giuseppe Iannello si sono avvalsi della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio davanti al gip Tea Verdereosa e al pm Alessandro Prontera.

Questa mattina era fissata alle 9.30 nel carcere di Lecce l’udienza di convalida dei fermi a carico dei due uomini ritenuti componenti del commando che lunedì mattina ha assaltato un portavalori sulla statale tra Brindisi e Lecce.

Sono accusati di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, associazione di stampo mafioso, danneggiamento seguito da incendio, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, tentato omicidio aggravato dai motivi abietti, rapina aggravata, estorsione, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente.

I due sono stati fermati ai carabinieri mentre fuggivano a piedi nelle campagne di Squinzano poco dopo l’assalto armato, fallito, al blindato della Battistolli spa, contenente un carico di denaro contante di 5.904.436,00 euro. Si attende nelle prossime ore la convalida del fermo con la custodia cautelare in carcere.

Assalto ai bancomat in Puglia, esplosione nella notte a Canosa: salta in aria lo sportello della Bcc. Danni ingenti

Un altro assalto ai bancomat in Puglia, questa volta è stato preso di mira lo sportello della Bcc a Canosa situato in via Generale Francesco Rizzi.

Un forte boato ha svegliato intorno alle 3.30 i residenti, l’esplosione ha sventrato la struttura e provocato danni ad alcune auto in sosta.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e i Carabinieri, sono state state avviate subito le indagini. Il colpo è fallito e gli autori sono fuggiti a mani vuote, chi è entrato in azione ha provato a portare via la cassaforte, senza successo.

Durante la fuga hanno gettato per strada chiodi a tre punte. Al vaglio anche le immagini della videosorveglianza.

Assalto a portavalori, il carabiniere ferito nell’inseguimento: “In quei momenti non pensi a nulla”

“Faccio le maratone, sono iscritto ad una associazione sportiva dilettantistica e quando l’ho visto fuggire mi sono detto, ‘se vuoi metterti a correre, corriamo pure e vediamo dove arriviamo’. Fino ad una mezza maratona ce l’avevo nelle gambe, 21 km, ma penso che sarei arrivato fino a Lecce pur di prenderlo”.

A parlare è il brigadiere Donato Russo, di 56 anni, uno dei carabinieri che ieri è intervenuto durante l’assalto al portavalori lungo la superstrada Brindisi-Lecce e che è riuscito a bloccare dopo un inseguimento uno dei due componenti del commando che ora sono in carcere.

Nelle fasi concitate della cattura ha avuto una colluttazione col fuggitivo ed ha riportato la frattura di una costola, una sospetta lesione ad una spalla, e escoriazioni al labbro per i pugni ricevuti. Ora è ricoverato nel reparto di Ortopedia del Vito Fazzi – Dea di Lecce.

Dall’ospedale racconta di avere corso oltre un chilometro e mezzo nelle campagne di Squinzano prima di riuscire a bloccare l’uomo. “In quei momenti – dice – non pensi a nulla, solo ad assicurarlo alla giustizia e ad arrestarlo. Poi a mente fredda pensi a quello che poteva accadere”.

Russo è in servizio nella sezione operativa dei carabinieri della compagnia di Campi salentina. Accanto a lui ci sono colleghi, la moglie Simona e il figlio Cristiano che dice: “Per me papà è un eroe. Ha messo davanti il dovere alla sua famiglia. Un gesto che insegna i valori di appartenenza alla divisa e i valori che incarna i valori l’Arma dei carabinieri e che lui ha trasmesso.

Sul fronte delle indagini le Procure di Lecce e di Brindisi sono in stretto contatto. Vengono analizzati gli elementi raccolti, le auto sequestrate usate dai malfattori e le decine di filmati girati dagli automobilisti che riprendono l’assalto. Le indagini si estendono anche nel Foggiano, territorio di origine dei due fermati, con controlli e perquisizioni.

Assalto a portavalori, il carabiniere coinvolto nell’inseguimento: “Hanno sparato per uccidere non siamo eroi”

Luca Petruzzo, brigadiere in servizio a Cellino San Marco, è uno dei carabinieri che hanno inseguito i due presunti componenti della banda che ha assaltato il portavalori con Kalashnikov ed esplosivo sulla strada Brindisi-Lecce.

“Ho ingaggiato l’inseguimento dell’auto con il collega a folle velocità – racconta – e loro hanno sparato contro la nostra auto di servizio: siamo riusciti a evitare il primo colpo di fucile, il secondo ha colpito il parabrezza. Abbiamo ancora continuato nonostante i due colpi fino a quando siamo entrati nel centro abitato dove c’erano scolaresche ai bambini e lì abbiamo desistito per evitare conseguenze”. Hanno sparato per uccidere? “Penso di sì”, ha risposto. Poi ha precisato: “Non ci sentiamo eroi, facciamo il nostro lavoro”.

Il vicebrigadiere Giuseppe Conte, del nucleo operativo radiomobile di Brindisi, non era in servizio ma si trovava sulla strada nel momento dell’assalto. Per questo ha dato l’allarme ma si è lanciato all’inseguimento dei malviventi con la propria auto.

“Ho messo in sicurezza le persone ed è sopraggiunta una macchina dalla parte posteriore – ha spiegato ai giornalisti – ho provato a bloccarla pensando fosse qualche utente della strada che si si stava infilando per per avvicinarsi. Ma sono ripartiti e da lì ho cominciato ad inseguirli per una quindicina di chilometri. Durante l’inseguimento ero continuamente in contatto con la centrale, dando tutte le indicazioni che potevano essere date. In tutto questo sono stato speronato due volte da un’altra macchina, che credo fosse un’auto di supporto dei malviventi”. “Il nostro è un lavoro di squadra, non di un singolo militare”, ha concluso.

Assalto a portavalori, fermati due foggiani di 62 e 39 anni: uno di loro è un ex militare. Caccia ai complici – NOMI

Sono Giuseppe Russo e Giuseppe Iannelli i due foggiani di 62 e 39 anni fermati con l’accusa di aver preso parte all’assalto del portavalori ieri mattina sulla superstrada Lecce-Brindisi. Uno di loro è un ex militare con una lunga esperienza nel battaglione San Marco (i lagunari di Marina).

Entrambi sono accusati concorso di tentato omicidio, rapina pluriaggravata, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente, resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.

Sono stati fermati e bloccati dopo un inseguimento tra Campi Salentina e Guagnano. I due hanno tentano la fuga a piedi ma un carabiniere li ha rincorsi e, dopo una violenta colluttazione, è riuscito a bloccarne uno, restando ferito. Poco dopo è stato fermato anche il secondo.

I due vengono condotti in caserma e sottoposti a interrogatorio, ma restano in silenzio e scatta così il fermo di indiziato di delitto. Le indagini proseguono per individuare gli altri componenti della banda e i complici.