Assalto a portavalori sulla superstrada Lecce-Brindisi, testimone sotto shock: “Arma puntata in faccia e auto rubata”

“Mi stavo recando all’università del Salento perché dovevo sostenere un esame questa mattina. Davanti a me mi sono ritrovata un camioncino posizionato diagonalmente che bloccava la strada. Ho pensato ad un incidente invece poi ho sentito degli spari e ho visto due persone incappucciate. Uno di loro aveva un fucile e ha sparato. lo mi sono nascosta per la paura dentro la macchina”.

Questo il racconto di una ragazza che questa mattina si è ritrovata coinvolta nell’assalto ai portavalori avvenuto sulla superstrada Lecce-Brindisi. Gli autori hanno bloccato la carreggiata posizionando auto di traverso e poi hanno fatto esplodere il furgone.

Dai video registrati dagli automobilisti in transito, si vedono almeno sei persone agire a volto coperto, alcune con indosso tute bianche e imbracciando armi. La rapina, a quanto si apprende, non sarebbe stata consumata. Per fuggire, i malviventi avrebbero poi rapinato dell’auto alcuni automobilisti in transito. La banda avrebbe agito usando auto con lampeggianti, per camuffarle come auto civili in servizio alla polizia.

“Quando hanno sparato loro hanno fatto retromarcia e non sapendo cosa fare, l’ho fatta anch’io – ha aggiunto -. Perché, sinceramente non stavo capendo nulla. Ma quando ho fatto manovra la macchina mi si è spenta. Non ho fatto in tempo a riaccendere l’auto che ho visto il rapinatore che mi puntava il fucile dentro la macchina. Mi ha fatto scendere dalla macchina e lì mi hanno lasciato in mezzo alla strada. Un ragazzo ha poi posizionato dei chiodi per terra e un’altra persona ha incendiato un’altra macchina. Con la mia invece sono scappati via. lo sono stata soccorsa da una persona che era dietro di me. La macchina è stata ritrovata più avanti e ora è sotto sequestro”.

 

Bitonto, Polizia trova auto rubata: restituita al proprietario. Una denuncia per guida senza patente

Nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto ai furti di autovetture, nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha svolto a Bitonto un servizio straordinario di controllo del territorio, finalizzato ad aumentare la sicurezza dei cittadini e contrastare i fenomeni predatori che interessano l’area.

L’operazione ha visto l’impiego di pattuglie del Commissariato di PS sul territorio urbano e nelle aree rurali, con l’ausilio di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Centrale” e del IX Reparto Volo.

Nel corso dei servizi sono state identificate 97 persone, di cui 41 risultate con segnalazioni di polizia. Effettuati 5 posti di controllo, 62 i veicoli sottoposti a verifica: un’autovettura, risultata provento di furto, è stata rinvenuta e restituita al legittimo proprietario; contestate 5 violazioni al Codice della Strada, mentre 2 veicoli ed un ciclomotore sono stati sottoposti a sequestro amministrativo. Una la carta di circolazione ritirata.

Una persona deferita all’Autorità Giudiziaria per guida senza patente, eseguite 5 perquisizioni personali e 3 perquisizioni domiciliari. L’attività si inserisce in un più ampio piano di controllo straordinario del territorio disposto dalla Questura di Bari, volto a prevenire reati contro il patrimonio, con particolare attenzione al fenomeno dei furti di autovetture, e a garantire maggiore sicurezza nei quartieri cittadini e nelle aree rurali.

Auto rubata con a bordo esplosivi e tripodi, all’interno trovato un arsenale: “Materiale per assalto ai bancomat”

Proseguono le indagini dei carabinieri dopo il ritrovamento di esplosivi, ieri mattina, in un’auto rubata e parcheggiata nei pressi dell’ex sede comunale di Statte.

Nel veicolo i militari hanno trovato due ordigni artigianali, le cosiddette marmotte, normalmente usate per far esplodere sportelli bancomat, insieme a circa sessanta candelotti confezionati e particolarmente pericolosi.

Recuperato anche uno scatolo pieno di tripodi, strumenti impiegati per bloccare le strade ed ostacolare l’intervento delle forze dell’ordine, oltre a materiale per il travisamento – passamontagna, guanti, abiti e calzature anonime – due estintori e due fumogeni.

L’intervento immediato degli artificieri del Nucleo investigativo di Taranto, si evidenzia in una nota, ha consentito la bonifica e la messa in sicurezza degli ordigni.

L’area era stata temporaneamente isolata, con traffico interdetto ed evacuazione precauzionale di alcune abitazioni, fino al completamento delle operazioni.
Alle attività hanno partecipato anche i militari della sezione investigazioni scientifiche di Taranto che hanno effettuato rilievi tecnici, verifiche dattiloscopiche e prelievi biologici e materiali da inviare al raggruppamento investigazioni scientifiche di Roma per ulteriori analisi.

Sono in corso accertamenti, inclusa l’analisi delle immagini di videosorveglianza, per risalire a chi avesse in possesso il veicolo e al possibile collegamento con assalti a bancomat e portavalori.

Bari, a Poggiofranco rubata l’auto della responsabile regionale delle malattie rare: trovata sventrata a Cerignola

“Aggiornamento rapido sul furto. L’auto è stata ritrovata dalle autorità nella zona di Cerignola. Ahimè ci è stato detto che è stata sventrata”. Ad annunciarlo in un post pubblicato sui social è il figlio di Giuseppina Annichiarico, responsabile del Coordinamento regionale delle malattie rare.

Nella giornata di ieri, sempre sui social, aveva diffuso un appello denunciando il furto e spiegando l’importanza della vettura. “Capiremo presto la condizione complessiva confidando di fatto proprio sugli adattamenti che potrebbero aver limitato i danni”, si legge nel post.

“C’è anche la sedia a rotelle ma non la borsa da medico – conclude -. Non è esattamente una storia con un lieto fine ma ringrazio tutte le persone care, vicine e lontane che in un modo o nell’altro ci hanno aiutato”.

Bari, scempio a Poggiofranco: rubata l’auto della responsabile del Coordinamento regionale delle malattie rare

“Ieri, in data 5 maggio, durante un congresso riguardante le malattie rare, in zona Hotel Nicolaus Sheraton di Bari, è stata rubata una Kia Sportage del 2018 con targa FW516LS, l’auto della dottoressa Annicchiarico (che è anche mia madre). Ma questa non è solo la storia generica di un furto di un’auto in quanto, seppure un piccolo mezzo, bisognerebbe comprendere il valore di cosa significhi quell’auto sia per me che per tutti noi”.

Inizia così il post di denuncia pubblicato sui social dal figlio di Giuseppina Annichiarico, responsabile del Coordinamento regionale delle malattie rare. “Oltre ad essere un’auto adattata alla guida per chi ha una disabilità molto specifica come la mia (particolari modifiche su misura che compromettono di fatto in maniera sostanziale le funzioni e l’estetica dell’auto, dovendo aggiungere in plancia tutta una serie di controlli per luci, frecce e segnali acustici, più un adattamento vistoso al volante), al suo interno c’era la mia sedia a rotelle, il cartellino per i disabili e la borsa da medico lì pronta per essere disponibile a chiunque la chiami a qualsiasi ora del giorno e notte”, si legge nel post.

“Ricreare adesso tutti questi accorgimenti sarebbe davvero difficile e, vista la mia condizione, sicuramente si allontana sempre più anche solo la possibilità di sperare di poter riprendere a guidare – aggiunge Ettore -. Ma non è tutto. Quell’auto significa anche ben altro per tutti noi perché, sin da quando ha sostituito la sua predecessora, è stato il mezzo che ha potuto permettere tutti gli spostamenti quotidiani in ogni parte di Italia da parte di un medico che si batte ogni giorno annullando quasi completamente se stessa e sottraendo tempo e energie alla propria famiglia affinché, me, noi, i nostri figli, zii, genitori, parenti stretti o lontani o amici possano in qualche modo beneficiare di tutte quelle accortezze di cura e sostegno che il nostro Stato prevede ma che aspetta e, ahimè, necessita costantemente di qualcuno che li renda effettivi”.

“Quell’auto, tra mille urgenze, permetteva a una donna sempre pronta a servire la comunità di essere dove più serviva. E quindi chiedo che questo comunicato si diffonda il più possibile, affinché, cortesemente, l’auto possa essere ritrovata e continuare a svolgere il suo piccolo grande compito”, conclude.

Rubata l’auto a una mamma sola. L’appello agli “amici di Japigia”: “Ho due bimbe. È un disastro”

A volte è davvero difficile mantenere la calma. Per la rubrica “Povero a chi capita” vi raccontiamo la storia di Ilaria, mamma sola di 26 anni con due figlie di 6 e 3 anni. Sta svolgendo un corso per diventare OSS in via Caldarola e proprio lì la sua Grande Punto grigia, targata EW570YZ, è stata rubata.

L’auto è fondamentale per tutti gli spostamenti. Ilaria la usa per seguire il corso, per tutti gli spostamenti e per accompagnare le piccole a scuola. Il Gps ha segnalato un indirizzo, Ilaria si è recata sul posto, ma della vettura senza traccia.

Nonostante il triste furto subito, mamma Ilaria non si arrende. Ha la sensazione che l’auto sia ancora nei paraggi e per questo ha diffuso anche un appello su Facebook. Nel video allegato tutti i dettagli della vicenda.

Tentano di sfondare la vetrata dell’Eurospin ma l’auto resta sospesa in aria sui paletti: scritta la storia a Sannicandro

Un tentato furto maldestro destinato a restare nella storia. Una banda di malviventi, intorno alle 4 di notte, dopo aver rubato un’auto a Bitritto, si è recata all’Eurospin di Sannicandro.

La classica retromarcia a forte velocità, per sfondare le protezioni anti sfondamento e le vetrate, non è andata però a buon fine. I paletti infatti non hanno ceduto, piegandosi solo leggermente, e l’auto è rimasta praticamente sospesa in aria e incastrata.

Dopo diversi tentativi falliti, i ladri sono stati costretti ad abbandonare tutto e fuggire a piedi visto l’arrivo della vigilanza. Proprio una Guardia Giurata di Sicuritalia, impegnata in un giro ispettivo della zona, ha notato l’auto impilata fuori dal supermercato e quindi ha contattato direttamente la Centrale Operativa e le Forze dell’Ordine.

L’odissea del sindaco di Giovinazzo: “Mi hanno rubano l’auto e hanno tentato furto in casa mia. State attenti”

“Cari amici buongiorno. Mi scuso se in questi ultimi giorni ho perso qualche chiamata, ho vissuto giornate difficili. Ho subito il furto della mia auto – ritrovata poi del tutto cannibalizzata – e nella stessa serata un tentato furto nel nostro piccolo condominio ad opere di ignoti che hanno ispezionato le porte dei nostri appartamenti facendosi aprire il portone con la scusa di essere corrieri e di dover lasciare l’olio a Sollecito. I malviventi sono fuggiti grazie alla prontezza di spirito del mio vicino che è davvero in gamba. È capitato a noi e può capitare ad altri: diffidate da questo corrieri che con la scusa della consegna dell’olio inducono le persone a scendere al piano terra lasciando incustoditi gli appartamenti”. Inizia così il racconto social del sindaco di Giovinazzo, Michele Sollecito.

“Abbiamo già segnalato tutto alle forze dell’ordine e invito tutti a fare altrettanto quando vediamo qualcosa di anomalo. I ladri d’auto agiscono in orari ormai ordinari e indossano il cappuccio, non esitiamo a contattare subito polizia locale e carabinieri. Spesso ci lamentiamo sui social di questi fenomeni, non ho visto alcun commento, invece, quando appena due mesi fa sono stati arrestati diversi componenti di alcune bande di furti d’auto: lo scrivo perché tutti possiamo rinnovare la nostra fiducia nello Stato, negli inquirenti e nelle forze dell’ordine”, aggiunge il primo cittadino.

Auto rubata a Bari, 33enne disabile lancia appello social: poche ore dopo viene ritrovata a pezzi a Bitonto

Lancia un appello sui social per ritrovare la sua Opel Crossland sparita nel nulla da Palese, ma a distanza di ore viene chiamato dal commissariato di Bitonto e scopre che la vettura si è trasformata in una carcassa ed è stata cannibalizzata. Protagonista un 33enne disabile barese, Daniele Di Gioia. “Aiutatemi a trovarla con l’auto mi sposto per la fisioterapia e ho la possibilità di vivere una vita normale”, si leggeva nel post. Nulla da fare, l’auto sarà demolita. Si tratta dell’ennesimo furto d’auto nel Barese, questa volta la vicenda assume però connotati ancora più tristi.